Reim Riccardo

Il cuore oscuro dell'Ottocento

Autore: 
Reim Riccardo

"Il cuore oscuro dell'Ottocento” è un divertissement per raffinati e per eruditi: una selezione di frammenti di prose ottocentesche o proto-novecentesche, dalla Invernizio al Mastriani, da Garibaldi a Mussolini, destinata a raccontare zone d'ombra della nostra cultura rimaste tendenzialmente intatte a distanza di due secoli. Da questo punto di vista, il lettore generico non sentirà forse il desiderio di partire in caccia per riscoprire determinati autori – nessuno sembra brillare per originalità o per stile: è l'argomento la questione principe, l'argomento e basta – ma sentirà il vivo desiderio di confrontare determinati accadimenti e fatti di cronaca, dalla “carcerazione preventiva” tanto simile alla “guerra preventiva”, alla Camorra che non ha mutato no(r)me né abitudini, dalle messe nere che sembra abbiano mutato soltanto ambientazione – con i giorni nostri. Riccardo Reim è partito in cerca di tutte quelle pubblicazioni che potevano, in qualche misura, rivelarsi epigone o speculari a una matrice prima: “Mystères de Paris” (1842) del dandy Eugène Sue. In quel periodo, il letterato Eugène Sue scoprì il socialismo e si dedicò alla religione del popolo. Era alla quarta incarnazione, dopo il dandismo, il legittimismo, il satanismo. Quando pubblicò “Mystères de Paris” divenne un caso letterario nazionale, prodromico a una valanga di variazioni sul tema in tutta Europa. La miseria – suggerisce l'opera – figlia delitto e abbrutimento. Nonostante critiche feroci provenienti da Sinistra (Marx in primis), l'opera attecchirà e diventerà un paradigma.

L'antologia, curata dal letterato Riccardo Reim, è strutturata in nove parti. La prima, “Luoghi e ritrovi”, ospita una selezione di segreti e misteri dell'Ottocento italiano: dalle messe nere al Gianicolo, raccontate da Bresciani ne “L'ebreo di Verona”, al carcere di Torino detto “le Forzate”, tenuto da monache, tristemente noto per la prigionia di cittadine soltanto sospettate d'aver commesso qualcosa, o d'avere la tendenza allo spionaggio; dalla Bettola della Lupa descritta da Sauli ne “I misteri di Milano” (1857), fedele descrizione del clima e degli avventori di certe osterie, al triste “Seppellimento dei poveri” descritto dal Mastriani in “Le ombre” (1868).

Di condizione dei detenuti si parla spesso: ne “Le carceri della Vicaria”, tratto sempre dal Mastriani (“I misteri di Napoli”), si racconta della scarsezza di cibo, della pessima qualità dell'acqua, del terribile fetore delle prigioni, della facilità di incontrare la morte; mentre ne “Le fosche carceri del Granducato di Toscana”, frammento proveniente da “I misteri di Firenze” del Maccanti, 1884, si ribadisce la “facilità” della morte nelle patrie galere, secoli prima.

Nella seconda parte, “Tipi straordinari”, si parla – tra le tante pagine - di asmatica licantropia (Mastriani, “I lazzari”), della triste storia d'una ex cocotte divenuta accattona post malattia (“Mendicante!” della Invernizio) del “venditore di basi” per i furti (sempre Mastriani), che include un elenco dei ceti di provenienza per i subalterni, del “Scior Dondina – Capo della Squadra Volante” del Tivoli, terrore della mala locale, immortalato dal Valera di “Milano sconosciuta”, 1879.

Nella terza, ecco “Oneste e disoneste, angeli e maliarde, sedotte e seduttrici”: frammenti romantici, grondanti bolsa retorica o lirica spicciola, come nel caso della “Bella vergine abissina” della Invernizio, embrionale critica alla guerra coloniale in terra maledetta d'Africa. La sezione è un trionfo di inverniziate. Per chi ha l'inclinazione..

Nella quarta, “Il Clero”. Mastriani parla del celibato nel satirico e rabbioso frammento “I vermi del clero”; Ranieri racconta le turpi insidie di Don Serafino in “Ginevra o l'orfana della Nunziata”; Garibaldi racconta del male della famiglia umana “il gesuitismo e la tirannide” ne “I mille”, 1872, e del pessimo gesuita Gaudenzio; un prete è sempre un prete, cioè un nemico dell'Italia. Last but not least, un Mussolini d'antan (1910) descrive “l'eroismo coartato di Don Benizio”, e del suo desiderio di Claudia, che non voleva consegnarsi alla sua passione.

Nella quinta, “Il brigantaggio”, frammenti dedicati a donne dei briganti, a misteriose “brigantesse cortesi” (sempre Invernizio, “Un episodio del brigantaggio”, 1885). Nella sesta, “Associazioni e sette segrete”, ecco prose su “leghe di malviventi nati”, come “La scopola” di Paolo Valera, sui proto-camorristi e sulla loro “zumpata” (Mastriani, “I lazzari”), sui cerimoniali di ammissione alla Camorra (notevole: De Blasio, “Usi e costumi dei camorristi”, 1887; cinque, in tutto, i frammenti tratti dal libro).

Nella settima, “La plebe, il popolo, la folla”, si parla di educazione popolare, dei diseredati dalla campagna, della loro condizione esistenziale infelice e complessa; nell'ottava, “Delitti superstizioni e fattacci”, si va dai delitti del sesso debole (Giuditta Guastamacchia, pugliese, in Mastriani, “La Medea di Porta Medina”, pubblicato postumo nel 1914) alle superstizioni della Camorra (sempre a firma De Blasio). Infine, in “Impossibili peccati, impossibili misteri”, scopriamo i vili godimenti della superpeccatrice Donna Folgore e dei “misteri non misteri” di Firenze, Lorenzini, 1857. Che spiegano quanto si fosse attenti alla confezione dei libri anche centocinquant'anni fa, in tempi non sospetti.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Riccardo Reim (Roma, 1953), scrittore, saggista, regista e attore italiano.

Riccardo Reim, “Il cuore oscuro dell'Ottocento”, Avagliano, Roma 2008.

In Lankelot:

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2009

ISBN/EAN: 
9788883091995

Commenti

Neo REIM!

ho l'impressione che sentro ci sia fin troppa roba, magari certi argomenti meritavano una monografia.

Eh... la monografia è quella iniziale, devo dire impressionante, sul libro di Sue e sulla sua fortuna mondiale; sui retroscena e sugli sviluppi della pubblicazione, e sulle interpretazioni critiche.

Il resto è così, un balocco dottissimo, pieno di luminose pagine kitsch (mamma mia la Invernizio), di pezzi ormai di interesse storico-sociologico prima che letterario. Una bella antologia che mi ha regalato frammenti di autori che altrimenti non avrei letto mai, né probabilmente cercato. Ecco, è un gran bel regalo per qualche amico giornalista, è pieno di spunti per dare sapore a qualche inchiesta sulla malavita, sui costumi italioti...

Invernizio: l'anno passato la biblioteca di Mestre regalava copie de Il bacio di una morta,per caso ne ho avuta una. Già il titolo parla da solo, è un polpettone illeggibile secondo me.

più che altro si lascia leggere anche troppo facilmente. E' acqua...

28 aprile:
presentazione del CUORE OSCURO DELL'OTTOCENTO.
a Bibli, a Trastevere, alle ore 18. Relatori della serata Renzo Paris, Elio Pecora e il vostro affezionato Gf.

Martedì 28 Aprile, ore 20,30

Letteratura
Incontro organizzato dalla Unione Lettori Italiani, presidente Elio Pecora.

Incontro con Riccardo Reim per il libro ?Il cuore oscuro dell?Ottocento?, Edizioni Avagliano

Intervengono Renzo Paris e Gianfranco Franchi.

Il clamoroso successo dei Mystères de Paris di Eugène Sue inaugura la moda europea dei ?misteri?, che non tarda a dilagare anche nella nostra penisola con una serie di prodotti ? e sottoprodotti ? pronti a sfruttare il morboso interesse dei lettori per il mostruoso e il proibito, evidenziando con storie a forti tinte dense di particolari truculenti e macabri il volto ?segreto? di un?altra Italia, quella dei bassifondi urbani, della degradazione e del delitto, praticamente ignorata dalla letteratura ?ufficiale?.

Di tutto l?orrorifico repertorio kitsch di un?Italia incredibile, palese frutto di un ?cuore oscuro? e di una cattiva coscienza, Riccardo Reim fornisce in questo volume ? attraverso pagine spesso introvabili che non mancheranno di sorprendere e divertire il lettore ? una mappa per argomenti che ci restituisce immagini, nodi e contraddizioni di problemi antichi quanto mai radicati, ancora vivi e tutt'altro che risolti.

Riccardo Reim, scrittore, regista e attore, ha pubblicato numerosi libri di saggistica, teatro e narrativa, tra cui Nero per signora, con Edoardo Sanguineti (Editori Riuniti, 1986, nuova ed. 2006), Da uno spiraglio (Newton & Compton, 1994) e Il tango delle Fate (Hacca, 2008). Per Avagliano ha curato la riedizione dei libri Maestra di Clarice Tartufari (2006), L?innamorata della Contessa Lara (2007), La vita militare di Edmondo De Amicis (2008) e Il paese di cuccagna di Matilde Serao (2008).

[Valera '800] Non ho letto

[Valera '800] Non ho letto questo libro, ma l'argomento mi interessa. Protagonista della mia tesi triennale è stata la Milano sconosciuta di Paolo Valera, e la "folla", per così dire, è stato un po' il mio pane quotidiano per qualche mese. Valera: un altro grande "dimenticato" della nostra letteratura. Grande perché figura di spicco per i suoi contemporanei, grande perché esploratore della lingua italiana a tutti i livelli.


Se vi può interessare qualche recensione... :)


Possiedo diverse sue opere: Milano sconosciuta, appunto; Amori bestiali (quarta edizione) e Gli scamiciati (prima edizione del 1881: di questa ne vado proprio fiera!).

[valera] ma stravolentieri,

[valera] ma stravolentieri, iaia/claudia. Quando vuoi. Sarai tu a insegnarci come perché e quando leggere Valera. Quando si comincia? Daje!

[ottocento, Mastriani, Cieca

[ottocento, Mastriani, Cieca di Sorrento] Alfredo ha appena proposto questa scheda: http://www.lankelot.eu/letteratura/mastriani-francesco-la-cieca-di-sorre...