Dopo la raccolta di racconti “Auto-pseudo-biografo-mania”, pubblicata nel 2009 dai tipi di Ibiskos, Lorenzo Pompeo, slavista, traduttore di importanti autori ucraini contemporanei – Andrukovych, Zabuzhko e Zhadan – ha recentemente dato alle stampe il suo primo “lavoro sulla distanza”. "In arte Johnny (vita, morte e miracoli di Giovanbattista Cianfrusaglia)", romanzo breve dalla vena ironica e surreale, ambientato presumibilmente nella Roma dell’ ultimo decennio o di fine anni ’90, ripercorre l’ultimo giorno di vita di un ragazzo dell’Urbe che per una fortuita coincidenza si imbatte in una faccenda più grande di lui: il presunto ritrovamento dell’ultimo improbabile frammento dello Scudo Crociato. Da quel momento in poi la sua esistenza pigra e sonnolenta subirà un’improvvisa impennata fino al tragico epilogo. La prematura scomparsa dovuto allo scontro letale con un lampione della luce nel tentativo di seminare in sella alla sua Honda 125 dei presunti inseguitori.
La trama, volutamente surreale, è solo un pretesto che Pompeo utilizza per raccontare vita, morte e miracoli di un “bamboccione” romano che vive di piccoli espedienti intessendo improbabili relazioni con badanti rumene, impegnandosi in lavoretti occasionali che durano lo spazio di qualche giorno e soprattutto trascorrendo lunghe mattinate al bar del quartiere a tracannare bottiglie di Ceres. Come nel lavoro precedente anche in questa prova narrativa ciò che interessa l’autore è la riproposizione di un contesto quotidiano, ordinario, che riletto attraverso la lente deformante dell’ironia e del sarcasmo, diventa paradigmatico dell’Italia contemporanea. La grande abilità di Pompeo, che si avvale di una prosa secca, senza orpelli, inframmezzata di citazioni cinematografiche (il cinema specie quello di Bunuel è una sua grande passione), è proprio quella di riuscire a mettere alla berlina la cialtroneria del nostro paese raccontando storie semplici, all’apparenza banali, senza trattare i grandi temi della politica o della criminalità organizzata e soprattutto senza assumere i toni censori e moralistici francamente insopportabili di certi sedicenti scrittori e intellettuali engagé. In arte Johnny è un libro scorrevole, divertente che in molti passaggi riesce a farci sorridere e al contempo riflettere presentando situazioni surreali solo all’apparenza. Perché se ci fermiamo un attimo a pensare, il nostro paese, a ben vedere, è fatto di tanti Johnny. E perché, sembra suggerirci l’autore nello spassosissimo finale in cui ironizza, seppure velatamente, sulla figura dell’intellettuale trombone italiano, i cialtroni nel nostro paese non sono solo quelli che cazzeggiano al bar tutto il giorno. Anzi, costoro sono molto meno pericolosi di chi agisce con arroganza dentro un’aula universitaria o all’interno di una commissione parlamentare. Un consiglio: leggete queste pagine ascoltando in sottofondo la vecchia canzone di Edoardo Bennato “Dotti, medici e sapienti”. È una colonna sonora perfetta!
NOTE
Lorenzo Pompeo (1968) è nato a Roma, città nella quale risiede. Dottore di ricerca in slavistica ha tradotto con diverse case editrici romanzi dal polacco e dall’ucraino. È autore di due vocabolari e organizzatore di diverse rassegne di cinema a Roma e a Varsavia. Nel 2009 ha pubblicato per Ibiskos Editrice Risolo di Empoli la raccolta di racconti Auto-pseudo-bio-grafo-mania
Lorenzo Pompeo - In arte Johnny. Vita, morte e miracoli di Giovanbattista Cianfrusaglia - Ciesse Edizioni, Padova 2011 - € 13,00
per approfondire: POMPEO in lanke
Massimiliano Di Pasquale
Commenti
[pompeo] dice Max: "Dopo la
[pompeo] dice Max: "Dopo la raccolta di racconti “Auto-pseudo-biografo-mania”, pubblicata nel 2009 dai tipi di Ibiskos, Lorenzo Pompeo, slavista, traduttore di importanti autori ucraini contemporanei – Andrukovych, Zabuzhko e Zhadan – ha recentemente dato alle stampe il suo primo “lavoro sulla distanza”. "In arte Johnny (vita, morte e miracoli di Giovanbattista Cianfrusaglia)", romanzo breve dalla vena ironica e surreale, ambientato presumibilmente nella Roma dell’ ultimo decennio o di fine anni ’90, ripercorre l’ultimo giorno di vita di un ragazzo dell’Urbe che per una fortuita coincidenza si imbatte in una faccenda più grande di lui: il presunto ritrovamento dell’ultimo improbabile frammento dello Scudo Crociato."
> buona lettura!
[lorenzo pompeo] per
[lorenzo pompeo] per approfondire: POMPEO in lanke
["In arte Johnny"] insomma,
["In arte Johnny"] insomma, Max: narrativa disimpegnata, satirica e leggera - intrattenimento - con qualche velleità realista. Ho capito bene? Interessante cmq...
Nella scrittura di Pompeo, e nella tessitura delle storie, trovi traccia o influenze dei tanti artisti ucraini studiati e tradotti nel tempo, sin qua?
[in arte Johnny] forse una
[in arte Johnny] forse una certa vena ironica e surreale vagamente gogoliana!
[pompeo] e qualcosa di
[pompeo] e qualcosa di Zhadan, magari il gusto per le storie minime, e per le dipendenze alcoliche?
[pompeo] Di Zhadan non c'è
[pompeo] Di Zhadan non c'è nulla a mio avviso.