L'ALTERNATIVA ITALIANA A LULU.
NATA PRIMA DI LULU
Book on Demand: il futuro della piccola editoria è questo, ossia la trasformazione (o il ritorno? Penso all’esempio indimenticato di Retif de
Incontro Lapo Ferrarese, una delle anime storiche di un progetto assolutamente italiano, Phasar. La prima domanda è molto semplice: qual è la differenza tra “Print on Demand” e “Book on Demand?”
Il Print On Demand è, letteralmente, la “stampa su richiesta” di qualsiasi prodotto (brochure, stampe a colori, volantini, ecc..) in quantità limitate e in tempi rapidi, quindi praticamente “just in time”. Il Print On Demand si basa sulla stampa digitale professionale, proprio perché essa permette la realizzazione di poche decine di copie in pochissimo tempo e a basso costo, spesso con una qualità identica o superiore alla stampa offset (mentre quest’ultima non risulta vantaggiosa perché non riesce ad ammortizzare i costi iniziali degli impianti sulla tiratura).
Il “Book On Demand” (“pubblicazione su richiesta”) è semplicemente l’adattamento del Print On Demand al prodotto Libro. In questo caso i libri vengono stampati da file PDF (un file per l’interno e uno per la copertina) e prodotti nelle copie richieste, a partire da un minimo di poche decine di copie, con la stessa qualità dei libri presenti in libreria e realizzati in tipografia.
2 - Storia e genesi di Phasar: come nasce l’azienda? Com'è strutturata e suddivisa la sua attività? Cosa significa, realmente, suddividere la proposta tra autori ed editori?
Phasar Edizioni nasce alla fine del 1999 come settore editoriale della omonima Agenzia di Pubblicità e Multimedia di Firenze (fondata nel 1975 da mio padre).
In quel momento la mia innata passione per i libri e la scrittura si sposa perfettamente con le nascenti tecnologie di stampa digitale che permettono la produzione in tiratura ridotta di volumi di ottima qualità e basso costo. Da lì la scelta di mettere a disposizione la nostra professionalità, maturata nel campo della comunicazione, per offrire servizi agli autori esordienti e ai docenti universitari per la pubblicazione e/o la stampa delle loro opere (romanzi, manuali, dispense), un sogno o una necessità che spesso rimaneva senza soluzione. La casa editrice, con la realizzazione del sito www.phasar.net, si connota sin da subito con la missione di fornire una soluzione di “pubblicazione on demand” chiara, seria e soprattutto a costi competitivi (anche per differenziarsi in modo netto dalla massa degli editori a pagamento, alcuni non sempre trasparenti nella loro richiesta di cifre esorbitanti a fronte di promesse difficili da mantenere, quali ad esempio la distribuzione).
Poi dal 2001 il passo in avanti: oltre a casa editrice, Phasar diventa anche “service di stampa” vero e proprio (www.bookondemand.it), offrendo il servizio di stampa digitale di libri anche agli editori, ai siti web letterari, alle biblioteche, ai dipartimenti universitari e a chiunque abbia necessità di stampare volumi in bassa tiratura. Dal 2003, il nostro team si è ulteriormente arricchito di collaboratori molto validi nell’attività di valutazione dei testi, editing, impaginazione e realizzazione grafica delle copertine, cosa che ha contribuito a valorizzare la qualità dell’offerta agli autori.
Suddividere la proposta tra autori ed editori significa essenzialmente dare la giusta importanza ad entrambe le realtà, valorizzando il nostro lavoro in base alle diverse esigenze di chi si rivolge a noi.
Per venire incontro alla necessità degli autori di “costruire” il libro a seconda del budget a disposizione, abbiamo inoltre messo a disposizione sul nostro sito il famoso “Preventivo On Line” (o auto-preventivo), tramite il quale ogni autore può decidere quante copie stampare, il numero di pagine, il formato del volume, il tipo di copertina, le immagini da inserire, la rilegatura e naturalmente l’importo finale. Un sistema per essere ancora più trasparenti e lasciare che sia l’autore, in piena autonomia, a decidere l’investimento, senza sorprese dell’ultimo minuto.
Gli editori invece non hanno bisogno ovviamente del servizio di redazione dei testi, in quanto svolto da loro stessi (o almeno si suppone), ma hanno esigenze più “concrete” di realizzare fisicamente il prodotto finale, spesso nei tempi più rapidi possibile, con la qualità migliore e a costi contenuti. Solitamente ci forniscono via email i file già pronti da stampare (la prima volta forniamo una dettagliata Guida su come impostarli, con tutte le misure, e poi dal secondo lavoro si va a regime) e noi, dopo averne controllato la qualità, li mandiamo in stampa.
Altre necessità degli editori sono le consegne tassative per fiere o presentazioni, le richieste di preventivo a cui dare risposta spesso entro le 24-48 ore e che devono essere personalizzate, dato che ogni editore ha le sue caratteristiche, le sue collane. Gli editori hanno quindi bisogno di un’assistenza più da efficiente “Customer Service”, che risolva qualunque eventuale problema in tempo reale.
Gli stessi nostri due siti (www.phasar.net e www.bookondemand.it – che naturalmente si richiamano l’un l’altro) sono costruiti per proporre le giuste risposte a una clientela per sua natura diversa e dalle necessità diverse.
3 - Convenienza, intelligenza e qualità della stampa digitale: quali i limiti, quali i vantaggi e quali le potenzialità? A chi è idealmente destinata?
I limiti della stampa digitale (che però anno dopo anno diminuiscono in modo evidente grazie ai passi avanti della tecnologia) sono principalmente legati alla tiratura. Per libri in BN la tiratura massima economicamente conveniente si aggira ancora sulle 1000 copie circa, mentre per il colore il numero di copie scende molto di più. Il digitale ha infatti il problema inverso della tipografia, cioè il non riuscire ad abbattere (se non in modo molto limitato) i costi di ogni singola copia, proprio perché non c’è il costo iniziale di realizzazione delle lastre da ammortizzare sulle successive copie stampate. Per i libri dalle 1000 copie in su e per prodotti a colori la tipografia è ancora vincente.
D’altra parte i vantaggi del digitale sono innumerevoli, a cominciare dalla sua enorme flessibilità che permette di realizzare molti titoli da poche copie (e aumentare quindi il proprio catalogo), ristampare solo i titoli che vendono e solo nelle copie necessarie. In questo modo si eliminano, aspetto non indifferente, anche i costi del magazzino e delle rese.
Il digitale è una manna anche per realizzare libri a colori in bassa tiratura (50/100 copie di lancio), e soprattutto per libri con pagine a colori sparse nel testo (che non siano quindi raggruppate a inserti con pagine fronte/retro), l’incubo di ogni tipografo.
Altro vantaggio, non sempre considerato nella sua potenzialità, è la possibilità di aggiornamenti prima di ogni ristampa: in caso di refusi nella prima tiratura si può ristampare un titolo semplicemente modificando e sostituendo il file PDF, così da avere una ristampa (anche di 50 copie) priva di errori. In ultimo i tempi di consegna rapidi, che si aggirano sui 7-8 giorni standard.
4 - Lulu e Phasar: chi è il vero pioniere? Qual è – quali sono – le differenze sostanziali tra queste due realtà? Perché un autore indipendente deve preferirvi a Lulu?
Lulu è stata fondata nel 2002, ma (per una lunga fase di start-up) non è stata sul mercato fino al 2004 (almeno a quanto dice Bob Young, il suo fondatore). Phasar è diventata casa editrice on demand nel 1999 e Service di Stampa per gli editori nel 2001. Date alla mano, si può dire che siamo stati i veri pionieri (insieme forse solo a Guaraldi, che però poi non proseguì) a lanciare, con lo slogan “l’alternativa editoriale”, il servizio di “pubblicazione on demand” per gli autori. Ci siamo fatti rapidamente conoscere proprio perché il nostro era ed è un nuovo modo di pensare il libro. Con Phasar l’autore rimane infatti padrone della propria opera e del suo percorso: si entra in una logica di autoproduzione controllata oltre che di autopromozione, dato che l’autore è anche libero di promuovere il libro e di guadagnare molto di più, a copia, rispetto alle provvigioni solitamente riservate dall’editoria “tradizionale”.
Poi sulla nostra scia sono arrivati altri ed è arrivato anche il “colosso” Lulu.
Per quanto riguarda le differenze tra noi e Lulu (tralasciando l’ovvio aspetto delle risorse economiche e degli investimenti pubblicitari), Lulu ha naturalmente l’indubbio vantaggio di avere una visibilità incredibile, direi mondiale (adesso si sta affacciando anche in Giappone). Lulu è nata per dare soprattutto visibilità e contatti agli autori che intendano autoprodursi, il suo obbiettivo è creare una comunità simile a quella di Ebay. La forza di Lulu, così come quella di Ebay, sta dunque nei numeri: con oltre un milione di autori, e ognuno di questi che vende cento copie all’anno, vendono circa 100 milioni di volumi l’anno.
Lulu poi non si ferma al libro, ma permette la realizzazione on line di qualsiasi materiale autoprodotto, anche calendari, poster, book fotografici, fumetti e cartoni animati, ecc..
Phasar, nel suo piccolo, dedica invece la sua attenzione esclusivamente ai libri. E agli autori.
Dove Lulu massimizza il servizio per decine di migliaia di utenti indistinti, puntando ai numeri e al fatturato, mettendo a disposizione niente altro che un potente software e tanta pubblicità, Phasar ha invece un approccio più “umano” e personale, chiama i suoi autori per nome, per così dire, puntando più alla soddisfazione del singolo che non alla massificazione. Dietro Phasar ci sono un numero di telefono e delle valide persone pronte a consigliare e aiutare, con Lulu devi sperare di ricevere risposte nel Forum.
E poi c’è la questione della selezione delle opere, altra differenza fondamentale tra Phasar e Lulu.
Con Phasar, invece, chi è interessato al nostro servizio può decidere di proporre il testo in due modalità: per una semplice stampa (per un regalo, un convegno, comunque un’occasione “privata”) oppure per una vera e propria pubblicazione nelle edizioni Phasar, con codice ISBN e tutti gli adempimenti legali. In questo modo soddisfiamo tutte le esigenze: nel primo caso fungiamo soltanto da service di stampa, come per gli editori, ma l’opera non viene messa in circolazione, né risulta ufficialmente come titolo; mentre nel caso della richiesta di pubblicazione, come abbiamo già detto, effettuiamo una valutazione, e quindi una scelta dei testi da pubblicare, in base alla qualità e serietà dell’opera.
E una volta che il libro sia stato valutato positivamente viene operata un’attenta correzione delle bozze in accordo con l’autore, cosa che porta a instaurare un vero e proprio “lavoro di squadra” con gli stessi autori, fino ad arrivare alla forma definitiva del testo per la pubblicazione. Almeno nel nostro caso, dunque, “Book On Demand” non significa assolutamente scarsa attenzione alla qualità prettamente letteraria del testo. Riteniamo infatti che la qualità sia un prerequisito perché si possa parlare di “testo” nel significato proprio del termine.
Tengo molto a sottolineare questo punto, anche per rispondere alla domanda sul perché un autore indipendente dovrebbe preferirci a Lulu - che, ripeto, è solo uno stampatore. A differenza di Lulu, sebbene editori “on demand”, non pubblichiamo tutto ciò che ci viene proposto, ma rimaniamo fedeli al compito primario dell’editore, che è (o dovrebbe essere) quello della selezione dei testi più validi.
Con Phasar autore e lettore sanno che il testo è valido, ha superato una valutazione ed è stato migliorato. L’autore trova i servizi del vero editore ma la flessibilità del Book On demand (poche copie, ristampe solo se servono, in tempi rapidi e basso costo) e soprattutto, dato che non facciamo distribuzione (ma inseriamo comunque i titoli sul nostro catalogo online), la possibilità di gestire in proprio i canali di vendita delle copie. E sono diversi gli autori che hanno non solo ristampato più volte la stessa opera, ma anche pubblicato più di un titolo.
L’opzione della semplice stampa “in proprio” rimane un’alternativa comunque valida anche per chi decide di realizzare il testo così com’è, o non è stato da noi valutato positivamente. La libertà di espressione è tutelata dunque per tutti.
Oggi Phasar Edizioni (la casa editrice) e Phasar Book On Demand (il service di stampa per gli editori), sono realtà ben strutturate e assai conosciute nel panorama dell’editoria, che hanno anche in rete delle ottime referenze. Non a caso il passaparola su internet è una delle chiavi del nostro successo, sia tra gli autori che tra gli editori. Non avendo le ingenti risorse economiche di Lulu, il feedback positivo di internet diventa essenziale.
Approfondimenti in rete: Phasar Edizioni - http://www.phasar.net/
Autopreventivo: http://www.phasar.net/preventivoonline/step1
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2007-Gennaio 2008
Commenti
Questa è un'intervista importante. Abbiamo discusso a lungo di problemi nucleari come distribuzione, promozione e circolazione delle opere. Abbiamo discusso di piccola e media editoria di qualità. Siamo giunti alla conclusione che la piccolissima editoria ci garantisce la sola pubblicazione dell'opera: spesso senza ufficio stampa, con scarse possibilità di ingresso nelle librerie, nulla organizzazione di eventi.
Allora mi sembra sia il caso di capire quali alternative abbiamo, come autori, per una circolazione di copie razionale, puntuale e con ben diversi - più bassi, e neanche poco - costi vivi, a ben guardare, di quella della piccolissima editoria. Grazie alla disponibilità di Lapo Ferrarese, possiamo scoprire tutto su Phasar. Pioniere vero, e autentico, della stampa digitale. Altro da Lulu. A voi...
Fate attenzione a questo passo basilare:
"differenziarsi in modo netto dalla massa degli editori a pagamento, alcuni non sempre trasparenti nella loro richiesta di cifre esorbitanti a fronte di promesse difficili da mantenere, quali ad esempio la distribuzione".
Questo è da meditazione.
E a questo:
"abbiamo inoltre messo a disposizione sul nostro sito il famoso ?Preventivo On Line? (o auto-preventivo), tramite il quale ogni autore può decidere quante copie stampare, il numero di pagine, il formato del volume, il tipo di copertina, le immagini da inserire, la rilegatura e naturalmente l?importo finale. Un sistema per essere ancora più trasparenti e lasciare che sia l?autore, in piena autonomia, a decidere l?investimento, senza sorprese dell?ultimo minuto."
> Che significa: una volta che tutti si sia consapevoli delle effettive tirature della narrativa di piccolissimi, piccoli e a volte medi editori, da qui possono partire un piano e una strategia di circolazione del testo. Comprensiva di opportunità di ritorno economico.
"Con Phasar l?autore rimane infatti padrone della propria opera e del suo percorso: si entra in una logica di autoproduzione controllata oltre che di autopromozione, dato che l?autore è anche libero di promuovere il libro e di guadagnare molto di più, a copia, rispetto alle provvigioni solitamente riservate dall?editoria ?tradizionale?.
Poi sulla nostra scia sono arrivati altri ed è arrivato anche il ?colosso? Lulu."
> E qui vi domando, senza chiedere risposta: sapevate che Lulu arriva secondo? Tutto ha avuto inizio qui. Ma le informazioni non sono circolate a dovere. Perché?
Infine...
"L?autore trova i servizi del vero editore ma la flessibilità del Book On demand (poche copie, ristampe solo se servono, in tempi rapidi e basso costo) e soprattutto, dato che non facciamo distribuzione (ma inseriamo comunque i titoli sul nostro catalogo online), la possibilità di gestire in proprio i canali di vendita delle copie."
> Quanti tra i piccolissimi editori e i piccoli vendono in luoghi diversi dal web, e dalle fiere (e quindi: direttamente)?
Soprattutto: in quei casi, quanto e quando ne deriva qualcosa all'autore?
Meditate compari...
Davvero una bella intervista, Franco. Ricca di spunti su cui riflettere a fondo. E Ferrarese sembra conoscere molto bene la materia che tratta. Mi parlò di Lulu Adele Patrizia D'Alatri, che ha pubblicato il suo "Occhi Rossi" proprio con loro. Ce l'ho tra le mani or ora, e devo dirti che non è un'edizione esaltante. é molto impersonale e la qualità mi sembra affatto buona (non so se dipende da Lulu o dall'autrice). Un libro senz'anima. Detto ciò t'assicuro che mai mi verrebbe in mente di pubblicare con editori come Lulu.
bene. La cosa che mi sorprende sul serio è che in tanti non si siano accorti che avevamo una risposta - e una risposta di qualità - qui in Italia, in casa. E che è una risposta considerata punto di riferimento da tanti piccolissimi e piccoli editori...
(perché come autori dobbiamo sempre svegliarci in differita?);)
7-8 Forse c'è ignoranza anche tra gli autori. E forse non è nemmeno tutta colpa loro, viste le oggettive difficoltà di divincolarsi in questo mondo. Noi - qui su Lankelot - conosciamo te, e questa è una fortuna che non tutti hanno.
:).
Io sto iniziando seriamente a visualizzare tutta una serie di cose interessanti, in questo momento. Ne riparleremo;)
10 - Noi ti si segue abbastanza fedelmente, lo sai;)
;)
interessante, non ero assolutamente al corrente che fosse nato prima di lulu. Certo, questa può essere un'alternativa che evita certe case editrici e soprattutto il fatto che sugli autori "mangiano tutti" tranne i diretti interessati. Qui è bello il fatto che si sia seguiti e che ci sia un lavoro personale e non anomìnimo. Grazie per le notizie!
Sarebbe molto interessante comparare preventivi...
vedi, Ferrarese scrive: "Il digitale ha infatti il problema inverso della tipografia, cioè il non riuscire ad abbattere (se non in modo molto limitato) i costi di ogni singola copia, proprio perché non c?è il costo iniziale di realizzazione delle lastre da ammortizzare sulle successive copie stampate."
> il che significa che - paradossalmente - tirando 1000 copie in tipografia il costo-copia è (molto molto) più basso che tirandone 400 in digitale. La riflessione che va fatta è sulla finalità della pubblicazione: sapresti far circolare 1000 copie?,
e sulla sua vendibilità. Deve esistere un circuito; tutto dipende dalla sua vitalità.
Spiega l'editore: "D?altra parte i vantaggi del digitale sono innumerevoli, a cominciare dalla sua enorme flessibilità che permette di realizzare molti titoli da poche copie (e aumentare quindi il proprio catalogo), ristampare solo i titoli che vendono e solo nelle copie necessarie."
> Teoricamente implica che se un costo-copia digitale è 4 euro, per rientrare nelle spese per l'acquisto di 300 copie dovresti vendere a 12 euro - prezzo pieno! - circa 100 copie. Non poche:). vuol dire 4 eventi andati molto bene, per capirci, 25 copie vendute a presentazione. Le altre 200 vengono vendute per ricavare qualcosa.
Prova a studiarti l'autopreventivo di Phasar e a fare quello che chiamano "business plan" con Daniele per vagliare la fattibilità di una stampa in proprio di 300 copie.
http://www.phasar.net/autopreventivo.php
Lui saprà illuminarti:).
Cmq, vi anticipo che prossimamente vorrei intervistare un distributore e un promotore e un libraio vecchio stile. Non so quando ma ve li porto. La questione dei costi mi ossessiona e sono convinto che se riusciremo a decifrarla, insieme, molte cose diventeranno chiare per tutti. E non sono cose meno importanti della letteratura: sono le dinamiche che le permettono di vivere e circolare. Quindi vanno interiorizzate per bene, altrimenti magari avalliamo cose che dovremmo affrontare con diverso spirito.
*
Cara Marina, questa intervista di oggi ci regalerà - a tutti - molte riflessioni e molte meditazioni strategiche.
ave!
Non lo so, indubbiamente siamo sempre nella prospettiva del rivoltamento delle logiche sbagliate editoriali tradizionali, ma non riesco a immaginare tollerabile il nucleo dell'auto-finanziamento e della non-distribuzione. La mancanza di libri di qualità e di gente che li sa riconoscere è sempre l'effetto, le cause sono talmente estese e forse invincibili. Per questo credo che le soluzioni siano ancora purtroppo troppo troppo lontane.
Eppure - vedi - hai messo a fuoco il NODO.
Il nodo è la distribuzione. Se si riuscisse a inventare qualcosa di nuovo nella distribuzione e nella circolazione allora si dovrebbe ragionare in termini diversi.
Spiego. Se il costo-copia tipografico è - per dire - 1 euro, e si ha la certezza che almeno 1000, 1200 copie riescano a essere vendute, allora il prezzo di copertina può essere abbassato!
Da qui a riuscire a sviluppare un ragionamento di "profitti" legati a un'industria del genere, ammetto, ce ne vuole. Siamo sempre su cifre bassissime (che d'altra parte coincidono con le vendite di editori insospettabili, che piuttosto stappano champagne a quota 1000).
Sto parlando da editore, come una volta:).
Ma voglio proprio capire... cos'è che ci sfugge?
Ragazzi, ma di cosa campano realmente la maggioranza assoluta degli editori puliti, piccoli e medi?
Con quali soldi pagano il personale?
Traduco. Se il piccolo editore x tira al massimo 1500 copie a libro: e si affida ai circuiti tradizionali, versando 30% alla libreria 30% al distributore 6% al promotore 6% autore e dovendo pagare tiratura e impaginatore/redattore per il lavoro svolto, senza considerare le tasse (ahah)... qual è il reale ricavo per un libro di saggistica che ha fatto 3000 copie, con tanto di recensioni qua e là e di eventi?
e per uno di narrativa che arriva a 2000?
ti credo che la poesia la schizzano tutti... mica è un problema estetico:)
(mi sfugge quindi il motivo per cui tanti editori - invece di pubblicare meno, ma con selezione assoluta: diciamo 12 libri l'anno, che mi sembra già uno sproposito - puntano ad allargare il catalogo.
Che senso ha? La risposta è nei costi della stampa digitale?
Anche. Ma quali margini avranno mai, allora? Quali e quanti?
Qualcuno mi spiega perché esistono 6500 editori in Italia, attualmente? Non sono un po' troppi, considerando i lettori e i dati di vendita? Ilde ricordava, altrove, che sono 35.000 le nuove uscite l'anno. Amices, che fine fanno?)
fonte dato 6500 editori:
http://www.bibliografica.it/catalogo/catbibl.htm
Non vorrei fare il rompi scatole o essere scortese, però in tutta onesta ho fatto un preventivo online e il prezzo è alto, molto alto.
guarda tra i commenti, a metà strada si faceva un business plan molto semplice:). E poi siamo arrivati a parlare di costi reali per tutti gli editori piccoli etc.
Paragonando i costi ricevuti dal preventivo online con quelli che mi chiede il tipografo che stamperà Historica sempre con il printing on demand noto che c'è una grande differenza, ecco tutto.
Ok avevo letto solo il pezzo, ora leggo anche i commenti.
24. Considera che tra i vari fattori - sempre nella stampa digitale - ci sono elementi importanti come la carta (peso, tipo, etc), i colori, la copertina, la rilegatura... Historica uscirà come rivista, non come libro, giusto? Forse dovresti sondarli via mail, più che via auto-preventivo.
Sì è vero ma io ho fatto l'auto preventivo come se fosse un libro.
Prendiamo un libro il mio tipografo mi ha chiesto questo prezzo per un
11x16 tascabile
48 pagine, copertina a colori vengono 1,55 euro,
60 copie
Ora vedo con Phasar
devi calcolare anche la carta; il costo ridotto partendo da pdf; il tipo di rilegatura; etc. :)
Costo Totale: ?:448,24
Diviso 40 = 7.4 euro circa senza iva.
Cavolo, c'è una bella differenza.
Si direbbe di sì, ma per averne la certezza assoluta dovresti far fare un preventivo sulla base delle identiche condizioni richieste all'altro tipografo - ripeto, includi carta etc - anche a Phasar.
facci sapere, che è interessante parecchio.
Ok mi informerò meglio, ciao alla prossima.
Comunque interessente intervista.
"vi anticipo che prossimamente vorrei intervistare un distributore e un promotore e un libraio vecchio stile. Non so quando ma ve li porto. La questione dei costi mi ossessiona e sono convinto che se riusciremo a decifrarla, insieme, molte cose diventeranno chiare per tutti. E non sono cose meno importanti della letteratura: sono le dinamiche che le permettono di vivere e circolare. Quindi vanno interiorizzate per bene, altrimenti magari avalliamo cose che dovremmo affrontare con diverso spirito."
Aspettiamo con interesse le interviste.
La questione dei costi mi assilla anche a me, soprattutto ora che H. diventerà cartaceo.
Oggi a Riccione ho parlato con il direttore di Inchiostro la rivista letteraria, ho capito tante cose ma... povero mercato editoriale
già, questo è il reale tema del dibattito: la vera natura del mercato editoriale, e le soluzioni plausibili...
Interessantissimo. Ho avuto segnalazione su questa intervista da Luciano. Noi, come si diceva, stiamo facendo una University Press con Laterza, on line e on demand. Non è lo stesso, perché c'è dietro un editore tradizionale, ma si riflette sempre su queste robe qui. Non sapevo di Phasar, è molto interessante. Grazie per ora, ci si lavora. A presto
Professoressa, benvenuta:).
Grazie per la condivisione e per il contributo.
Speriamo che ne derivino ottimi spunti per ognuno di noi, a tutti i livelli - e che si intravedano soluzioni nuove.
Omaggi.
voglio dire la mia
Siamo in ascolto:)
Spiacente, la nota precedente è di Luciano, che provava a registrarsi. Ciao, intanto.
omaggi a entrambi:)
Comunque ribadisco che l'argomento è interessante assai.
Viene voglia di fare l'equivalente della AMS - conoscete? una casa editrice inglese che si è fatta le ossa ripubblicando classici sconosciuti del '5 e 600... Pensavo di lavorarci, ma le case editrici tradizionali appunto si preoccupavano. Potrebbe essere una cosa da fare.
Raccontaci meglio della AMS...
Non interesante, forse, per i nuovi autori.
sentiamo prima:)))
Ah: non si legge se non si spedisce. Devo riimparare il vostro sito. AMS ha pubblicato testi elisabettiani, e tante cose... Io per esempio ho un testo di Thomas Rymer del 1693 (terribile, critica Shakespeare perché è improbabile, e orrori simili: ma storicamente è fondamentale). Bene, una volta uno avrebbe dovuto andare alla British Library, alla parte dei manoscritti, non fotocopiabile, di difficile accesso... Poi lo hanno ristampato fotostaticamente, identico alla copia originale: disponibile a tutti. Vien voglia di farlo per centinaia di testi.
Che ti pare?
Mah, secondo me è proprio un problema di realtà di vita delle persone. Quanti leggono? Pochi. quanti letteratura? Quasi nessuno. Chi legge oggi letteratura è per noia o per solitudine. La passione nasce coatta dall'abitudine, diciamo. Ma esistono molti altri strumenti moderni di risposta alla noia e alla solitudine, estremamente più efficaci: la tv, le chat, il chiasso dei locali dove la comunicazione è solo quella del corpo, tra i soliti esempi. La letteratura autentica, immortale e degna, non ha mercato perché non c'è gente che la richiede. Quella poca non rappresenta un propellente adeguato perché le persone sono infinitesimali e i soldi anche. Giusto le consuete volte qualche libro alla Faletti suscita qualche brivido, o la Santacroce e Ammaniti, perché non sono altro che innesti delocalizzati delle stesse emozioni televisive e davvero basse, elementari, pettegole e voyeuristiche, con all'essenza la panza al posto dell'intelligenza. Oggi nessuno vuole approfondire il silenzio dell'interrogarsi, la lentezza della scoperta, della contemplazione, della degustazione del profondo. Oggi si vuole solo strappare le cose, i messaggi, le emozioni. La lentezza, il silenzio, la vera interiorità annoiano. Si consuma. Si getta subito ciò che si è usato, e quello che non dura l'intervallo di un attimo non può avere spazio. E' estraneo, anzi ostile.
Facoltà di Lettere, dove si presume la gente debba essere per forza di cose interessata: i più avanti con gli esami, quelli che hanno la media più alta, di letteratura leggono non più di una decina di libri all'anno. Non dico fesserie. Studiano e danno esami. Amando chissà che cosa, non certo quello che sarebbe più palese. Esiste la logica del successo, con la laurea in Lettere poi, chissà.
Assolutamente.
Tenendo presente due fattori:
costo-copie & potenzialità e dinamiche di circolazione del testo.
Assieme: eventuale sostegno esterno (mecenati esclusi: fondazioni, enti, etc). Ma a questo punto, considerando quanto sia orecchiante il web, suggerirei mail privata:)
Hai ragione, quando vuoi.
Noi stampiamo tutto con Phasar. Il prezzo è buono, ma ci sono le spese di spedizione libri che sono parecchio alte. Un libro va impaginato e va fatta la copertina. Altre spese. Ci sarebbe da pagare un correttore bozze. Altra spesa. Ci sono tasse e spese di promozione per copie omaggio. Altre spese. Aggiungiamo che noi abbiamo distributori abbastanza tradizionali che ci prendono il 50 per cento, librerie che ci prendono il 30 e autori ai quali diamo copie sconto 50. Non è facile guadagnare sui libri se vendiamo una media di 100 copie a titolo. Un libro deve vendere 500 copie per essere in attivo. Considerate anche che i nostri libri raramente costano più di 12 euro e che la maggior parte dele copie viene venduta a 6 euro. Gordiano Lupi Edizioni Il Foglio
46. Arpa mio. Scrivi cose che mi rattristano e che purtroppo non mi suonano nuove. Ma è una delle ragioni per cui siamo qui. A perdere tempo cercando opere, editori, soluzioni.
Per provare a cambiare le cose.
Almeno provare.