Palin Michael

Viaggio nella Nuova Europa

Autore: 
Palin Michael

"Sotto il comunismo Praga era una città grigia, triste”, mi dice socchiudendo gli occhi e guardando alle mie spalle, verso il fiume e, oltre quello, ai pendii verdi del parco. “Ma per gente come i cineasti era il paradiso. Il governo comunista sovvenzionava tutti i film. Il profitto era proibito. Se facevi profitto, sfruttavi il proletariato. Si facevano trenta, trentacinque film l’anno, contro i dieci o dodici di adesso. […] Sì, se c’era una cosa che i comunisti rispettavano, quella era la cultura”. Ribadisce un punto che tante volte ho sentito durante questo viaggio: nella vecchia generazione, la nostalgia per il comunismo è forte. Nella Repubblica Ceca il partito comunista è vivo e in buona salute, e alle ultime votazioni si è portato a casa il dodici percento”. (pag. 337)

Michael Palin, il membro grafomane del gruppo inglese Monty Python, è sbarcato in Italia. Almeno come narratore. In patria sono tante le opere da lui partorite che la sola vista della sua bibliografia mette la pelle d’oca: romanzi, agende, ricordi, appunti di viaggio e ogni volume è bello corposo, basti pensare che i diari legati agli anni pythoniani superano le 600 pagine. Con notevole coraggio la casa editrice norditalica Sagoma, prima di buttarsi nel lancio del super volume Autobiografia dei Monty Python, ha voluto saggiare il pubblico con un testo del solo Palin, decisamente lontano dallo spirito degli altri cinque comici.
 
Budapest. “Un’operazione molto più sottile, e insieme un’esperienza più profonda, la si ha alla Casa del Terrore, parte museo, parte show multimediale che mostra in tutta la loro crudezza i peggiori orrori del periodo comunista. Si trova, come si conviene, all’agghiacciante indirizzo di viale Andrassy 60: il più temuto a Budapest, già quartier generale delle Croci Frecciate fasciste e, dopo la guerra, della AVO, la polizia segreta” pag. 225.
 
Viaggio nella Nuova Europa parte dalle Alpi Giulie, prosegue in Istria e a Fiume e si insinua nell’Europa dell’Est costeggiando i Balcani fino alla Turchia per poi risalire da Yalta ai territori ex-comunisti, fino a Berlino.
 
Romania. “Al posto delle lapidi, le tombe sono qui contrassegnate da croci di legno intagliate su cui, in brillanti colori primari, sono dipinte scene della vita del defunto, insieme con epitaffi in versi […]: “Due malintenzionati banditi mi hanno colpito sulla testa e mi hanno tolto la vita, a ventidue anni”, “Un uomo malvagio mi ha sparato alla schiena”. Questo stile semplice, finto naif, può celare una forza insospettata. “Mi chiamavo Marie Monghi. Ero solo una bambina che andava all’asilo. Un trattore mi ha schiacciata mentre uscivo di casa”. Pag. 178
 
Storia e Geografia sono le colonne portanti a cui Palin si rifà con autentica passione (del team, lui è quello laureato in Storia). Ogni tappa è anticipata da un’introduzione mirata a contestualizzarne le peculiarità; l’autore con rigore storico e certosino, e con l’abilità del narratore che sa quando approfondire e quando sintetizzare, regala pazientemente un quadro completo anche ai più sprovveduti delle culture straniere. Certo il tono ha una sua pacata continuità ritmica, ben più comprensibile per chi ha avuto l’opportunità di vedere i documentari in televisione (trasmessi a La7 e Rai5). Probabilmente il fan dei Monty Python può trovarsi spiazzato senza questo passaggio intermedio, il cambio di stile da anarcoide a flemmatico sarebbe stato meno drastico se, in allegato al libro, ci fosse stato anche un dvd con delle puntate del programma televisivo realizzato durante il viaggio. Le fotografie di Basil Pao, comunque, suppliscono a questo trauma.
 
“La mia guida, padre Tomon, il cui viso rotondo e regolare è dominato da grossi occhiali quadrati, a quella scena scuote il capo, meravigliato. Pensa a vent’anni fa, quando la polizia e l’esercito minacciavano lo svolgimento di qualunque manifestazione religiosa. Adesso hanno stabilito dei giorni particolari per la pratica di questo culto. […] Il superiore di padre Tomon, padre Simon […] È un uomo pieno d’entusiasmo e di energia, e un parlatore instancabile. Argina il fiotto di parole giusto per offrirci del vino. Mi guarda poi con aspettativa. “Mi hanno detto che lei è un comico”. Sono momenti come questi che mi terrorizzano. Contrito, borbotto che non sono mai stato capace di ricordarmi le barzellette. Il visto di padre Simon si allarga. “Barzellette?”, si raggia di contentezza, “Ne so trecento” pag. 313
 
Descrittivo e realista, il libro non manca di scene divertenti e assurde, come l’episodio dell’attraversamento del Danubio o dei wrestler turchi unti d’olio d’oliva, ma ciò che resta è in verità un’amara sensazione di caotica povertà, che qui e là si traduce in voglia di cambiare, altrove in drammatica tristezza. Non mancano le violenze e la fame del comunismo e le pagine sull’assurdità del nazismo, o scene di quotidiana violenza come il rito dell’uccisione del maiale slovacco, sparato, sgozzato e sezionato al suon di fisarmonica e frasi del tipo “Meno male che ho lavorato in un ospedale” (pag 329).
 
“Il mio avvicinamento alle acque del Danubio avviene a bordo di un’auto che deve avere più o meno la mia stessa età. Seduto accanto a me, al volante, c’è Braca Petrovic […]. Lo guardo con una certa trepidazione perché, ora che siamo a pochissimi centimetri dalle acque grigioverdi del fiume, Braca non accenna a fermarsi. Non ne ha proprio l’intenzione. Non ho tempo di dire niente, perché Braca contrae le labbra, stringe il volante e s’infila dritto nel Danubio. Intorno all’auto l’acqua sale, vorticosa. Con un’espressione di immenso sollievo, Braca gira a destra e si dirige alla riva opposta” (pag. 203).
 
Un libro per chi ama viaggiare stando seduto in poltrona. Seduto accanto, e questo è il bello, a Pilato di Brian di Nazareth.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Michael Palin (Broomhill, 1943) è un attore e scrittore inglese, membro fondatore dei Monty Python.
 
Michael Palin, “Viaggio nella Nuova Europa”, Sagoma, Vimercate (MB) 2011.
 
ISBN/EAN: 
9788865060209

Commenti

[michael palin] scrive

[michael palin] scrive Luca: "Michael Palin, il membro grafomane del gruppo inglese Monty Python, è sbarcato in Italia. Almeno come narratore. In patria sono tante le opere da lui partorite che la sola vista della sua bibliografia mette la pelle d’oca: romanzi, agende, ricordi, appunti di viaggio e ogni volume è bello corposo, basti pensare che i diari legati agli anni pythoniani superano le 600 pagine. Con notevole coraggio la casa editrice norditalica Sagoma, prima di buttarsi nel lancio del super volume Autobiografia dei Monty Python, ha voluto saggiare il pubblico con un testo del solo Palin, decisamente lontano dallo spirito degli altri cinque comici."

> buona lettura!

[palin, istria, fiume] e cosa

[palin, istria, fiume] e cosa scrive dell'Istria, e di Fiume?

[Istria, Fiume] Ti aspettavo

[Istria, Fiume] Ti aspettavo :) In realtà poco e niente, dell'Istria si limita alla cucina (tartufi), quanto a Fiume (nel testo scritto in italiano e croato) dice di esserci già stato con una precedente trasmissione, come a dire "ve ne ho già parlato"...

[palin] si vede che era un

[palin] si vede che era un buongustaio:)

[palin] "l'opinione" su

[palin] rassegna stampa, sin

[palin] rassegna stampa, sin qua:

  • Diego Carmignani - Left
    Che Fine Hanno Fatto i Monty Python LEGGI
  • Giancarlo Mancini - Il Riformista
    Perduti e Perdenti nell'Europa dell'Est LEGGI
  • Dario Olivero - Repubblica
    I Monty Python e il Senso dell'Europa LEGGI

[luca martello] grazie per

[luca martello] grazie per l'aiuto nell'amministrazione del sito, hammer - ho notato che hai messo a norma dei commenti e cancellato dello spam, in questi giorni. Ti sono molto grato del tuo sostegno, frater.

[frank] le poche volte in cui

[frank] le poche volte in cui arrivo prima di te :)