Reggi Gabriele

Liberaci dagli sbirri

Autore: 
Reggi Gabriele

Ventitre anni, giovane professore fresco di nomina, settentrionale. Una scuola sottoterra, dentro un precipizio, i pilastri come punte d'iceberg. Una scuola di paese, d'un paese che sembra vergognarsi che la scuola esista. Forse non è un caso che quella scuola sia sprofondata. E poi quella scuola è il viatico a una scuola peggiore, quella a cui il professore è stato assegnato, località San Francesco da Stimmate. Profondo sud – quello che le cronache si rifiutano di raccontare. Da quelle parti non c'è segnale per i telefonini, e nessuno tiene il telefono in casa: la scelta serve per evitare d'essere intercettati dagli sbirri. Da quelle parti manca il riscaldamento, spesso: perché le tubature vengono cambiate continuamente. Così si muovono i soldi, ma non l'acqua. Da quelle parti chi ha ammazzato quasi trenta persone si ritrova a fare il pittore, come niente fosse. D'altra parte si trattava d'una vendetta. Da quelle parti i carabinieri sembrano soltanto silhouette, per non somigliare agli sbirri. Da quelle parti vogliono ammazzare tutti gli sbirri. Pregano la Madonna che ammazzi gli sbirri. Da quelle parti si tiene lezione dentro vecchie caverne. Umido pazzesco. Gli alunni della III B credono di trovarsi nelle catacombe. Ogni tanto, qualcuno esce da quelle catacombe prima del tempo, per diventare bracciante. È una soluzione dignitosa. E poi tutto sembra destinato a ripetersi, nel tempo, in eterno.

C'e una ragazza, in classe, che affascina subito il professore. Un po' come la Vanina della “Prima notte di quiete” di Zurlini. Come lei, sembra avere molto passato, poco presente, nessun futuro. È silenziosa e inquieta, si chiama Anorea, è quasi sempre assente, sembra sempre sofferente. Parla poco o nulla, ogni tanto scribacchia parole smozzicate. Sono poesie, poesie dadaiste. Fuori scuola c'è un tizio con un'Alfa che l'aspetta. È il fidanzato, forse. È un pazzo, comunque. Pesta chiunque le si avvicini. Professori premurosi per primi. Il professore sente di dover stare vicino a quella ragazza silenziosa e ferita dalle cose della vita, e non ha paura di quel ragazzo. Non ha paura delle cose che vede, in generale. Fermiamoci qui.

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“Era il mio primo giorno di insegnamento, ho considerato nel sottofondo di martelli pneumatici. Insegnante. Così. Dalla sera alla mattina. Ho pensato che era la cosa più semplice del mondo diventare insegnante, mentre scendevo le scale con la barba lunga perché l'acqua nemmeno un filo, quella mattina. Erano le sette e quaranta. Volevo arrivare a scuola in anticipo, il primo giorno di servizio. Insegnamento” (p. 11)

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“Liberaci dagli sbirri”, opera prima di Gabriele Reggi, classe 1961, è un romanzo di (de)formazione d'un individuo, e d'una comunità; è una narrazione fredda, tinta di nero, della decadenza, della povertà, del disperato tentativo di alzare la testa e di cambiare la propria sorte, e quella di un'altra persona almeno, di un'altra persona soltanto. Tecnicamente, Reggi gioca su un periodare breve, fitto, spezzato; i dialoghi sono estremamente asciutti, in cerca d'una esattezza chirurgica. Reminiscenze letterarie – sparse con eccessiva generosità, soprattutto nella seconda metà dell'opera – tendono invece a risultare didascaliche, canoniche e pacifiche come sono. Paradossalmente, la tensione narrativa scende per ogni richiamo estetico fuori contesto, fuori sincrono e fuori registro. È un peccato, ma non ha importanza. Ha importanza prendere atto che l'esordio di Reggi ha coinciso con la rappresentazione d'una impressionante discesa negli inferi d'una terra, e di due anime almeno; e che una scrittura come questa si direbbe nata per essere plasmata e adattata ex novo dal cinema. Diciamo che siamo dalle parti di quelle storie che potrebbero piacere a Garrone. Notturne, decadenti, morbosette, radicali.

Convincente.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE


Gabriele Reggi (Atri, 1961), scrittore italiano. Vive a Rieti. Questa è la sua opera prima.

Gabriele Reggi, “Liberaci dagli sbirri”, ISBN, Milano 2010.
Approfondimento in rete: Affari Italiani


Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2010

ISBN/EAN: 
9788876381621

Commenti

[reggi] ecce "Liberaci dagli

[reggi] ecce "Liberaci dagli sbirri". Piacerà a Consonni

[Reggi] qui l'archivio ISBN

[Reggi] qui l'archivio ISBN http://www.lankelot.eu/ISBN

"dentro un precizio": non è

"dentro un precizio": non è dentro un precipizio?

mi colpisce l'osservazione

mi colpisce l'osservazione che citi sulla facilità a diventare insegnanti. Non so adesso, ma quando ho finito io di studiare era così: catapultati aldilà della cattedra, il mestiere s'imparava sul campo, visto che l'università non preparava nello specifico a insegnare. I primi allievi erano un po' le cavie, ma con un po' di buon senso i danni erano limitati. i guai si creano quando in cattedra salgono gli squinternati.

[liberaci dagli sbirri]

[liberaci dagli sbirri] Diventare insegnante è facile. Esserlo veramente è arduo. Sembra una frase alla Susanna Tamaro ma è così. Ormai i corsi di lettere sono pascoli affollati, i tirocini sembrano tiri al piccione. Si arriva in classe preparati ad affrontare la classe quanto può esserlo un benzinaio.


Detto questo, il libro sembra davvero interessante, anche un po' scomodo...

[Reggi] ho la sensazione che

[Reggi] ho la sensazione che l'escamotage del "giovane insegnante" da anni Settanta o Ottanta o Novanta al massimo serva per calarci in un'atmosfera onirica o surreale - che serva per farci piombare nello scenario da incubo, mezzo noir mezzo western postmoderno, dipinto dal pittore.

Già, sembra essere come il

Già, sembra essere come il tema del viaggio per i beat.

[Reggi] hai ragione! correggo

[Reggi] hai ragione! correggo

[Reggi-Radio Capodistria]

[Reggi-Radio Capodistria] domenica 14 febbraio!

Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ) sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto REGGI e RUDORFF

BUON ASCOLTO! A DOMENICA!

[reggi] Il libro dà talmente

[reggi] Il libro dà talmente spunto alla/e riflessione/i che finisci, per paradosso, per capire che proprio perché Stimmate non c’è sulla cartina è un luogo vero. Il luogo vero della violenza che c’è dentro di ogni essere umano. E che Reggi svuotandolo di riferimenti reali lo rende talmente probabile da farti accapponare la pelle. Forse finalmente così gli sguardi cadranno sui sud della terra e delle menti senza distogliere lo sguardo. O pensare che sono lontani, troppo, da noi, civilizzati. Bravissimo. Sono d’accordo con Gianfranco sugli scogli narrativi della seconda parte. E anche sul “non importa”.   

[reggi] ciao Ana, ben

[reggi] ciao Ana, ben ritrovata. Mi sa che alla Fiera di Torino sarà il caso di prendere altri 4-5 dei loro narratori italiani esordienti (o quasi) per trarre le prime conclusioni plausibili sulla linea editoriale ISBN di narr IT... voglio recuperare i primi. Reggi, adesso, lo aspetto al varco al secondo libro. Vediamo dove va. Scrivere sa...

  Lo aspettiamo assieme sul

 


Lo aspettiamo assieme sul canotto pure rattoppato ma a galla