Mason Richard

Anime alla deriva

Autore: 
Mason Richard
LE VERITÀ NASCOSTE

Il fitto velo del forzato oblio, squarciato dal peso di una verità tardiva: e ci si ritrova lì, persi in quel tramonto incorniciato nella finestra di Seton Castle, muti ed attoniti al fianco del protagonista ad ascoltare la ricostruzione lenta e dolorosa della sua vita andata in frantumi. Una ricostruzione agghiacciante e perpetuata, pur nella sofferenza, con l’indolenza dei settant’anni, con l’indolenza di chi riconosce lo sguardo cinico del destino ed è finalmente disposto a voltarsi indietro, ad arrestare la folle corsa dai propri ricordi, infantile quanto inutile, perché un passato intriso di misteri insoluti e di verità nascoste non accetta di venir archiviato nella spasmodica confusione di una mente anestetizzata dalla inconsistenza di mezzo secolo di vuote e premeditate certezze.
 
Perché il passato non smette di bussare alla porta del cuore e ti porge freddamente la chiave che libera dalla prigionia dell’inganno per condurti alla luce di una nuova consapevolezza, fatta di lacrime per ciò che è stato e che, invece, poteva essere.
Così i quarantacinque anni di sonno matrimoniale si scoprono incubo, l’incubo diventa realtà e James, vittima e carnefice dei propri stessi giorni, inizia a districarsi tra i corridoi dei tre labirinti concentrici attorno ai quali ha ruotato la sua intera esistenza. Inizia a riconoscere la propria figura sospinta alla deriva dei sentimenti dal subdolo valzer tra la vita e la morte che non smette di ubriacarlo e di far annegare la sua ormai perduta ingenuità, nel mare del tradimento.
Il mare torbido degli impetuosi flutti che si infrangono sull’isola di Seton: l’isola dell’infelicità, l’isola dell’amore puro e colpevole, l’isola del peccato e del perdono, l’isola della vendetta e della giustizia, l’isola della colpa e dell’espiazione, l’isola alla quale il mancato coraggio della verità lega, come in un unico filo, le vite incompiute dei personaggi di questo intenso romanzo.

Richard Mason, attraverso le pagine del suo primo libro, divenuto immancabilmente un best-seller internazionale, ci regala un lungo viaggio all’interno della psiche di un vecchio che impara dolorosamente a riscoprire il passato alla luce del reinterpretato presente.
Impara a riconoscere il proprio ruolo nell’ambito di una tragedia che spezza l’incantesimo di più vite. Impara ad intuire, sotto il peso degli errori commessi, il valore delle parole non dette. Impara a distinguere, col senno di poi, i preziosi segni del destino un tempo non colti, le occasioni non sfruttate di capovolgere gli avvenimenti chiave della propria esistenza, le possibilità non accolte di affrontare la forza sferzante della verità, dell’ammissione di colpevolezza, per poi godere del perdono, della quiete dopo la tempesta.
L’autore pone dinanzi ai nostri occhi, luminoso nella sua triste efficacia, il ritratto del volto cupo di un uomo inesorabilmente incamminato lungo il viale del tramonto: un uomo costretto, dal potere supremo di una scoperta tardiva, a confrontarsi col venticinquenne rimasto immobile alle sue spalle, sommerso dalla polvere dell’ostinata dimenticanza. Un uomo che interrompe la fuga da se stesso e dalle proprie segrete responsabilità per accettare lo sgretolamento violento della propria vita inconsistente, spazzata via come un castello di sabbia dall’onda furiosa della verità. Un uomo, infine, che trasforma, con la rassegnazione tipica di chi non riconosce più un senso alla propria esistenza, il dolore lacerante in meticolosa e catartica confessione.
E le sue parole, faticosamente e tenacemente ripescate nel marasma della memoria, si intridono della profonda sofferenza a lungo soffocata, si caricano della rassegnata rabbia per anni taciuta e diventano un fiume in piena contro la diga dell’oblio; una corrente impetuosa alimentata da quella miracolosa volontà di piegarsi completamente alla verità, di affermarla senza più paura con la calma fredda e determinata di chi, essendo finalmente riuscito ad esaminare scrupolosamente la propria vita e a formulare serenamente la propria autocondanna, aspetta il supremo giudizio desideroso di poter definitivamente espiare le colpe commesse.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Richard Mason (1978) è nato in Sudafrica. Quando aveva dieci anni, i suoi genitori, militanti anti-apartheid, hanno lasciato il Paese, trasferendosi in Inghilterra. Mason ha studiato a Eton e Oxford e ora divide il suo tempo tra la patria ed il suo Paese d’adozione.

Richard Mason, “Anime alla deriva”, Einaudi, Torino, 2000.
Traduzione di Stefania Bertola.

Prima edizione: “The Drowning People”, 1999.


Approfondimento in rete: ScannerRadioTre / Stradanove /

MASON in LANKELOT:
Anime alla deriva a cura di Migliore
Noi a cura di Migliore

Angela Migliore, 2003

Originariamente apparso su Lankelot.com
ISBN/EAN: 
9788806174019

Commenti

"quarantacinque anni di sonno matrimoniale"
Che bello, Angela!

"Impara ad intuire, sotto il peso degli errori commessi, il valore delle parole non dette. Impara a distinguere, col senno di poi, i preziosi segni del destino un tempo non colti, le occasioni non sfruttate di capovolgere gli avvenimenti chiave della propria esistenza, le possibilità non accolte di affrontare la forza sferzante della verità, dell?ammissione di colpevolezza, per poi godere del perdono, della quiete dopo la tempesta".
Vero!

"...essendo finalmente riuscito ad esaminare scrupolosamente la propria vita e a formulare serenamente la propria autocondanna, aspetta il supremo giudizio desideroso di poter definitivamente espiare le colpe commesse".
E' più bella la tua recensione del libro, anche se non mi è dispiaciuto.
Avevo letto, al tempo, critiche esaltanti e mortificanti, sicché ho voluto avere un'idea personale: si tratta di un'opera che, nonostante alcune lacune, ha conquistato la mia curiosità di lettrice.

Raffaella

"Un uomo che interrompe la fuga da se stesso e dalle proprie segrete responsabilità per accettare lo sgretolamento violento della propria vita inconsistente, spazzata via come un castello di sabbia dall?onda furiosa della verità".
Non ho letto il libro, ma mi verrebbe da esclamare "Meglio tardi che mai" per questo misterioso protagonista!

"Perché il passato non smette di bussare alla porta del cuore e ti porge freddamente la chiave che libera dalla prigionia dell?inganno per condurti alla luce di una nuova consapevolezza, fatta di lacrime per ciò che è stato e che, invece, poteva essere".

> forse le lacrime sono una benedizione. Catartiche e quanto (troppo) rare.

"viaggio all?interno della psiche di un vecchio che impara dolorosamente a riscoprire il passato alla luce del reinterpretato presente".

> penso: forse è una cosa che possiamo fare ogni giorno.

"aspetta il supremo giudizio desideroso di poter definitivamente espiare le colpe commesse".

> ecco, qui vado sul personale spinto. Non ho niente da espiare. Mi aspetto di crepare per cantare, immerso nella luce, e ritrovare tutte le persone che amavo e che sono morte prima da me. Stiamo espiando e abbiamo espiato vivendo.

Ciò detto: Mason - te lo scrivevo anche su ciao, immagino - era ed è mio arretrato storico. Fa effetto dirlo ora che non leggo altro che voi, qui, e qualcosa ancora a livello di web e magazine. Sappi che tra quegli arretrati è rimasto, e non è per demerito del tuo - dei tuoi - scritti. Anzi;)

Raffaella,
non so se la mia pagina è più bella del libro di cui parla, a suo tempo a me piacque parecchio, però la critica è stata troppo generosa verso Mason e il troppo storpia sempre.
Sonno matrimoniale, sì. Sono affascinata dalle metafore che hanno a che fare con i letarghi :)
Marina
a volte si è oltre il limite del tardi e il tardi è troppo vicino al mai per essere migliore.
Franco
personalmente reinterpretare il passato alla luce del presente è malsana abitudine. Si invecchia prima, ma si impara qualcosa che in tempo reale era sfuggito.
Sul discorso dell'espiazione, non so. Mi pare di pagare un prezzo già alto vivendo. La certezza è che ci sarà una fine, al dopo, ultimamente, evito di pensare.
Quanto a Mason ti assicuro che farei volentieri uno scambio dei miei con i tuoi arretrati :)

GF:
" Non ho niente da espiare. Mi aspetto di crepare per cantare, immerso nella luce, e ritrovare tutte le persone che amavo e che sono morte prima da me. Stiamo espiando e abbiamo espiato vivendo."
bell'affermazione, c'é da meditare, naturalmente in silenzio e ciascuno per suo conto, per non sforare con OT improponibili in pubblica agorà.
sappi che ogni tanto ripenso a svariati argomenti di cui s'era parlato.
*
Angela: mi chiedo perché reinterpretare il passato alla luce del presente sia malsana abitudine. In fondo magari se ne scoprono aspetti o significati che erano sfuggiti

Da un ventiduenne non mi aspettavo così "tanto". In questo senso ho apprezzato il romanzo.
"Viaggio all?interno della psiche di un vecchio che impara dolorosamente a riscoprire il passato alla luce del reinterpretato presente"
Sì. A 22 anni - a vita appena iniziata, si può dire - non è cosa facile immedesimarsi in qualcuno che di vita ne ha una intera alle spalle e infatti ricordo di aver pensato che la finzione narrativa reggesse fino a un certo punto (chi di voi ha potuto godere come me dei ricordi di vecchi anziani e lucidi che avessero anche un po' di cultura alle spalle sa cosa intendo).
Comunque, apprezzabile davvero.
Che ne è stato poi di questo ragazzo?

Ha scritto un secondo romanzo:

http://www.lankelot.eu/?p=1221

"viaggio all?interno della psiche di un vecchio che impara dolorosamente a riscoprire il passato alla luce del reinterpretato presente."

> Finalmente sto affrontando Mason. Ripasso a fine lettura. Per adesso, plaudo allo stile e alla compostezza dell'autore. L'allora ventiduenne scriveva con un equilibrio da grande, mostrando grande sensibilità nei confronti dell'introspezione e una notevole capacità di descrivere emozioni e stati d'animo. Con un'embrionale critica sociale, borghese chiaramente, che non si può non apprezzare.

Intanto volevo evidenziare qualche passo notevole.

"Perfino adesso, ripensando a quei giorni, rabbrividisco. Ma la mia ingenuità mi fa anche un po' ridere. Non riesco a provare troppa pietà per quel ragazzo sincero, con il suo passo strascicato e la fronte aggrottata. Invidio a quel perduto me stesso la sua passione; perché era innamorato, e il suo amore era senza speranza. Non è una sensazione sgradevole" (p. 40).

"Non fu l'orgoglio a distruggere Ella, fu la mancanza di fiducia nel mondo dovuta al tradimento di se stessi che la portò alla rovina. Coloro che danno si aspettano che molto venga loro donato; coloro che prendono si aspettano che molto venga loro sottratto" (p. 96)

Scrivi:

"Impara a distinguere, col senno di poi, i preziosi segni del destino un tempo non colti, le occasioni non sfruttate di capovolgere gli avvenimenti chiave della propria esistenza, le possibilità non accolte di affrontare la forza sferzante della verità, dell?ammissione di colpevolezza, per poi godere del perdono, della quiete dopo la tempesta."

> Cosa c'è di più atroce dei rimpianti e dei rimorsi? Quel che scrivi mi ricorda il dovere che abbiamo di non lasciare nulla di inespresso, e di intentato. Terribile pensare che un giovane scrittore, per quanto prodigiosamente maturo, abbia espresso concetti come questi.

Diciamo questo. La cosa che più colpisce di questa opera prima è il respiro: Mason voleva pubblicare un classico moderno. Mostrando ambizione e lucidità e controllo al di sopra della norma, pregiudicando magari freschezza, sperimentazione e innovazione, preferendo restare nei canoni. Scelta saggia e tutt'altro che rischiosa. Consapevole. Non stupisce che sia uscito, in prima, direttamente con Einaudi, qui in Italia. E' al suo posto.

Mi piace molto come entra nei personaggi - pensavo a Marai e Maurensig, per questo: per il segreto passato indagato ed esplorato - e come concentra tutto sui sentimenti. Leggerò anche il secondo romanzo. Tra gli inglesi contemporanei viventi che conosco continuo a preferire Coe e Hornby, in entrambi i casi sono fermo al 2005 circa:). Però non si può non riconoscere a questa scrittura calibrata e cerebrale una sua dignità letteraria.
Ottima segnalazione, grazie ancora