Pedrini Silvana

Tatuato sulle labbra

Autore: 
Pedrini Silvana

Quando mi capitò questo libro tra le mani, nei primi mesi del 2004, quasi sette anni fa, quando stavo per affrontare e in parte avevo già affrontato uno dei periodi peggiori della mia vita, questo libro dico mi rimase strepitosamente impresso in mente come una silloge leggera e potente, e ringraziai la serietà di Antonio Veneziani, che allora conobbi, e mi sentii meglio nell’accorgermi che in Italia non esiste solo la vanagloria orgiastica di una mediocrità vergognosa. Non soltanto parrocchie e cricche di potere di mezze calzette politicizzate e ideologizzate con i loro piccoli e grandi privilegi mediatici e editoriali. Perché in questo, scusate la doverosa digressione, ha proprio ragione Busi, la compromissione tra politica e letteratura ha rovinato gli artisti apolidi e i veri dissidenti, ha impedito loro, e la loro individualità, di affermarsi come meritano. Ma tant’è, bisogna essere fieri di non finire nelle antologie letterarie dei docenti universitari soprattutto quando molti poeti antologizzati insegnano nello stesso dipartimento. Bisogna essere fieri, al contrario di quello che scrisse Giuseppe Casa, di vendere poche migliaia o poche centinaia o decine di copie, di questi tempi. Così bisogna essere fieri di Silvana Pedrini, poetessa di prim’ordine, che mai si interessò di gloria ma con inventiva inesauribile costella il quotidiano dei suoi versi intensi, violenti, rabbiosi, senza inibizioni, vigorosi e a tratti espressionisti.

Versi dove il vissuto assume, nel ritmo e nella musicalità, una nuova valorizzazione: versi sempre rivolti a interlocutori spesso diversi  con un timbro di elaborazione metaforica lucidissima e spietata, animando una sincera disamina dei sentimenti. La carnalità riassunta nel titolo “Tatuato sulle labbra” si esplica in un fluire autobiografico mai lamentoso, mai autoreferenziale, mai cosparso di inutivili decorativismi, che da sempre sono estranei all’arte, basti pensare ai poeti che scrivono versi per le ricorrenze come si guarniscono le torte, o i baci perugina, ne abbiamo troppi in Italia, di poeti da baci perugina, la poesia è una condanna, o una vocazione, un'urgenza che nasce da un vigoroso anelito, un dettato corroso e bombardato da ossessioni. Silvana, come molte poetesse (e come scrive giustamente Antonio, le donne hanno spesso quel primato), sa scrivere meravigliosamente dei sentimenti, spesso più degli uomini che hanno invece (e questo lo dico io) una maggiore vocazione alla filosofia, e quando si tratta di grandi poeti, alla filosofia disciolta in canto, al campaniano ritmo di uno Zarathustra che non smetterà mai la sua danza aldilà dell’uomo e del tempo.

La Pedrini sa, come tutti gli artisti, che l’arte è una febbre, un esperienza, la più culminante esperienza della vita, dove la vita si condensa in poche parole, scandite come bestemmie, come balbettamenti rituali, dove tutti i nodi vengono al pettine in un ordine di miracolosa intensità.

"Stavolta per davvero/ addio ai tuoi occhi/ Addio / alle dita allargate/ che scivolano fango/  sulle mie distrazioni/ fughe ignare, pretesti/assenze dal rancore/ Addio a te e ad altro/ Via da te/ via prigioni/ crollate tutte assieme/ Via da me/ Via da me/ cattedrali di sabbia/ e guglie e lame di vetro/ schegge sputate al cielo. / Stavolta per davvero/ se non vai via ti uccido/ Vattene sulle strade/ scavate nel cemento/ strade cieche, percorse/ da me dal mio dolore"
 
E ancora tra le più dure: "Armani di coltelli/ ma veri lunghi belli / non tondeggianti e ruvide/ come queste tue dita che si infilano vili/ in piaghe purulente/ già tagliate e corrose/ carne senza sostanza/ niente più da succhiare. Armati e taglia bene/ sezione carne viva/ e fanne uscire sangue/ e succhia se hai coraggio quest’anima malata/ Contagiati di versi/ di parole annebbiate/ dalla pietà del tempo/ Fatti male per dio/ e una volta per tutte/ affoga nella terra".  
 
E ancora la stupenda A Te  "A Te che hai risvegliato i sensi/ e sul mio corpo sporco di guerra/ le mani tese/ profanasti il dolore/ A Te / che hai spalancato gli occhi / illuminando a giorno/ la solitudine immensa di questo esserci/ (…) A te che mi uccidi cogli occhi/ e che non fai rumore/ di notte quando entri/ per mettere i miei sogni nel tuo mantello ( …) A te, che mia hai dato la vita/ ubriaco di te/ dei tuoi nulla/ e ora me la strappi dal petto senza latte/ per regalarla al primo animale affamato."
 
La silloge corposa intreccia potenza,  ironia e visionarietà senza mai sbavare nell'inconsulto, nel gratuito: è una parola martellata, potente che lascia un segno violento, tatuato sulle labbra.    
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Silvana Pedrini (Roma, 1950), poetessa e traduttrice italiana.
 
Silvana Pedrini, "Tatuato sulle labbra", edizioni del giano, Roma 2004
 
Andrea Foschini
ISBN/EAN: 
senza isbn

Commenti

[pedrini] Un doveroso

[pedrini] Un doveroso contributo  a Silvana, per la validità del suo lavoro. Che lei stessa dovrebbe stimare di più. La copertina non la caricava, il formato non era valido, non ne ho trovate altre, spero riuscirò a convincerla a ristampare il suo libro, ampliandolo.   Andrea

[pedrini] Ho letto alcune

[pedrini] Ho letto alcune poesie inedite di silvana che meritano moltissimo, se le riunisse a quelle del libro, più quelle pubblicate sui Lunari farebbe cosa più che buona e giusta

[pedrini] se posso

[pedrini] se posso permettermi, la preferisco come traduttrice. E in ogni caso non mi sembra il suo caso sia proprio un esempio di poesia espressionista, Andrea. Mi sembra più poesia sentimentale, dai risultati dignitosi.

La Pedrini è una bella persona - questo conta. 

 

[pedrini] i risultati sono

[pedrini] i risultati sono molto più che dignitosi secondo me, il fatto poi che sia una bella persona cosa c'entra? vuoi dire che io traviso perchè si tratta di un amica, caro mio non la conoscevo nemmeno quando ho letto i suoi versi, e ho deciso di stampare il mio libro di allora con quel manigoldo di editore grazie anche alla qualità di quel volume. Puoi benissimo non essere d'accordo, ma non puoi sottendere, come hai fatto, che la mia lucidità sia inquinata, tutti partiamo da posizioni di parte, è ovvio,  ma, francamente, quell' " e' una bella persona questo conta " non mi è piaciuto proprio, io non faccio favori a nessuno, così come non mi permetto di giudicare le tue valutazioni, sostenedo, che magari sono amici tuoi. La serietà è tutto, un saluto.

[ped] è perché, anche sulla

[ped] è perché, anche sulla base dei frammenti che hai riportato, non mi sembra di trovare niente di memorabile, Andrea. Come, purtroppo, nella maggioranza assoluta della poesia italiana contemporanea. Non c'è niente di male, è soltanto un rilievo fondato sul fatto che ho conosciuto - sempre tramite antonio - anch'io di persona l'autrice e sono particolarmente convinto che sia una bella persona. Non credo sia una "grande poetessa". Credo sia una brava traduttrice. E in ogni caso mi sembra non abbia niente a che fare con l'espressionismo. 

E a proposito di serietà - ci mancherebbe altro. Vieni a dirlo a me, che ho fondato questo posto? :))). 

[ped] ma sì, ma sì, mi chiedo

[ped] ma sì, ma sì, mi chiedo solo se hai letto il libro, perchè se dici, "anche dai frammenti che hai riportato " comunque a mio avviso i suoi versi sono migliori di tanti altri, altri che vengono decantati come grandi poeti, non faccio nomi perchè sono troppi, non per altro, e vengono esaltati e stra pubblicati perchè? perchè a chi li esalta conviene credere far  che non  c'è di meglio, un pò come nel cinema italiano, a mio avviso prevalentemente scadente che nei dizionari cinematografici nostrani viene regolarmente sopravvalutato a dispetto di altri, ovviamente non per caso, quindi mi interessava far luce su chi merita. tutto qui