Mason Richard

Noi

Autore: 
Mason Richard
LUDICER
 
Bissare il successo ottenuto dall’opera prima, tradotta in ben ventidue lingue, costituiva la sfida alla quale Mason si è preparato per cinque lunghi anni, lontano dall’Inghilterra, suo paese d’adozione, lontano dalle pressioni di stampa ed editori, prigioniero nell’incubo di confermare, con la stesura del secondo romanzo, quanto di buono la critica avesse scritto finora della sua penna.
Spogliato dell’ingenuità con la quale aveva affrontato il “progetto personale” di “Anime alla deriva”, nato come realizzazione di un sogno coltivato sin da bambino e poi trasformatosi in un best-seller capace di portare l’allora matricola di Oxford alla ribalta internazionale, il giovane romanziere di origine sudafricana si è misurato con tutta la complessità della gestazione del suo secondo libro sul quale pesavano le gravose aspettative delle numerose case editrici pronte a celebrare un nuovo trionfo.
Uscito in anteprima mondiale qui in Italia, per quella che l’autore stesso definisce una forma di gratitudine verso Einaudi, “Noi” (sarà pubblicato in Inghilterra soltanto a giugno) rappresenta, quindi, la risposta di Mason nel duro confronto con la responsabilità di non smentire la buona fama piovutagli addosso qualche anno addietro. Una storia che infrange tutti i luoghi comuni sull’idillio della gioventù stipata tra le mura secolari dei prestigiosi college inglesi. Una storia sulla forza dell’amore e sull’ostinata incoscienza dell’adolescenza. Una storia sulla morte e sul senso di colpa generato dal vuoto. Una storia che si dipana col fascino ambiguo di un canone a tre voci perlopiù collocate su differenti piani cronologici: quattro vite incrociate narrate attraverso il racconto di tre giovinezze tradite.
L’inchiostro di Mason dà fiato ai ricordi di Jake, Julian ed Adrienne e ci fa piombare in sprazzi della loro quotidianità presente, faticosamente costruita attorno all’assenza di Maggie, la leader, la paladina degli afflitti, quella che, in una società divisa tra tiranni, vittime e spettatori, suo fratello, l’eterno secondo violino, non tarda a definire tiranna per la sua capacità di farsi amare e temere contemporaneamente; per il modo spregiudicato in cui riesce a persuadere gli altri nell’assecondarla; per il suo totale rifiuto dei compromessi, benché usi il proprio potere unicamente per proteggere i deboli e schierarsi, piccolissima, contro le trappole per topi disposte dal padre sul pavimento della cucina o difendere e riscattare, diciottenne, il ragazzo che ama: quel biondino, figlio di un’estetista, completamente estraneo ai meccanismi della upper-class inglese, arrivato a Botesdale sulle ali di una schedina e costretto a subire lo scherno e le umiliazioni dei rampolli marchio Oxford. Jake cresce confrontandosi ogni maledetto giorno con la crudeltà di chi, attraverso la derisione, riesce ad infliggergli ferite non rimarginabili, ferite che la giovane Ogilivie proverà a sanare con la sua sete di giustizia, nel tentativo di rinviare al mittente tutto il male sofferto da Hitchins.
E sebbene, per Julian, sulla scorta di Hobbes, “esperienza significhi prudenza”, né lui né Adrienne riescono a restare spettatori imparziali all’interno della commedia imbastita da Maggie. Una commedia dall’epilogo assolutamente tragico in cui, come afferma lo stesso Mason in un’intervista rilasciata alla stampa italiana, “i grandi eventi sono conseguenza di piccoli episodi. Dettagli irrilevanti, banali manipolazioni della verità sprigionano conseguenze imprevedibili” e lo scherzo assume le proporzioni del disastro, la vita gioca con la morte finendo per piegare il collo e  soccombere.
L’autore classe 1978, pertanto, dopo “The Drowning People” torna ad ambientare le sue pagine nell’Inghilterra “perbene” fatta di etichette e formalismi; torna a misurarsi con la forza dell’amore e del senso di colpa generato da una morte che diventa vuoto e poi assedio per chi sopravvive; torna a fotografare personaggi paralizzati dal dolore ed incapaci di superare i rimpianti, ma il suo stile entra in rotta di collisione con lo scrivere fluido e scorrevole del primo romanzo per passare ad una forma narrativa forse più complessa, ma non altrettanto coinvolgente. La trama viene svelata in maniera tale che il lettore non possa sapere oggettivamente che cosa sia accaduto, ma riesca solo a dedurlo dalle versioni non sempre coincidenti dei protagonisti. La narrazione, infatti,  prosegue a singhiozzi attraverso i ripetuti flashback e le voci sovrapposte di Julian, Jake ed Adrienne per rispondere all’esigenza di riprodurre al meglio le dinamiche fondamentali nell’ambito delle relazioni umane, all’interno delle quali non esiste una verità assoluta, ma ognuno ha una sua verità da presentare agli occhi avidi di chi legge.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Richard Mason (1978) è nato in Sudafrica. Quando aveva dieci anni, i suoi genitori, militanti anti-apartheid, hanno lasciato il Paese, trasferendosi in Inghilterra. Mason ha studiato a Eton e Oxford e ora divide il suo tempo tra la patria ed il suo Paese d’adozione.

Richard Mason, “Noi”, Einaudi, Torino, 2004.
Traduzione di Susanna Basso.


Approfondimento in rete: RaiLibro/ Il Sole 24 ore /

MASON in LANKELOT:
Anime alla deriva a cura di Migliore
Noi a cura di Migliore
 
Angela Migliore, 2004

Originariamente apparso su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
9788806176600

Commenti

"....secondo libro sul quale pesavano le gravose aspettative delle numerose case editrici pronte a celebrare un nuovo trionfo."
Questo fatto dev'essere un po' angosciante per uno scrittore, tutte 'ste aspettative e magari contratti già firmati.....uhmmmm probabile che poi il secondo romanzo risulti inferiore al primo.

"Una storia che si dipana col fascino ambiguo di un canone a tre voci perlopiù collocate su differenti piani cronologici: quattro vite incrociate narrate attraverso il racconto di tre giovinezze tradite".

La struttura è intelligente...

"L?autore classe 1978, pertanto, dopo ?The Drowning People? torna ad ambientare le sue pagine nell?Inghilterra ?per bene?

> perbene possiamo anche scriverlo attaccato. Spetta che verifico.

http://www.demauroparavia.it/81272 sì.

"il suo stile entra in rotta di collisione con lo scrivere fluido e scorrevole del primo romanzo per passare ad una forma narrativa forse più complessa, ma non altrettanto coinvolgente."

> ecco il dramma della struttura. Appunto non riesco a spiegarmi Calvino, a mente fredda. Un mostro.

"ognuno ha una sua verità da presentare agli occhi avidi di chi legge." > e questo anche aveva senso. Ma - sempre di struttura e idee preconcette si tratta, vedo. Peccato:)

Marina

Ansia da prestazione, dici? Forse un primo romanzo azzeccato, è troppo poco per osannare un ventenne e proclamarlo fenomeno.

Franco

Struttura intelligente, sì, ma non originalissima. Penso a Coe, ad esempio, che ha saputo fare grandi cose con la narrazione a più voci, collocate su differenti piani cronologici. Il guaio è che l'architettura deve reggere qualcosa e qui quel qualcosa manca, o comunque è troppo misero. Correggo il perbene, grazie.

;). Ho controllato anch'io, per sicumera:)