Prest Preskett Thomas, Rymer James Malcolm

Varney il Vampiro - Il banchetto di sangue

Autore: 
Prest Preskett Thomas, Rymer James Malcolm

“Il vento fa una pausa. La grandine non cade più così fitta. Eppure, dal vetro di quell’alta finestra, giunge uno strano tintinnio. Non può trattarsi di un’illusione…la fanciulla è desta e lo ode. Che cosa può essere a provocarlo? Il bagliore di un altro lampo…un altro strillo…ora non ci si può più ingannare”. 

Se non fosse per l’imponente e, oserei affermare, difficile opera di traduzione messa in piedi dalla Gargoyle, Varney, o meglio Sir Varney, sarebbe rimasto pressoché sconosciuto e confinato al di fuori dai territori italici.
Illuminato da un’interessante introduzione di Carlo Pagetti che spiega tra l’altro l’ambiguità dell’attribuzione agli autori, James Malcolm Rymer e Thomas Preskett Prest, nonché la storia strutturale del romanzo pubblicato inizialmente in fascicoli, ha destato in me la viva curiosità di riprendere in mano prima possibile un’antica edizione del Kenilworth di Walter Scott in mio possesso per cercarne le singolari germinazioni.
Curiosamente denunciato quale “Vampigro” da Jack Pringle, bizzarra figura di marinaio d’acqua dolce, Varney è sicuramente figura di mezzo, vestendo da un lato i panni classici dell’incubo notturno che gratta alle finestre per addentare carni fresche e femminili e dall’altro capace di rivelare le ombre di un carattere solitario con un sottofondo nobile, tutta ancora da scoprire. 
Il primo volume della trilogia innesca la storia di Sir Varney presentatosi a rivendicare un’antica dimora, Bannerworth Hall, tanto illustre quanto depredata dall’ingordigia umana. Il suo proprietario aveva perso denaro e suppellettili tra i tavoli da gioco, lasciando i figli avvolti in un tragico mistero, primo tra tutti un ritratto che campeggia sulla parete di una stanza e che stranamente sembra esser la riproduzione del volto pallido del vampiro.
Ed è a questo punto che ci si inizia ad interrogare. Chi è Varney e chi è, invece, l’uomo del ritratto visto che tra i due si frappone un secolo di distanza?
Il narratore non svela nulla in questa prima fase della storia, limitandosi ad intarsiare la trama di antefatti e resoconti a volte bizzarri. C’è da aggiungere che lo stesso non si astiene da sarcastici commenti a sfavore dell’uno o dell’altro contendente, talvolta con un eccessivo fervore nelle anticipazioni.
Ed è così che una storia apparentemente tiepida tinta dai colori del sangue fin dalle prime pagine, fin dalle prime apparizioni di quell’oscuro signore che si rigenera ai raggi della luna, sa arricchirsi progressivamente di nuove tonalità, più sfumate o accese a seconda degli aspetti su cui indugia il narratore, capace, infine, di avvolgere il lettore nelle spire della curiosità. Cosa è stato? Cosa nascondono le ambigue alleanze che si incrociano improvvise e qual è il segreto che spinge l’uomo a seminare il terrore tra la folla credulona e superstiziosa? 
Ed è proprio questa che si pone quale vera protagonista, spesso caricaturale, della narrazione: curiosi personaggi si aggirano nei villaggi portando scompiglio, tra leggende e verità distorte. La volontà di distruggere alla fonte la paura atavica dell’uomo si scontra con la sua natura pusillanime.
Si tenta di dar prova di coraggio facendosi scudo con la moltitudine: c’è chi si avventura tra le rovine inquiete per nascondere la prova del suo passaggio; c‘è chi sventra la terra per pescare sepolcri inesorabilmente vuoti; c’è chi racconta di notti infestate dalla falsità delle tenebre; c’è chi nasconde oscure nefandezze e cospira insidie tra gli amici.
Pubblicata oggi in tre fasi è opera immensa poiché, tralasciando per un attimo il nucleo portante della storia, ciò che davvero colpisce è la sfilza di personaggi che animano la narrazione riuscendo a portarvi elementi continui di novità, spunti di riflessione e testimonianze del contesto sociale in epoca ottocentesca.
Tutto sommato un incipit interessante per quella composizione astratta e partecipata del narratore, duplice in effetti, che salta da un lato all’altro della barricata disseminando sul suo cammino briciole di superstizione. Oltre non insisto, l’opera è in evoluzione.
 
“Le tombe rigurgitano i morti e l’aria della notte si fa spaventosa per le grida”.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Thomas Preskett (o Peckett) Prest (1810-1879): considerato fino a tempi recenti l’autore di Varney il vampiro, Thomas Preskett Prest è noto come poligrafo d’una certa fama nella Londra vittoriana di Dickens e dei 'penny dreadful' (i romanzi popolari di argomento sensazionalistico). Si afferma come direttore di riviste dagli anni ’30 dell’Ottocento e si fa conoscere anche in ambito teatrale. Collabora intensamente al "People’s Periodical" di Edward Lloyd, pubblicando una serie di romanzi a puntate, il più famoso dei quali ha come protagonista Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street, che taglia la gola ai suoi clienti, interpretato in un film di successo da Johnny Depp. Probabilmente debilitato da una attività letteraria massacrante, Prest passò gli ultimi anni di vita povero, abbandonato da tutti, e malato di una grave infezione polmonare.

James Malcolm Rymer (? – 1884): James Malcolm Rymer, attualmente ritenuto dai più l’autore di Varney il vampiro, è un oscuro poligrafo, che arriva nella Londra vittoriana probabilmente dal nord dell’Inghilterra, e che collabora, utilizzando vari pseudonimi, al "People’s Periodical" di Edward Loyd. Tra i suoi pseudonimi: Malcolm J. Merry e Malcolm J. Erryn. Di lui si sa con una certa sicurezza che passò alcuni anni negli Stati Uniti e che morì a Londra nel 1884. L’attribuzione a Rymer della paternità di Varney il vampiro è stata sostenuta in modo convincente per la prima volta da E.F.Bleiler nell’Introduzione all’edizione Dover (1972) sulla base di una serie di riscontri di tipo editoriale e stilistico.
Thomas Preskett Prest – James Malcom Rymer ”Varney il vampiro: il banchetto di sangue”, Gargoyle Books, Roma, 2010. Traduzione di  Chiara Vatteroni. Introduzione di Carlo Pagetti.
 
Titolo originale: “Varney the Vampire: or, The Feast of Blood”,1847 (inizio pubblicazione 1845)
 
Movida, giugno 2010
 
per approfondire: articoli su questo libro in LANKELOT
ISBN/EAN: 
9788889541449

Commenti

(Varney) “Le tombe

(Varney)
“Le tombe rigurgitano i morti e l’aria della notte si fa spaventosa per le grida”.

 

[movi] bentornata,

[movi] bentornata, finalmente! come va?

[Varney] Che bello trovare il

[Varney] Che bello trovare il tuo nome in prima! Il libro non rientra nel mio genere di letture, ma sono felice del "ritorno".


Segnalo un piccolo refuso: dal confini italici

[varney] aggiungo un link

[varney] aggiungo un link all'articolo di Gordiano, in calce.