Cos’è l’identità? Riccardo Reim si prende gioco dell’unità, dell’invincibilità dell’ego moloch, dei ruoli e dei sessi: “Il tango delle fate” è il romanzo del demone legione, delle trasformazioni e dei cambiamenti, della negazione di io: io è sempre un altro, io muta e di carne nella carne per la carne vive. Tecnicamente la strategia s’applica fondando la scrittura su una lingua letteraria contaminata da ludi romanzi: la prospettiva vacilla, prima di mutare rotta, e poi s’assesta con leggerezza, e in profondità s’uncina.
Questo libro è il sentiero per un’allucinazione letteraria sensuale, mistica e altra: è nato per essere performance. Attendiamo allora che sul palco salga l’artista Riccardo Reim e si balocchi di sé, di noi, di tutto: della religione e del tango, delle apparizioni e delle appartenenze. Lascivo e scontroso: ispirato, e libero.
“Niente, anche oggi niente. E domani sarebbe stato lo stesso. Ancora niente. Niente di niente. Quando, allora? Era stanco. Era stanca. Stanca di bussare e bussare senza che nessuno le mostrasse il minimo spiraglio. Stanco di quel sesso importuno che si risvegliava a tradimento signoreggiandolo come un demone. Stanco di essere una peccatrice, stanco di essere un peccatore” (p. 14).
Caminito (sentiero) danzatrice di tango, e Bernadette, allucinata di Lourdes, sono due dei personaggi d’un’opera aperta e atipica, che sulla sconnessione, sul disordine e sulla frammentarietà vira, postmoderna e anarcoide, e va letta sgranando le pagine come fossero un rosario. Pagano.
Viatico all’interiorizzazione del disastro dell’identità nella società postindustriale, non è un libro di rovine, ma un libro di opportunità e accadimenti plausibili. Solo la musica è una e una soltanto: il suono che ha pilotato l’artista all’atterraggio, senza rischio di vuoti e senza dirottare altrove. Il tango è Caminito – il tango è un sentiero (il tempo non riesce a cancellare quel sentiero).
Le fate di Reim sono l’incanto della seduzione e della letterarietà.
Come in questo passo, che mostra la capacità descrittiva di un artista che narra cantando, e allora può rinunciare del tutto a qualsiasi dialogo – e non è maniera:
“All’improvviso qualcuno accese la grande lumiera, e fu come se l’intero firmamento e le profondità marine si fossero dati convegno lì dentro per uno stupendo benvenuto: frammenti di cielo notturno, soavi onde dalla spuma cilestrina rimbalzarono da uno specchio all’altro spandendo ovunque manciate di brillanti e riflessi di madreperla” (p. 79).
Il pastiche è nel dna della scrittura di Reim: a venticinque anni di distanza da “Lettere libertine”, ermafroditismo rimane la cifra stilistica della narrativa e dell’essenza dei personaggi: Savinio avrebbe saputo trarne linfa altra, nel suo Ulisse che abiurava necessità e desiderio per l’intelligenza pura: libera dall’individualità monolitica.
Questa è la condizione ideale per la creazione artistica.

Last but not least, lasciatemi spendere due parole per la nuova copertina di Maurizio Ceccato. L’artista capitolino ha caratterizzato la collana di narrativa delle edizioni Hacca mostrando uno stato di grazia e una libertà creativa che non possono non lasciare il segno nel lettore. La riconoscibilità e la personalità di questa collana devono molto alle sue invenzioni. S’avvicina il momento d’un tributo chiaro a un disegnatore che sta incidendo a fuoco il suo nome nella storia dell’editoria. Con classe.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Riccardo Reim (Roma, 1953), scrittore, saggista, regista e attore italiano.
Riccardo Reim, “Il tango delle fate”, Hacca, Matelica, 2008.
Risvolto di Andrea Carraro.
Copertina e logo design: Maurizio Ceccato / IFIX Project.
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Luglio 2008.
Commenti
Ecco il nuovissimo libro di Riccardo Reim.
Torna il caro vecchio tema dell'identità e s'aggiunge una voce ancora.
L'incipit della tua pagina è strepitoso!
"un?opera aperta e atipica, che sulla sconnessione, sul disordine e sulla frammentarietà vira, postmoderna e anarcoide, e va letta sgranando le pagine come fossero un rosario. Pagano"
Anche qui, scrittura da applausi.
Sintetico, denso e ispirato. E' sempre bello leggerti.
Grazie cara, ricambio di cuore.
L'opera di Reim è difficile, da recensire o da schedare. E' un libro che preferisce il ritmo all'armonia, nega ogni stasi e punta su un dinamismo avvolgente. C'è qualcosa nella sua tecnica di narrazione che mi fa pensare al montaggio di un videoclip (o a un rapido cambio di scena: cambio d'abito, e di personaggio, ma non d'attore)
(in altre parole, grida "io" ma devi stare attenta ai cambi di colore, di lingua e di contesto. Ma una sorta di "io", questo è il paradosso, rimane: come uno stratosferico prisma, certo)
http://it.youtube.com/watch?v=hLCG5mNlxnI
She's addicted to nicotine patches
She's addicted to nicotine patches
She's afraid of the light in the dark
6:58 are you sure where my spark is
here here here
she's convinced she could hold back a glacier
but she couldn't keep baby alive
doubting if there's a woman in there somewhere
here here here
you say you don't want it again and again
but you don't, don't really mean it
you say you don't want it this circus were in
but you don't, don't really mean it
you don't don't really mean it
if the divine master plan is perfection
maybe next I'll give Judas a try
trusting my soul to the icecream assasin
here here here
you say you don't want it again and again
but you don't, don't really mean it
you say you don't want it this circus were in
but you don't, don't really mean it,
you don't don't really mean it
how many fates turn around in the overtime
ballerina's that have fins that you'll never find
you thought that you were the bomb yes well so did I
say you don't want it, say you don't want it
how mant fates turn around in the overtime
ballerina's that have fins that you'll never find
you thought that you were the bomb yes well so did I
say you don't want it, say you don't want it,
say you don't want it again and again
but you don't, don't really mean it
you say you don't want it this circus were in,
but you don't, don't really mean it
don't really mean it
she's addicted to nicotine patches
she's afraid of the light in the dark
6:58 are you sure where my spark is
here here here
TORI AMOS. Spark
http://it.youtube.com/watch?v=hLCG5mNlxnI
"Cos?è l?identità? Riccardo Reim si prende gioco dell?unità, dell?invincibilità dell?ego moloch, dei ruoli e dei sessi: ?Il tango delle fate? è il romanzo del demone legione, delle trasformazioni e dei cambiamenti, della negazione di io: io è sempre un altro, io muta e di carne nella carne per la carne vive. Tecnicamente la strategia s?applica fondando la scrittura su una lingua letteraria contaminata da ludi romanzi: la prospettiva vacilla, prima di mutare rotta, e poi s?assesta con leggerezza, e in profondità s?uncina.
Questo libro è il sentiero per un?allucinazione letteraria sensuale, mistica e altra: è nato per essere performance".
Be', che dire. Dopo una presentazione del genere non si può non essere incuriositi. E non è la prima volta, anzi, è la costante. I letterati che presenti dovrebbero idolatrarti;) Ah, caro Franco, se avessi - se Lankelot avesse - larga diffusione...
"Viatico all?interiorizzazione del disastro dell?identità nella società postindustriale, non è un libro di rovine, ma un libro di opportunità e accadimenti plausibili".
Che intendi? ma forse lo spieghi dopo...
"Il pastiche è nel dna della scrittura di Reim: a venticinque anni di distanza da ?Lettere libertine?, ermafroditismo rimane la cifra stilistica della narrativa e dell?essenza dei personaggi".
Sei bravo a regalare suggestioni. Anche se non mi è tutto chiarissimo dei contenuti, sia il titolo che la tua presentazione mi orientano a segnare anche questo libro nella lunga lista dei futuri acquisti.
6. Un giorno, quando la nazione sarà tornata alla letteratura, ci divertiremo a riconoscere i pionieri;).
7. L'identità frammentata non è vissuta come un dramma, il conflitto è dissolto dalla scrittura e dalla naturalezza dei cambiamenti. Poteva invece essere il libro del sangue dell'io-legione. Per ogni mutazione uno strappo.
8. Sui contenuti, posso dirti - senza rovinare l'impatto della lettura - che questo libro è una giostra di prose liriche dell'io. Molta tecnica e poca struttura, opera da performance e da lettura psicanalitica (che lascio a chi ha gli strumenti e la predisposizione; io soltanto annoto;) )
omaggi
Ho scoperto che Riccardo Reim ha partecipato in "Clodia - Fragmenta" di Brocani...
Ecco, a quanto pare c'è pure lo zampino di Veneziani :)
http://www.imdb.com/title/tt0204971/fullcredits#cast
"Torna il caro vecchio tema dell?identità". Su questo tema, egregio dott. Franchi, ti consiglio di leggere il saggio che ti spedirò domani sera o al più tardi sabato sul "misterioso" Alberto Savinio.
11. Micidiale:).
12. Attendo. Durante l'adolescenza mi ero nutrito di Savinio e sarò felice di leggerne da queste parti.
Ti dico subito che ho puntato a illustrare la "poetica" di Savinio, cercando di offrire du questo interessante e versatile scrittore un'adeguata chiave di lettura, che permetta al lettore dei suoi libri un più agevole orientamento. Sto studiando anche qualcosa di curioso intorno alla nascente locandina della storia di parole. Salutem. indovina un po': " Quis fuit horrendus primus qui protukit enses?/ Ferreus et vere ferreus ille fuit..."
bene...
l'ho letto in questi giorni :
l'ho letto in questi giorni : mah, non mi ha preso molto, ha certe scene di degradazione proprio pesanti e una forte ibridazione col sacro, nelle sue forme esteriori, cerimoniose.
Prova allora con le "Lettere
Prova allora con le "Lettere libertine"...