Rabelais François

Trattato sul buon uso del vino

Autore: 
Rabelais François

Non stupisce a noi – ma ci procura meraviglia e, per così dire, ci inebria – che nella Biblioteca del Museo Nazionale di Praga si scopra il manoscritto di un Trattato sul buon uso del vino attribuito a François Rabelais nella versione ceca di un certo Martin Carchesius, alias Martin Kraus de Krausenthal ricco e colto funzionario che pubblicò alcune traduzioni nei primi anni del Seicento.

Così presentato questo inedito dai tipi di :due punti nella nota dell’editore, non poteva che suscitare curiosità. Anche se già per conto proprio l’invitante copertina bianca e rubino sulla quale si legge Trattato sul buon uso del vino che deve essere abbondante & continuo per alleviare l’anima & il corpo & contro tutte le malattie degli organi esterni & interni composto a uso & profitto dei fratelli della corporazione dei nasi scintillanti dal maestro Alcofribas coppiere supremo del grande Pantagruele, non lascia indifferenti, amanti del vino e non. Il ritrovamento dell’edizione medioevale in ceco da Volvox Globator che risale al 1995, è l’ultima delle tante attribuzioni di paternità a François Rabelais che ci sono state durante il Novecento. Il Trattato, così come la casa editrice di Palermo lo presenta al pubblico italiano in edizione critica di Patrik Ourednik (Praga 1957, scrittore, traduttore e linguista) è seguito da 120 riproduzioni delle tavole dei Sogni bislacchi di Pantagruele e si chiude con una nota finale su Rabelais di Marcel Schwob. Oltre che in Italia, il Trattato è stato pubblicato quasi in contemporanea in Francia da Allia e in Spagna da Editorial Melusina.

Rabelais (Chinon en Touraine 1494? - Parigi 1553), frate per contingenza, medico per vocazione e umanista per indole, sovverte il monito medievale “Ebrietas plura vitia inducit” con questo Trattato sul nobile psicotropo che i popoli del Mediterraneo producono e consumano sin dall’antichità per la gioia dei palati e dello spirito e che condivide con Gargantua e Pantagruele l’inebriante bouquet della gioia di vivere. Nel Trattato, vero canto anticalvinista alla fisicità dell’uomo, ritroviamo la ricchezza lessicale, i giochi di parole, i termini dialettali mescolati all'uso delle lingue colte e l’ibridamento culturale tra il rinascimento ordosso-ufficiale e il popolare. Moderno quindi sia nel contenuto che nell’uso del linguaggio, l'intento di Rabelais è quello di restituire il senso originario delle parole, la loro etimologia naturale, per veicolare la vitalità e l’esuberanza che lo caratterizzano. Materiale. Corporeo. Satirico ma sempre metafisico, Rabelais si pone oggi più attuale che mai, apologizzando in questi tempi di disintossicazione da workaholic un vero “contre le travail” in passaggi come questo: accanto all’acqua e alle donne rovinano un’impeccabile vita da bevitore ancora l’incauto affannarsi, il tribolare, il faticare, il lavorare e il correre di qua e di là. Se in questi secoli che lo separano da noi molti avessero potuto ripetere, a riassunto delle proprie vite, le parole di Guy Débord: Fra il piccolo numero di cose che mi sono piaciute, e che ho saputo ben fare, bere è senza dubbio quella che ho saputo fare meglio forse il mondo ora sarebbe un luogo migliore.

Purtroppo spesso e volentieri la fiducia nell’uomo non viene ripagata (almeno in un futuro immediato) e l’erede di Socrate e di Erasmo, come tutti i personaggi scomodi, è stato definito a lungo (e riprendo da antologie di letteratura francese) come “homme buffon”, nel solito goffo tentativo di neutralizzare l’energia travolgente che liberano i testi dissidenti che male si aggiustano alle costrizioni. Malgrado lo scorrere del tempo la sua opera ci arriva tutt’oggi come una follata di vento fresco. Come per i bicchieri, una parola tira l’altra, e viene da dire alla salute! dell’umanità, o quanto meno degli uomini che hanno illuminato gli abbondanti passaggi bui della storia.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

François Rabelais (Chinon en Touraine, 1494? - Parigi, 1553), frate per contingenza, medico per vocazione e umanista per indole.

François Rabelais, “Trattato sul buon uso del vino”, seguito dai “Sogni bislacchi di Pantagruele”, Duepunti, Palermo 2009. Edizione critica e note di Patrik Ourednik. 192 pag, con 120 incisioni. Traduzione dal ceco di Alessandro Catalano.

In Lankelot: Ourednik Patrik - Istante propizio, 1855 di franchi

In Rete: Wiki it /

Ana Ciurans, dicembre 2009

ISBN/EAN: 
9788889987261

Commenti

Rabelais (Chinon en Touraine 1494? - Parigi 1553), frate per contingenza, medico per vocazione e umanista per indole, sovverte il monito medievale ?Ebrietas plura vitia inducit? con questo Trattato sul nobile psicotropo che i popoli del Mediterraneo producono e consumano sin dall?antichità per la gioia dei palati e dello spirito e che condivide con Gargantua e Pantagruele l?inebriante bouquet della gioia di vivere. Nel Trattato, vero canto anticalvinista alla fisicità dell?uomo, ritroviamo la ricchezza lessicale, i giochi di parole, i termini dialettali mescolati all?uso delle lingue colte e l?ibridamento culturale tra il rinascimento ordosso-ufficiale e il popolare...

Benvenuta, amica mia:)
Una gioia e un onore averti tra noi. Esulto poi, al contempo, per una nuova recensione d'una creatura duepuntide;)

viva Ana!
Lunga e felice permanenza.

(finisco di leggere Rabelais e volo a commentarti!)

grazie onorata di essere tra voi

"Perchè coloro che non fanno niente, si siederanno alla destra di Dio, e coloro che corrono e si affannano e accumulano beni terreni e soldi a palate verranno gettati in un lago infuocato; e così anche coloro che usano le cantine per naacondere oro e argento invece che fiaschi e bottiglie; e allo stesso modo anche coloro che bestemmiano contro il Signore pensando al giorno successivo. E per tanto:
Gesù Cristo fa' sì che a tuo parere
noi si possa ogni giorno bere
e per l'eternità questa gioia godere"

(RABELAIS, p. 32).
Immenso:)

"Il Trattato, così come la casa editrice di Palermo lo presenta al pubblico italiano in edizione critica di Patrik Ourednik (Praga 1957, scrittore, traduttore e linguista) è seguito da 120 riproduzioni delle tavole dei Sogni bislacchi di Pantagruele e si chiude con una nota finale su Rabelais di Marcel Schwob. Oltre che in Italia, il Trattato è stato pubblicato quasi in contemporanea in Francia da Allia e in Spagna da Editorial Melusina."

> E' un'edizione per bibliomani, e per enogastromaniaci:). Se mio padre fosse vivo impazzirebbe per un libro del genere. Spero che lassù possa leggerlo con calma, e magari che possa averlo letto in anteprima rispetto a noi:).
Sono molto felice di leggere che una pubblicazione IT è uscita quasi in contemporanea con ES e FR. Buon segno...

"Satirico ma sempre metafisico, Rabelais si pone oggi più attuale che mai, apologizzando in questi tempi di disintossicazione da workaholic un vero ?contre le travail? "

> Sacrosanto rilievo. E' un'apologia saggia, da innamorato della vita e dei piaceri - arte inclusa. Santo subito!:)

"Malgrado lo scorrere del tempo la sua opera ci arriva tutt?oggi come una follata di vento fresco. Come per i bicchieri, una parola tira l?altra, e viene da dire alla salute! dell?umanità, o quanto meno degli uomini che hanno illuminato gli abbondanti passaggi bui della storia."

> Bellissima clausola. Gran bell'esordio, Ana, davvero. Spero tu possa trovarti bene, da queste parti. Scoprirai una valanga di intelligenze di ogni colore, etnia, credo politico, estetico, religioso. Siamo una sorta di arcobaleno:).

a proposito, una lamentatio che inizia con "sitio!" e "Garaus!" è da applausi:)

un plauso meritano anche le

un plauso meritano anche le riproduzioni delle incisioni che rappresentano in pieno la fisicità e la corporalità dell'opera di Rabelais!


E complimenti a GF per il restyling!

;)

;)

giusto, anche le incisioni.

giusto, anche le incisioni. gianfranco, complimenti al coiffeur di lankelot; proprio bello...

è mia sorella, Fiamma:).

è mia sorella, Fiamma:). Merito suo. E di Ceccato, che ci ha regalato quell'header magnifico, che campeggia su spille e adesivi:)

COMUNICATO STAMPA   2009 si

COMUNICATO STAMPA
 


2009 si chiude con un brindisi speciale per :duepunti edizioni, che, a distanza di un anno dal Nobel a Le Clézio (autore de Il verbale, :duepunti 2005), vede premiare un suo libro con un altro prestigioso riconoscimento internazionale.

 

La giuria francese del Gourmand World Cookbook Awards, in seguito alla delibera del 3 dicembre 2009, ha proclamato il Trattato sul buon uso del vino di François Rabelais, miglior libro di letteratura sul vino dell’anno. Ne dà il lieto annuncio Edouard Cointreau, patron del Premio internazionale, produttore dell’omonimo liquore e diretto discendente della casata di Rabelais.

L’opera è ora in competizione per l’assegnazione del “Best in the World” che sarà proclamata nella serata del 11 febbraio 2010 in occasione dell’inaugurazione del Paris Cookbook Festival. Quest’anno 136 paesi prenderanno parte alla competizione

con i migliori libri di cucina dell’anno.

 

Un brindisi particolare con Patrik Ourednik, autore di riferimento per la casa editrice palermitana, che ha curato l’edizione italiana del libro e rivelato al mondo l’eccezionalità di quella che in Repubblica Cèca era passata nel 1993 come

una notizia di secondo ordine: la scoperta in una biblioteca di Praga di un inedito

sul vino attribuito a Rabelais.

 

A chiusura di anno e in tempo di bilanci :duepunti festeggia anche il rapporto avviato nel corso del 2009 con PDE, distribuzione e promozione, che, credendo

alle potenzialità della casa editrice l’ha affiancata e supportata con la sua esperienza nella comunicazione con il pubblico e le librerie.

 


distinti saluti

Giuseppe Schifani