Parente Massimiliano

Contronatura

Autore: 
Parente Massimiliano

Ci sono libri che incontri e ti ricordano che scrivere ha un senso. E leggere, anche. A patto che scrittura e lettura restituiscano alla mente il piacere di esistere per se stessa, nutrita da parole che resteranno e non si faranno polvere in tempi troppo veloci.

“Contronatura” mi ha rapita su un Eurostar “Roma-da qualche parte”, nel mio pendolarismo cronico che toglie concretezza agli aneliti di sedentarietà, mi ha impedito di vedere le ore e i giorni e ha sdrucito il mio fine settimana nel bisogno assoluto di amare ciò che leggevo. E odiare, anche, in un’esaltazione stupita e nel terrore postumo e irreale per ciò che avrei potuto perdere se non fossi entrata nella libreria di stazione Termini e se la copertina rossa con quel titolo intrigante non avesse penetrato il mio sguardo.

Ho amato la scrittura scoperta in “Contronatura” più di quanto sappia descrivere. Ho sentito ciò che poi ho ripetuto ai quattro venti: Massimiliano Parente può scrivere quello che vuole perché può permetterselo. Lui sì, può permettersi di delirare di morte e crudeltà e sesso e incesto, e maledire la creazione del mondo oppure negare la propria nascita, può prendersi gioco di editori e starlette e presunti filosofi e puttane, e nemici o amici, perché il diritto di parola a lui è dato a priori. Dall’essere egli stesso “la scrittura”, dall’essere morto appena dopo la nascita ed essere per questo immortale.

La trama, parliamo un poco di trama. Ammesso che l’incanto dello stile lasci spazio a digressioni. Perché la trama potrebbe essere addirittura digressione in una scrittura che basta per sé. Dunque. Massimiliano vive con l’enorme e famosissima Naike Porcella, artista dominante (e dominatrice) nello star-system: nessuno saprebbe definire esattamente quale relazione li leghi, neppure Massimiliano può distinguere un vero sentimento tra odio, indifferenza, amore e sfruttamento, però trascorrono insieme un quotidiano fatto di ricchezza, pettegolezzi, sesso e telecamere, e hanno concepito una figlia. Che dovrebbe essere segno di qualcosa, forse, anche se Massimiliano non sembra trovare in se stesso un briciolo di senso paterno. E’ uno scrittore, ha una rubrica su un giornale di proprietà del marito di Naike, il Montefeltro, recensisce gli alluci di donne famose (la rubrica si chiama, infatti, “Le allucinate”) e si tormenta per una donna. Nel suo cuore non si è cancellato il ricordo di Scarlett: per lei ha perso dignità e sonno, e ore, ore e ore della propria vita. Eppure è stato lui a lasciarla, prima che lei sposasse un uomo che le ha dato un figlio: l’ha lasciata quando un reality di cui è stato protagonista inconsapevole gli ha mostrato in diretta il tradimento di lei, uno dei mille. Scarlett da qualche tempo è scomparsa: Massimiliano sa che qualcuno la perseguitava e crede che Naike e il Montefeltro sappiano benissimo dove è finita, però non riesce a chiedere. Non vuole chiedere, perché le telecamere che invadono la sua vita e la finzione, che è la realtà vera (la realtà è solo quella che le telecamere mostrano), affollano il suo cervello e lo fanno sentire parassita, genio incompreso, uomo morto appena nato, essere superiore incapace di trovare comprensione. E ci sono anche le lettere di Madame Medusa, poi, che arrivano non si sa da dove e non si sa da chi: c’è una donna innamorata di lui, forse, oppure è solo uno scherzo, l’ennesimo, del crudele Montefeltro, per un gioco sadico dietro o davanti alle telecamere…

Ho scritto così quel po’ di trama raccontabile, l’ho scritto per Mangialibri. Riprendo qui le stesse frasi ma potrei raccontarvi tutto il romanzo senza confondere nomi o luoghi o istanti, non solo perché l’ho letto due volte ma perché per chi come me ha il DNA inesorabilmente votato al bisogno di leggere una scoperta come “Contronatura” (come la scrittura di Parente dovrei dire, perché lo stesso incanto si è ripetuto con gli altri libri di Parente letti successivamente) è vita. E’ senso dell’esistere nelle ore immerse nel romanzo. Provo a descrivere. “Contronatura” è un susseguirsi di godimento stilistico, di autocompiacimento e amore di sé intrisi di cinismo studiato ad arte per colpire, perché scandaloso oltre il limite senza la frenata finale che infastidisce nella maggior parte degli autori che tentano di stupire senza averne il coraggio. E’ pieno, travolge e porta fino in fondo e spesso fa perdere in un marasma di parole che altro non sono che estetica con un ghigno satanico nascosto in fondo. Ed è bella anche la storia, infarcita di ragionamenti e ripetizioni verbali pesanti eppure necessarie, che probabilmente a pochi sono concesse con uno stile tanto peculiare.

Sarebbe presunzione dire che “Contronatura” si legge tutto d’un fiato perché scorre fluido e immediato: presunzione perché chiunque affermasse una cosa del genere lo farebbe per ostentare superiorità, oppure perché non ha letto il libro. Difficile seguire davvero la cantilena delle frasi, eppure la nenia di concetti detti e ridetti (perdonate la rima dozzinale ma ci sta, mai come in questo libro ci sta) incolla le mani alle pagine e immerge nella realtà più vera, quella di telecamere che fanno la vita e di un sesso rifiutato eppure cercato e goduto e voluto e patito e fuggito. Se non sembrasse esagerazione, esaltazione delirante, potrei dire che è un libro da leggere due volte. Cosa che ho fatto, per ritornare su un autore che sputa sui lettori e se ne disinteressa, eppure ama talmente tanto il proprio stile (l’amore è pienamente giustificato) da regalare uno dei pochi romanzi che vale davvero la mole e la contorsione mentale. Non cercate la realtà dello scrittore, che si descrive addirittura con nome e cognome, perché sarebbe sciocco gioco di bassa fantasia: lasciatevi prendere, e ciò che è vero è solo il romanzo. Il resto non importa. Parente può scrivere quello che vuole. Chapeau.

 Massimiliano Parente, "Contronatura", Bompiani, Milano, 2008

ISBN/EAN: 
9788845260407

Commenti

MG Luini ci presenta l'ultimo Parente!

Tre righe, per dirti intanto che smanio per leggere la sua opera omnia. Comuni amici mi dicono meraviglie della sua ricca scrittura, che conosco per via dei quotidiani e della prefazione strampalata all'ultimo Remotti (Coniglio Editore).
Prima o poi mi mangio tutto quel che ha scritto.
Antonio Veneziani dice che è il migliore della mia generazione.
Voglio bene a Veneziani e gli credo, ma devo passarci...

To whom it may concern:
www.ibs.it/libri/Parente+Massimiliano/libri.html

(la citazione di Veneziani è tratta dall'ultimo numero di "Blue")

Da leggere assolutamente è "Mamma", ma purtroppo è esaurito. Spero che sia presto ristampato perché è un capolavoro pubblicato da Castelvecchi. Anche il "Canto della caduta" mi ha coinvolta totalmente.

Sì, so la storia di "Mamma", spero torni sugli scaffali.
Vediamo un po' se c'è qualche inghippo...

Per ora, questo:
- ego enorme
- autore totalmente autoreferenziale
- grafomane inguaribile
- torrenziale.
- più vicino a una penna di costume che a un autore.

Bé, se vogliamo dare colore al tema possiamo andare su Dagospia e leggere alcuni recenti scambi di cortesie.

Oppure leggere la sua rubrica su "Libero".
In cui si parla addosso, e parla (e sparla) di tutti.
Non è proprio un monumento di letterarietà...
è un buon portinaio, per ora. Logorroico.

(ma ripeto. Qualcuno mi ha detto "migliore di tutti", e allora devo proprio leggere tutti i suoi libri. Ma se m'accorgo che è soltanto acqua o acqua colorata, beh...)

Mi sono ferocemente innamorata dello stile. Come dico nelle recensione, la sensazione che ho avuto leggendo Contronatura è stata di essere travolta completamente dallo stile tormentato e tortuoso, perfetto. Non sono riuscita a focalizzare come altrettanto rilevante il contenuto (nonostante ne ricordi ogni dettaglio, e questo vorrà certo dire qualcosa) perché qualsiasi contenuto può essere detto, se si ha una scrittura così.

Come nei suoi articoli.
Parla dell'acqua calda, ma ne parla avvolgendo.
E' un talento, sicuramente. Ma io ho questo vizio della letteratura ai letterati, letterati pretendo. I giornalisti li lascio volentieri ai giornali. Spero sia un letterato autentico, nei romanzi.

Ma fammi indovinare due o tre cose. a- contronatura è pieno di riferimenti a personaggi viventi. b- qua e là si parla di personaggi catodico-letterari. c- l'autore si autodefinisce nato per la scrittura.

In effetti nella sua biografia dice di non essere un giornalista. Forse ti ha risposto al commento anticipatamente... Sono curiosa di sentire il tuo parere, ho letto "La macinatrice" (la lettura è stata molto facilitata dall'avere letto "Contronatura", che ha più trama ed è tutto sommato meno tortuoso), "Canto della caduta" e "Mamma". Ricordo un commento e confesso di averne dimenticato l'autore: "se dovessi commentare Parente dovrei parlarne benissimo e malissimo insieme". Credo sia scritto sulla quarta di copertina di "Contronatura", che adesso non ho a portata di mano. Ah, poi ho letto anche "Parente di nessuno" ma è una cosa diversa. Ritornando al commento su Parente, c'è effettivamente un intricatissimo connubio di repulsione e attrazione irresistibile.

a - sì
b - sì
c - sì

Ti posso dire una delle cose più belle che (gli) succedono.
Miei conoscenti, non amici, mi lasciano i ritagli dei suoi articoli nella cassetta postale. S'è fatto pubblico da solo, a forza di bastonare tutto - anche la sua credibilità, forse - su "Libero".
Io sono molto ammirato da questi crescenti consensi, e da quel che nell'ambiente ho sentito dire di lui. Spero di non aver maturato eccessive aspettative.
Negli articoli l'ho trovato molto pettegolo e questo m'è suonato assai sgradevole. Non è il solo, ma insomma, 30mila copie a pettegolezzo... lingualunga, che palle.
In un paese di pettegoli sta bene, è uno di loro. Ma quanto tempo e intelligenza sprecate.

14. Ecco. Marchettaro, ma con brio.
Potrebbe essere interessante, ma credo che comunichi molto a chi sa e un po' meno a chi immagina. Sono sicuro che non scrive balle.

Una cosa che in effetti mi incuriosisce molto è il motivo per così tante stroncature ad altri autori. Intendo dire il motivo iniziale, l'istante che fa decidere di parlare di altri autori e (quindi) dirne male. Detesto retorica e buonismo, ma sono piuttosto favorevole a una convivenza dignitosamente silenziosa. Alcuni litigiosissimi scambi mi hanno fatto pensare a una grande abilità mediatica di promozione e autopromozione.

16. Confesso che mi sono fermata spesso e ho cercato di riconoscere persone e storie. Alcune riconoscibilissime, altre solo per iniziati.

Esatto.
Se io odio davvero qualcuno, o se proprio mi fa schifo, non lo nomino nemmeno. Ma se voglio bene al mio nemico, lo faccio a pezzi. Se ne parlo, esiste. E tutti sanno che esiste.

Per questo vorrei tanto che Parente facesse il fornaio o il correttore di bozze, certe volte. Tra noi operai della scrittura sarebbe più a suo agio. Scriverebbe calibrando meglio, e senza farsi o fare troppe seghe. Se MP è in ascolto, sono pronto a dargli una mano a mandare cv per impaginare con calma, in quark, in ufficio. E ogni tanto 1000 battute di contenuto. Ma senza esagerare.

18. Eh. Ma non caderci. E' roba che muore dopo 3 giorni...

Quando leggerai Contronatura probabilmente non vorrai Parente fornaio o barman o in qualsiasi modo prossimo a cibi o bevande a te destinati (soprattutto se gli sei antipatico). Non voglio essere criptica ma non posso rovinarti il gusto di scoprire perché.
Scherzi a parte, credo che MP leggerà.

fico. così capirà quanto sta diventando popolare, e quanto deve essere sensibile nei confronti del prossimo.
La prossima volta che tira badilate a una rivista da neanche mille copie, località Piacenza, vado a prenderlo personalmente a sganassoni per la marchetta su quotidiano. Padrone, Berlusconi.

Questo con rispetto parlando per Dadati e per Parente.

ciò detto, danke per l'articolo:)
ben ritrovata.

Devo dire che l'effetto Parente è emozionante. Piazzi una recensione e scateni un temporale (che ho trovato molto piacevole). Esattamente la sensazione che ho avuto con Contronatura. A me importa poco o niente del gossip e alcune persone riconosciute/riconoscibili nel romanzo sono mie amiche (ho glissato quando mi hanno chiesto le mie recenti letture). Ho anche l'audacia di affermare che alcune stroncature di Parente potrebbero essere biglietto d'ingresso in alcuni salotti buoni. Effetto Parente, sempre effetto Parente.
Bello lo scambio con te, sono contenta di essere ritornata. E ho una piccola e sottile voglia di vedere lo scontro fisico tra te e Parente, dalla letteratura alla bruta forza di nuscoli sudati e tesi. Niente male.

muscoli, non nuscoli

Io sono molto più giovane, e non ho padrone. Lankelot è Lankelot, seriamente libero. Niente editore e niente pubblicità vincolante, niente marchette e niente giochetti per gli amici.
Niente vincoli di partito... e via dicendo.
Vinco io, troppo facile dai. Poi, chiaro, dall'etica all'estetica il passo non è mica da poco. Io devo ancora misurarmi coi suoi romanzi, non so che dirti.

Una cosa sì. Meno male che c'è chi, come lui, riesce a creare interesse attorno al cupo mondo dell'editoria, e delle patrie lettere. E conquista lettori fomentati come niente fosse. Meraviglia. Poi, sai. Marchette, giochetti. Cose abbastanza classiche. Se gli piacciono - e all'ambiente piacciono, pare - ha ragione lui. Io gioco un'altra partita, su un altro campo, con un altro pubblico. E altri obbiettivi, credo. Ma se un giorno ci troveremo sullo stesso campo ti divertirai sicuro:).

certo, accidentalmente può essere già capitato.

Ecco. Questo è uno di quei casi in cui l'immagine che chi scrive si crea mi allontana dalla sua lettura. Prima o poi ci proverò, perché mi incuriosisce, e molto. Ma, appunto, prima o poi.
Toscano, giusto?
eh.

vero.
E' nato proprio dove adesso ho la sfortuna di lavorare. Patria del grande Bianciardi....certo che questo Parente sembra avere un'immagine diametralmente opposta. Confesso una buona dose di perplessità.

Avendo ieri segnalato gli scambi su Dagospia, segnalo oggi un articolo de L'Unità (pagina 26), di Fulvio Abbate. "Scrittori, non tutti uomini di potere".

Toscano, sì. E, franchi, per scherzarci un po' su il tuo "io sono molto più giovane" mi riempie di invidia perché la mia età è quella di Parente. Quindi sei molto più giovane di me!

Beh, è sempre questione di prospettive o punti di riferimento:).
A gennaio ne faccio 31. Sono già molto più vecchio di Corazzini, Keats, Ian Curtis e Novalis. Mettiamola così, rispetto ai miei vecchi modelli sono un fuoriquota, sono stato lento (e non avrei voluto).

Si vede che i narratori devono invecchiare. Invecchierò. :)

31 e 32. Grazie.
33. Stai tranquillo. C'è chi è stato, e chi è, più lento. Eh.

Fulvio Abate mette dei video su youtube. Matto come un cavallo. Come scrive non so, ahimé, però

forse è quell'Abbate che ha scritto una favolosa guida alternativa a Roma, qualche anno fa. Quel libro era uno scrigno di chicche...

Rilancio una B e faccio canestro.

No, credo sia proprio l'Abbate dell'"Unità"...

Non so dei video di Abbate, di solito (e si è visto con la recensione) giudico la scrittura. Sono nata con un DNA appassionato e infiammabile, per me la scrittura (non dico "bella" scrittura, diventa tautologia nel mio modo di pensare) è bisogno. Scrittura/lettura, bisogno. Ho qualche difficoltà in più a giudicare la persona, che posso conoscere solo limitatamente o per niente e che può legittimamente essere matta oppure savia, in buona o cattiva fede. La guida non conformista di Roma fa parte delle mie prossime letture.

36, ma è sempre lui?

Ah è lui allora! Quella guida è divertente forte. Vedrai...

Un grande!

Ho visto parte del video, poi si è bloccato: in quella prima parte Abbate racconta il suo libro, cosa che confesso di avere fatto anche io su youtube con "Le parole del buio" per contribuire con poveri e artigianali mezzi alla sua diffusione.
Indubbiamente seguire la vicenda Parente su Dagospia e leggere l'articolo su L'Unità fa riflettere su quanto "di più e oltre" esista intorno alla scrittura, che dovrebbe esistere in sé ed essere giudicata nella propria essenza, cosa che appare impossibile.

Abbiamo la reazione di Parente. O meglio, ce l'ho io. In un messaggio ricevuto poco fa.
Con il vostro permesso, rilancio una parte del dibattito grazie a uno stralcio del Parentemessaggio:

"Un tempo gli scrittori difendevano un'idea di scrittura gli uni contro gli altri, basta andarsi a leggere le feroci polemiche di Virginia Woolf, di Flaubert, in Italia su riviste come La Voce e Solaria. Oggi l'idea è che tutto vada bene... La riconoscibilità dei personaggi? Piccole accuse che muovevano anche a Proust ("un libro di marchese per le marchese"), solo che sono sparite nel nulla e lui è rimasto. Parlo male di "tutti"? Falso, parlo bene di quei due o tre che si elevano dalla mediocrità senza futuro, ossia che tentano davvero la strada dell'arte non solo con il talento ma rinunciando a tutto...".

A voi, ragazzi.

Ehilà. Proust...
ahah.
ahahaha.
ahahahahah.

vado a lavorare:).Con la mia idea di scrittura, e tanta voglia di impaginare.

A stanotte,
gf

45. Non so. Per me le idee di scrittura si misurano alla prova della scrittura, appunto, e della lettura. A volte le polemiche, mi sembra, invece di basarsi su fatti, si basano su idee ad essi precedenti, o fraintendimenti. Le parole sono fraintendibili, il loro senso spesso è solo un loro senso, per cui bisogna sempre lavorare molto per arrivare vicino a qualcosa di simile alla comprensione di ciò che si è letto, o ascoltato.
Comunque. Commenti interessanti, letto anche parte della lettera su dagospia (non so perché, ma la seconda pagina non me la carica).
Uhm.

Commenti interessanti, grazie a tutti.
Se leggerete Contronatura ci ritroveremo qui!

Riprendendo il commento 6 di Gianfranco.
Parente ha pubblicato nella pagina culturale de La Voce di Romagna (diretta da Davide Brullo), il quotidiano per cui collaboro, un articolo totalmente autoreferenziale in cui denunciava i soprusi subiti da Elisabetta Sgarbi.
Un articolo intitolato "Il primo martire dell'editoria moderna" che andrebbe letto integralmente per capire meglio questo autore e per scoprire cosa sta dietro ai grandi editori.

Ho letto il pezzo di Parente su DFW. Ecco, diciamo che ora lo posso leggere tranquillo. (Gianfranco, di lui ne ha scritto bene ;-)
(Lo posso leggere tranquillo non perché ne ha scritto bene, o per le frecciate che lancia ad altri, ma perché ha scritto cose di lui da me avvertite come vere, e si sa l'attrazione verso ciò che sentiamo vero).