Pontiggia Giuseppe

Il giardino delle Esperidi

Autore: 
Pontiggia Giuseppe

Emergono, da questa raccolta di saggi, due tendenze diverse - ma non contrapposte - di Pontiggia: una sfrenata passione per la letteratura, soprattutto per i latini, nonché una moderata e per nulla aggressiva vena critica. In breve, si capisce benissimo che Il giardino delle Esperidi è scritto da uno scrittore. Questi saggi, perloppiù scritti negli anni '70 e raccolti da Adelphi nel 1984, spaziano da Pindaro a Verne, da Baudelaire a Pessoa, fino ad un memorabile omaggio a Daumal. Se la figura del critico nel Novecento si eclissa è anche merito, nel bene e nel male, di Pontiggia. Questa garbata e discreta galleria di eroi e miti personali non possiede l'estro funambolico di un Manganelli, né l'oceanica vorticosità di un Citati. Qui tutto il gioco regge su piccole e accorte intuizioni, frutto di profondi studi filologici.

L'immagine di Lucano viene pacatamente rinnovata, con occhio intelligente alla biografia dell'autore, una biografia, comunque, sospesa nel tempo. Un tempo inevitabilmente morto: non l'Impero Romano, ma il tempo letterario. Se infatti la letteratura, per Pontiggia, è morta, parlare di letteratura resta sempre un atto di profonda conoscenza. E' così nel saggio sul già citato Giorgio Manganelli e sulla sua "grammatica dell'anarchia": c'è il rischio di venir sommersi dalla letteratura, dal teatro della scrittura.

La raccolta è golosa ed eterogenea. Scrive Pontiggia in La chiarezza di Daumal: "Questo modo complesso ed indiretto di concepire i rapporti con il lettore presuppone, in pari misura, distacco e partecipazione, scetticismo e fiducia. E anche una singolare cautela sia verso il proprio lavoro sia verso chi lo avvicina". Lo scriveva circa Il Monte analogo del surrealista francese, ma la frase non farebbe una grinza riferita a questo libro.

Emergono dunque i miti e le leggende - non solo letterarie - di Pontiggia: Jules Renard, Bobby Fischer (campione del mondo di scacchi e maestro inarrivabile); il misconosciuto Théophile Gautier, collega di Baudelaire, Nerval e Balzac. Tutti avvolti nelle nebbie eterne della finzione letteraria, nell'oppio e nella lucidità del tempo, con rimandi continui tra passato e presente. A poco valgono i nomi, le lapidi e i luoghi - Pontiggia lo sa bene: resta solo la nebbia. E la Letteratura.

 

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Giuseppe Pontiggia, narratore e saggista, nacque a Como nel 1934. Prese parte fin dalla fondazione alla rivista d’avanguardia “Il Verri”, diretta da Luciano Anceschi. Nel 1959 esordì come narratore pubblicando nei “Quaderni” il lungo racconto autobiografico "La morte in banca”.
Successivamente pubblicò:
“L'arte della fuga”(1968; seconda edizione, 1990).
“Il giocatore invisibile”(Premio Campiello 1978).
“Il raggio d'ombra”(1983; seconda edizione, 1988).
“La grande sera”(Premio Strega 1989; seconda edizione, 1995).
“La morte in banca”(terza edizione, ampliata e revisionata, 1991).
“Vite di uomini non illustri”(1993, Premio Super Flaiano 1994). “Nati due volte”(2000, Premio Campiello 2001).
“Prima persona”(2002).
All'attività di scrittore affiancò un costante impegno critico con una serie di saggi su temi della narrativa classica e moderna (Pindaro, Lucano, Sallustio, Borges, Gadda, Sinisgalli), raccolti nel 1984 nel volume “Il giardino delle Esperidi”. Da segnalare anche le successive raccolte di scritti saggistici: “Le sabbie immobili” (1991, Premio Satira Politica Forte dei Marmi 1992) e “L'isola volante” (1995, Premio Palazzo al Bosco 1996) e “I contemporanei del futuro” (1998, Premio Brancati e Premio Rhegium Julii 1999), opere da cui emerge la stretta connessione tra le due attività, narrativa e saggistica, dello scrittore. Giuseppe Pontiggia è morto a Milano il 27 giugno 2003.


PONTIGGIA in LANKELOT:
Pontiggia Giuseppe - Il giocatore invisibile -
AngelaMigliore
Pontiggia Giuseppe - La grande sera - baol70
Pontiggia Giuseppe - La grande sera - AngelaMigliore
Pontiggia Giuseppe - La morte in banca - franchi
Pontiggia Giuseppe - Nati due volte - franchi
Pontiggia Giuseppe - Vite di uomini non illustri - baol70

Paolo Castronovo - Gennaio 2010

 

ISBN/EAN: 
9788845905803

Commenti

Neo PAUL!

Neo PAUL!

(mancavano i tag obbligatori,

(mancavano i tag obbligatori, in questo caso "letteratura". Il pezzo quindi gravitava nel pannello d'amministrazione, amice:) )

SPECIALE

SPECIALE PONTIGGIA!

www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3198.0 IN PROGRESS

(gran bel pezzo. Spieghi,

(gran bel pezzo. Spieghi, anche, in buona sostanza, la ragione della necessità di questo speciale. grande.)

Grazie Gianfranco :) (Avrei

Grazie Gianfranco :)


(Avrei una domanda: visto che di solito, almeno col vecchio Lankelot, ero solito scrivere i pezzi direttamente sulla piattaforma del sito, volevo sapere se è ancora possibile farlo. Nel senso, posso salvare la mia bozza incompiuta? E dove la ritrovo poi? Dubbi di un negato al computer)

Pontiggia. Ecco, non l'ho mai

Pontiggia. Ecco, non l'ho mai amato molto come romanziere. Speravo qualcosa in più come saggista. Fortunatamente non sono rimasto deluso: era davvero da riprendere in toto. Una cultura enorme, maestosa... Peccato sia così pacato e "calmino": con una spintarella sull'acceleratore sarebbe pirotecnico.

giusto rilievo. Entro fine

giusto rilievo. Entro fine mese torno sull'Isola Volante, per confermare le tue sensazioni;). A proposito, tieni cara questa tua edizione Adelphi delle Esperidi: io ero riuscito a rimediarla soltanto in Mondadori....

purtroppo le bozze non le

purtroppo le bozze non le salva più; in compenso, però, nel pannello di amministrazione vedo - come tutti gli admin - i veci pezzi "non pubblicati". Ossia, le bozze. Ce ne sono almeno venti tue:). Vuoi che ti prepari un .doc per ciascuna e che te lo rispedisca per posta? Tranquillo che nessun lavoro è andato perduto...

 

Grazie davvero carissimo, se

Grazie davvero carissimo, se non è troppo un casino mi piacerebbe riprenderle! :)

se riuscissi a trovarle, te

se riuscissi a trovarle, te le manderei, io mi sono persa nelle funzioni da admin!!!!!!!! :)

Marina ti capisco

Marina ti capisco perfettamente: io non sono admin e già mi perdo, figurati! :)

(ti ho mandato tutto prima di

(ti ho mandato tutto prima di partire, ieri, via mail;). Luca Martello ci leggeva in copia)

(spedito all'indirizzo che

(spedito all'indirizzo che appare nella tua pagina personale, qua su lanke. Qualora fosse tornato indietro potrò verificarlo ex novo solo il 6 sera, sto fuori rm!)

Paolo Castronovo: MAIL! Ho

Paolo Castronovo: MAIL! Ho bisogno del tuo indirizzo per spedirti varie cose;)

Tra i contenuti non

Tra i contenuti non pubblicati io non vedo titoli tuoi, Paolo.

(esatto - subito dopo, li ho

(esatto - subito dopo, li ho cancellati)

Ahhh ok. Piano piano provo a

Ahhh ok. Piano piano provo a capirci qualcosa :)

la procedura era corretta:)

la procedura era corretta:)

Forza così, se po' fa'!

Forza così, se po' fa'!

 ne deduco che hai ricevuto

 ne deduco che hai ricevuto tutto:) 

bene

un aspetto meno noto di

un aspetto meno noto di Pontiggia, almeno per me. Molto bene.

Th.Gautier: ho letto e recensito i suoi racconti qualche anno fa, è un autore interessante, un raffinato.

Gf: ma non dovevi startene off line per qualche giorno? Insomma, non sai stare lontano da qua.....un caso estremo, davvero :) Stacca tutto ogni tanto!!!!!

(mezzoretta, già che c'ero,

(mezzoretta, già che c'ero, giusto per sistemare le noie;) )

La scrittura di Pontiggia si

La scrittura di Pontiggia si sposta tra saggistica e narrativa, cedendo anche alle forme fugaci dell'aforisma per arrivare a conoscere la parola e da qui al trionfo della bellezza. Tutto gli serve per lavorare sullo stile. La parola era importante per Pontiggia, necessaria, diceva, per arrivare alla scrittura, passando prima attraverso lo strumento della lettura.                                                                                  "Tutti avvolti nelle nebbie eterne della finzione letteraria, nell'oppio e nella lucidità del tempo, con rimandi continui tra passato e presente. A poco valgono i nomi, le lapidi, i luoghi - Pontiggia lo sa bene: resta solo la nebbia. E la Letteratura".  Scrivi Paolo, ed è importante. Ecco sì, questo è importante.                                                       Grazie, Raffaella  

[piemontese sul "Giardino

[piemontese sul "Giardino delle Esperidi"] "Leggendo questo libro, compatto e insieme arioso, serissimo ma illuminato dall'ironia, appassionato ma capace di guardare le cose con distacco, si segue un percorso... Un percorso limpido, rigoroso, suggestivo... sostenuto da una certa idea della letteratura che proprio perché estremamente aperta e problematica rifiuta ogni logica compromissoria" 

1984, FP