Paris Renzo

La banda Apollinaire

Autore: 
Paris Renzo

“Seppe riconoscere il genio di Jarry, del doganiere Rousseau, di Picasso, di De Chirico, di Derain. Mentre Paul Valéry poteva sembrare un attardato, al suo cospetto. Per Philippe Soupault, Apollinaire non era un capo ma un 'fusée-signal'. Era contagioso, non aveva bisogno di persuadere, di spiegarsi. Bastava sentirlo parlare per credere alle sue parole. Dubitava poco e chi lo seguiva migliorava i suoi versi. Quanti fantasisti o neoclassici non sarebbero mai nati senza di lui? Era triste ma non disperato. Aveva il senso della novità. Non si dichiarava, tuttavia, mai rivoluzionario, e chiamava 'sorpresa' lo 'scandalo'. Se qualcuno gli resisteva la sua risata diventava irresistibile. Voleva distruggere per ricreare” (Renzo Paris su Apollinaire, pp. 253-254).

Guillaume Apollinaire, vale a dire Guglielmo Vladimiro Alessandro Apollinaire de Kostrowitzky, nato a Roma nell'agosto 1880, voleva essere considerato il papa di tutte le avanguardie del primo Novecento; e figlio illegittimo del papa sussurrava di essere. Quando Picasso si decise a ritrarre l'amico poeta, battezzò non a caso la sua tela “Le pape”. Per tornare a sentire e riconoscere l'intensità, l'ispirazione e la complessità dell'opera di Apollinaire, ideale viatico è la lettura della sua biografia romanzata, “La banda Apollinaire” - firmata da Renzo Paris per le edizioni Hacca, di Matelica. Paris aveva già curato un'edizione degli “Amori” del poeta francese, per Mondadori: questo suo nuovo libro, piace pensare, esisteva sin da allora, nell'immaginazione del letterato di Celano. E magari qualche riga era nascosta nella sua “Vita personale”, esteso adattamento romanesco d'un gran pensiero parigino, a ben guardare.
 
Già, Apollinaire è l'anello di congiunzione tra le due capitali della vecchia Europa mediterranea. Il poeta, di padre dubbio e di madre ambigua, visse per i primi sette anni nella Città Eterna; di quegli anni fioriti e innocenti scrisse in racconti e poesie. Renzo Paris ricorda, nel suo “Le Poète assassiné”, una memoria della Befana in piazza Navona, tra le bancarelle piene di bambini: i giocattoli nominati da Apollinaire erano “cavalli, pulcinella, sciabole, birilli, burattini, soldati, carriole: tutti di legno”. Che meraviglia. Sempre nello stesso libro, per dire, l'artista francese scriveva di quando era stato lui il protagonista del gioco del lotto, in piazza Ripetta: per una volta, un sabato, aveva estratto lui i numeri vincenti...
 
“Allora, al centro della piazza, io divenni il Caso. E poi non avevo mai visto tanti occhi ansiosi su di me. Alla fine certi occhi fiammeggiavano di collera, altri di gioia. Alcuni mi mostravano i pugni e mi lanciavano insulti, mentre altri erano in festa e mi chiamavano Gesù, Salvatore, agnello pasquale...”.
 
A sette anni, complici i traffici e le doppiezze di sua mamma, Apollinaire si ritrovò a Monaco, non distante dal celeberrimo casinò di Montecarlo. Monaco: secondo Paris, già allora, “città di avventurieri, gente adusa a ogni specie di travestimenti, sempre ai limiti della delinquenza”. Da quelle parti, nel collegio Saint-Charles, qualche anno dopo, il poeta sarebbe stato considerato sgradito e quindi espulso – complici, parrebbe, le letture degli scritti dell'osceno marchese. In quegli anni, nasceva il suo pseudonimo – un po' per omaggiare Apollo, dio della poesia, un po' il nonno materno Apollinare.
 
Paris racconta la giovinezza dell'artista e le sue simpatie anarchiche, la passione per il giornalismo e per gli pseudonimi, le prime prove liriche, “metricamente mosse”; per lo scrittore di “Cani sciolti”, Apollinaire è stato, in gioventù, un “punk ante litteram, con una famiglia scombinata alle spalle”. Uno che a Parigi s'è ritrovato a fiancheggiare la mala, ad avere fame e ad amare la vita con un'intensità incresciosa. Una sorta di proto-squatter, scrive Paris. E così, leggendo questa sua biografia romanzata, a un tratto “ci pare di vederlo, povero in canna, attraversare i boulevards nel silenzio della notte, agitare le mani nella discussione artistica coi suoi nuovi amici, pretendere di essere seguito nei suoi riferimenti eruditi e ogni tanto ridere con tutto il corpo, facendo rabbrividire l'ascoltatore. Erano giovanotti ubriachi di acquavite, drogati di oppio e di poesia, che volevano vivere la vita da bohémiens, un po' libertini un po' fintamente innamorati” [p. 102].
 
Apollinaire e compagnia, nei giorni della Belle Epoque, andavano allegramente per le strade parigine a combinare poco e niente, disfatti dai vizi e dalla confusione mentale, gridando “Viva Rimbaud!”. Paris ci guida nei microcosmi dell'artista francese, passo dopo passo: eccoci a Montmartre e a Montparnasse, nei primi anni Dieci del secolo scorso, eccoci ad accompagnare Apollinaire nei suoi appostamenti sotto casa del suo perduto amore, Marie (oddio, l'ossessione, che tutto disintegra), e in galera, per una manciata di giorni, per via di un furto stupido e decisamente artistico al Louvre; e al fronte, durante la Prima Guerra Mondiale, “guerra meccanizzata e terribile” di cui, secondo Paris, l'artista seppe cogliere tragedie e meraviglie. Vero, così è stato.
 
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Rocambolesca vita d'un artista di talento: seconda grande biografia parisiana dopo quella dedicata al suo mentore e sodale Alberto Moravia, “La banda Apollinaire” è destinata a ispirare forse un bel film d'autore. Servirebbe il grande Bertolucci, qualcosa del genere. Sognare non costa niente. Ricordare il passato non è sempre un sacrificio.
 
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Renzo Paris (Celano, 1944), romanziere, poeta, saggista e traduttore italiano. Ha insegnato Letteratura Francese all’Università di Viterbo. Collabora con “Pulp” e “Nuovi Argomenti”.
 
Renzo Paris, “La banda Apollinaire”, Hacca, Matelica, 2011. Copertina di Maurizio Ceccato. Bandella di Lalanne.
 
Approfondimento in rete: wiki it
In Lankelot: tutto RENZO PARIS + VENEZIANI su PARIS.
 
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Aprile 2011.
ISBN/EAN: 
9788889920596

Commenti

[la banda apollinaire]

[la banda apollinaire] Guillaume Apollinaire, vale a dire Guglielmo Vladimiro Alessandro Apollinaire de Kostrowitzky, nato a Roma nell'agosto 1880, voleva essere considerato il papa di tutte le avanguardie del primo Novecento; e figlio illeggittimo del papa sussurrava di essere. Quando Picasso si decise a ritrarre l'amico poeta, battezzò non a caso la sua tela “Le pape”. Per tornare a sentire e riconoscere l'intensità, l'ispirazione e la complessità dell'opera di Apollinaire, ideale viatico è la lettura della sua biografia romanzata, “La banda Apollinaire” - firmata da Renzo Paris per le edizioni Hacca, di Matelica. Paris aveva già curato un'edizione degli “Amori” del poeta francese, per Mondadori: questo suo nuovo libro, piace pensare, esisteva sin da allora, nell'immaginazione del letterato di Celano. E magari qualche riga era nascosta nella sua “Vita personale”, esteso adattamento romanesco d'un gran pensiero parigino, a ben guardare...

[renzo paris] Approfondimento

[renzo paris] Approfondimento in rete: wiki it
In Lankelot: tutto RENZO PARIS + VENEZIANI su PARIS.

[paris] lo leggerò

[paris] lo leggerò

[renzo paris] ti divertirai,

[renzo paris] ti divertirai, amice Michele.

[Apollinaire] Che fascino!

[Apollinaire] Che fascino! oggi non credo che Apollinaire riconoscerebbe la sua Parigi , invasa dai turisti, comunque, è bello pensare che in quei quartieri e in quelle vie ha aleggiato lo spirito di così tanti e tali artisti. É sempre così per certe città , che hanno visto tanta storia.

[apollinaire] vero. E il

[apollinaire] vero. E il destino buffo è che a raccontarlo a noi italiani sia, in questo caso, uno scrittore che di cognome fa proprio Paris. Nomen omen - sembra proprio vero:)

[renzo paris e antonio

[renzo paris e antonio veneziani] vale la pena - è ciò che vi consiglio - dopo aver letto il nuovo libro del bravo, elegante e sensibile Renzo Paris, rileggere il libro-intervista scritto dal suo amico poeta Antonio Veneziani: questo, http://www.lankelot.eu/letteratura/veneziani-antonio-renzo-paris.html

mi saprete dire.

 [Apollinaire/Paris]

 [Apollinaire/Paris] Preziosissima segnalazione! Rimpolpo un po' di bibliografia per la tesi , nella quale Apollinaire gioca un bel ruolo! :)

Danke! :D

[paris-apollinaire]

[paris-apollinaire] splendido:). Ti piacerà parecchio, allora. Ci saprai dire... (avevi già l'edizione economica Mondadori degli "Amori" di GA in curatela Paris?)

[stilos, apollinaire, paris]

[stilos, apollinaire, paris] recensione-intervista di Andrea Caterini: http://stilos.it/blog/?p=614 da leggere

[paris, radio capodistria, la

[paris, radio capodistria, la banda apollinaire] domenica 24 aprile

Amices! Come ogni 2a e 4a domenica del mese, all’interno dell’AGENDA IN ORBITA su RADIO CAPODISTRIA, ON AIR DALLE H 14 ALLE 14.30 ( www.radiocapodistria.net/ ), domenica 24 aprile sarò ospite di Ricky Russo, living legend, ex calciatore del Chiarbola, speaker e spirito rock triestino, per parlare di libri. Questa volta, ho scelto PARIS e BARBI, REGIMENTI, VERI'.

BUON ASCOLTO! A DOMENICA!
E per recuperare la registrazione... http://official.fm/users/inorbita

Renzo Paris: La banda Apollinaire (Hacca, 2011)
http://www.lankelot.eu/letteratura/paris-renzo-la-banda-apollinaire.html

Barbi-Regimenti-Verì: Guida alle librerie indipendenti di Roma (Nda, 2011)
http://www.lankelot.eu/letteratura/barbi-roberta-regimenti-sara-ver%C3%AC-egilde-guida-alle-librerie-indipendenti-di-roma.html

[la banda apollinaire]

[la banda apollinaire] articolo di Michele Lupo, oggi, in Paradiso: http://www.paradisodegliorchi.com/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=recensione&Chiave=1019

[paris, la banda apollinaire]

[paris, la banda apollinaire] Ecco, questo l'ho puntato da quando ho letto la segnalazione sul Venerdì di Repubblica. E la ziggurat dei libri da leggere diventa sempre più alta...

[paris] non dimenticarti il

[paris] non dimenticarti il suo capolavoro, "La vita personale"...

http://www.lankelot.eu/letteratura/paris-renzo-la-vita-personale.html per me è una delle cose più belle uscite dal 2000 ad oggi.

[banda Apollinaire] Sono

[banda Apollinaire] Sono arrivata alla metà del libro, ma non mi sta piacendo tanto... Il fatto è che Apollinaire non mi piace tanto. Forse avrei dovuto iniziare a leggere Paris partendo da Moravia. Lui sì che mi piace.

 

[paris] Dalla biografia di

[paris] Dalla biografia di Moravia, o da "La vita personale". Entrambi ottimi punti di partenza...