Il libro di Alberto Papuzzi, giornalista de “La Stampa”, nonché professore di Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico e direttore della rivista “L’Indice dei libri”, è il miglior manuale sulla professione giornalistica. Proprio per questo è il testo consigliato a chi deve sostenere l’esame per l’ammissione all’albo. Indipendentemente da queste precisazioni, il testo è tra i migliori in circolazione per comprendere i concetti base del mondo del giornalismo e riuscire ad agguantare quella materia instabile, aleatoria e proteiforme che è la notizia giornalistica.
“Professione Giornalista”, edito da Donzelli, è sicuramente il testo più completo sull'argomento. Il libro, in una nuova edizione riveduta e aggiornata nel 2003, con la collaborazione di Annalisa Magone, racchiude, in poco meno di trecento pagine, tutto ciò che è necessario sapere sulla storia, le tecniche, il linguaggio, i diritti e i doveri del buon giornalista.
Si inizia, dopo un’interessante introduzione, con la sezione dedicata alla “notizia giornalistica”, partendo dai primi decenni del XIX secolo, con la descrizione della rivoluzione della “Penny Press”, negli Stati Uniti, attraverso l’operato del presidente Andrew Jackson e l’apertura del suo governo, durante il quale il prezzo dei quotidiani fu portato dai six pennies o più al solo penny richiesto, rendendo in questo modo il giornale da modello elitario a strumento di informazione accessibile a tutti.
Il libro continua con la descrizione del concetto di notizia, la sua formazione e la modifica nel corso della storia, i rapporti con l’evento che si deve narrare e con il pubblico, i “due cardini fondamentali della notizia”. Altro punto fondamentale è l’astratta ma utilissima distinzione tra i vari “valori notizia”, attraverso i quali il buon giornalista seleziona le notizie di maggiore rilevanza. Non manca un interessante approfondimento sulle fonti giornalistiche (la loro ambivalenza e la dipendenza del giornalista da esse, il loro carattere commerciale e di potere che si instaura tra quotidiani e fonti, la gerarchia, alcuni consigli sull’identificazione, una storia delle agenzie di stampa e del ruolo delle fonti nelle ultime guerre).
Il testo si sofferma poi sulle “Forme e modelli” del giornalismo, e la distinzione fondamentale tra “Cronaca e commento”, descrivendo anche la “Nomenclatura dei pezzi” giornalistici (articolo di fondo, editoriale e opinione, commento di cronaca, corsivo e rubrica, servizio, resoconto, reportage, biografia e «coccodrillo», fogliettone, l’intervista e l’inchiesta). Molto utile è anche la descrizione dei vari modelli di giornale, nel corso della storia, soprattutto nel contesto più ampio della modernizzazione e del progresso tecnologico, le due grandi rivoluzioni causate dalle rotture de “Il Giorno” e de “La Repubblica”, il cambiamento nei lettori sempre più attratti dai modelli televisivi e americani. Uno dei risultati di questo “difendersi dalla televisione” e della ricerca di nuovi target è quello del giornale omnibus, che unisce informazione “alta e bassa”, diventando appunto un quotidiano per tutti.
Il capitolo intitolato “Come scrivere” divide, basandosi sul modello americano, le notizie in news e features, continua tracciando le coordinate del cosiddetto “new journalism”, che rivoluzionò la scrittura giornalistica, negli anni Sessanta del XX secolo. Ancora interessanti sono gli esempi di scrittura soggettiva e oggettiva, e l’utile distinzione tra lead, focus, struttura e titolo.
“Notizie e immagini” è uno dei nuovi capitoli presenti in questa edizione, e ripercorre le tappe fondamentali della storia del giornalismo fotografico. Le riviste più importanti, le caratteristiche della foto e il suo rapporto coi quotidiani, la storia e gli insegnamenti dei grandi fotoreporter, su tutti Frank Capa.
“Alla radio e alla televisione” presenta le principali innovazioni nella materia giornalistica con le rivoluzioni promosse da questi nuovi media. “Effetto radio” ed “Effetto televisione” spiegano le caratteristiche essenziali di questi cambiamenti, “Il peso dell’anchorman” e “Le ambiguità dell’infotainment” descrivono pregi e difetti di questo nuovo modo di intendere il giornalismo, il suo preferire il sensazionalismo, la forma piuttosto che la sostanza, il divertimento all’approfondimento.
“Il giornalismo on line” analizza una materia difficile e in continuo mutamento come quella della comunicazione giornalistica attraverso il web. Viene ripercorsa la storia, i diversi criteri di selezione e i differenti valori notizia, fino al difficile ma evidente problema delle credibilità.
Uno dei capitoli più interessanti è quello sui “Generi giornalistici”, dove si esaminano “La notizia politica”, “La notizia economica”, “La notizia di costume”, “L’informazione culturale”, “La notizia scientifica” e “Il giornalismo sportivo”. Ma il giornalismo non è solo scrittura e parole, è anche deontologia, etica, diritti e doveri. E così, quindi, gli ultimi due capitoli sono dedicati appunto a questi temi, con particolari riferimenti alla normativa sulla privacy, la Carta dei Doveri e la censura durante le guerre.
Nelle ultime pagine, la bibliografia, le norme principali e le parole del giornale, un piccolo ma completo glossario contenente i termini più tecnici e specifici.
La nuova edizione del libro, dalla splendida veste grafica e dalla facile consultazione – grazie ad un dettagliato sommario all’inizio di ogni capitolo - ha numerosi capitoli in più rispetto al precedente e, soprattutto, lo sguardo dell’autore di allarga a comprendere anche il mondo televisivo, le innovazioni dell’informatica e delle comunicazioni on line e l’aggiornamento del quadro legislativo e giuridico in continuo mutamento nell’ultimo decennio.
Alberto Papuzzi realizza, in questo modo, la più completa, dettagliata, interessante e comprensibile descrizione dell’universo giornalistico italiano e straniero, con numerosi aneddoti, esempi, spiegazioni e riferimenti storici. Un libro che non deve mancare nella biblioteca di ogni aspirante o già affermato giornalista, ma anche in quella del semplice curioso o dell’appassionato della materia.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Alberto Papuzzi, (Bolzano 1942), giornalista e scrittore italiano. Inviato de “La Stampa”, è direttore della rivista “L’Indice dei libri” e insegna Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico all’Università di Torino.
Annalisa Magone (Torino, 1973), si occupa di comunicazione, ha collaborato, alla stesura di alcuni volumi sul giornalismo e i nuovi media.
Alberto Papuzzi, “Professione giornalista – tecniche e regole di un mestiere”, Donzelli, 2004.
Commenti
"?Professione Giornalista?, edito da Donzelli, è sicuramente il testo più completo sull?argomento. Il libro, in una nuova edizione riveduta e aggiornata nel 2003, con la collaborazione di Annalisa Magone, racchiude, in poco meno di trecento pagine, tutto ciò che è necessario sapere sulla storia, le tecniche, il linguaggio, i diritti e i doveri del buon giornalista."
> Ottimo ripescaggio, Ant;).
Punto di riferimento per tutti i giornalisti, ieri come oggi
"Alberto Papuzzi realizza, in questo modo, la più completa, dettagliata, interessante e comprensibile descrizione dell?universo giornalistico italiano e straniero, con numerosi aneddoti, "
> Ce ne trascrivi qualcuno interessante, Ant?
Appena hai un secondo, dai.
"Per quanto mi riguarda, il senso del giornalismo è racchiuso in una pagina di Genealogia, di Izrail Metter in cui lo scrittore rievoca i peocessi kafkiani a Josif Brodskij, voce più alta della poesia, accusato di parassitismo sociale nell'unione sovietica di Breznev.
Durante entrambi i processi, la Frida Abromovna Vigdorova cercò di prendere appunti dettagliati, da divulfare e inviare all'estero. Per difendersi dai soprusi dei giudici chiese invano un accredito LL «Literaturnja Gazeta» con cui collaborava. Essendole stato rifiutato inviò al giornale una lettera di dimissioni, in cui si leggeva:
"E' forse possibile privare un giornalista del suo naturale diritto di vedere, annotare, arrivare a cogliere il senso di cià che accade?"
Ancora, la battaglia americana durante gli anni 30 dell'ottocento, con i primi papers più economici, i cosiddetti penny papers.
Citazioni di pezzi di Oriana Fallaci e Indro Montanelli.
Aldo Moro, la nascita de La Repubblica. Ed Murrow. La Rai tre di Guglielmi e il suo nuovo modo di fare giornalismo. William Russell in Crimea, primo giornalista di guerra.
Ho aperto così, a caso. Un libro davvero importante.
Grazie Anto'. Sembra decisamente, sì.
(bel pezzo) - copertina+tags
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