Raymond Derek

Incubo di strada

Autore: 
Raymond Derek

"Non ci vedo nessuna fortuna nell'essere morti." (Derek Raymond)

Ho conosciuto le opere di Derek Raymond, uno dei migliori scrittori di noir (anche se la definizione "noir" vista la portata dei suo romanzi è molto riduttiva) di sempre,  parecchi anni fa durante una fiera del libro proprio grazie a Marco Vicentini, anima della casa editrice Meridiano Zero e traduttore di Derek Raymond. Ricordo che mi parlò di lui almeno per una mezz'ora e quel giorno tornai a casa con "Il mio nome era Dora Suarez" nello zaino. Cominciai a leggerlo in treno e fu subito amore, un amore che non dimenticherò mai e che mi trascino dentro ancora oggi. Fu una lettura fondamentale, insieme a "La trilogia nera" di Leo Malet, per superare il periodo nero che stavo vivendo e insieme uno dei motivi scatenanti per cominciare a credere veramente nella scrittura, in quella scrittura che ti consuma, nella quale trovi una forma di redenzione da pagare a duro prezzo.

Amare Derek Raymond e i suoi romanzi significa farsi male, farsi davvero male, le sue opere migliori ti trascinano in un gorgo senza fine di incubi, violenza, dolore, di uomini tragici che si dibattono in un'esistenza crudele, dove tutto ciò che si riesce a conquistare è destinato a finire, a morire, a scomparire. Si diventa delle vittime, ci si riempie di ferite come i protagonisti delle sue opere, ci si ritrova in stanze buie, da soli con se stessi, lontani da tutto e tutti. Solo l'amore può salvarci ma non c'è mai una vera salvezza in cui confidare.

"Incubo di strada" è l'ultimo capitolo dell'autore (rimasto inedito per molti anni), il testamento finale di un uomo, di uno scrittore che ha vissuto per tutto il mondo, inventandosi lavori improbabili e regalando opere indimenticabili.

Così scrive Marco Vicentini nella sua nota d'autore: "Leggere 'Incubo di strada' è stato come trovarsi in mano il testamento di Raymond. Kleber è il riflesso dell'autore che, dopo una vita dedicata a denunciare l'orrore del male, sente di essere arrivato alla fine e si rende conto che ha perso un'occasione, che non è stato capace di donare se stesso, e lo capisce proprio quando la morte è in attesa dietro la sua porta. "Incubo" è il suo grido di dolore, la resa di fronte all'abisso che aspetta e il rimpianto delle occasioni perdute: una vera e propria elegia." (pag. 159)

In una meravigliosa Parigi degli anni '80 si muove Kleber, un sergente di polizia incapace di ubbidire all'idiozia e per questo impossibilato a fare carriera. "Apprezzava solo le persone sincere, per questo non aveva mai fatto carriera. Ma la cosa peggiore era che non gliene importava assolutamente niente." (pag.7), sposato con la bellissima Elenya, una ex prostituta polacca, e amico fin dall'infanzia di Mark, un delinquente comune. Sospeso dalla polizia per aver picchiato un investigatore, la vita di Kleber scivola nell'incubo. Senza più protezione, diventa subito l'obiettivo della malavita che ha perseguito durante i suoi anni di servizio e che pretende vendetta. Kleber verrà privato del suo amore, del suo migliore amico e alla fine della sua stessa vita. 

In "Incubo di strada" la trama è scarna, semplicissima, riassumibile in poche righe, è tutto il resto che conta: è il quadro a tinte fosche del mondo che Raymond delinea lungo le pagine il vero cuore pulsante di questo romanzo, è la ricerca instancabile della giustizia, la protezione dei più deboli, degli indifesi, è l'amore totalizzante che dà senso alle nostre vite e che quando ci viene tolto ci fa impazzire, ci tormenta, ci distrugge.

Elenya riappare nei sogni di Kleber, la può vedere, le parla, la cerca, la vuole raggiungere, vuole poterla abbracciare in quella luce meravigliosa e raggiungere la pace e alla fine ci riuscirà.

"Incubo di strada" non è a mio avviso il romanzo migliore di Derek Raymond: se la prima parte scorre velocissima e violentissima, con frasi simili a colpi di coltello, la seconda parte, vero cuore pulsante del libro, mi è apparsa invece molto ridondante, ripetitiva, incapace di restituirmi la follia di un uomo rimasto senza l'amata, di un uomo che gira per locali bevendo continuamente e scatenandosi contro coloro che non comprendono o non vogliono comprendere la sua disperazione. Molte pagine sembrano davvero identiche una all'altra e lambiscono la noia, anche per la modestia, a mio parere, di molti passaggi conditi da dialoghi inefficaci e ripetitivi. 

Forse, cercando la salvezza, la redenzione, l'amore, Derek Raymond/Kleber aveva dimenticato o non abbastanza compreso che tutto questo ce lo aveva già donato con l'intero corpo delle sue opere, perchè è proprio grazie alle sofferenze lette nei suoi libri che io ho imparato ad amare me stesso e le persone che mi stanno accanto. 

"Ormai era stanco di vivere sull'orlo dell'abisso che aveva sempre cercato, e la notte sperava con tutte le sue forze che arrivasse qualcuno a prenderlo. Lui era uno spirito difficile e senza requie, che tendeva a caricarsi il peso del mondo sulle spalle, era quello il suo destino, per quel che ne capiva." (pag. 51)

Edizione esaminata e brevi note:

Derek Raymond (1931-1994), scrittore inglese. Sottrattosi ben presto all’educazione borghese impartitagli dalla famiglia, ha iniziato a viaggiare vivendo, tra gli altri posti, in Marocco, in Turchia, in Italia, improvvisandosi nei lavori più improbabili: dal riciclaggio di auto in Spagna all’insegnamento dell’inglese a New York, dall’impiego come tassista alla carriera di trafficante di materiale pornografico. I suoi esordi nella carriera letteraria risalgono agli anni Sessanta, con opere chiaramente influenzate dall’esistenzialismo di Sartre. Un’influenza che riemergerà a partire dagli anni Ottanta nella sua serie noir della Factory a cui questo romanzo appartiene e culminata con Il mio nome era Dora Suarez.

Derek Raymond, "Incubo di strada", Meridiano Zero, Padova, 2010. Titolo originale "Nightmare in the Street", 1988. Traduzione di Marco Vicentini.

Sul web:

http://en.wikipedia.org/wiki/Derek_Raymond

Andrea Consonni, novembre 2010. 

ISBN/EAN: 
9788882372224

Commenti

[Incubo di strada] "Incubo di

[Incubo di strada] "Incubo di strada" di Derek Raymond.

[derek raymond] tre sentieri

[derek raymond] tre sentieri di lettura laterale ben diversi...

http://www.lankelot.eu/Meridiano-Zero MERIDIANO ZERO in Lankelot.

http://www.lankelot.eu/noir una scelta di NOIR in Lankelot.

http://www.lankelot.eu/Marco-Vicentini MARCO VICENTINI in Lankelot.

[vicentini, consonni,

[vicentini, consonni, raymond] bellissima questa storia che racconti, andrea.

"Ho conosciuto le opere di Derek Raymond, uno dei migliori scrittori di noir (anche se la definizione "noir" vista la portata dei suo romanzi è molto riduttiva) di sempre,  parecchi anni fa durante una fiera del libro proprio grazie a Marco Vicentini, anima della casa editrice Meridiano Zero e traduttore di Derek Raymond. Ricordo che mi parlò di lui almeno per una mezz'ora e quel giorno tornai a casa con "Il mio nome era Dora Suarez" nello zaino. Cominciai a leggerlo in treno e fu subito amore, un amore che non dimenticherò mai e che mi trascino dentro ancora oggi."

> e non so quanti anni fa fossero, ma mi piace pensare che è avvenuto giusto in quell'universo parallelo in cui ricordo, a Roma, una ragazza simile alla Zambon che parlava con Vicentini, e vicino a lei un ragazzo che aveva qualcosa di famigliare.

Detto ciò. Marco Vicentini è così. Sa restituirti i libri che ha scelto come pochi altri editori. E' un vero editore.

[derek raymond] quando, poi,

[derek raymond] quando, poi, scrivi: "Amare Derek Raymond e i suoi romanzi significa farsi male, farsi davvero male, le sue opere migliori ti trascinano in un gorgo senza fine di incubi, violenza, dolore, di uomini tragici che si dibattono in un'esistenza crudele, dove tutto ciò che si riesce a conquistare è destinato a finire, a morire, a scomparire"

> Penso: che aspetti a scrivere qualcosa di Dora Suarez? Su. E' ora. Daje!

[raymond] infine... "Forse,

[raymond] infine... "Forse, cercando la salvezza, la redenzione, l'amore, Derek Raymond/Kleber aveva dimenticato o non abbastanza compreso che tutto questo ce lo aveva già donato con l'intero corpo delle sue opere, perchè è proprio grazie alle sofferenze lette nei suoi libri che io ho imparato ad amare me stesso e le persone che mi stanno accanto. "

> Splendido. Grazie Andrea.

Punto.

[Raymond] Questo funziona 2

[Raymond] Questo funziona 2 giorni su 7 ma è già tanto per il sottoscritto.

[raymond] è tanto in

[raymond] è tanto in assoluto, amice.

[derek raymond, la scrittura

[derek raymond, la scrittura noir]

"La scrittura noir può sembrare nuova ma non lo è. E' la prosecuzione della letteratura della paura e del dubbio, e risale per lo meno a Shakespeare. Sembra nuova perché è mancata per molto tempo. E' mancata perché la letteratura ha subito il destino della religione, è stata considerata stupida, logora e ormai insipida, in questo decennio in cui i ricchi non ne hanno bisogno (tranne che nel fine settimana, quando cercano di scriverla), gli illetterati non la capiscono e chi potrebbe appassionarsi non può permettersela" (Raymond, "Stanze nascoste", MZ, 2011, pagina 133)

[derek raymond parla di

[derek raymond parla di "incubo di strada"] "Vorrei chiarire che 'Incubo di strada' non è un libro riuscito, e non sono certo il solo a pensarla così. Non è ben strutturato e l'inizio, invece di essere preciso, immediato e tagliente, è lento, mal costruito e banale, tutti difetti che nessun libro può permettersi. Quando l'ho scritto naturalmente non avevo idea che sarebbe stato seguito da 'Il mio nome era Dora Suarez', ma ora mi accorgo che in effetti si trattava sia di una preparazione per 'Dora Suarez' che di un compendio dei miei scritti precedenti."

(stessa fonte: Raymond "Strade nascoste", p. 209]

[Derek Raymond] Vedo che stai

[Derek Raymond] Vedo che stai leggendo il volume uscito per Meridiano Zero. Beh, lui era un grande. Cosa dici del libro che stai leggendo? 

[raymond] che è ibrido: mezzo

[raymond] che è ibrido: mezzo memoir, mezzo trattato (potente) di estetica e genetica del noir, mezzo pamphlet antiborghese (scritto da un borghese). Tecnicamente ha delle fiammate decisamente impressionanti.

[Raymond] Il diario contenuto

[Raymond] Il diario contenuto all'interno di Dora Suarez è a mio avviso una specie di "piccolo grande consiglio per aspiranti scrittori". 

[scrittori, raymond] dopo

[scrittori, raymond] dopo aver letto la sua biografia, capisco meglio perché "Dora Suarez" ti abbia colpito così a fondo. Prima o poi recupererò quel libro:)

[Derek Raymond L'introduzione

[Derek Raymond L'introduzione di Valerio Evangelisti ad "Aprile è il più crudele dei mesi":

http://www.carmillaonline.com/2014/01/18/il-poeta-della-citta-malinconica/