Pollock Donald Ray

Knockemstiff

Autore: 
Pollock Donald Ray

Questo libro è la storia della vita di un paese dell'Ohio, e dell'America che allora lo popolava, della cultura dei suoi cittadini e delle loro dinamiche di comunicazione e interazione: si tratta di una piccola borghesia che spesso sconfina nel proletariato. La loro è un'esistenza miserabile, fatta di alcolismo, violenza facile, incesti, alimentazione esecrabile, nulla cultura e nessuna coscienza, dialoghi spiccioli e al limite funzionali. È la fotografia di un popolo che stava marcendo nel silenzio, e nella stupidità più assoluta. Stupidità che non va conclusa con la semplicità: è una stupidità che fa sghignazzare oppure lascia sgomenti, una bassezza che convince si possa parlare di stile altro, crudo, ultra minimal, quando in realtà siamo di fronte alla neorealistica rappresentazione della povertà assoluta, organica e invincibile di cittadini che campavano come bestie. Avvolti da un'ignoranza spettrale. Una ultrarealistica rappresentazione della fatiscenza d'un popolo vergata dalle mani di un ex operaio e macellaio che oggi sogna di diventare, a cinquantacinque anni, insegnante di scrittura creativa. London non era forse il favoloso autodidatta del “Martin Eden”? Pollock, ritardi e differenze incluse, ideologiche, generazionali e letterarie che siano, non può essere un nuovo campione di questa impossibile scalata? Io dico di sì, dopo aver letto questa sua prima raccolta di racconti. Non è un letterato, non ha vissuto certe esperienze – vissuto, osservato, interiorizzato – col filtro della conoscenza, dell'humanitas, della pietas; con la sensazione costante del deja-vu, dell'evitabilità e dell'assurdità del male. È uno che respirava il catrame della strada e si sfasciava la schiena lavorando: non certo uno studioso della psiche umana, o delle letterature del mondo. È uno che racconta quella vita e quella strada proprio come non fosse cambiato niente. È un vecchio popolano di una borgata americana che racconta com'era essere americani nelle sperdute province che nessuno tiene a propagandare, nemmeno negli aspetti più ameni (che so: almeno la natura, la distanza tra una città e l'altra, la vita a misura d'uomo). Sembra di ritrovare gli americani disperati di “The Grapes of Wrath” di Steinbeck. Cresciuti, “ambientati”, “integrati”. Forse come era sensato attendersi accadesse. Non è l'America borghese e provinciale, alienata ma cosciente dei drammi sentimentali, dei tradimenti, d'essere professionalmente e individualmente inespressa, che scintillava di credibilità e grazia in “Revolutionary Road” di Yates. È l'America dei ghetti bianchi che in questi ultimi anni Michael Moore ha provato a raccontarci. Quella degli Wasp poveri, e senza speranza. Quella proibita.

Knockemstiff, oggi, è una ridente città fantasma dell'Ohio. Esiste, nella memoria yankee, grazie a questo libro e alla buffa questione dell'etimo del nome del posto. “Knockemstiff” è la rivelazione della rabbiosa, popolana, triviale e sentimentale scrittura di Donald Ray Pollock, classe 1954. Si tratta di una raccolta di racconti che ha convinto Palahniuk a dire che si tratta della miglior narrativa pubblicata negli ultimi tempi: che ha spinto il New York Times a parlare di voce “fresca, potente, inedita”. A dar retta al Telegraph, Pollock nasce da uno scontro tra “un Ernest Hemingway vissuto sempre nelle foreste e un Raymond Carver sotto anfetamine”. Scopriamolo.

Mi svegliai pensando di aver pisciato un'altra volta nel letto, ma era solo un punto appiccicoso dove io e Sandy avevamo scopato la notte prima. Ti capita quando bevi come bevo io – ti lasci incastrare in un cazzo di Wal-Mart e finisci a vivere con qualche drogata di crack e i suoi poveri genitori. Alzai le coperte appena un poco e passai le dita sul tatuaggio che faceva sembrare il culo ossuto di Sandy un cartello stradale: una scritta bluastra che diceva 'Knockemstiff, Ohio'. Per me rimarrà sempre un mistero il motivo per cui a certe gente serve l'inchiostro per ricordare da dove viene” (“Il buco”, p. 159):

ecco, in questo breve frammento possiamo apprezzare tutta una serie di aspetti già introdotti; la normalità e la facilità della dipendenza dagli alcolici, della povertà e della miseria, della circolazione della droga; la confusa percezione d'essere sperduti in un posto dimenticato da Dio, Durkheim avrebbe cominciato a parlare di anomia; infine, la negazione del senso della scrittura, a partire dalla battuta sul cartello stradale.

Pollock è uno di quelli che probabilmente, solo qualche anno fa, avrebbe considerato stupidi quelli che si fermavano a scrivere o a descrivere qualcosa che lui dava per scontato esistesse e fosse, e non sentiva di dover approfondire o indagare. Adesso è tra noi. E racconta di quando era così – o di quando frequentava cittadini del genere.

Il primo racconto, “La vita com'è”, è di una bellezza sinistra. Rimane appiccicato come colla alle dita, nella memoria, perché riesce a parlare alle viscere, all'inconscio. È ambientato in un cinema all'aperto, il protagonista è un ragazzino che a casa osserva la madre sognare la pioggia e il padre bere come un disperato. Tutto a un tratto, in questo cinema, il padre butta una battuta sulla decadenza della Nazione, e un tizio rimane male. Va a domandare spiegazioni, e un po' provoca. Il figlioletto sa che il padre è uno che stende i cavalli a cazzotti. Ecco come si crea il clima giusto:

Fai attenzione a come parli”, disse l'uomo. Il suo vocione tuonò attraverso la stanza e tutti si voltarono a guardarci. Il mio vecchio si girò e sbattè il naso sul petto dell'omone. Rimbalzò e guardò il gigante che gli torreggiava sopra. “Porcoddio” disse. La faccia sudata dell'omone cominciò a diventare paonazza” (p. 18).

E da qui in avanti è tutto un precipizio. Padre e figlio a fare a cazzotti con un'altra coppia di padre e figlio. E il narratore, alla fine, si scopre felice di leccarsi il sangue del nemico, dalle nocche. Raccontata così sembra la trama di una pagina esistenziale meschina, molto bassa. Invece no. Invece comunica a un maschio adulto che vorrebbe tornare ragazzo per poter vivere, per una volta, un'esperienza cameratesca e aggressiva come questa al fianco del proprio padre. Comunica qualcosa di profondamente animalesco e vero. Che i maschi hanno bisogno dello scontro, di combattere e di prevalere. Possiamo evolverci quanto vogliamo ma questa rimane l'essenza. Io ero un bambino tutt'altro che aggressivo, e mi spiace non poter vantare imprese del genere, per una giusta causa, a fianco di mio padre. Sarebbe rimasto un ricordo divertente, non so bene perché lo sto ammettendo, va contro la mia condotta storica e il mio passato, ma è così.

È bello immaginare di fare a botte con qualcuno assieme a tuo padre: almeno, quando il proprio papà è un intellettuale. Sarà questo che mi condiziona, l'impossibilità di quel che per Pollock – per questo suo personaggio – era la normalità, la consuetudine.

Incontrerete, in queste storie, quattordicenni puniti perché si scopavano una bambola di pezza, improbabili autostop per farsi crescere capelli tagliati alla contadina in casa, allegoriche – o forse nient'affatto allegoriche – vicende di incesto concluse nella violenza e nell'omicidio, con l'ebbrezza dell'occultamento dei cadaveri; descrizioni di interni ed esterni comprensive di odori, e di improbabili feticci; storie di sesso, di piccoli furti, di bastoncini di pesce (!), di gelo affrontato a viso aperto, di normalità della morte.

Incontriamo una scrittura capace di comunicare quando con la nostra curiosità sociologica e antropologica, quando con le nostre viscere. Non so se Pollock avrà mai il respiro del romanziere – un buon editor farà forse il miracolo – credo rimarrà un autore di short stories che stupreranno l'immagine sempre più fragile e fradicia della sua terra, e del suo popolo. So che questo post-realismo, per quanto forse poco cerebrale e meditato, è destinato a lasciare un segno. Non annoierà, scuoterà soltanto. Nel bene, e nel male. Come di rado avviene.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Donald Ray Pollock (Knockemstiff, Ohio, 1954), scrittore americano, ex operaio e macellaio. Ha pubblicato racconti in The New York Times, Third Coast, The Journal, Sou’wester, Chiron Review, River Styx, Boulevard, Folio e The Berkeley Fiction Review.

Donald Ray Pollock, “Knockemstiff”, Elliot, Roma 2009.

Traduzione di Marco Del Freo e Margaret Wolf. Copertina di Maurizio Ceccato. In redazione: Marzia Grillo.

Approfondimento in rete: Knockemstiff, Ohio / Sito ufficiale di POLLOCK / Rassegna stampa AMERICANA / Interviste e altro / Rassegna Stampa IT.

Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Gennaio 2009.

ISBN/EAN: 
9788861920538

Commenti

Donald Ray Pollock (Knockemstiff, Ohio, 1954), scrittore americano, ex operaio e macellaio. Ha pubblicato racconti in The New York Times, Third Coast, The Journal, Sou?wester, Chiron Review, River Styx, Boulevard, Folio e The Berkeley Fiction Review.

A Paul Mask, Andrea Consonni e Andrea Brancolini.
E direi Paolo Castronovo;)

?KNOCKEMSTIFF? is a powerful, remarkable, exceptional book that is very hard to read. Donald Ray Pollock?s first collection of stories is dark, twisted, stuffed like the back seat of an old car with stained clothing, ugly sex and too many drugs.

http://articles.latimes.com/2008/mar/23/books/bk-wagman23

Riuscire contemporaneamente a parlare alle viscere e all'inconscio è pregio non da poco. Mi viene da pensare che una scrittura del genere sia poco compatibile con l'ampio respiro del romanzo. La brevità accentua la rara capacità di essere intelligentemente crudi, quindi forse c'è da augurarsi che continui con i racconti. Almeno questa è la mia impressione, stando a quanto ho letto qui nella tua intensa pagina.
E' bello il trasporto con cui scrivi ed è sacrosanto andare contro la propria condotta storica e il proprio passato, ogni tanto.
(Falla leggere anche a casa)

(-:
Allora con Barzak ci troverai, alla sua maniera, alcune cose che qui ti sono state spiattellate. Meglio, ti sono state inferte, a leggere questi pochi frammenti. Sempre Ohio, e sempre una ex-cittadina industriale, e queste famiglie, che un po' si trascinano e un po' no, ma che comunque vanno avanti. Ora sono un po' più tranquillo...

dimenticavo:
GRAZIE Gianfranco.

4. Vedremo, prima cercherò di sentire il suo parere di lettore forte sul Pollock. Aveva letto qualcosa qua e là e aveva bofonchiato del Novecento americano;). Ma è una bella idea.
*
Molto bello il tuo commento, grazie Angela.

5, a posto allora:). E grazie a te, And. Credo che lunedì comincerò a leggerlo in bus, entro due giorni verrò a parlartene nella scheda Barzak;)

Pensavo, Branco, magari se più in là riesci a rimediare copia di Pollock, sarebbe buona l'idea d'un'analisi comparata Pollock-Barzak.

Pensaci;)

IL CASO LETTERARIO 2009. KNOCKEMSTIFF, di DONALD RAY POLLOCK.
LIVE IN ROMA, otto febbraio, ore 21 - CIRCOLO DEGLI ARTISTI

La migliore narrativa da molti anni a questa parte - Chuck Palahniuk

http://www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=65 SCHEDA LIBRO

Wi-Fi Art- creatività indipendente per eventi unici e condivisi

h. 21.00 READING e presentazione del libro:
"Knockemstiff" di Donald Ray Pollock
A cura Elliot Edizioni.
Guests: Francesca Daloja; Giordano Tedoldi;
Vasco Brondi aka
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

***

Donald Ray Pollock
KNOCKEMSTIFF

Collana Scatti
Traduzione Marco Del Freo
Margaret Wolf
pp. 216
Prezzo di Copertina: euro 16,00
Prezzo Scontato (Web): euro 12,80 Sconto: 20,00%
Gennaio 2009
ISBN 9788861920538

La migliore narrativa da molti anni a questa parte - Chuck Palahniuk

Knockemstiff. Che razza di nome per un paese. Poche anime in un buco nell?Ohio, ma ciascuna ha una storia. Storie vere. Storie che sanno di terra e di fango e di ruggine, di vecchi drive-in e di campeggi di roulotte cadenti. Storie violente di povertà e di droga e di ignoranza? Personaggi tremendamente buffi o tremendamente soli o solamente tremendi. Situazioni esilaranti nella loro assurda singolarità. Faide. Incesti. Sesso sporco. Amori che stanno per nascere e poi si vedrà, magari, chi può dirlo. La speranza è l?ultima a morire, sempre che non la centrino prima in fronte e non la trasformino in macinato per hot dog. Ciascuna anima ha una storia e tutte si intersecano e si collegano in un mosaico che è più di un romanzo, narrato in uno stile che mai si è visto, senza fronzoli, nudo eppure ricco di affetto verso personaggi spesso sulla strada della rovina, che accoglie la lezione di John Fante e di Raymond Carver e forse di Flannery O?Connor ma con un risultato assolutamente nuovo, unico, forse irripetibile.

Donald Ray Pollock è nato e cresciuto poco più di cinquant?anni fa a Knockemstiff, Ohio. Ha lasciato la scuola a sedici anni per lavorare in un macello, per poi passare trentaquattro anni come operaio di una cartiera. I suoi primi scritti sono stati notati nel corso di uno stage universitario al quale aveva partecipato per ottenere una riduzione dell?orario di lavoro. Donald, che ora scrive a tempo pieno, vive con la moglie a Chillicothe, in Ohio, non lontano da quel che rimane di Knockemstiff

Sul VENERDI di Repubblica di oggi, Palahniuk intervista Pollock.
Traduzione di Irene Pepiciello ed Elisa Montanucci.

Fatemi sapere...

Barzak che parla di Knockemstiff e Pollock (-:

http://christopherbarzak.wordpress.com/2008/03/30/knockemstiff/

Nel link sul blog di Barzak c'è anche il link all'intervista di Palah...

grosso:)

L'intervista è audio (-:
Barzak dice di questo libro che è una versione gotica di Winesburg, Ohio, di Sherwood Anderson...Sherwood Anderson è la figura ispiratrice di Hemingway, di Faulkner (a quest'ultimo diede la dritta di una carriera...dicendogli di occuparsi di "quel piccolo pezzo di Mississippi, da cui sei partito" - cito dall'intro della Pivano del primo meridiano dei romanzi di Faulkner)...e magari anche qualche italiano l'ha preso in considerazione, nella prima metà del '900...tipo il buon Cesare...
mah.

Dici che sto mono-logando??
Ops.

no no, ci stava:)

Qualcuno aveva scritto di Sherwood Anderson, ne sono convinto. Ma non ho più gli archivi, li ho rispediti agli autori, il mio hard disk è tornato poco misterioso:).

a proposito, compare - e compari all'ascolto.
Dovremmo darci da fare anche con mister Faulkner.

c'è qualche aficionado?

sul venerdì c'è anche un articolo sulla riscoperta degli autori finora trascurati, insomma è il discorso che qui viene portato avanti da anni e ora proposto a suon di tromba. Nessuno però che dica che molto lavoro è stato fatto quim magari non se ne sono accorti....

Figurati...
la carta stampata non parlerà mai di noi.
Come è avvenuto in passato, al limite, qualche radio e qualche giornale verrà a prendere un piccolo spunto - ma ogni tanto, e con disinvoltura. Ammesso che certi principi realmente attecchiscano (personalmente sono scettico, vedo piuttosto una terribile attenzione alla cronaca, alla contemporaneità socio-politico-economica, alle bolle mediatiche), saremo tutti felici.
Ma credimi, non è aria e non è ora. Siamo invasi dal presente, un presente mediocre e industriale...

con poche e felici eccezioni:)

"Che i maschi hanno bisogno dello scontro, di combattere e di prevalere."
> insomma siamo a buon livello animalesco . E delle donne dice qualcosa, oltre a notare il buffo tatuaggio di una?
Ti confesso che non lo sento nelle mie corde proprio per niente.

dipende, Marina, dipende da cosa cerchi. Delle donne...
c'è una madre povera che guarda il cielo e domanda la pioggia, altrove una sorella incestuosa che viene gridando "Gesù salvami", e si ritrova prima spiata poi violata e infine "involontariamente eternata". Le donne in Pollock sono oggetto del desiderio, di norma, e in ogni caso comprimarie.

E' brutale, è eticamente molto basso, ma forse è proprio questa la sua forza. Diciamo che sembra un Thom Jones più potente, netto e radicale - forse perché è irrimediabile, moralmente, non so dirti.

Forse non è nelle tue corde. Dovresti leggerlo pensando al popolo che parla del popolo - diciamo al popolaccio che parla del popolaccio. Non è edificante, né costruttivo, né consolante, né alto: è sprofondare nell'America della provincia buia e malata.

dirotti che in questo momento lo vedo un libro deprimente, preferisco i tuoi, almeno sono raffinati e non parlano di popolaccio per il popolaccio :)

ahaha:)))

ti capisco:)))))

ma che non ci sentano in giro eh? :))))

:))))))))

sì, forse questo libro potrebbe piacermi. anche se ultimamente faccio una fatica tremenda a trovare qualcosa di realmente interessante nella narrativa a stelle e strisce. e magari a differenza di molti di lankelot, la mia è in particolare una formazione letteraria anglossassone, tranne i soliti due-tre francesi. ricorda trilobiti questo libro e sono molto curioso di leggerlo proprio per quello.

bene;).
Quali anglosassoni, in particolare, amice?

l'ultimo di palahniuk è invece una sonora boiata, forse dovrebbe fermarsi un po'. spegnere la catena di montaggio.

per quanto riguarda le riscoperte.
noto che c'è tutto un lodare richard yates. magari io mi sbaglio, la memoria m'inganna, ma ai tempi delle riedizioni di minimum fax, non tutti erano molto d'accordo sul suo valore. e comunque si teneva a ricordare che erano 2/3 le sue opere di valore. il resto molto meno. come l'ultimo pubblicato, che insomma, l'ho letto, è un romanzo minore, non eccelso.

Io ho letto solo "Revolutionary Road". Mi è sembrato un adeguato spaccato della piccola borghesia dell'epoca, una buona testimonianza della sua capacità di discutere di alienazione, appartenenza, tradimento, esistenza. E' un libro decisamente attuale, secondo me.

shelley, lowry, joyce (anche se lui è irlandese), dickens, swift, carver, faulkner, yates, tevis, gaddis, barthelme, barth, e poi la nuova ondata...per me le prime opere della homes sono fondamentali per tante cose che ho in testa

Lowry manca del tutto, da queste parti. Tevis e Gaddis idem. Barthelme c'è poco, Joyce è considerato (ingiustamente) patrimonio degli studi universitari, Dickens e Swift e Carver si direbbero assimilati, più citati che recensiti. Faulkner è una bella lacuna;).

La Homes? Ne scriverai, allora...

la mia consorte è la fidanzata di faulkner provo a chiedere a lei se le va di scrivere qualcosa

io ho avuto la fortuna di avere una professoressa di inglese avanti di millenni che ci fece leggere lowry a scuola

stupendo;).
*
Su Lowry, intanto:
http://en.wikipedia.org/wiki/Malcolm_Lowry

36. Riguardo Lowry, interessante che un film italiano ne parli, si tratta di Fughe da fermo, tratto dall'omonimo romando di Edoardo Nesi (anche regista del film per l'occasione). Il protagonista, un Marco Cocci a suo agio nei panni di un pratese figlio di papà, è fissato con Malcolm Lowry. Io ho visto solo il film, non ho letto il libro. Interessante che a girarlo sia stato lo stesso Nesi (che in un incontro che precedette la visione del film ammise come dovette imparare ad essere regista - comunque il film rimane per certi aspetti letterario, almeno al mio ricordo - ma soprattutto parlò della traduzione di IJ di DFW, e del suo rapporto con quella scrittura etc). Ora mi fermo.

Nesi... http://www.zam.it/home.php?id_autore=1543

altro autore fantasma di Bompiani. Possibile che i loro libri circolino così poco? Qual è la strategia di promozione e circolazione dei romanzi italiani Bompiani?
A quale pubblico si rivolgono, se non quello dei lettori forti?

La mia teoria. C'è una fetta di lombardo-veneto ricca e pronta a comprare quel che vede impilato in libreria, basta che sia di un buon editore. Con quel pubblico, potente e silenzioso, noi non parleremo mai, e forse non c'è rimedio. E' il loro pubblico.

chiudo OT:)

riapro OT: Qui Nesi circola, e d'altronde è di queste parti. La pagina che hai linkato non è aggiornatissima sulle sue pubblicazioni, mi pare.
http://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Nesi
wiki è più precisa.
Ho in casa un suo libro, magari lo leggerò. Poi bisogna sempre vedere SE ne scriverò, che è altro paio di maniche.

grazie caro.

http://www.lankelot.eu/index.php/2007/01/13/tristan-egolf-il-signore-del...

altro romanzo della provincia rurale americana...

saggia integrazione, And.

LOWRY: ho comprato "Sotto il vulcano", nella bella edizione cartonata ed economica Feltrinelli vintage (10 euro...).

Tra qualche mese ne parliamo;)

DONALD RAY POLLOCK.
LIVE IN ROMA, otto febbraio, ore 21 - CIRCOLO DEGLI ARTISTI

La migliore narrativa da molti anni a questa parte - Chuck Palahniuk

http://www.elliotedizioni.com/catalog/title/title_card.php?title_id=65 SCHEDA LIBRO

Wi-Fi Art- creatività indipendente per eventi unici e condivisi

h. 21.00 READING e presentazione del libro:
?Knockemstiff? di Donald Ray Pollock
A cura Elliot Edizioni.
Guests: Francesca Daloja; Giordano Tedoldi;
Vasco Brondi aka
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

***

Donald Ray Pollock
KNOCKEMSTIFF

Collana Scatti
Traduzione Marco Del Freo
Margaret Wolf
pp. 216
Prezzo di Copertina: euro 16,00
Prezzo Scontato (Web): euro 12,80 Sconto: 20,00%
Gennaio 2009
ISBN 9788861920538

1215 hits solo a febbraio: sino al 10. Tra le pagine più lette del mese.

(Sara Masci di Mauxa ha copiato righe intere dal mio articolo: complimenti)

(accaduto indecoroso.)

"La loro è un'esistenza miserabile, fatta di alcolismo, violenza facile, incesti, alimentazione esecrabile, nulla cultura e nessuna coscienza, dialoghi spiccioli e al limite funzionali"

"Knockemstiff è l'America dei ghetti bianchi, quella che in questi ultimi anni qualcuno ha provato a raccontarci. Quella degli Wasp poveri  e senza speranza. Quella proibita."

"A dar retta al Telegraph, Pollock nasce da uno scontro tra "un Ernest Hemingway vissuto sempre nelle foreste e un Raymond Carver sotto anfetamine"."

con tanto di link...

indecoroso è dir poco. Ma ti sei fatto sentire?