DENTRO IL CUORE E DENTRO IL SANGUE. Dopo due libri come Oblivio, non a caso viola e Le lusinghe della notte dove la parola poetica è declinata come partitura musicale arriva Iridescenze del cuore che racconta il sesso e l’amore etero e lesbico con la grazia del volo di una farfalla e con l’incisività del tool che taglia il diamante: “
Amanti/sino al sospiro/che per ultimo/cadde sul selciato/come fiocco di neve/color cielo/il tuo sesso fu/l’unica carne/che mi si sciolse/in bocca”
Iridescenze del cuore, libro complesso e semplice, come solo la vera poesia può essere. Versi d’amore infuocati e di erotismo che si adagia sulla pelle del lettore per annidarsi poi nel cuore e nel cervello.
“Sotto il ciliegio/un tappeto di fiori/a far corona alle mani che/come verdi rami/s’intrecciano al tuo sesso”
In Iridescenze del cuore il corpo diventa un tappeto di preghiera, la carne si fa spirito trasformandosi in parola e la pelle e l’occhio spalancato sciolgono i nodi dell’amore. La scrittura si snoda con un linguaggio chiaro, vere e proprie illuminazioni zen. Non ci sono codardia né ipocrisia nella parola di Titti Rigo de Righi, ma una verità che si fa parola. Ogni tanto si rinvengono dichiarazioni di poetica: “Ti ho scritto sul corpo/’tutto’ in una notte/Lacrime e versi/che ormai calpesteremo”
Poche parole, per motivi di spazio, ai disegni di Elizabeth Frolet, di immaginifica potenza, poetici fino alla crudeltà, di artaudiana memoria, che non illustrano ma creano strade di lettura parallele. Iridescenze del cuore gronda sangue e stilla acqua pura.
INTERVISTA
‘Iridescenze del cuore’è un libro di versi erotici, come mai questa scelta un po’ controtendenza?
Non mi sono mai preoccupata di essere ‘pro’ o ‘contro’, faccio e scrivo ciò che ho dentro, ciò che sento. In età matura è sorta l’esigenza di tirar le somme (per quanto io consideri assai limitativo il linguaggio numerico) delle mie scorribande amorose e sessuali, l’Eros non è mai radicato solo alla terra, la ricerca spirituale passa anche dalla consapevolezza della carne, a cui siamo indissolubilmente legati.
Perché, ancora oggi, l’erotismo in senso battailiano è così sdegnato dai poeti?
Diceva Battaille che ‘la totalità divina è legata alla trasgressione della legge che fonda l’ordine degli esseri frammentati’ … ‘ma la morte, o almeno la contemplazione di essa, riconduce gli uomini all’esperienza della totalità’; non so perché l’erotismo sia sdegnato, io penso che la poesia erotica sia una vera meditazione sulla finitezza umana, mi piace confrontarmi con essa, mi da il brivido della roulette russa.
Tu scrivi anche prosa, vedi ‘Nero d’avorio’, quali differenze tra poesia e prosa?
Se fossi un maschio direi: la poesia è un ‘essere’ che mi piace così tanto da avere una eiaculatio precox, a volte la penna non fa in tempo a scrivere ciò che ha ispirato i versi tanta è la fulmineità dell’evento nel cuore; la prosa è un ‘essere’ che va pre-gustato e di cui va assolutamente ritardato l’effetto orgasmico emotivo collaterale.
I tuoi maestri di scrittura erotica?
Catullo, Boccaccio, De Sade; ma anche Baudelaire, Rimbaud, Lorca, Neruda, tutti poeti che hanno scritto versi forti e sublimi, come tutto ciò che caratterizza l’erotico. Recentemente un libro pubblicato da Einaudi, “La mandorla” di Nedjma (pseudonimo). Altri maestri li trovo oggi nelle fila dei pittori, scultori, stilisti e fotografi contemporanei, molto spesso sono proprio le loro opere a creare in me le immagini che trasmuto in versi.
Si può ancora distinguere tra erotismo e pornografia?
Penso proprio di sì: la scrittura erotica lascia aperta la parte immaginativa, il suo contenuto va oltre la materia e abbraccia così anche ciò che di spirituale è in ognuno di noi, l’inesprimibile; la pornografia riproduce il sesso come copia di una realtà oggettiva, spesso quindi non lascia alcuna memoria.
In tempo di mondi virtuali per te soprattutto mondi carnali…
Sogno un mondo di ‘vivi’ e quindi di esseri prima di tutto carnali, con tutto ciò che nella carne è impresso: pianto, riso, dolore, gioia, odio, empatia.
I tuoi maestri di vita?
I miei nemici. E poi mio padre che mi insegnò l’importanza di pensare con la mia testa e di essere una buona e selettiva ‘lettrice’. Artisticamente il grande Federico Fellini, genio dell’onirico e del sensuale, alcuni attori di teatro, amici artisti, le mie “strizza-cervelli”, gli uomini e le donne intimamente vicini per affinità elettive, ultimamente i mistici, gli ‘illuminati’, ormai li riconosco da lontano per intuizione e condivisione.
Non è facile entrare nel laboratorio di un poeta ma proviamoci con questi tuoi versi: “i sogni sono scolpiti sulla pelle…”
….da sempre canto il suono della terra / sogno ciò che m’inonda di semi e di calore / vibro la stanza protetta della solitudine /come corda d’arpa / metto a fuoco la sinfonia dei sensi / io sono ‘suono’…mi ‘sogno’
Visto che sei una grande lettrice di poesia, qualche libro immancabile?
Le poesie di Sylvia Plath, Antonia Pozzi, José Saramago, R. M. Rilke e Hafez (poeta persiano del XIV secolo). Di molte poetesse sono state scritte bellissime e appassionanti biografie; sulla letteratura del novecento da non perdere ‘La malattia dell’infinito’ di Pietro Citati
Sei una nota grafologa, il tuo lavoro influenza la tua scrittura poetica?
Grafologa e grafomane! Il mio destino sta nel cognome… tutto verte attorno alla scrittura ma sono due strade parallele che non s’incrociano mai; tuttavia la Grafologia è una disciplina che va in profondità ed arricchisce quanto, prima di studiarla, nessuno può immaginare; dal punto di vista ‘umano’ quindi la mia professione ha fatto crescere la mia scrittura poetica.
Le immagini di Elizabeth Frolet, toccanti e appropriate, mai illustrative, propongono un altro piano di lettura, come è nata la vostra collaborazione?
Casualmente, come spesso nella vita avvengono gli incontri importanti, un amico poeta in comune (Antonio Veneziani), sono andata a conoscerla nella sua casa in Trastevere, le ho fatto leggere i miei versi…ho guardato i suoi disegni …è stato subito colpo di fulmine, la trovo geniale nella reinvenzione, nella ricerca, nell’andare oltre.
Cosa ti colpisce di più, e come poetessa e come fruitrice e collezionista di pittura, delle immagini di Elizabeth Frolet?
Sono affascinanti, sensuali, simboliche, sono ‘fatte a strati’ molto spesso Elizabeth usa il collage, materiali diversi messi insieme, apparentemente disomogenei ma in realtà visibili su più orizzonti; e poi è una creativa anche nel modo d’essere nevrotica e nel vestire.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Titti Rigo de Righi è nata a Palermo da madre siciliana e padre lombardo. Romana di adozione, studia Filosofia alla Sapienza. Si diploma poi Grafologa e si specializza in Grafologia Giudiziaria. Vive e lavora a Roma come Consulente del Tribunale.
Titti Rigo de Righi, “Iridescenze del cuore”, Edizioni Libreria Croce, Roma 2010. llustrazioni di Elizabeth Frolet.
Approfondimento in rete: Gregorini su TRDR
Antonio Veneziani, marzo 2010
Commenti
[titti rigo de righi] Il
[titti rigo de righi] Il maestro Antonio Veneziani scrive del nuovo libro di versi della poetessa. Grazie per questo nuovo contributo!
buona lettura, intanto
gf
[rigo] sistemato un po'
[rigo] sistemato un po' l'impaginazione, adesso dovrebbe andar meglio;).