Conosco la scrittura di Demetrio da qualche anno, avendo condiviso esperienza comune in una mailing list, di Bombacarta, e in una web-zine trimestrale, Bombasicilia. Ciò che colpisce, o meglio, ciò che mi ha sempre colpito, nella sua scrittura, sono la naturalezza e la sicurezza con le quali afferma i propri dubbi. Forse mi spiego in modo più appropriato se scrivo che lui, quando scrive, sembra “dire”. In un certo senso, non afferma, non dubita, non c'è una intonazione, c'è un “dire”.
Quindi tu leggi e senti questa persona che dice delle cose. Sono cose che ti colpiscono, disturbano, ma dopo un po' ti sembrano parte di tutto. Ci sono, e tanto basta. In rete si è scritto tanto, di questo romanzo, già prima che fosse pubblicato, per farlo pubblicare. Basta digitare nome e cognome, titolo, ed appaiono molti risultati pertinenti. Ci sono pezzi molto entusiasti, e pezzi meno, e pezzi non. Sempre bello leggere pareri discordanti. Io credo che sia un libro da leggere, e che lo si possa leggere in ogni occasione, sotto l'ombrellone, in treno, a letto, al bar, e così via. Sì, forse ci sarà chi lo legge tutto d'un fiato, e chi invece a piccole parti, ma accade sempre, questo. Dipende dal nostro modo di leggere.
Nello scorrere delle pagine a me è sembrato di vedere una persona leggere. Questa persona mi diceva cosa stava leggendo. E mi diceva cosa pensava, e come il suo pensiero cambiava leggendo. Ma cosa si legge? Si può dire che si leggono le parole, si leggono i disegni, si leggono le stelle, si leggono le mani, si leggono i fondi di caffè, si leggono, credo si possa dire, corpi.
Per me, insomma, questa persona legge “corpi”. Qualsiasi tipo di “corpo”, animato e non. Questa persona viene cambiata. Questa persona è un “corpo”.
Non credo di aver capito granché di questo romanzo, poi io e Demetrio abbiamo idee diverse su tante cose, mi è rimasta impressa una sua battuta su gtalk, una volta. Ci penso ogni tanto, abbastanza spesso, devo dire (d'altronde, Demetrio, non ti vantare, penso “abbastanza spesso” a così tante cose che non so come faccio a pensarci “abbastanza spesso". Anzi, lo so: non lo dico).
Comunque, non ho scritto niente di questo romanzo. A me è piaciuto, e molto. Mi piace leggere di persone che leggono, anche se magari non sempre sono d'accordo con loro, le loro interpretazioni, i loro gusti. Mi piace leggere Demetrio, e spero che scriverà altro, in seguito. È una persona che stimo, e dona molto.
Non credo che se una persona comprerà il libro per questa mia pseudo-recensione ci troverà qualcosa di somigliante a ciò che ho scritto. Dubito che un'altra persona sia me. Buona lettura.
"...e l'avresti detta così come potevi dire: ho finito il caffè e ora vado a comprarlo." (pag.105)
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Demetrio Paolin,Il mio nome è legione, Transeuropa, 2009, 12 euro.
Demetrio Paolin, classe 1974, vive a Torino dove svolge l’attività di ufficio stampa.
Questo è il suo primo romanzo.
[Questa nota è ripresa dal sito di Transeuropa. Mi chiedo il motivo per cui "Il pasto grigio" NON sia considerato un romanzo]
Paolin in Lankelot:
Paolin Demetrio - Il mio nome è legione di andrea-brancolini
Paolin Demetrio - Il pasto grigio di acherusa
Transeuropa: www.transeuropaedizioni.it/
Brancolini Andrea
Commenti
(neo branco!)
(aggiunto copertina e isbn. I link non funzionavano perché li dovresti aver caricati via firefox, e non via word;) Bug)
Aiutami a capire una cosa di questo libro: è - diciamo - un quaderno di prosa lirica / di flussi di coscienza, e non ha una struttura romanzesca: corretto?
1. Li ho caricati via Firefox! Mi è sfuggito qualcosa? Non mi ha preso neppure il grassetto, tra le altre cose. Non ho word, uso linux ubuntu (-:
2. No. Diciamo che sono vari brani, che saltano avanti, indietro, da un punto di vista temporale, e che dicono cosa accade intorno al protagonista e come il protagonista cambia. Lo direi quasi un romanzo di formazione. Ora che ci penso meglio, forse quaderno di prosa lirica / di flussi di coscienza può rendere bene l'idea, ma non solo. Comunque a mio avviso la struttura romanzesca c'è (ovvero: considerando ciò che conosco che viene definito "romanzo", beh, questo è un romanzo. Come struttura, a me sembra di sì).
Il romanzo l'ho letto un po' di tempo fa, e solo ora ne ho scritto. In rete se n'è parlato abbastanza, io ho letto quanto mi basta, ho cercato di non scrivere quanto già scritto, senza peraltro riuscirci del tutto.
C'è una cosa che non ho scritto, e riguarda la scrittura e la lettura dei "corpi" in questo romanzo. Ha a che vedere con il giornalismo, ma non riesco a scriverla in modo chiaro e soddisfacente.
Credo che Demetrio sia davvero in gamba.
L'unica citazione che ho messa dal libro è di una mail che il protagonista, Demetrio, riceve da un'amica. Per me è molto importante, è fondamentale, quella mail, per cercare di entrare nel testo. O si entra lì dentro, o non ci si entra.
Era - è, ma per poco: stiamo per cambiare - uno dei bug di questo wordpress con firefox. SE caricavi il link sul doc, sapeva leggerlo; SE caricavi il link tramite retro del sito, no. E va be';)
Grazie per gli approfondimenti.
4. AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH. Dalla mail avevo capito, dal commento no, quindi mi ero confuso. Le altre volte era andato tutto bene. Grazie per copertina e ibs, ieri notte ero fuso.
Nei pezzi preferisco scrivere poco, e sfruttare i commenti, qui in lankelot, per soddisfare curiosità. Anche un modo per vedere se riesco a stimolare qualche pensiero intorno a quel che ho scritto, oltre al fatto che nella forma-commento posso permettermi di essere magari più immediato e meno chiaro, tanto poi posso sempre correggermi.
OT: sto rileggendo Pagano. Escluderò L'inadempienza.
Certo che te non fai testo, visto che riesci a commentare tutto!
"Il pasto grigio" mi piacque: scarno e disarmante nel suo approccio al dolore, al male.
Magari prima o poi bisserò Paolin. Non sapevo dei suoi libri successivi. Grazie, Andrea.
7. Angela, anche questo romanzo parla del male. Se guardi in altri articoli in rete, trovi. Una riflessione sul male, ma a me non interessava dire questo. Vabbé, si sbaglia, eh.
Un altro collaboratore storico di BombaSicilia, Tonino Pintacuda, ha fatto una gran promozione a questo libro. Per me odora come"Fideq" di Colagrande o qualcosa alla Ugo Cornia o giù di lì. Sono curioso ma non credo faccia per me.
9. Tonino è stato fondatore e direttore di BS per anni. Io credo che sia un libro che vale la pena. Ostico, forse, questo sì, eppure "facile". Non ho letto Colagrande, né Cornia, e non so cosa dirti. Io alcuni brani di questo libro li ho letti come racconti, in ML, quindi posso dire di essere abituato a questa scrittura, almeno in parte.
Comunque, in rete da Giuseppe Genna a Giulio Mozzi a Giorgio Vasta ne hanno parlato bene, da prima che fosse pubblicato. Per quel che mi riguarda è bello sapere che una persona che stimo ha scritto qualcosa che, a mio avviso, vale la pena di leggere. Sapere di aver condiviso qualcosa per un po' di tempo mi allieta. Secondo me merita, tutto qua.
Per Tonino, poi, che sceglieva e invitava in BS le persone che pensava meritevoli, credo valga anche l'orgoglio del talent scout, eheheh.
ciao!
10. Eheh, l'ho incontrato qualche tempo fa: è instancabile, come lettore e come promotore. Abbiamo fatto quattro chiacchiere su Monteverde. Se leggerò Paolin sarà per questa discussione, diagonalmente.