Pound Ezra

Ars Poetica

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Pound Ezra

Pound, inventario ragionato dell’ars poetica 

Ezra Pound resta un autore fondamentale. La sua opera  poetica ha ispirato gran parte della poesia del Novecento. Nei Cantos è riassunta la chiave della nostra modernità, la spiegazione dei feroci dilemmi della contemporaneità: in questi magnifici versi troviamo la nostra storia, il retaggio culturale  di un’epoca, ma soprattutto troviamo la nostra realtà presente.

La figura di Pound spazia a trecentosessanta gradi: poeta,critico d’arte, pensatore  sociale, economico, politico, ma prima di tutto artefice del libero pensiero. Pochi scrittori hanno raggiunto  il grado di unità tra arte e vita, pensiero e personalità, idea ed azione.

La critica letteraria era una delle passioni del grande poeta americano. I suoi scritti, precisi e argomentati, sono sorprendenti perché anticonvenzionali e antiaccademici. Una parte rilevante della sua attività di saggista adesso la si può leggere in Ars Poetica (Nino Aragno editore, pagine 525, 27,00 euro). Questo prezioso volume, da troppo tempo introvabile, raccoglie gli scritti più significativi di Pound sulla poesia e sull’arte di scrivere, sul rapporto tra parola e letteratura, sulla necessità di salvare la tradizione e l’opera dei suoi maestri.

Il libro ha la prefazione di Thomas S. Eliot, che aiutò Pound nella scelta e nella raccolta dei saggi da pubblicare. Un’opera che può essere considerata indispensabile per capire come una delle personalità affascinanti e controverse  intendesse il significato della poesia del proprio tempo.

Lo stesso Eliot, nella prefazione, raccomanda il libro al lettore perché Pound ha detto molte cose sull’arte di scrivere, e in modo particolare su quella di scrivere versi, che hanno un valore e utilità perenni. Ma Eliot apprezza questi scritti anche per un altro motivo.In questo libro, tenendo fede alla sua particolare irriverenza nei confronti del canone, Pound ha imposto all’attenzione di chi legge non soltanto dei singoli autori, ma intere zone di poesia che nessuna critica può ignorare. Per esempio, le bellissime pagine sulla poesia provenzale, considerata da Pound il trionfo autentico della parola che si fa messaggio di autenticità e trasparenza.

Il pezzo forte del corposo volume è il saggio di apertura “L’arte della poesia” .In cento pagine Pound espone la sua poetica e redige un inventario ragionato del suo modo di intendere la poesia. Pound crede in un ritmo assoluto che corrisponde esattamente all’emozione o alle sfumature dell’emozione da esprimere. Per scrivere bene il poeta deve scrivere esattamente ciò che intende, nel senso che non deve mai rinunciare alla chiarezza. La poesia, per Ezra Pound, deve essere la prova decisiva della sincerità di un uomo. Quando si scrivono versi si deve credere nel ripudio di ogni convenzione che impedisca e ottenebri la determinazione della legge o il rendimento preciso dell’impulso. La poesia vera è quella dove l’emozione resiste, la tradizione è l’unica bellezza da conservare.

Pound è  convinto che il vaglio supremo della poesia è il sentimento, da parte del lettore, di un’intelligenza insolita che opera dietro le parole.

Vanno a pezzi le cataste di poesia artefatta che ogni decennio e ogni scuola e ogni moda producono. Talvolta è estremamente difficile trovare qualche altra ragione speciale per spiegare il fatto che tale poesia risulta così insoddisfacente. Ho scritto espressamente intelligenza, non intelletto. Non vi è intelligenza senza emozione. L’emozione, il sentimento non può essere anteriore o simultaneo. Vi può essere emozione senza troppa intelligenza, ma questo non ci riguarda”. Aveva ragione Pound quando sosteneva che di veri maestri se ne incontrano pochissimi.

BREVI NOTE

Ezra Weston Loomis Pound (Hailey, 30 ottobre 1885 – Venezia, 1º novembre 1972), poeta e scrittore americano, artefice del Modernismo.

Ezra Pound, “Ars Poetica”, Nino Aragno editore, pagine 525, 27,00 euro). Prefazione di T.S. Eliot.

Per approfondire: Wiki IT / EPC / Modern American Poetry

Nicola Vacca 

(articolo pubblicato  il 28 novembre su Liberal)

ISBN/EAN: 
9788884194060

Commenti

Nicola presenta questa raccolta di saggi di Pound...

"Il libro ha la prefazione di Thomas S. Eliot, che aiutò Pound nella scelta e nella raccolta dei saggi da pubblicare. Un?opera che può essere considerata indispensabile per capire come una delle personalità affascinanti e controverse intendesse il significato della poesia del proprio tempo."

Buona lettura!

OT, promemoria per programmatori:

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"Ezra Pound resta un autore fondamentale. La sua opera poetica ha ispirato gran parte della poesia del Novecento. Nei Cantos è riassunta la chiave della nostra modernità, la spiegazione dei feroci dilemmi della contemporaneità: in questi magnifici versi troviamo la nostra storia, il retaggio culturale di un?epoca, ma soprattutto troviamo la nostra realtà presente".

Ottima e condivisibile introduzione, Nicola. Grazie per questa bella pagina.

Il farsi vedere e il Kuang di

Il farsi vedere e il Kuang di traverso di V.S.Gaudio

Il cuore fallico è dal cielo, Kuang di traverso, “è la libido in quanto puro istinto di vita, di vita immortale, di vita irreprimibile, di vita che non ha bisogno di alcun organo, di vita semplificata e indistruttibile”[i]. Il cuore fallico non è come il seno, ma è come la placenta che “rappresenta bene questa parte di se stesso che l’individuo perde alla nascita”[ii]: ma se l’uno “può servire a simbolizzare il più profondo oggetto perduto”[iii], il cuore fallico è dal cielo si trova ad essere illuminato dal rapporto che il soggetto ha con il campo dell’Altro. È lì, nel luogo dell’Altro, che sorge il primo significante e il soggetto nasce in quanto nel campo dell’Altro sorge il significante[iv]: Il cuore fallico è dal cielo che, appena apparso, si fissa come significante, e, appena prima, come soggetto, non era niente.

That sign is a horse and mouth.                                               Sitting in heaven he needs you to build a roof?[v]   

Il cuore fallico ha, nel campo pulsionale, un cavallo e una bocca, e intronato in cielo ha bisogno d’un tetto, ma per farsi vedere, legato com’è all’apertura-chiusura della beanza dell’inconscio. La poesia è come l’alienazione;essendo sempre un po’ alienati, checché si faccia, si è sempre nell’economico, nel politico, nello psicopatologico, nell’estetico, e così via[vi]. Come l’alienazione, la poesia “consiste in quel vel […] che condanna il soggetto a non apparire che in quella divisione che mi sembra di aver articolato a sufficienza dicendo che, se esso appare da un lato come senso, prodotto dal significante, dall’altro appare come afanisi[vii]. Se il segno è la bocca, o è il fuoco, o né l’uno, né l’altro, la scelta sarebbe solo quella di sapere se si intende conservare una delle parti, mentre l’altra scompare in ogni caso, scegliendo Kuang di traverso, si sceglie l’essere ma il soggetto non scompare, né ci sfugge, e né tampoco cade nel non-senso. Che cosa vuol dire la poesia? Vado qui o là, se vado qui, non vado là, bisogna scegliere. È il vel esaustivo, dice Lacan[viii]. Ma “c’è anche un altro modo di usare il vel – vado da una parte o dall’altra, me ne infischio, è equivalente”[ix]. E c’è il terzo, che è il Kuang di traverso. Che, nella poesia del “giallo splendore del lamento”, corrisponde sempre a quella mancanza che il soggetto incontra nell’Altro: Lui mi dice questo, ma che cosa vuole? Grazie al punto di oscillazione, al “vel” di Kuang di traverso, la libido di Pound ha il cuore fallico, che, se ci pensate bene, ha l’incavatura dell’affetto e l’armatura del sesso: è come il vento, avanza, perché è il desiderio dell’Altro; si arresta, quando il desiderio dell’Altro gli dice questo, ma il poeta, che è intrappolato nella “mancanza” del vel esaustivo, spegne lo splendore giallo del lamento: Lui mi dice questo, ma che cosa vuole?                                                                                 Ma la poesia di Pound non ha solo il cuore fallico, ha anche l’occhio, che è sempre nell’esagramma di Li: l’Iconicità del sesto posto, connessa con l’Iconicità di Chung Fu, è la luce al culmine della sua attività, che, intrinsecamente o nelle maglie della libido, contiene “il gallo, il canto del gallo, che squilla fino al cielo”.

Vuoi guardare? Ebbene, vedi questo!                                      

Dà in pasto all’osservatore l’immagine, questo è un testo scritto, non è una illustrazione per l’intellegibilità, invece vedi questo: l’ideogramma, cioè ti do l’alto tasso iconico ma con il codice Elaborato della 1a linea, la Polisemia della 4a linea, la Complessità della 5a linea: perché? Perché il cuore fallico è dal cielo, sì, ma quando domanda uno sguardo “quel che c’è di radicalmente insoddisfacente e di sempre mancato è che – Tu non mi guardi mai da dove ti vedo[x].                                        Con Kuang di traverso si dimostra che ciò di cui si tratta è appunto di ingannare l’occhio: il trionfo dello sguardo, l’abbiamo detto, è tutto nella Pregnanza che, come il sole, la luce, il fuoco, è soggetto a variazioni, ed è perciò esplosivo, mosso, ritoccato, ha un cuore fallico:

“UBI AMOR IBI OCULUS EST”[xi].

 




[i] Jacques Lacan, Dall’amore alla libido, in: Id., Il seminario, Libro XI, trad. it. Einaudi, Torino 1979: p. 201.

[ii] Ibidem.

[iii] Ibidem.

[iv] Cfr. ivi: p. 202.

[v] «Questo segno è bocca e cavallo. / Intronato in cielo abbisogna d’un tetto?»: dal Canto XCVIII: E. P., I Cantos ed. cit.: pp. 1302-1303.

[vi] Cfr. Jacques Lacan, Il soggetto e l’Altro (I): l’alienazione, in: Id., Il seminario, Libro XI, trad. cit.: p. 214.

[vii] Ibidem.

[viii] Ibidem.

[ix] Ibidem.

[x] Id., La linea e la luce, in: Id., Il seminario cit.: p. 104.

[xi] Si può dire che sia la linea sopra del Canto XC: «Not love but that love flow from it / ex animo / & cannot ergo delight in itself / but only in the love flowing from it. / UBI AMOR IBI OCULUS EST»: E. P., I Cantos, ed. cit.: p. 1172: «Non è amore, ma da esso amore procede / ex animo / & ideo se ipso non diligit / ma solo nell’amore che da esso procede. / UBI AMOR IBI OCULUS EST»: p. 1173.

(da:V.S.Gaudio, E.P.La materia poetica, copyright 2003)