Riccarelli Ugo

L'angelo di Coppi

Autore: 
Riccarelli Ugo
I vincitori non sanno quello che si perdono.



«Fu quando il campione svoltò, che sentì nel petto un’altra coltellata, perché due o tre metri avanti, come si fosse ricordato di qualcosa, il ragazzo si alzò danzando sui pedali e filò via, quasi senza rumore, lasciando chi inseguiva a cercare il rapporto migliore per gli ultimi trecento metri di tornanti». Il campione è Fausto Coppi, leggenda del ciclismo italiano e mondiale, sorpreso e “stracciato” da un giovane biondo senz’arte né parte durante un’anonima passeggiata in bici alla fine dell’inverno del ’59 nei pressi di Castellania.

 
Questo brillante testo, vincitore del premio Chiara 2002, è una raccolta di dieci racconti su episodi reali o verosimili legati a  talenti affermati o potenziali dello sport. L’approccio poetico del tosco-piemontese Riccarelli conferisce al testo un sapore adatto non solo a sportivi e specialisti: si potrà non aver mai toccato una bicicletta e ritrovarsi coinvolti allo spasimo nell’episodio di Coppi; odiare il calcio ma tifare calorosamente per le imprese sportive del gracile Garrincha o restare fieri e ammirati per le gesta kamikaze dell’impavida Start di Kiev o, ancora, strabiliati e nostalgici per la tragica e nota fine degli invincibili del Toro; potrete ritenere il pugilato uno sport violento e impraticabile ma ritrovarvi ad implorare Jack Johnson perché infili un’ultima volta quei guantoni colpevoli solo di rivestire le mani tristemente ritenute del colore sbagliato; può darsi pure che giudichiate l’automobilismo sport tanto rischioso, quanto noioso, ma non c’è dubbio che il velocissimo Tazio Nuvolari e lo statico monastero emiliano che incrocerà il suo cammino vi doneranno suggestioni intense e la vicenda di Ferrari e Moll vi lascerà un sapore dolceamaro per quello che è stato e ciò che poteva essere. 
La dolcezza speciale della malinconia e la vittoria nella sconfitta, sono senza dubbio le tracce comuni ai dieci racconti, un filo conduttore sotteso a quello più evidente e immediato dello sport. Forse qui, più che altrove, il fascino accattivante del libro di Riccarelli: si parla di “fenomeni”, vere e proprie leggende dello sport dei quali fiumi di inchiostro hanno descritto e celebrato le mirabolanti imprese con articoli e monografie di ogni genere; ma l’autore de L’angelo di Coppi sceglie sapientemente di ribaltare l’approccio alla loro vicenda: non più racconti o segreti su ciò che li ha fatti entrare nella storia, ma aneddoti e curiosità che li rendano “normali”, che restituiscano alla dimensione terrena ciò che media e statiche ascrivono al mito. In alcuni casi il passo è ulteriore, l’autore insiste sulla miseria e sulle sfortune di uomini a cui solo i posteri hanno reso giustizia, oppure, ancora, Riccarelli ci dà testimonianza preziosa di talenti sfortunati, condannati da fato e circostanze avverse a non ripercorrere carriere gloriose che sembravano essere nelle loro corde. Ma questa operazione non è elemosina o spirito di giustizia, bensì constatazione di una grandezza obiettiva.   
Così scopriamo che un ragazzotto generoso faceva per hobby ciò che a Coppi non riusciva per professione, o come il grande corridore Emil Zatopek fosse fornito della stessa coriacea dignità di fronte a distanze e avversari quanto d’innanzi all’ottusa prepotenza del regime comunista del suo tempo. Scopriamo in Pasolini un allenatore degno del poeta e nello scalatore Carrel doti umane addirittura superiori a quelle sportive.
L’efficace dicotomia di ossimori tra fama e miseria, gioia e lacrime, vittoria e sconfitta, vita e morte è sostenuta con eleganza da una penna agile e lirica, senza abusi retorici o vanità barocche, solo qui e lì, la fluidità narrativa lascia il passo a un incedere sfilacciato e a tratti contorto, ma è un’eccezione a cui tutto sommato non si fa neanche caso.
Trusevich è il fantastico portiere della Start di Kiev, la squadra  eccezionale risultante dalla fusione di Dinamo e Lokomotiv avvenuta dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dei nazisti e capace di battere due volte consecutive in situazioni e condizioni drammatiche il team del Reich:
«Di fronte a quel portiere vestito da calciatore, pensò che un colpo solo potesse bastare: per ammazzare un uomo un colpo è più che sufficiente. Basta spararlo dritto alla testa senza rimetterci niente, anzi si può aggiungere il disprezzo e lo scherno di una spiegazione. Per questo si mise al lato di Trusevich e disse al campione: “Ora para anche questo, vedi se ci riesci”. Era uno spirito pratico e mancava di immaginazione. Per questo non seppe mai che mentre il proiettile usciva dalla pistola, dalla sua destra Trusevich lo vide arrivare, veloce e dritto, e si tuffò per parare».
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Ugo Riccarelli è nato nel 1954 a Ciriè, in provincia di Torino, da famiglia toscana. Ha pubblicato: Le scarpe appese al cuore (Feltrinelli, Premio Chianti),  Un uomo che forse si chiamava Schulz, Stramonio (Piemme, Premio Pisa) e Il dolore perfetto (Mondatori, vincitore del premio Strega).

Ugo Riccarelli, L’angelo di Coppi, Mondadori, Milano, 2001. (Vincitore del premio Chiara 2002).

I° edizione Scrittori italiani e stranieri settembre2001
I° edizione Piccola Biblioteca Oscar luglio 2004

Giovanbattista Arlechino, “Giambo”, dicembre 2004.
ISBN/EAN: 
9788804536604

Commenti

Avventori!
Ritorno di Giambo.

"In alcuni casi il passo è ulteriore, l?autore insiste sulla miseria e sulle sfortune di uomini a cui solo i posteri hanno reso giustizia, oppure, ancora, Riccarelli ci dà testimonianza preziosa di talenti sfortunati, condannati da fato e circostanze avverse a non ripercorrere carriere gloriose che sembravano essere nelle loro corde. Ma questa operazione non è elemosina o spirito di giustizia, bensì constatazione di una grandezza obiettiva".

> Questo è un bellissimo passo - e una nobile scelta.

Ti segnalo - quando la letteratura parla di sport - qualche articolo pubblicato di recente.

Qui:
www.lankelot.eu/index.php?tag=ramon-bodegas

trovi "Il ciclista solitario", romanzo spagnolo di amore, gregari e letteratura pseudonima.

Qui:
www.lankelot.eu/index.php?tag=il-ferroviere-e-il-golden-gol

uno dei migliori romanzi italiani sul calcio, a firma D'Amicis.

Qui:
www.lankelot.eu/index.php?tag=claudio-daguanno

un bel libro di D'Aguanno.

Ave!

Se il libro è suggestivo ed incantevole quanto la recensione lo ordino immediatamente.

Davvero un'ottima recensione.

Gian Paolo