UN DICIOTTENNE CHE RACCONTA LIVORNO
Jacopo Reali mi ha deluso, però mica si può stroncare un ragazzino di diciotto anni, merita una prova d’appello. Magari al prossimo libro ci sbugiarda tutti, tira fuori una storia di quelle vere e la scrive pure con uno stile originale. Mi piacerebbe poter dire che Jacopo Reali è uno scrittore promettente e che la E/O ha puntato su un cavallo vincente. Mi piacerebbe anche perché lui è livornese, vive a cento chilometri da casa mia, tifa per il Livorno di Lucarelli, fa la vita di tutti noi che abbiamo vissuto in quest’angolo di provincia. E invece posso solo dire che Reali ci racconta una storia che profuma di soap opera, che ricorda le telenovelas caraibiche, un drammone d’amore con protagonista Jak che va al capezzale della fidanzata morente e spera nel miracolo. La storia è tutta qui e non vi svelo il finale, ché se no il libro mica lo comprate.
La E/O pare non abbia fatto editing volutamente per dare al testo un taglio giovanile, però il libro è infarcito di errori come: sé stesso, alcool… e pure di parti didascaliche e ridondanti che ricordano i temi che si scrivevano al liceo. Ma Jacopo Reali ha diciotto anni, mica è uno scrittore navigato, con il tempo si farà, anche se ha le spalle strette, come diceva Francesco De Gregori…
Solo per caso racconta una storia e questo è già importante, una storia piccola e tutta sentimento, ma è una storia che ha un inizio e una fine e che a tratti appassiona. Si divora in poco meno di due ore e non annoia, anche perché lo stile non ha niente di letterario e di ricercato. Posso dire che ho letto questo romanzo molto più volentieri delle solite sbobbe dei Piperno, Nove, Baricco, De Carlo e compagnia cantante. Va da sé che Reali non è un nuovo Rimbaud come credevo (e speravo), ma è solo un ragazzo di diciotto anni che ha scritto una storia carina e ha trovato un buon editore.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jacopo Reali (Livorno, 1987), scrittore italiano.
Jacopo Reali, “Solo per caso”, E/O, Roma, 2005.
Gordiano Lupi, novembre 2005.
Commenti
La scelta di E/O - sulla base di quel che scrivi qui, e di quelle reazioni che ho letto nel web - si avvicina all'incomprensibilità. Non solo hanno rischiato di bruciare un adolescente, sembrerebbe sia stata una scelta consapevole:).
Proviamo a leggere questa pubblicazione altrimenti che come un'opera prima, ossia in prospettiva editoriale...
... che sia stato un tentativo di svecchiamento dell'immagine delle collane di narrativa dell'editore? Se scrivi "lo stile non ha niente di letterario e di ricercato" direi che dovremmo cambiare rotta e leggere altrimenti questa operazione; che tutto sembra fuorché letteraria.