Raspail Jean

L'Anello del Pescatore

Autore: 
Raspail Jean

Siamo nel 1993. Un viandante si trova a Rodez, zaino in spalle e porta con sé la desolazione negli occhi; attende che la funzione religiosa del Natale si concluda per nascondersi dietro un pilastro. Poco prima era stato quasi assalito da un altro disperato alle porte della cattedrale, facendo appena in tempo ad accorgersi che qualcuno, quasi un’ombra, lo stava spiando e non certamente per caso.

Un salto nel tempo proietta la storia nel 1378: ”una cloaca putrida e immonda, una caverna di briganti, ecco ciò che Roma era diventata. Numerose chiese rovinavano al suolo e mandrie di buoi scheletrici brucavano anche ai piedi degli altari. Antica residenza dei papi, il Laterano era diventato inabitabile, raschiato fino all’osso, smantellato“ (pag.16).

L’immagine di Roma è annientata da lotte cruenti e barbariche. Il rispetto per il suolo cristiano si riaccende solo la domenica, giorno del Signore, per poi ricominciare con assassini, saccheggi e stupri per tutta la settimana.
In quei giorni si attende l’elezione del nuovo successore di Pietro e vescovo di Roma. Eppure dopo 190 papi, da Clemente VI in poi la sede effettiva del papato era ad Avignone. È il momento di Gregorio XI che torna a Roma tra le suppliche delle Sante della Chiesa, Brigida e, soprattutto, Caterina da Siena che si pone a capo della fila; la sua fine è segnata e la sua morte apre una voragine che non si chiuderà più.
“Romano lo volemo o almeno italiano!vogliamo un papa romano, vogliamo un papa italiano!datecelo, Monsignori degli ultramonti, altrimenti scorrerà il sangue” (pag.19), sono le urla che si levano dal popolo inferocito e che si avvicina alle mura.
Cardinali e preposti guardano alla folla con timore ben consapevoli del massacro che ne sarebbe seguito se non avessero dato una pronta e sicura risposta.
Un nome inizia a circolare in conclave, quello di Bartolomeo Prignano, arcivescovo di Bari che assume, dopo l’elezione, il nome di Urbano VI. Contrariamente alle previsioni, il primo atto ufficiale del nuovo papa italiano è quello di allontanare tutti coloro che avevano assistito alla sua elezione, tutti coloro che avrebbero potuto un giorno rivendicare un qualche vizio di forma. E così semina il terrore tra i pelati costretti a fuggire ad Anagni.
L’ultimo a lasciare è Pedro de Luna, forte e coraggioso, rigoroso e lindo negli intenti che griderà fino alla morte di essere lui il legittimo successore di Pietro, designato da Gregorio XI.
La Francia, tuttavia, sceglie come primo pontefice Clemente VII che inizia a governare in parallelo al Vaticano. Così la storia apre la strada all’esistenza di due papi o meglio un papa ed un anti-papa.
 
“L’uomo era restato, solo. La stagione fredda avanzava. Le foglie degli alberi, cadevano già quando l’acqua cominciò a battere silenziosamente le pietre del basamento della cappella. L’acqua affogava il ricordo. Essa inghiottiva la sua stessa vita, perché era là che i suoi compagni lo avevano designato. Lo avevano nominato uno dopo l’altro, al loro turno così come era sempre stato da Fondi, da Avignone, da Peñiscola, in Aragona e in seguito al riparo di questa cappella dove la grazia di Dio era emigrata, fuori dal secolo e fuori dal tempo, lontano dagli uomini che credevano di dominare il tempo mentre esso scorre vanamente tra le mani impotenti” (pag.80).
 
Jean Raspail, scrittore francese la cui produzione in lingua italiana è come una goccia nel mare, torna sulla scena nostrana con un libro ben strutturato e avvincente che si sforza di mettere luce su uno dei misteri secolari della Chiesa. Tutto si riconduce allo Scisma d’Occidente dove contemporaneamente vennero eletti due pontefici, uno su suolo romano e l’altro Avignonese da cui discenderanno, secondo le sue ricostruzioni, altri trentadue nomi sepolti nella nebbia.
In un gioco di luce e ombre, si muove tra passato e presente, in un flashback alternato, sapientemente miscelato, per restituire una vicenda sconosciuta ai più; parte dagli eventi tumultuosi dell’elezione di Urbano VI restituendo la storia di Pedro de Luna, colui che era stato designato ufficialmente dall’ultimo papa ante scisma come suo successore. Dalla sua vicenda scopre letteralmente le tombe degli invisibili per raccontare una storia parallela che, ovviamente, potrebbe non significare nulla se non si pensasse per un attimo a cosa sarebbe stato se ci fosse stato sul seggio di Pietro un discendente Avignonese, a cominciare dallo stesso Pedro de Luna.
Ecco che sull’intricata vicenda si allunga la mano degli agenti segreti del Vaticano ed il nome di “Benedictus” torna a riecheggiare inascoltato tra le tombe ufficiali dei papi romani.
Con una scrittura ampia e rigogliosa, Raspail porta il lettore a voler ripercorre nuovamente le righe introduttive e a cercare negli occhi dell’uomo di Rodez del 1993, il vivo riflesso dell’Anello del Pescatore.
 
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Jean Raspail (5 luglio 1925, Chemillé-sur-Dême), esploratore e scrittore francese.
Tra i suoi scritti, in Italia è stato pubblicato “Il campo dei santi” (1973). “L’anello del pescatore” vinse il Premio Prince Pierre de Monaco (1996) e il Premio Maisons de la presse (1996).
 
Jean Raspail, “L’Anello del Pescatore”, CasadeilLibri, 2009. Traduzione di Francesco Maria Fonte Basso.
 
Titolo originale: “L'anneau du pecheur”,1995.
 
 
Movida, marzo 2010
 
 

 

ISBN/EAN: 
9788889466322

Commenti

(Raspail) “L’uomo era

(Raspail)

“L’uomo era restato, solo. La stagione fredda avanzava. Le foglie degli alberi, cadevano già quando l’acqua cominciò a battere silenziosamente le pietre del basamento della cappella. L’acqua affogava il ricordo. Essa inghiottiva la sua stessa vita, perché era là che i suoi compagni lo avevano designato. Lo avevano nominato uno dopo l’altro, al loro turno così come era sempre stato da Fondi, da Avignone, da Peñiscola, in Aragona e in seguito al riparo di questa cappella dove la grazia di Dio era emigrata, fuori dal secolo e fuori dal tempo, lontano dagli uomini che credevano di dominare il tempo mentre esso scorre vanamente tra le mani impotenti” (pag.80).
 

[raspail] danke movi, ero

[raspail] danke movi, ero curioserrimo di sentire il tuo parere su questo romanzo. Raspail era popolare, tra alcuni miei vecchi amici, per via del "Campo dei santi" - che purtroppo non ho mai letto.

[romanzi vaticani] per te che

[romanzi vaticani] per te che ami il genere c'è questo librone di Rosso, "Il trono della bestia" http://www.lankelot.eu/letteratura/rosso-renzo-il-trono-della-bestia.html che io ho trovato un po' ostico, a suo tempo:)

sì, lo avevo preso anni

sì, lo avevo preso anni fa...mai iniziato per mancanza di tempo a dire il vero :D

(Raspail). Io non lo

(Raspail). Io non lo conoscevo affatto. Ho approfondito la questione di quel libro ma non avendolo letto non potrei dir nulla; leggendo questo e vedendo le polemiche scaturite non so se sia lo stesso autore o se ci sia qualcosa di più. Nella storia di Benedictus c'è una voglia infinita di rendere giustizia alla memoria, una passione incrollabile alla scopertà di una parte della storia sconosciuta, verità o meno non sta a me stabilirlo.

Comunque una bella ricostruzione ed una bella scrittura, non c'è dubbio.

[raspail] vedremo di

[raspail] vedremo di recuperare il recuperabile, allora...;)