Powers Richard

Sporco denaro

Autore: 
Powers Richard

"Dev'essere il suo profumo, pensa Laura. Quel vago retrodore di acido fenico. L'afrodisiaco delle nazioni industrializzate. Ospedali dappertutto, e sempre lo stesso aroma. Possibile che ogni cosa connessa alla medicina abbia lo stesso odore? Vitamine, cerotti, antibiotici, arti artificiali. Ostetriche e ginecologi. L'odore di ciò che è stato accuratamente disinfettato, che dà alla testa. Antimorte n.5: per la donna libera. L'odore di quest'edificio, dei carrelli delle infermiere, degli sgabuzzini, la riporta indietro alla sua ultima degenza. Il parto di Tim. L'ospedale a Peoria. Identico a questo. Come a tutti gli altri. Tim, così prematuro, piccolo, paonazzo. Morto quasi prima di nascere, se non fosse stato per i macchinari. E per cinque mesi lei e Don non avevano saputo che faccia avesse il loro bambino, se non con un intrico di tubicini attaccati dappertutto. Ma conoscevano bene il suo odore. Lo sentivano anche di notte, appena tornati a casa, provati ed esausti, aveva impregnato le loro mani impotenti, o macchiava le lenzuola del loro letto ignaro. Aveva l'odore dell'ospedale. Come se potessero perderlo da un momento all'altro, consegnandolo a quel tanfo maledetto. Antisettico, chimico, il puzzo di medicinali e misuratori. Sembrava quasi che il loro bambino fosse stato immerso nella formaldeide, un bagno per liberarlo dalla corruzione terrena. Nella sua mente, quell'odore urta contro l'aroma del manzo alla bourguignonne. Lei e Don in quel ristorante francese rovinosamente alla moda, a scambiarsi il giuramento più serio che la vita avesse concesso loro. Quella creaturina si sarebbe laureata con tutti gli onori. E loro due si sarebbero amati e sostenuti per tutta la vita, tirandosi su a vicenda finché fosse stato necessario." (pag. 156-157)

"Sporco denaro" dello scrittore statunitense Richard Powers innamorato delle grandi narrazioni (è stato utilizzato per lui il termine "realismo isterico") che uniscano argomenti di grande respiro e storie private, è un doloroso pugno allo stomaco che lascia tramortiti.

Il romanzo narra da un lato la nascita della multinazionale Clare dai primi anni del XIX secolo fino ai giorni nostri seguendone le trasformazioni, le evoluzioni societarie, le crisi finanziarie, le modalità di arricchimento e dall'altro le vicende di Laura Bodey, agente immobiliare, ammalatasi di cancro alle ovaie, divorziata e madre di Tim e Ellen, abitante di Lacewood, Illinois, città dove è stata impiantata una delle sedi della Clare.

"In principio, la città si era garantita di che vivere lavorando la terra. Le erbe selvatiche della prateria avevano ceduto la terra. Le erbe selvatiche della prateria avevano ceduto il posto al grano, un'unica specie commestibile coltivata in modo così estensivo da creare profitto. Poi, Lacewood si era diplomata in umana stregoneria, prosperando grazie alle trasformazioni alchemiche. Ricavando messi abbondanti dal midollo e dal guano di pistrello, beni commestibili dall'argilla. Un susseguirsi di nuove scoperte, regolari come lo scorrere dei mesi sul calendario. Dev'essersi stato un periodo nel quale Lacewood non significava la Clare Incorporated. Ma nessuno era in grado di ricordarlo. Soprattutto, nessuno era vecchio abbastanza da poterlo richiamare alla mente. I due nomi venivano pronunciati in unico respiro, e tutta l'abbondanza riversata su Lacewood fluiva attraverso i vasti canali di quella grande società. I grandi magazzini fuligginosi ai margini della città setacciavano il fango distillandone diamanti. E così Lacewood finì per coincidere con le ricchezze che produceva senza sosta." (pag. 7,8)

Powers ricostruisce con la sapienza dello storico l'avvento della Clare (dietro cui alcuni hanno voluto identificare la multinazione Proctor & Gamble Procter & Gamble, nata nel 1837, una multinazionale leader commercializzazione di beni di largo consumo, detergenti, cosmetici, fragranze e prodotti farmaceutici) dall'uomo che diede il via alla scalata verso l'Olimpo, lo spregiudicato commerciante Jephtah Clare, a tutti coloro che gli succederanno, come Samuel, Resolve, Ben, Peter e le rispettive consorti, arricchitisi grazie alla scoperta del mercato del sapone e all'evoluzione continua di questo prodotto (motore della ricchezza sarà un irlandese creatore di candele), narrando tutti i meccanismi che porteranno la Clare a diventare una società per azioni, una multinazionale diffusa in tutto il mondo. Un lettore disattento potrebbe pensare che si tratti della banalissima storia di una famiglia che realizza il Sogno Americano ma Powers invece punta molto più in alto, utilizza questa famiglia per analizzare la storia più buia degli Stati Uniti (sono molti i rimandi agli eventi storici e sociali, non solo statunitensi) e l'avvento del capitalismo, la trasformazione di una società fondata sui beni materiali in una fondata sull'immaterialità (le azioni, la Borsa) e la dipendenza, sulla spregiudicatezza degli affaristi, sull'incentivazione al consumo grazie alla creazione di desideri e al loro continuo stimolo (l'importanza della pubblicità, con tanto di volantini pubblicitari riportati dall'autore) che non fa che allevare una nazione di consumatori dipendenti dalle multinazionali fin dai primi anni di vita.

La vicenda della Clare si fonde con quella più privata di Laura, una donna come tante, uscita da un matrimonio durato dieci anni, venditrice modello che mira a garantire un futuro tranquillo ai propri figli, due ragazzini come tanti degli anni '90. Laura però si ammala di cancro alle ovaie e qui comincia il calvario della malattia che Powers descrive con grazia analitica, senza mai scadere nel patetismo e interessandosi alle conseguenze che una malattia così devastante provoca nella vita degli esseri umani. Lancinanti sono le pagine dedicate alle sedute di chemioterapia e alla ricerca continua di Laura di nuove cure che non porteranno a nulla se non alla devastazione del corpo della donna, pagine in cui lo scrittore si scaglia con gelida ferocia contro il sistema medico statunitense (la questione assicurazione che portano da un lato allo scadimento delle cure e dall'altro all'indebitamento dei pazienti) e contro l'utilizzo dei malati come cavie per nuovi ritrovati medici.
Ma Powers non dimenticando il risvolto più privato della malattia dedica ampie pagine a come evolve il rapporto che intercorre fra la madre e i due figli annoiati, disattenti, figli di quella totale assenza di valori della società contemporanea: il figlio Tim, schiavo dei giochi informatici, ed Ellen, ragazzina che sembra uscita da un video di Britney Spears. Quello che ne esce è il ritratto di un mondo asettico dove le cene consumate sono a base di piatti cotti nel microonde, barrette di pesce dai colori assurdi, tempo libero trascorso nei bar o nei centri commerciali di una città che si espande a vista d'occhio nel piattume, senza storia alcuna da raccontare se non quella dell'arrivo della Clare.

La multinazionale Clare Soap & Chemical e Laura s'incontrano quando viene inoltrata una causa legale contro la multinazionale ritenuta colpevole dell'alto numero di malati di cancro nella zona e ancora una volta Powers non si piega al patetismo, non trasforma il romanzo in un ridondante pamphlet militante o in un legal thriller che vede alla fine trionfare il Bene contro il Male ma utilizzando uno stile puntuale e al contempo trasognante, aggiunge dubbi (accettare o no un rimborso dalla Multinazionale quando si sa che dovrai comunque morire?), perplessità (Laura scopre amaramente di non poter fare a meno della Clare così come di nessun'altra multinazionale), senza mai abbandonare il suo intento di raccontare una duplice storia.

A lettura conclusa si resta sconvolti.

C'è una tale puzza di morte da restare senza fiato e anche quei piccoli segnali di speranza lasciati da Laura nella sua casa che  potrebbero far  presagire un futuro migliore, vengono spazzati via in poche pagine  e  ciò che rimane è l'immagine di un'America vuota, senza speranza, un deserto di anime nate già sconfitte e malate.

Edizione esaminata e brevi note:

Richard Powers (1957), scrittore statunitense. Nel 2006 è stato insignito del National Book Award per il romanzo "Il fabbricante di eco".

Richard Powers, "Soldi sporchi", Fanuccci, Roma 2007. Traduzione a cura di Luca Briasco. Titolo originale "Gain", 1998.

ISBN/EAN: 
978-88-347-1309-9

Commenti

[Soldi sporchi] Soldi sporchi

[Soldi sporchi] Soldi sporchi di Richard Powers. Un pugno nello stomaco.

[powers] eccolo in prima

[powers] eccolo in prima pagina! Tra i desiderata, c'era "il tempo di una canzone", chiesto dalla nostra libraia torinese preferita, goccia:)

[powers] porto a spasso il

[powers] porto a spasso il cane e volo a leggerti:)

[powers] sembra sinceramente

[powers] sembra sinceramente potente, amice And. Gran bella segnalazione. Bel lavoro;).

[Powers] E' davvero un grande

[Powers] E' davvero un grande libro. Per come riesce a tenere in piedi parallelamente le due "storie", che poi s'incrociano nella loro evoluzione e involuzione. Non svelo nulla per non togliere il piacere della lettura. E' anche molto angosciante, non solo per le pagine dedicate alla malattia ma anche per come risolve la storia. Sono rimasto un po' traumatizzato.