Quando Et, un orribile mostriciattolo che ancora oggi detesto, atterrò nella mia vita avevo forse 3 anni. Un cinema all'aperto di Pesaro, piena estate, e a quello che le cronache (poco affidabili, visto che sono mutate diverse volte nel tempo) raccontano, mio padre durante la proiezionesi assentò in numerose occasioni, mia madre si addormentò sulla scomoda sedia tenendomi fra le braccia risvegliandosi per le urla di paura lanciate da mia sorella, poco più che una bambina, a causa di alcune scene più drammatiche.
Fu un atterraggio al momento indolore ma gravido di conseguenze nel futuro. La domanda sulla possibile presenza di Altri nell'Universo ha fatto capolino nella mia mente nei momenti più bui della mia vita, permettendomi spesso di superare angosce e fantasticando su possibili mondi nell'Universo dove mi fosse concesso di vivere una vita migliore.
Chi non si è posto nemmeno una volta una domanda sulla nostra solitudine nell'Universo desta in me qualche perplessità o forse mi fa ritenere che lui sia in possesso di qualche verità a me sconosciuta (stento a crederlo) o che, nella più remota delle ipotesi, sia lui stesso un Alieno, poco disponibile a rivelare la sua vera identità.
"Gli alieni - dove si raccontano come e perché sono giunti tra noi" di Tommaso Pincio è un agile e divertente libretto che si interroga proprio su questa domanda che accompagna l'uomo fin dalla notte dei tempi: esistono altre forme di vita nell'universo oltre alla nostra? E se esistono Come sono? Quanti sono? E lo fa scegliendo una strada insolita, supportata da quello stile malinconico e sotto l'effetto di oppiacei che contraddistingue tutte le opere dell'autore, quella di indagare sull'evoluzione del concetto di Alieno all'interno dell'immaginario umano, concentrandosi in particolare (senza dimenticare per questo dimenticare di citare episodi e iposti di secoli fa) sugli ultimi cinquant'anni della nostra storia ed in particolare su quella degli Stati Uniti, nazione da cui poi l'ossessione Alieno si è poi propaga(nda)ta nel resto del mondo.
"Ciò nonostante gli alieni mostravano un'inquivocabile attrazione per gli Stati Uniti d'America. Cosa ci vedevano in quel paese di matti che riempiva gli arsenali di armi sempre più micidiali e le case dei suoi cittadini di oggetti sempre più inutili? A cosa si doveva lo strano feeling? Al fatto che pure gli alieni erano un po' vuoti dentro, a dispetto delle dimensioni spropositate delle loro teste? Oppure era vero il contrario? Bazzicavano l'America proprio per evitare che i suoi abitanti commettessero errori fatali per l'intera umanità? Stupidi quanto noi o nostri salvatori, chi erano insomma questi alieni? Sempre ammesso che fossero qualcosa, ovviamente. Perchè c'era la seria probabilità che non ci fossero di fatto, che fossero un vuoto ancor più assoluto di quella cultura americana che sembravano prediligere. C'era la possibilità che i dischi volanti apparissero a caso, senza uno scopo e nessuno che li guidasse, che fossero soltanto il fantasma del nostro tempo, di questa nostra epoca infestata da supermacchine di ogni tipo." (pag. 33,34)
Si legge questo "saggio" come se fosse un romanzo tanto sa essere appassionante e l'apertura è degna di nota: "Un giorno d'estate del 1950 Enrico Fermi pose una domanda destinata a diventare famosa. Seduto a un tavolo della mensa del laboratorio per le ricerche nucleari di Los Alamos, nel New Mexico, l'uomo che aveva dato un contributo essenziale alla realizzazione della prima bomba atomica contemplò per qualche istante il piatto davanti a sè, quindi sollevò il capo e disse: "Dove sono tutti quanti?". Le persone che erano con lui, Edward Teller, Herbert York ed Emil Konopinski, capirono immediatamente a cosa si riferiva il collega italiano. L'oggetto del suo quesito erano gli alieni. Dov'erano? perchè non si facevano vedere?" (pag.13) perchè dimostra come la domande sulla possibilità di altre forme di vita nell'Universo non siano in realtà solo una prerogativa di ufologi visionari (a questo proposito mi è capitato di leggere il bell'albo numero 5 "Come i lupi" della miniserie targata Bonelli, "Caravan"), santoni, pazzi, giornalisti da quattro soldi, ragazzini innamorati di film di fantascienza ma anche argomento di discussione fra fisici, astronomi, scienziati di ogni genere e che il desiderio un giorno di trovare una risposta a questi interrogativi, di poter viaggiare nello spazio su navi stellari abbia accarezzato non solo le menti di scrittori o registi ma anche di ingegneri, militari, pittori (il noto dipinto "La Madonna del disco volante" attribuito alla cerchia del Ghirlandaio ed esposto a Palazzo Vecchio a Firenze), filosofi e psicologi.
Lungo le 250 e più pagine potremo leggere le considerazioni di Gustav Jung che nel 1958 diede alle stampe "Un mito moderno. Le cose che si vedono in cielo" e che ebbe modo di dichiarare a proposito dei dischi volanti che "L'immagine della grande personalità divino-umana, dell'uomo originario o Anthropos, l'immagine di un chen-yen, di un elia che invoca il fuoco dal cielo e sale in cielo su un carro infuocato, ed è precursore del Messia, la figura di Cristo configurata dogmaticamente, e - last not least - dell'al-Khidr islamico, il Verdeggiante, un nuovo parallelo di Elia che, al pari di quest'ultimo vaga sulla Terra come personificazione umana di Allah" , potremo scoprire l'evoluzione nella scienza e nell'Arte (in particolare il cinema, quando fu creato) dell'idea di altre forme di vita nel Cosmo, come la Seconda Guerra Mondiale e i successivi anni della Guerra Fredda abbiano stimolato e creato quell'atmosfera da paranoia che ebbe così tanta influenza sulla creazione successiva evoluzione dell'immaginario alieno, quali sono i rapporti fra un disco volante e un frisbee, fra l'evoluzione tecnologica umana e stranamente, in parallelo, quella aliena, sprofonderemo nei resoconti degli incidenti di Roswell (dove a quanto si narra nel 1947 si schiantò un Ufo) leggendo d'improbabili coinvolgimenti di Wernher Von Braun (l'ingegnere nazista che alla fine della guerra abbandonò Peenemünde per il Sogno Americano e che diede un forte apporto alla conquista delle stelle), nelle teorie del complotto che da sempre accompagnano questo genere di storie (coi noti e inquietanti Men in Black), ascolteremo le parole dei rapiti degli alieni senza dimenticare però che "Nel corso di una delle tante sedute ipnotiche cui gli Hill si sottoposero, Barney raccontò per l'appunto che gli occhi degli alieni si parlavano, sebbene non capisse cosa volessero dirgli. L'episodio di The Outer Limits andò in onda il 10 febbraio 1964, soltanto dodici giorni prima di quella famosa seduta. Una di quelle coincidenze che fanno riflettere." (pag.158), rabbrividiremo davanti alle sette nate nel culto degli alieni e che finiscono talvolta per farsi fuori come accadde il 22 marzo 1997 nei dintorni di San Diego quando 39 persone ingoiarono "fenobarbital miscelato a budino di mele, il tutto corretto con uno spruzzo di vodka: morirono lasciando tutto in perfetto ordine" per volare nel cielo insieme agli alieni, sorrideremo di fronte alla delusione di coloro, come l'insospettabile Giorgio Manganelli, che aspettavano di vedere prima o poi gli Alieni sbarcare sul suolo terrestre e scopriremo tante altre cose, più o meno tragiche o interessanti ma non avremo risposte, non sapremo cosa c'è ad aspettarci nel Cielo o qui sulla Terra, non sapremo come sono fatti gli Alieni e non sapremo nemmeno come sono fatti gli Uomini.
"Per quel che può valere la parola di un ex capo di stato (il canadese Hellyer che affermava che "gli ufo sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste), ci è stato finalmente rivelato che gli alieni esistono davvero e che sono persino giunti fra noi. Quanto al perchè ci fanno visita, le cose non sono molto cambiate dai tempi in cui li si accusava di rubare i cestini della spazzatura. Perchè gli alieni fanno quello che fanno è tuttora un mistero. Ciò non deve però essere fonte di sconcerto. Il nostro pianete è pieno di esseri umani che sono certi di sapere cosa vogliono dalla vita. Persino di esserne certi, ma la verità è che quasi nessuno sa cosa vuole dalla vita. E questo è un fatto molto più certo di quanto si possa pensare. Ecco. Può essere che stiamo facendo molto rumore per nulla. Può essere che mica lo sappiano perché questi vengono sulla Terra. D'altro canto, perchè mai dovrebbero saperlo? Perchè mai dovrebbero essere diversi? Per via del fatto che hanno i dischi volanti e sono spiritualmente più elevati di noi e non fanno sesso? Ma andiamo. Siamo onesti, una volta tanto. Più cerchiamo di penetrare l'essenza dell'universo più ci rendiamo conto che la parola "perché" è tra le più insulse che si possono pronunciare." (pag. 233, 234)
E qual è l'opinione di Tommaso Pincio a proposito degli alieni?
La trovate a pagina 235 e il sottoscritto la sposa pienamente.

Edizione esaminata e brevi note
Tommaso Pincio, pseudonimo di Marco Colapietro, (Roma, 1963), scrittore italiano. Ha studiato all'Accademia di Belle Arti. Ha fatto l'assistente per vari pittori, italiani e americani. Ha esordito pubblicando “M.” nel 1999. Collabora con “Repubblica”, “Manifesto” e “Rolling Stone”.
Tommaso Pincio, "Gli alieni - dove si raccontano come e perchè sono giunti tra noi", Fazi, Roma, 2006, Collana Le terre/Memi
Approfondimento in rete:
Sito ufficiale di Tommaso Pincio / Myspace di Tommaso Pincio / Blog di Pincio / Tommaso Pincio / Blackmailmag: intv / Veronica Lago su “Un amore dell'altro mondo” / Lo specchio di carta / Reti Dedalus / Gioia Spina su “M.” / Carmilla / Festival Letteratura / Wiki en / L'Espresso / Corsera / Wittgenstein.
Commenti
Tommaso Pincio, Gli
Tommaso Pincio, Gli Alieni.Manca l'archivio, i link non funzionano, ma dal mio pc non posso fare di più. Sono nella galassia extraterrestre, qui siamo un po' indietro tecnologicamente.
arrivo;)
arrivo;)
archivio & links
archivio & links reintegrati;)
aggiornato lo speciale PINCIO (manca solo "Lo spazio sfinito", credo:))
www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=2778.0
Fra qualche giorno arriva
Fra qualche giorno arriva anche quello.
Grazie di cuore.
grazie a te, amice. Enorme
grazie a te, amice. Enorme contributo.
Inserita anche la foto che
Inserita anche la foto che chiude il libro. E per me è splendida.
[Pincio, And] Ma secondo te i
[Pincio, And] Ma secondo te i libri di Pincio hanno un filo conduttore oppure si può iniziare a leggere che so, da Cinacittà a ritroso?
Qual è il primo che hai letto?
[Pincio - Miner] Li ho letti
[Pincio - Miner] Li ho letti in ordine cronologico, più meno quando sono usciti. "M" il primo lo trovai per puro caso e lo comprai senza nemmeno sapere chi fosse Tommaso Pincio ma incuriosito dal fatto che ricordasse Thomas Pynchon. A mio parere si possono leggere in ordine sparso, tenendo presente che "Cinacittà" è il romanzo un po' diverso rispetto al resto delle sue opere. Io sono particolarmente legato a "Lo spazio sfinito".
quoto:)
quoto:)
[Pincio-Marziani] Un
[Pincio-Marziani] Un articolo/recensione di Pincio su un libro dedicato all'America marziana. Fra poco...il vecchio Lo spazio sfinito...
[pincio] gran bella
[pincio] gran bella notizia:). Così possiamo concludere (almeno per ora) lo speciale!
[pincio] un'intervista,
[pincio] un'intervista, fresca di stampa, in PARADISO: a firma Michele Lupo
qui http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=intervista&Chia...
[Pincio] Magari sbaglio ma
[Pincio] Magari sbaglio ma c'è un doppione di link.
[pincio] non sbagli,
[pincio] non sbagli, correggo: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=intervista&Chia... pardon
[pincio, intervista di
[pincio, intervista di michele] letta, allora? impressioni?
[pincio-santoni] vanni
[pincio-santoni] vanni santoni sul nuovo Pincio, in Nazione Indiana: http://www.nazioneindiana.com/2011/07/14/su-hotel-a-zero-stelle-di-tomma...