Cos'è la realtà? La realtà è tutto quel che riesco a raccontare: tutto quel che posso osservare: tutto quel che conosco e posso nominare. È tutto quello che mi colpisce; quello che riesco a guardare; quello che arrivo a capire. Il segreto della realtà è che non è niente affatto condivisa. Perché la realtà dipende dalla mia conoscenza, e dalla mia sensibilità. La realtà è uno sguardo che cambia. E il principio della realtà è, semplicemente, essere intesa. Conosceva questo segreto un poeta francese, di sangue polacco e cultura ebraica; si chiamava Georges Perec e per tre giorni di seguito, nell'ottobre del 1974, decise di restare a guardare tutto quel che succedeva in place Saint-Sulpice, a Parigi, passando da una panchina a un tavolo di un caffé. Conosceva la segreta essenza della realtà, Perec, e finì per rivelarla raccontando tutto quel che sembrava accadere naturalmente, normalmente, come niente fosse, in momenti diversi di tre giorni qualunque in una strada qualunque d'una città romantica, e piena di vita. La sua.
Perec voleva raccontare quello che generalmente non si osserva, quello che tendenzialmente non viene notato, quello che accade senza lasciare traccia di sé: “quello che succede quando non succede nulla, se non lo scorrere del tempo, delle persone, delle auto e delle nuvole”. Già: e come voleva raccontarlo? Diciamo così, da cronista: da cronista delle piccole cose, da cantore di tutte le azioni, da bambino curioso, e poi da vecchio rincoglionito. Qualcosa del genere. Cosa succede, allora, in quei giorni di ottobre, in place Saint-Sulpice? Succede che dalla fontana non esca una goccia d'acqua. Che dall'alimentari esca una signora con un pacchetto di dolci a forma di piccola piramide. Che passa un bus. Passa un motorino. E una ragazza fuma una sigaretta. I piccioni si spostano da una grondaia all'altra. Un fattorino consegna una bibita. E poi succede che il vento muove le fronde degli alberi. Suonano le campane. Passa un tizio tutto indaffarato con una cartella sottobraccio. Fa freddo. Una moto accende i fari. E il giorno dopo cambia qualcosa? Cambia qualcosa. Sembra che ci sia meno traffico. Sembra che ci siano meno piccioni. Passa un uomo che cammina col naso per aria, passa un altro che cammina guardando in terra. Cose del genere. Cose che accadono, e che nessuno racconta. A parte il poeta Perec. La nuova edizione Voland del suo buffo e docile “Tentativo di esaurimento di un luogo parigino” (euro 12, pagina 64) è completa di una serie di foto scattate da Pierre Geztler, irregolari e piene di vita, e di una notevole postfazione del curatore, Alberto Lecaldano. Non fatene, per favore, un esercizio di stile; non fatene una lezione di scrittura creativa. Questo “Tentativo” era un giocattolo autoriale che nasceva per essere singolare, insolito, nuovo: in altre parole, qualcosa di perfettamente originale, e possibilmente irripetibile. E alè, così è andata, così è stato, così deve restare. Bando agli epigoni. A noi spetta, finalmente, innovare. E come insegnava il maestro, disorientare: restituendo respiro lento, e linearità.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Georges
Perec (Parigi, 7 marzo 1936 – Ivry-sur-Seine, 3 marzo 1982) è stato uno scrittore francese, membro dell'
Oulipo. Figlio di cittadini ebrei di origine polacca, martiri del Novecento.
Prima edizione: “Tentative d'épuisement d'un lieu parisien”, 1975.
Gianfranco
Franchi, “Lankelot”. Dicembre 2011.
Prima pubblicazione: “Il Riformista” del 24 dicembre 2011, pagina 7. Tutti i diritti appartengono al “Riformista”. L'articolo appare su “Lankelot” per gentile concessione del “Riformista”.
Commenti
[perec] tutti i
[perec] tutti i dati:
In Lankelot: schede su GEORGES PEREC.
[tentativo di esaurimento di
[tentativo di esaurimento di un luogo parigino] Cos'è la realtà? La realtà è tutto quel che riesco a raccontare: tutto quel che posso osservare: tutto quel che conosco e posso nominare. È tutto quello che mi colpisce; quello che riesco a guardare; quello che arrivo a capire. Il segreto della realtà è che non è niente affatto condivisa. Perché la realtà dipende dalla mia conoscenza, e dalla mia sensibilità. La realtà è uno sguardo che cambia. E il principio della realtà è, semplicemente, essere intesa. Conosceva questo segreto un poeta francese, di sangue polacco e cultura ebraica; si chiamava Georges Perec e per tre giorni di seguito, nell'ottobre del 1974, decise di restare a guardare tutto quel che succedeva in place Saint-Sulpice, a Parigi, passando da una panchina a un tavolo di un caffé....
[tentativo di esaurimento]
[tentativo di esaurimento] Insomma ideale per uno che è già esaurito e disorientato come me ;)
[tentativo di esaurimento]
[tentativo di esaurimento] riesce a riallineare, è molto curioso riesca a riallineare con tanta semplicità. rieduca a guardare - e ascoltare. molto fragile ma molto vero.
[perec] Nulla succede se non
[perec] Nulla succede se non viene descritto.
[perec] vero, professor!
[perec] vero, professor! [bentornato]
[voland] ultime schede
[voland] ultime schede voland: http://www.lankelot.eu/Voland
[Georges Perec]: Su Georges
[Georges Perec]: Su Georges Perec scrvive un articolo Marcello Fois (intitolato "Attualità di un capolavoro") nel nuovo numero di Nuova Rivista Letteraria. Qui l'editoriale: http://ilmegafonoquotidiano.it/news/sotto-le-pieghe-del-linguaggio
[Georges Perec]: Scusate, non
[Georges Perec]: Scusate, non è Marcello Fois, ma Pier Damiano Ori a scrivere su Georges Perec, trattando del libro "Le Cose" recentemente riedito da Einaudi. Errata corrige.
[perec, Ori] bene comunque
[perec, Ori] bene comunque per la condivisione, amice. grazie ancora.