Sconcertante, è il primo aggettivo che mi viene in mente dopo aver finito di leggere questo libro-inchiesta sulla massoneria. Siamo invasi da milioni di uomini con il grembiulino che, riuniti sotto i simboli della squadra e del compasso (solo per citarne i più famosi), sono allocati in ogni parte del mondo, divisi in decine di ordini e migliaia di logge. L’Italia fa la sua parte da molti anni come testimonia l’incipit del nostro inno nazionale che dà titolo anche a questo libro. La fratellanza è ben radicata nel nostro Paese e ne influenza le sorti.
Concettualmente, il mondo della massoneria è legato a quello esoterico, infatti è anch’esso alla ricerca del divino ma in alternativa alla religione, seguendo cioè un percorso laico. E’ per questo che nel nostro Paese il Vaticano ha sempre remato contro la massoneria, prima condannandola, più recentemente, dichiarandola incompatibile con il cammino spirituale del cattolico: se sei cattolico non puoi essere massone. Al contrario, per la massoneria: se sei massone puoi essere anche cattolico.
Chi scrive è un cattolico praticante che ha sempre avuto interesse anche per il mondo esoterico (un interesse esclusivamente di natura filosofica). Da quel poco che ne so, dagli alchimisti in poi, questo approccio laico al divino c’è sempre stato, anche se in forme e modalità diverse, comunque più diffuse di quello che normalmente si pensa. A parte un desiderio conoscitivo però, non ho mai pensato né voluto avvicinarmi alle pratiche esoteriche per una serie di motivi che ritengo inconciliabili con il cammino spirituale di un credente e che ho ritrovato puntualmente anche nella massoneria. Mi riferisco, in particolar modo, al segreto che avvolge l’esoterismo, alla forma settaria che lo costituisce, al percorso individuale che lo anima, tutti punti in netto contrasto con il mio modo di vivere ed intendere la vita, così incardinata “alla verità rivelata” piuttosto che al segreto, al cammino comunitario invece che individuale. Scusate la digressione ma, per onestà intellettuale, era d’obbligo dirvi della mia diffidenza etica nei confronti di questo mondo.
Di primo acchito, non disconosco che tra il massone e il cattolico sembrerebbe esserci un punto di contatto: l’amore verso il prossimo. Anche qui però, se scaviamo in fondo, notiamo un’abissale differenza nell’intendere il “prossimo”: per il massone sarà in prima istanza il “fratello”, per il cristiano sempre e comunque il “samaritano”. Il fine ultimo, poi, è colto sin dall’inizio nella sua diversità: il massone cerca la “fratellanza” mentre il cristiano il “regno di Dio”.
Ma veniamo al libro e all’inchiesta che il giornalista conduce con certosina abnegazione. Dopo averci accennato alla massoneria ed alla sua storia Pinotti approfondisce la realtà italiana informandoci che è composta da tre grandi movimenti massonici che, a loro volta, sono costituiti da centinaia di logge, alcune delle quali “deviate”. E qui veniamo alla nota dolente: scopriamo che c’è la massoneria “dritta” ma anche quella “deviata”. Anzi, ad onere del vero, alle luci della ribalta finisce spesso e volentieri solo quella “deviata”, ossia quella nata ed operante per esclusivi interessi personali (alla faccia della tanto decantata fratellanza). La massoneria “deviata” in Italia, come anche all’estero, era (è?) uno dei “poteri forti” in stretta relazione con altri “poteri forti deviati” del mondo dei servizi segreti, della politica, della pubblica amministrazione, della finanza, dell’imprenditoria, senza risparmiare lo stesso Vaticano; per non parlare poi degli intrecci con la criminalità organizzata (andrangheta e camorra su tutte). Così dalla fine del fascismo ad oggi, in quasi tutti i maggiori scandali che hanno fatto la storia del Belpaese, la massoneria “deviata” ha sempre fatto la sua parte, perseguendo un unico e preciso scopo: fare soldi (vi ricorda niente la P2 e Licio Gelli?). Il giornalista ricostruisce abilmente, tra articoli di giornali, verbali di sentenza delle Procure, testimonianze di super-pentiti, etc. … un’amara e deleteria consuetudine che non è esclusivamente italiana e massonica ma che da noi è però largamente e tristemente diffusa: il clientelismo. Purtroppo il clientelismo massonico “deviato” è quello della peggiore specie, un clientelismo organizzato, costituito da uomini di potere nei settori nevralgici del Paese, fondato su legami di parentela ed amicizie a vario titolo, rinsaldato da interesse economici comuni.
Tirando personali conclusioni, dopo questo approfondimento, il giudizio sulla massoneria, al di là dell’assoluta condanna di quella “deviata”, non può che essere anch'esso negativo perché nella massoneria “dritta” il fratello agevolerà sempre prima il fratello; un approccio quindi molto diverso dalla filantropia o dall’amore cristiano disinteressato, questo sì vero punto di contatto tra il mondo laico e quello religioso.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Ferruccio Pinotti (Padova, 1959), giornalista e scrittore, ha scritto per "Il corriere della sera", "l'Espresso", "Il sole 24 ore", ha lavorato a New York per la CNN e ha collaborato con l’”International Herald Tribune”.
Titolo: Fratelli d’Italia – Quanto conta la massoneria? Chi sono i liberi muratori al vertice delle banche, dell’industria e della politica? Un’inchiesta nel mondo segreto della fratellanza massonica che decide le sorti del Belpaese.
Edizione: BUR – futuropassato – RCS libri SPA Milano
Prima edizione: novembre 2007
Progetto grafico: Mucca Design
dello stesso autore: Poteri forti, Opus dei segreta, Olocausto bianco, Colletti sporchi, L’unto del signore
Approfondimenti in rete: http://www.grandinchieste.tv/
nina garbo, 22 gennaio 2010
Commenti
[Fratelli d'Italia] Neo-Nina!
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[Fratelli d'Italia] www.lankelot.eu/Massoneria tag con altro articolo che potrebbe interessarti;)