Rice Anne

La Mummia

Autore: 
Rice Anne

“Guardava in silenzio la forma emaciata che aveva di fronte, avvolta nel bendaggio poco più scuro della sabbia del deserto. Gli parve di potere individuare un’espressione nei lineamenti coperti; sulle labbra sottili carpì qualcosa che poteva suggerire serenità.

Ogni mummia era un mistero. Ogni forma disseccata e preservata costituiva un’agghiacciante immagine della vita in morte. E ogni volta che posava lo sguardo su uno di quegli antichi morti egizi, Lawrence veniva scosso da un brivido. Ma guardando quello – quell’essere misterioso che si faceva chiamare Ramses il Dannato, Ramses il Grande – provò uno strano struggimento”. L’Egitto è sempre stato fonte di attrattiva per i misteri che in esso sono nascosti. Cinema e letteratura hanno sfruttato ogni sua sfaccettatura per potervi ambientare qualsiasi cosa, comprese le diverse versioni cinematografiche de “La mummia”. In tempi non sospetti dalle recenti rivisitazioni del mito orrorifico, la Rice  rielabora e si appropria di una figura che la inquietava in gioventù e che va dunque ad affiancarsi ai leggendari vampiri e alle sue temibili streghe.
La mummia diventa così uno dei suoi singolarissimi personaggi maschili, eleganti,  ricchi di fascino e mistero, voraci, dotati di un’intelligenza fuori dal comune, immersi totalmente in un oceano di solitudine immortale.
Per far questo motivo non poteva certamente esser sufficiente pescare nel mucchio delle scoperte archeologiche più o meno note, ma doveva scegliere Ramses, il faraone per eccellenza, da porre in contrapposizione ad un’altra leggendaria figura qual è quella di Cleopatra. In mezzo, gli umani, capaci di azioni e, soprattutto, sentimenti straordinari.
Il romanzo, a torto poco noto al grande pubblico, non certamente il capolavoro indicato in copertina, appartiene alla piccola schiera di opere fuori saga della Rice, solita prediligere la divisione delle sue storie in più frammenti, in ramificazioni infinite per ampliare e dettagliare moltissimo la  nutrita schiera dei personaggi frutto della sua fantasia. La lettura scorre piacevolissima tra scoperte archeologiche, omicidi e passioni violente, ma eterne.
 
Stratford trova e legge la classica maledizione ma, da uomo di scienza, non se ne preoccupa più di tanto. Non riuscirà a scoprire la verità contenuta nei papiri, poiché viene assassinato.
Il sarcofago viene trasportato a Londra e prima del museo, viene portato a casa di Julie Stratford, la figlia dell’archeologo scomparso. Tutti coloro che lo vedono, Julie compresa, di sentono magneticamente attratti da una forza invisibile che sembra desiderare la vita reale. E Ramses, una sera, si sveglia da un lungo sonno salvando la vita a Julie assalita dall’assassino del padre.
I papiri raccontano di un misterioso elisir che il faraone ha bevuto per una vita eterna; lui può solo addormentarsi al buio e risvegliarsi con l’esposizione al sole del suo corpo mummificato. Un potere che la stessa Cleopatra aveva scoperto riportandolo in vita per approfittare dei suoi preziosi consigli.
Julie sente che Ramses non le farà del male. Sente che nulla ha da temere da quell’uomo imponente che s’intravede dietro le bende ammuffite e che presto svaniranno per lasciare il posto ad abiti di foggia occidentale.
Ramses ha una voracità incredibile di cibo e di libri; si abitua all’inglese e riesce a coprire i secoli mancanti alla sua conoscenza semplicemente sfogliando i libri. Legge di notte perché non può addormentarsi e di giorno visita la città e i suoi tesori tecnologici. Per il resto del mondo sarà Reginald Ramsey, egittologo amico del padre di Julie.  
Ramses tornerà in Egitto, accompagnato da Julie, per ridestare dal sonno eterno Cleopatra, l’antico e mai dimenticato suo amore. Finirà per creare un mostro sanguinario e vendicativo.
Dal pentimento di Ramses nasce la consapevolezza di un nuovo sentimento, più puro e forte di quello che lo legava alla bellissima regina d’Egitto, soprattutto più generoso che schiude le porte ad una parte del romanzo tutta da scoprire: il sacrificio dell’amore o la condanna all’eternità?
Erano insistenti, all’epoca, le voci di un futuro film tratto dal romanzo, poi evidentemente sfumato dall’uscita del primo capitolo della trilogia iniziata da Stephen Sommers (1999). Un vero peccato perché nelle mani di un bravo sceneggiatore e alla guida di una sensibile regia potrebbe avere delle ottime possibilità. Il romanzo ha, infatti, una pura trama cinematografica che si presterebbe bene ad un adattamento su grande schermo capace di intrecciare visivamente l’azione, il mistero, il romanticismo e la fortissima carica sensuale di cui sono intrise le sue pagine. E Ramses-Ramsey è un personaggio tutto da scoprire. Altroché polverose bende. 
“Ho vagato per il mondo, fino a dove ho osato spingermi. Più lontano di quanto un mortale avesse mai avuto il coraggio di fare. Ho visto le grandi foreste della Britannia. La gente vestiva di pelli e si nascondeva tra gli alberi per scoccare le frecce di legno. Sono andato nell’Estremo Oriente. Ho scoperto città che adesso sono completamente scomparse. Cominciavo a scoprire che l’elisir agiva tanto sul mio cervello quanto sulle membra. Potevo apprendere una lingua in pochi giorni. Potevo…come dite voi…,adattarmi. Ma inevitabilmente sopravveniva…la confusione.
Non ero più Ramses. Non ero più un re. Non avevo patria”. 
 
Edizione esaminata e brevi note
Anne Rice,  pseudonimo di Howard Allen O'Brien (New Orleans, 4 ottobre 1941), è una scrittrice americana. 
Rice Anne, “La Mummia”, Milano, Longanesi & C., 1998. Traduzione di Laura Corbetta. Prima Edizione: The mummy, 1989 .
 
Movida, 2002.
Originariamente inserita su ciao. Revisione per Lankelot.eu
ISBN/EAN: 
9788878187788

Commenti

altra Rice. Più in là

altra Rice. Più in là Intervista...ma non so se il primo libro o vado avanti con tutte le Cronache, ce ne sono alcuni significativi, altri meno...vedremo..

a tua discrezione;).

a tua discrezione;). Intanto... e vai;)

(grazie, intanto, per averla

(grazie, intanto, per averla recuperata)