Premio Letterario P.E.N. Club italiano 2009

Vince Cesare Viviani

Autore: 
Premio Letterario P.E.N. Club italiano 2009

Il poeta Cesare Viviani, con l'opera Credere all'invisibile, Einaudi, è il vincitore della diciannovesima edizione del Premio Letterario P.E.N. Club italiano 2009.

Compiano, 5 settembre 2009

Nel suggestivo contesto delle colline parmensi, si è svolta oggi a Compiano (uno dei Borghi più belli d'Italia) la complessa cerimonia di scrutinio per l'assegnazione del Premio P.E.N. Club Italiano 2009, diciannovesima edizione. Alla presenza di centinaia di invitati, scrittori, artisti e varie Autorità, il notaio Franco Vincenzo ha aperto le buste sigillate contenenti le schede dei soci votanti. Cinque attraenti ragazze attribuivano subito il punteggio (da 5 a 1) su altrettanti enormi tabelloni, che per alcune ore hanno quasi impedito la vista dello splendido panorama dall'ampia balconata sulla valle del Taro.

 
La cinquina dei finalisti, che devono essere considerati tutti "vincitori", era composta da Elena Loewenthal, con il romanzo: Conta le stelle, Einaudi, € 17,50; Giorgio Montefoschi, con il romanzo: Le due ragazze con gli occhi verdi, Rizzoli, € 19,50; Stefano Rodotà, con il saggio: Perché laico, Laterza € 15; Flavio Soriga, con il romanzo: L'amore a Londra e in altri luoghi, Bompiani, € 15; Cesare Viviani, con la silloge poetica, Credere all'invisibile, Einaudi, € 11.

 

Assente giustificata la Loewenthal; presenti tutti gli altri che sono stati ampiamente intevistati da Lucia Bellaspiga. Tutti profondi, come i temi trattati, qualcuno più serioso. Il più brillante ed irresistibile nelle risposte scoppientanti ed esilaranti è risultato il quinto classificato: il sardo Flavio Soriga, poco più che un ragazzo, che ha conquistato tutti, tanto che alla bancarella dei libri, parecchi hanno comperato addirittura 2 copie del suo. Da leggere.

Risultati dello scrutinio:

I: Cesare Viviani con 393 voti,

II: Giorgio Montefoschi con 351,

III: Stefano Rodotà con 344,

IV: Elena Loewenthal con 342,

V: Flavio Soriga con 310

Anche prima che vincesse, lo scrivente si era proposto di parlare più ampiamente del poeta Cesare Viviani, senese che vive a Milano da una vita. L'invisibile di Viviani non è qualcosa di trascendente, ma è ciò che, "innervato nella concretezza della natura, resta indecifrabile, incomprensibile, irriconoscibile". Da leggere con attenzione questa recente fatica del poeta, laureato in Giurisprudenza e in Psicologia, uno dei protagonisti dello scenario poetico. Va ricordato che i votanti del P.E.N. Club raramente premiano poeti. La poesia la snobbano (forse perché in maggioranza sono poeti, invidiosi e viperini).

Il Premio P.E.N. Club, definito spesso "l'antipremio", si vanta di essere immune da condizionamenti da parte della grande industria editoriale. Il suo slogan è: "Scrittori scelti da scrittori" (però è ineluttabile che gli editori premiati siano quasi sempre la solita nota dozzina. I piccoli, gli emergenti hanno raramente qualche speranza. Modesta proposta: riservare a loro per regolamento uno dei cinque finalisti? Va comunque subito aggiunto che la scelta delle cinquine, per quanto risultante di molte maniere diverse di pensare e giudicare, in modo apolitico, è sempre del massimo livello possibile.)

Braccio e mente del Premio: il Presidente Onorario e Responsabile del Premio Lucio Lami assieme alla consorte Francesca Brera, eccellente organizzatrice e tuttofare, i quali si rovinano l'estate a mendicare fondi dai vari enti in crisi. Dobbiamo alla fermezza del nuovo sindaco di Compiano, la giovane e determinata (neoeletta da lista apolitica) Sabina Delnevo, se il Premio è rimasto a Compiano. Generosi soccorritori: Banca Monte Parma, Regione Emilia Romagna (pare che questo sia il più importante, e unico, Premio letterario della Regione), Provincia di Parma, Cariparma Crédit Agricole, Camera di Commercio di Parma, Fondazione Monte di Parma.


Nella mattinata, in collaborazione con il Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, il Quartetto di Flauti "Syrinx" composto da Anna Bazueva, Kaltrina Shala, Cristina Magli, Alessio Migliorati, aveva eseguito musiche di Gossec, Pachelbel, Reicha, Castérède, Bozza, nella gremita Chiesa di San Giovanni Battista. Subito dopo (nella Sala Convegni del Castello che ospita una sua Mostra di pregevoli dipinti alchidici e disegni) il M° Pietro Signorelli era stato affiliato al P.E.N. Club Italia, che riserva questo onore a un solo artista l'anno. Secondo la tradizione il M° Signorelli ha donato una sua opera a ognuno dei cinque finalisti.

Luciano Troisio

Foto di Mauro Delgrosso.

ISBN/EAN: 
9788806192709

Commenti

Il poeta Cesare Viviani, con l?opera Credere all?invisibile, Einaudi, è il vincitore della diciannovesima edizione del Premio Letterario P.E.N. Club italiano 2009.

Soriga?
www.lankelot.eu/index.php/2009/04/11/soriga-flavio-l-amore-a-londra-e-in...

mmm...

(grazie per il contributo, Lucien!)
(a me i premi letterari proprio non piacciono. Se leggo certi nomi in cinquina li ricollego non solo agli editori, ma agli agenti. E via dicendo...)

è vero che le case editrici sono le solite più grandi, comunque a me sembra una bella idea quella di riservare un finalista a quelle più piccole.
Intanto Luciano ci hai dato un'idea su questo premio in fondo meno noto a tutti. :)

L'Italia è una Repubblica poco democratica fondata sulle lotterie e sui premi letterari. Anche il Pen Club si vanta diessere un antipremio. Ma un antipremio che si rispetti dovrbbe avere nella rosa dei finalisti poeti e scrittori poco noti o fuori dai soliti circuiti editoriali. Così non è mai stato. Diciamola tutta un vero antipremio letterario nel nostro Paese non esisterà mai. Non prendiamoci in giro. Voglio bene all'amico Cesare Viviani. Ci lega una profonda amicizia e una reciproca stima. Credere nell'invisibile non è ilsuo libro migliore. Poesia didascalica e troppo ragionata.Scritta e pensata a tavolino.
La differenza salta all'occhio del lettore attento, se si prendono in mano i suoi due libri precedenti(La forma della vita, Silenzio dell'Universo).
Sia nel premi che nei presunti antipremi letterari vincono libri non belli. Il catologo è questo... Sopravviveremo
nicola Vacca

Caro Vacca,
d'accordo. Come "inviato" ho visto dappertutto una vasta gamma di finalisti: brillanti, ironici, cattivanti, bonari. Ne ho visto molti, i più famosi tra questi, antipatici, villani, grigi, pesanti, pedanti, maleducati, centri della galassia, a volte con risposte monosillabiche dispettose, di una noia insopportabilissima. Anche quelli per cui, un millennio fa, avevo preso giovanili cotte, ora peggiorati, hanno ormai deluso il mio amore. Passano i millenni, restano i soliti inamovibili bacucchi cantanti immortali dai capelli nerissimi, con esiti comici da chirurgia estetica; i giovani scrittori si affacciano invano, le giovani scrittrici ci distraggono con le loro bellissime gambe; vincono sempre i soliti vecchiacci, che mi ricordano l'olfattivo "cavallo di pantaloni" di Celine, le ornate tabaccone vecchiette con pregiati originali ornamenti di tartaruga nel frattempo divenuta giustamente da antiquariato.

Io non pensavo che un poeta avrebbe vinto.
Comunque la si pensi, ben venga Viviani, con le sue inquietudini, col suo "ostrabismo", col suo codino, sebbene non mi sfugga che la mafia (editoriale) milanese è onnipotente anche senza bisogno della psicanalisi.

Caro Gianfranco,
grazie per la tempestività (siamo stati i primi!)
Alle 18.30 Viviani già circolava esibendo il "pezzo" di Lankelot"

'innervato nella concretezza della natura, resta indecifrabile, incomprensibile, irriconoscibile'
In effetti un 'poeta' che scrive: 'Auttutto s?era franto fino ammesso la recèrce del padre | porta in India com?è, raschio di palo celere | quel poco e inavvertibile di agguati era parvo di paolo | ma non voglio | attirarmi con quanti tralasciando l?incisa | prendon le pie dell?orto' è davvero incomprensibile.
E lo premiano pure!

Ma quanti 'poetastri' dobbiamo sopportare ancora per rendersi conto che questo è il paese del gigionismo.

Caro Erre,
ma allora per renderci conto dovremmo allestire dei forni crematori, o almeno dei multispiedi per galline sensibili, di studi pedagogici e tranquilli arguti capponi compreso lo scrivente(oppure, per un primo contenimento demografico, antica e sicura proposta anni Settanta: obbligare il poeta a rilegare i suoi cacheronzoli con la propria pelle e premiare solo i sopravvissuti)

Caro Gianfranco,
non conoscevo Soriga. Si è presentato con una camicia bianca artisticamente corredata da sincroniche ditate di nafta.
Non ho mai visto un finalista così intelligente, così giovane, così coinvolgente. Capace di conquistare un'intera platea di artisti (pensionati con signora) ma anche gli indigeni ctoni del Borgo, tra la finta sbiadita indifferenza dei molti presunti ex funzionari editoriali parlanti lombardo (Approfitto per dire che il Premio PEN "NON" invita gli editori).
I giornali l'hanno definito "vincitore morale". Possiamo, almeno per l'età, condiderarlo iun emergente (dai nurage).
Il suo libro corrisponde alla mia descrizione? Ora lo leggerò, e anche la tua recensione.

'per il vestibolo agganciato male ebbe ottenuto

le spesse maleodoranti fazioni della linea

terraaria e s?innestò trangugiando il modesto

parato di sozza battitura alla quale imponendosi

piota aveva consumato. Ora s?intestava

all?ammasso dei bachini, decidevano i sorci

intesi se dare o meno metta!

per il turbinio trasloca lettera a epistrofeo

e il callifugo insulso più spalmato a dovere

non resiste alla cottura scoccola...'

Altra perla dello psicanalista-poeta. Magari avesse rilegato i suoi cacheronzoli con la propria pelle. Ma giuro, se non si autoflagella, se lo incontro lo impalo io. Promesso.

A me, Luciano, sono piaciuti molto soprattutto i tuoi commenti, del premio so poco o nulla e forse con Alfredo concordo sulla necessità dei sottotitoli in lingua corrente per il vincitore. Ma in fatto di poesia, non l'ho mai negato, sono sull'ignorante intenso. Continuo a dar la colpa al Pascoli, ma forse è un limite mio ... :))

Cara Ilde,
sono stato immerso nell'oscurità e nella professione dell'impossibilità della comunicazione per decenni. Ora la penso in tutt'altro modo e ho (sebbene non li rinneghi) finora evitato di pubblicare alcuni miei versi oscuri.
Forse ora li offrirò all'ingordigia nazionale, ben sapendo che, almeno per me, è assai più facile poetare oscuramente che semplicemente.

Caro Luciano,
le oscurità non sono tutte uguali ...

Su Soriga sarò sintetico.
Quando scrive di Sardegna mi emoziona.
Quando esce dalla Sardegna mi annoia.
Tecnicamente è pop, basso.

E però di persona è come dice Luciano. Una persona gentile, solare e timida. Ispira sicuramente simpatia. Complimenti al reporter, capisco meglio quando dici che vi ha conquistati tutti. E' buono.

chi?

Soriga. L'ho incontrato a Roma, per caso. Sembra molto più giovane di me, e molto più gentile, devo dire, di me.

Sì eh? Ma io tifo Franchi.

:).
Mi sa che io e lui gareggiamo su fronti diversi, con ambizioni diverse. A pelle mi ha fatto l'impressione di un gran bravo ragazzo.

Guarda, io non lo conosco, l'ho visto in facoltà un bel po' di volte e a pelle non ho avuto le tue sensazioni. Poi l'ho letto e mi piace ancora di meno :)

Leggi "i diavoli..."

Già lo lessi :)