La neonata collana “Occhi aperti su Venezia”, edita da Corte del Fontego, si propone, attraverso dei testi molto brevi ed essenziali, di rispondere ad alcune delle più ricorrenti domande che una città complessa come Venezia suscita in un pubblico non distratto e appassionato, non solo veneziano. Il risultato sono questi libretti di piccolo formato, accattivanti e assai leggibili.
Pirazzoli ci propone un breve testo scientifico-divulgativo, che dapprima presenta il livello marino in generale nel globo terrestre, facendo notare, attraverso tabelle con i dati ricavati dai satelliti altimetrici e dai mareografi, le sue variazioni e la sua tendenza all’aumento.
Si scende poi nel particolare arrivando all’Adriatico e a Venezia, dove il livello marino medio è aumentato di quasi mezzo metro nel corso degli ultimi 140 anni. Vengono rapidamente analizzati i dati e viene spiegato il fenomeno della marea, che a Venezia diventa acqua alta quando supera i 110 cm. sopra la base altimetrica locale.
L’acqua alta è diventata molto più frequente negli ultimi anni e le cause sono da imputare non solo all’innalzamento del livello marino medio, ma alla subsidenza e alle modifiche subite dalla laguna nel corso degli ultimi due secoli. Ad esempio la Serenissima, che ha avuto sempre molta cura della propria laguna ben sapendo che la sua esistenza dipendeva dal mantenimento di certi equilibri, aveva, nel 1792, realizzato la “conterminazione lagunare”, che intendeva separare definitivamente le zone accessibili alla marea di Terraferma.
Nei due secoli seguenti invece la superficie della Laguna ha subito molte diminuzioni (30%) per bonifiche agricole, costruzione di zone industriali e di un aeroporto, chiusura di valli da pesca. Ciò significa che la marea ha meno spazio a disposizione per espandersi e così il suo livello è più alto. In seguito c’è stato l’approfondimento delle bocche di porto e la scavo di profondi canali navigabili (ad esempio il Canale dei Petroli) rettilinei, il cui tracciato contrasta con le sinuosità naturali preesistenti.
In conclusione, essendo non buone le previsioni future per il livello marino, destinato ad aumentare, si prendono in considerazione le possibilità di difesa per Venezia e le altre zone a rischio.
Il governo italiano ha approvato nel 1984 il MoSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico). Si tratta di 79 enormi barriere mobili da installare nelle tre bocche di porto della laguna. Le barriere sono lunghe venti metri e, riempite d’acqua, sarebbero normalmente posate su un fondale costituito da giganteschi cassoni di cemento e potrebbero sollevarsi con iniezioni di aria compressa per formare uno sbarramento quasi continuo.
I lavori sono iniziati nel 2003 e dovrebbero finire nel 2014.
Nonostante il parere contrario del Comune di Venezia e le sue proposte di progetti alternativi, il governo ha proseguito i lavori del MoSe, affidati al consorzio Venezia Nuova. Pirazzoli individua i limiti del MoSe, il suo devastante impatto ambientale e la sua sostanziale inutilità. Le paratie sono progettate per oscillare indipendentemente l’una dall’altra con le onde, che possono essere forti in caso di tempesta. Questo implica un passaggio dell’acqua e anche un ingrandirsi delle oscillazioni e, di conseguenza, un aumento della quantità d’acqua che entra. La barriera non è impermeabile e potrebbe rivelarsi incapace di evitare l’acqua alta.
C’è inoltre il problema della definitiva separazione della laguna dal mare, che causa un aumento dell’inquinamento e potrebbe alterare in modo definitivo il delicato equilibrio ambientale della zona.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Paolo Pirazzoli (Venezia 1939) direttore di ricerca emerito del CNRS (Francia).
Paolo Pirazzoli, La misura dell’acqua. Come e perché varia il livello marino: le ripercussioni a Venezia, Venezia, Corte del Fontego 2011, collana Occhi Aperti su Venezia.
Marina Monego, giugno 2011
Commenti
[pirazzoli, venezia] nuovo
[pirazzoli, venezia] nuovo contributo di Marina! Buona lettura.
[venezia] ultime schede su
[venezia] ultime schede su VENEZIA in Lanke, http://www.lankelot.eu/Venezia
[corte del fontego] marina,
[corte del fontego] marina, guarda, hanno appena ripubblicato un Fruttero & Lucentini tutto veneziano: http://www.cortedelfontego.it/public_html/SITO/fruttero1.html
[MoSe] Accidenti, se davvero
[MoSe] Accidenti, se davvero stanno così le cose, come Pirazzoli suggerisce, è stato l'ennesimo sperpero di denaro pubblico e di fiducia dei cittadini. Questo passo del tuo pezzo, in particolare...
"Pirazzoli individua i limiti del MoSe, il suo devastante impatto ambientale e la sua sostanziale inutilità. Le paratie sono progettate per oscillare indipendentemente l’una dall’altra con le onde, che possono essere forti in caso di tempesta. Questo implica un passaggio dell’acqua e anche un ingrandirsi delle oscillazioni e, di conseguenza, un aumento della quantità d’acqua che entra. La barriera non è impermeabile e potrebbe rivelarsi incapace di evitare l’acqua alta."
> è decisamente inquietante. Insomma, non serve proprio a niente? Farà solo danni?
[pirazzoli] punto entrambi i
[pirazzoli] punto entrambi i link che hai inserito qui: http://eddyburg.it/article/articleview/14384/1/178 per un buon approfondimento [il link preesistente andava a vuoto]
grazie Marina!
[Pirazzoli] Guarda, in tutta
[Pirazzoli] Guarda, in tutta sincerità, noi qui in casa la pensiamo come Pirazzoli, comunque , prima dell'inizio dei lavori, ci sono state proteste di popolo, da molti balconi di Venezia pendevano lenzuola con la scritta "No MoSe", segno che c'era e c'é tuttora una volontà popolare contraria, del resto in linea col Comune all'epoca guidato da Cacciari.
Siamo andati a vedere i lavori a Ca'Roman, oltre Pellestrina: fa spavento, è un mostro di un impatto ambientale devastante, io non credo proprio che si risolvano i problemi di Venezia così.
[pirazzoli] ma c'è qualcuno
[pirazzoli] ma c'è qualcuno in grado di rappresentare a dovere le perplessità, le angosce e le legittime richieste di difesa ambientale dei cittadini veneziani? Legambiente?
[Pirazzoli] se non sbaglio ci
[Pirazzoli] se non sbaglio ci deve ancora essere il Comitato no MoSE, comunque alla fine ha deciso lo Stato, con questo Governo.....quello delle grandi opere (mi pare che la filosofia sia la stessa del ponte sullo Stretto)