«Lo chiese il boia al corvo / e il pennuto rispose: / Oscuro è chi cavalca con la Morte / Nell’ombra della mezzanotte, / Nero è ogni cavallo, grigio ciascun teschio / E straniero ogni occhio offuscato. / Alla morte più antica del tempo / Hanno dotato calore e respiro: / Al dono delle quiete han rinunciato» (R.E. Howard, I neri Cavalieri della notte).
Un paio di giorni fa cercando qualcosa da leggere durante un tragitto in treno mi sono imbattuto in una raccolta di racconti dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard. Ho iniziato a leggerli più per curiosità che per interesse (il genere fantastico non mi ha mai attratto più di tanto), comunque rimanendone favorevolmente impressionato. Non essendo l’analisi letteraria il mio campo, intendo solo proporre alcune impressioni sul testo e fornire alcune informazioni su uno scrittore forse non conosciuto al grande pubblico, almeno non a quello italiano. Mi scuso in anticipo per le lacune nell’analisi critica.
La raccolta comprende otto racconti brevi per un totale di un centinaio di pagine, i cui titoli sono:
Le ali notturne
Ombre Rosse
La Mano destra del giudizio
Il ritorno di Sir Richard Greenville
Hawk di Basti
Lo scricchiolio delle ossa
I neri cavalieri della morte
Teschi sulle stelle
I luoghi in cui sono ambientati la maggior parte dei racconti, sono lande desolate sconosciute all’uomo occidentale e generalmente infestate da creature infernali. L’epoca storica in cui sono ambientati i racconti è la metà del Cinquecento, anche se a dire il vero di riferimenti al contesto storico nel corso della narrazione ne appaiono ben pochi, per cui se non fosse per il fatto che nel racconto “Hawk di Basti” il protagonista accenna alla persecuzione dei Puritani nell’Inghilterra retta dai Tudor, il lettore avrebbe difficoltà a collocare le avventure in un determinato contesto. D’altronde, visto che si tratta di un racconto fantasy è del tutto normale che non sia ambientato in un contesto spazio- temporale realistico. Il protagonista di tutti i racconti è Solomon Kane detto Il Puritano. Costui è un avventuriero vagabondo di origine inglese, un uomo alto e magro, dai capelli corvini e ,di un pallore quasi spettrale, conoscitore di mille idiomi, temprato da mille battaglie, ha una forza quasi sovraumana, è sempre armato di tutto punto e perennemente abbigliato di nero. La caratterizzazione psicologica del personaggio è quasi inesistente. E’ guidato a esplorare l’ignoto dal suo istinto e dalla volontà di vivere nuove avventure. Kane è fermamente convinto di essere uno strumento divino per liberare il mondo dall’empietà e dall’ingiustizia. In questo tratto rispecchia un po’ la mentalità americana. Sulla terra non ha paura di niente, neanche della morte, anzi egli anela di morire in battaglia e non per causa naturale, l’unica cosa che forse teme è il giudizio divino. Qui sorge una contraddizione, Kane è religioso ma allo stempo è una macchina per lo sterminio, condanna la magia nera ma spesso viene da essa salvato e porta sempre con se un bastone ju-ju regalatogli da uno sciamano, è tanto sensibile all’ingiustizia quanto spietato contro i malvagi. Insomma sembra quasi che Lui possa infrangere le regole con permesso speciale dell’Onnipotente (di nuovo secondo me ritorna la mentalità americana). Howard a mio parere con questo personaggio ha anticipato di almeno mezzo secolo la figura dell’eroe dark caratteristica dei fumetti americani anni ottanta, per intenderci secondo me Kane è una versione arcaica di The Punisher.
Il racconto I neri cavalieri della morte è solo una bozza pubblicata postuma mentre Il ritorno di Sir Richard Greenville è una poesia basata su sogno di Kane. Non ho particolari commenti in proposito. Ritengo siano chicche per gli ammiratori dello scrittore texano.
I restanti racconti della raccolta (Le ali notturne, Ombre rosse, Hawk di Basti, Lo scricchiolio delle osse e Teschi sulle stelle) si sviluppano seguendo lo stesso ordito. Kane, sta scappando da qualcosa o cammina semplicemente per la sua strada quando viene guidato come dal destino o dal disegno divino in un luogo afflitto da una qualche arcana maledizione, che Lui stesso provvederà ad estirpare al fine di aiutare la popolazione indigena. Il puritano è comunque un uomo e come tale può fallire, e questo è quello che avviene nel racconto le ali notturne. In tale racconto infatti egli inseguito da una tribù di cannibali africani finisce in un villaggio chiamato Bogonda. Gli indigeni sono resi schiavi da bestie alate con sembianze umane (le aakana) che sistematicamente esigono un tributo di sangue da parte della popolazione. Tali bestie si riveleranno essere le Arpie sconfitte a suo tempo dall’eroe Giasone e scacciate dal Mediterraneo in queste terre un tempo prospere e benevole. Dopo aver ucciso un’aakana Kane viene eletto a divinità protettrice da parte degli abitanti di Bogonda che si ribellano alla truce tirannia delle arpie. Il finale del racconto è un delirio di sangue. Howard descrive non lesinando particolari truculenti, la strage compiuta dalle arpie. Nonostante gli sforzi dell’eroe che decima quasi da solo l’intera popolazione delle bestie mitologiche, queste riescono a sterminare l’intero villaggio. La vendetta di Kane non si fa attendere. Il puritano infatti uccide tutte le possibili prede delle arpie, e ripone le loro carni all’interno di una capanna trappola. Le arpie superstiti, attratte dal sangue entrano nella capanna e Kane gli da fuoco. Il racconto si chiude con la risata di Kane che sovrasta le urla disperate delle arpie che vengono purificate dal rogo.
L’episodio Ombre Rosse inizia con Kane in viaggio che si imbatte in una ragazza agonizzante che con le sue ultime forze racconta all’eroe che il suo villaggio era stato distrutto da una banda di briganti guidata dal famigerato Le Loup, lei era stata catturata, torturata per poi essere lasciata alla mercé dei lupi e dei corvi. Il Puritano giura solennemente di vendicare tale barbarie. Inizia così una caccia senza sosta dei componenti della banda di assassini, che uno ad uno, vengono eliminati senza troppi problemi fino ad arrivare al loro capo Le Loup un individuo tanto abile nella battaglia quanto crudele e scaltro. Il primo incontro tra i due avviene nella grotta covo del bandito, ma Kane fallisce nel suo intento omicida, in quanto il lupo riesce a scappare approfittando dell’oscurità dell’antro e di un passaggio segreto. Kane non si arrende, e insegue il bandito in giro per il mondo (anche in Italia) arrivando però sempre un attimo dopo la sua partenza. L’inseguimento ha fine nel solito misterioso paese africano, dove Le Loup si è stabilito guadagnando il rispetto degli indigeni e diventando il nuove stregone al posto del vecchio N’longa (lo sciamano che donerà il bastone ju-ju a Kane). Mentre Kane vaga nelle foreste del luogo, si imbatte nel cadavere di quella che sembra essere un scimmia di dimensioni inaudite, si china ad esaminarla abbassando la guardia e viene colpito da un altrettanto enorme componente della tribù locale che fino ad allora era rimasto nascosto, il puritano perde i sensi. Al suo risveglio Kane si ritrova legato mani e piedi e in compagnia di un certo N’longa che gli spiega di essere stato uno schiavo in Inghilterra e che una volta liberato era tornato nel suo paese diventando un grande uomo di magia, purtroppo la fine della sua fortuna era stata determinata dall’arrivo di Le Loup e delle sue armi prodigiose che avevano conquistato la fiducia del capo tribù Songa e determinato la sua ascesa sociale. L’uomo ju-ju offre a Kane il suo aiuto per sconfiggere la tirannia di Le Loup e dell’ingrato capo tribù. Howard descrive N’longa tra il serio e il faceto, facendolo sembrare un esaltato e lasciando fortemente il dubbio al lettore sulle effettive capacità magiche del vecchio stregone. Il complotto del Vecchio sciamano viene però ben presto scoperto dalle spie di Le Loup per cui, sia il puritano che N’longa vengono condannati a morire sul rogo. I due sono legati a dei pali nel centro del villaggio, e l’intera popolazione è chiamata ad assistere alla loro fine prima però l’enorme individuo responsabile della cattura di Kane, esibisce di nuovo la sua prodigiosa forza scaraventando un traditore contro una parete rocciosa e uccidendolo sul colpo. Dopo questo terribile spettacolo le pire vengono accese, tutto sembra finito per il puritano, N’Longa spira dopo pochi attimi, ma ecco che all’improvviso il cadavere dell’uomo trucidato dal gigante riprende vita, tutta la tribù compreso Kane rimane impietrita, Le Loup scappa, il re africano paralizzato dal terrore, rimane avvinghiato al suo trono mentre lo zombie gli si avvicina sempre di più . Inutili si rivelano le lance scagliate da qualche guerriero che intanto si era ripreso dallo sgomento, la cosa avanza imperterrita e si avventa sul capo degli indigeni uccidendolo. Subito dopo, lo zombie crolla al suolo morendo la seconda volta, mentre N’Longa riapre gli occhi spiegando a Kane di aver fatto trasmigrare la sua anima nel corpo dell’altro condannato. La tribù libera immediatamente l’inglese e l’uomo ju-ju prostrandosi ai loro piedi. Kane non ha tempo per la vana gloria e si dirige immediatamente all’inseguimento di Le Loup. Lo scontro all’arma bianca avviene in una radura, e dura per un tempo lunghissimo, dopo aver subito diverse ferite dal suo nemico Kane riesce comunque ad infliggergli la stoccata mortale. Giustizia sembra essere fatta, ma in lontananza compare la figura del gigante indigeno che vuole a tutti i costi uccidere l’inglese. Kane è stremato e ferito dal duello precedente ed è consapevole di non poter affrontare con successo l’ennesimo nemico, tuttavia raccoglie le sue ultime forze ed invece di scappare si mette in posizione di difesa. Quando ormai il grande cacciatore è a pochi metri dal puritano la quiete della foresta che circonda la radura è spezzata da un urlo sovraumano. Si tratta di uno scimmione di proporzioni mastodontiche carico di rabbia e di rancore nei confronti dell’indigeno colpevole di aver ucciso alcuni giorni prima la sua compagna. La bestia fa letteralmente a pezzi il grande cacciatore scagliandone i resti verso gli alberi, Kane non viene degnato di uno sguardo dalla scimmia vendicatrice. Non vado oltre nel raccontare gli episodi, sia per non rovinare la festa a chi incuriosito intendesse leggerli, sia perché fondamentalmente sono molto simili.
Il narratore in tutti i racconti è eterodiegetico e onnisciente. Lo stile di scrittura di Howard è molto fluido e avvincente, la scelta accurata della terminologia fa sopportare anche le atrocità e gli abomini minuziosamente descritti, le trame sono caratterizzate da estrema linearità a volte però, secondo me, trascendono nel banale. Insomma grande tecnica narrativa, grande fantasia, ma poco sforzo nello sviluppare idee brillanti. E’ come se Howard facesse nascere la sua opera la curasse amorevolmente fino ai primi passi e poi però la spedisse in orfanotrofio per la fretta di passare ad una nuova opera. Tale punto debole era probabilmente dovuto alla giovanissima età dell’autore, ma forse ( è una mia congettura) al fatto che pubblicando i suoi racconti in riviste doveva sottostare a dei limiti quantitativi che imbrigliavano la sua opera. Per struttura e fantasia sembrano racconti che molti ragazzi scrivono nei primi esperimenti letterari dell’età adolescenziale, quello che li distingue è una capacità di utilizzo del lessico da scrittore navigato e di buon livello.
In ultima battuta, una lettura senza impegno carica di avventura e di tensione, di sicura presa su di un pubblico adolescente, da leggere tutta d’un fiato nel giro di poche ore.
Robert E. Howard nasce nel 1906 in Texas a Peaster per poi trasferirsi nel 1907 con la sua famiglia nella cittadina di Cross Plains dalla quale non si sposterà mai nel corso della sua breve vita. E’ considerato il fondatore di quel filone del genere Fantasy denominato “Sword and Sorcery” (Spada e Stregoneria per i non anglofoni). Amico e corrispondente epistolare di quello che è stato uno dei grandi maestri dell’horror H.P. Lovecraft (ritengo al pari di Poe) debutta come scrittore nel 1929 pubblicando il racconto Ombre rosse sulla rivista Weird Tales .Dotato di una fervida immaginazione, fu un autore estremamente prolifico. Muore suicida all’età di 30 anni, a seguito di una profonda depressione. Tra i personaggi creati dalla penna di Howard oltre a Solomon Kane va citato Conan il Cimmero (da cui i film di Schwarzenegger).
Per saperne di più su Howard e le sue opere:
http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Ervin_Howard
Edizione esaminata:
Robert E. Howard, Le ali notturne, Compagnia del fantastico,1995
Precedenti pubblicazioni dei racconti di Howard:
Teschi sulle stelle (Skulls in the Stars, Weird Tales, Gennaio 1929)
La mano destra del giudizio (The Right Hand of Doom, postumo, su Red Shadows della Grant, 1968)
Ombre rosse (racconto) (Red Shadows, Weird Tales, agosto 1928)
I neri cavalieri della Morte (Death's Black Riders, postumo, breve frammento, REH: Lone Star Fictioneer, 1967)
Lo scricchiolio delle ossa (Rattle Bones, Weird Tales, Giugno 1929)
Hawk di Basti (Hawk of Basti, postumo, Red Shadows)
Il ritorno di Sir Richard Grenville (The Return of Sir Richard Grenville, postumo, poesia, Red Shadows)
Le ali notturne (Wings in the Night, Weird Tales, luglio 1932)
Commenti
Provo il mio primo esperimento nella sezione arti. Abbiate pietà, sono un novellino.
Intanto: inserisco i tags necessari ("letteratura", di default per ogni recensione che abbia a che fare con l'analisi di un libro, e - nel caso specifico - aggiungo "narrativa").
(corretti i nomi in: Lovecraft, Schwarzenegger - google ti può aiutare, volta per volta. La verifica si fa in un attimo, basta consultare wikipedia)
Thank you
nevermind:)
Prima domanda:
che intendi per "Il narratore in tutti i racconti è eterodiegetico"?
Volevi dire "extradiegetico"? Spiegami meglio.
"Howard a mio parere con questo personaggio ha anticipato di almeno mezzo secolo la figura dell?eroe dark caratteristica dei fumetti americani anni ottanta, per intenderci secondo me Kane è una versione arcaica di The Punisher".
> un appunto.
"Ottanta", quando si riferisce alla decade, va sempre maiuscolato. Così ad es. anni Venti, etc.
> un'osservazione.
"Versione arcaica di 'The Punisher'": che intendi?
Cosa intendi per "eroe dark"? Qual è la differenza tra The Punisher e The Crow?
"la scelta accurata della terminologia fa sopportare anche le atrocità e gli abomini minuziosamente descritti"
> che intendi per 'scelta accurata della terminologia'?
"grande tecnica narrativa, grande fantasia, ma poco sforzo nello sviluppare idee brillanti."
> che intendi per 'grande tecnica' narrativa?
E come si sposa la 'grande fantasia' con la 'linearità' che sfocia nel banale, nelle trame?
"lessico da scrittore navigato e di buon livello."
> che intendi?
esemplifica.
"H.P. Lovecraft (ritengo al pari di Poe)"
Biografie.
Poe (1809-1849)
http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Allan_Poe
Lovecraft (1890-1937)
http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Phillips_Lovecraft
ocio alle distanze (due generazioni piene, che diventano 3 considerando quando HPL comincia a scrivere. Niente parità)
# franchi Dice:
Prima domanda:
che intendi per ?Il narratore in tutti i racconti è eterodiegetico??
Volevi dire ?extradiegetico?? Spiegami meglio.
Non essendo un grande esperto forse ho sbagliato il termine. Intendo che la narrazione avviene in terza persona da un punto di vista esterno.
Correggi, allora, appena puoi:
"extradiegetico".
"intradiegetico" quando è in prima persona.
http://www.demauroparavia.it/41753
?Versione arcaica di ?The Punisher??: che intendi?
Cosa intendi per ?eroe dark?? Qual è la differenza tra The Punisher e The Crow?
Intendo un eroe non tipo i superman o i spiderman che combattono il cattivo con il guanto di velluto, gli eroi oscuri si sporcano le mani di sangue usando le stesse armi del nemico, crudeltà e zero pietà.
che intendi per ?grande tecnica? narrativa?
E come si sposa la ?grande fantasia? con la ?linearità? che sfocia nel banale, nelle trame?
Intendo che scrive in modo molto appassionante e coinvolgente. Sa come far star incollato il lettore alle sue pagine. Come detto le trame erano semplici semplici, però i personaggi sono molto fantasiosi e attraenti.
ocio alle distanze (due generazioni piene, che diventano 3
considerando quando HPL comincia a scrivere. Niente parità)
perchè due autori di generazioni differenti non possono essere paragonati?
E perché i personaggi sono fantasiosi e attraenti (14)?
*
Il dark è un po' un'altra cosa. (13). Per migliaia di ragioni che adesso, I beg your pardon, rinvierei a qualche altra fonte.
Te la cerco.
http://en.wikipedia.org/wiki/Dark_Culture
non è aggettivo che va speso con disinvoltura.
15.
Perché di solito uno s'è ispirato all'altro.
"Intendo che scrive in modo molto appassionante e coinvolgente."
Quello è stile, non "tecnica".
?lessico da scrittore navigato e di buon livello.?
Che ha una grande proprietà di linguaggio. Spesso si trovano libri scritti con i piedi questo non è sicuramente il caso.
Però mi son documentato extradiegetico=eterodiegetico.
?Intendo che scrive in modo molto appassionante e coinvolgente.?
Quello è stile, non ?tecnica?
Grazie non lo sapevo.
19.
Ma accidenti il lessico è tutta un'altra cosa. Altro che proprietà di linguaggio, è una questione più complessa. La ricchezza lessicale può non essere accompagnata dalla proprietà di linguaggio.
Non è una categoria che può essere spesa a casaccio, sulla base delle tue impressioni su - oltretutto - una traduzione.
La Letteratura non è scienza, ma bisogna andarci cauti lo stesso.
Non si spara...
20. Eh. Ma noi tendevamo a usare "extradiegetico". Extra - latino - sta per "al di là", Eteros - greco - significa "altro". Siccome "intra" è latino e non greco, era questione di uniformità lessicale.
Dove l'hai pescata quella categoria, e questo lemma greculo? In quale contesto, e su quale manuale?
Bo a me tipo il personaggio di N'longa mi suscita una simpatia immediata, quello di Le Loup anche se è cattivo fino in fondo all'anima ,non riesci a odiarlo del tutto, anche lo stesso Kane ne ammira le doti di guerriero e di coraggio,anche se riteine che il lupo rappresenti tutto ciò che c'è di sbagliato nel mondo, tra i due si instaura un rapporto di rispetto ma allo stesso tempo di odio profondo. Vorrei potermi spiegare meglio, ma non lo so fare, mi son piaciuti.
va bene, ok.
"Conan" è la prossima cosa che ci aspettiamo (ma non parlare di lessico e tecnica, per favore)
ave
Ecco qua eterodiegetico http://it.wikipedia.org/wiki/Figure
ciccio, ho capito. ti ho fatto una domanda precisa. dove hai pescato quel termine.
e quali differenze riconosci tra greco e latino, e perché. (cfr. commenti precedenti. Il significato è lo stesso, la parola si compone di termine greco+greco o latino+greco. Volevo capire dove l'avevi trovato e quando).
Nei mei lontani ricordi delle superiori mi risulta eterodiegetico e omodiegetico.
Mi spiace, ma avevo preavissato di non esser un granchè, non essendo del campo uso la terminolgia barbara che mi viene sul momento, solo che così ho notato che si creano degli equivoci non indifferenti. Prometto di essere più accorto in futuro.
Il nome del testo delle superiori purtroppo non me lo ricordo.
non ti scoraggiare gabriè, franchi non dice le cose per offendere gratuitamente. non sei obbligato ad usare un linguaggio letterario, ma usare al meglio gli strumenti che ti appartengono. Se conosci 1-2-3 fai una recensione con quei tre numeri, senza usare 4-5-6 che non ti appartengono per ora. quello che franchi intende è saper valorizzare quello che si ha, non valorizzarsi con quello che si acquisisce col tempo. la sua asprezza, talvolta eccessiva, deve essere vista (ed è questo che lui vuole) come uno stimolo a migliorarsi, piano piano.le terminologie il lessico e un'analisi più profonda vengono col tempo, con la dimestichezza, col fiuto di chi ha vagliato tanti tanti testi. per questo io volo basso, cerco sempre di essere comprensibile e man mano affino in quello che posso esprimermi. forza e coraggio.
del resto tutti impariamo ogni giorno, e intanto hai segnalato un libro che non circola perché di Howard ci si ricorda solo per Conan!
I don't worry. Era un primo esperimento, magari si nascesse con la scienza infusa. Grazie per i suggerimenti.