Più leggo i grandi editori e più mi rendo conto che politica editoriale è solo una bella espressione annegata in un barile di cinismo e percentuali di vendita. Quindi meglio dirlo subito, per evitare inutili spiegazioni in seguito: Gang Bang NON è "il romanzo sulla pornografia che tutti ci vergognavamo di aspettare". La frase in questione è riportata sulla copertina dell'ultima fatica di Chuck Palahniuk, cantore del malessere e del grottesco americano. Evidentemente, con comprensibile furbizia ed esperienza, i tipi della Mondadori hanno ben pensato di tentare voyeur e curiosi con una pupattola xxx e questo occhiolino di cattivo gusto. Detto questo, concentriamoci sul nostro affezionato Chucky.
Qualche anno fa la pornostar Annabel Chong stabilì il record mondiale, ancora imbattuto, di 251 rapporti sessuali avvenuti con 70 partner in dieci ore di fuoco. Gang Bang parte proprio da questo spunto degno dei nostri tempi per raccontare il tentativo di un nuovo record: Cassie Wright, storica pornodiva americana, tenterà in un funambolico sforzo vaginale di soddisfare ben 600 maschioni arrapati nella sua ultima fatica "Terza guerra sessuale". L'intera vicenda è raccontata passo per passo attraverso gli occhi di quattro personaggi: numero 72 (i seicento maschioni sono numerati con un numero scritto sul braccio), giovane e imberbe ragazzino che si crede il figlio abbandonato di una giovane Cassie e che vorrebbe salvare la sua presunta madre; numero 137, attore di serial televisivi ormai in fase calante, omosessuale e in preda ad una terribile alopecia (decisamente il personaggio meno riuscito, per non dire insulso); numero 600, il cazzo finale o meglio, il cazzo totale, Branch Bacardi, stella sul viale del tramonto, interprete di capolavori quali La gatta sul tetto che scopa o I tre giorni del condom, possibile padre di numero 72, convinto che se Cassie dovesse rimanere uccisa nella prestazione il suo pisello - e la sua carriera - ritornerebbe ai vecchi fasti. Infine c'è Sheila, infaticabile e disillusa assistente della Wright, che coordinerà l'evento gestendo i seicento cazzi di cui sopra. E proprio Sheila sarà la chiave risolutiva dell'epilogo, con il classico voltafaccia alla Fight Club.
Chuck Palahniuk o lo ami o lo odi. Senza mezze misure. Come sempre del resto. Probabilmente il semplice fatto che abbia deciso di trattare un tema discusso e ormai inflazionato come la pornografia, sarà per i fan motivo di orgoglio e goduria infinita. E' per questo che, da fan, mi dispiace per l'occasione sprecata. Gang Bang non è a fuoco e funziona davvero poco. Semplice. Il problema sta principalmente nella frettolosità con la quale si arriva alla fine, lungo un tragitto in cui abbondano i tempi morti. E sì che Palahniuk è il re dei tempi morti, delle digressioni anarco-informative (Fight Club), dei trucchetti da economia domestica alla Martha Stewart (Survivor), delle pratiche onanistiche più smodate (Soffocare). Ci sono soltanto bagliori di quel cinismo pungente e satirico a cui lo scrittore ci ha abituato e anche quelle invenzioni, quei refrain come ritornelli che erano diventati marchio di fabbrica, come moniti ad una decadenza ossessiva, anche quelli sembrano essere ormai lontani. Numero 137 è praticamente senza utilità narrativa e si capisce immediatamente che, come presa nel lettore, ha le pagine contate.
Tuttavia è grandiosa l'interpretazione del mondo della pornografia che il buon Chuck mette su. Alla fine, padre, madre e figlio - tranquilli: non vi ho rovinato nessuna sorpresa - si ritrovano, estranei nella vita "normale", ad essere una famiglia sul set del più grande film porno realizzato. Certo, non una famiglia convenzionale. Diciamo una famiglia biologicamente costituitasi per un errore, ritrovatasi per vendetta ed interessi personali. Redenzione, salvezza e amore sembrano avvalersi della facoltà di non rispondere se interpellati. Ma Palahniuk non interpella mai: distorce, disfa e prende quanto c'è da prendere dalle manie patologiche del vivere contemporaneo per creare squallidi panorami di lucida decadenza. La famiglia americana viene scardinata e gettata a capofitto in una situazione che di dolce quiete domestica ha davvero poco. Sono quattro solitudini che si incontrano per affrontare i loro rispettivi demoni. Ovviamente nessuno ne uscira illeso. Come dire: cercare le tue origini porterà alla luce anche tutta la merda del tuo passato. Per dirla alla Chuck.
E' davvero un peccato che i colpi di scena, che si susseguono solo nelle ultime dieci pagine, risultino poco credibili ai limiti del patetico. Un romanzo che avrebbe meritato più pazienza e attenzione, certamente più delle sue scarse duecento pagine, per potere godere appieno del potenziale cinico di Palahniuk. Parlare di pornografia dieci anni fa era d'obbligo; parlarne cinque anni fa era sparare sulla croce rossa. Forse adesso, con realtà come Internet ormai ben inculcate nella nostra testa, il momento sarebbe stato propizio, la riflessione più lucida e più tagliente. Ma il grande lavoro di documentazione che sta alle spalle del romanzo serve a poco: è divertente leggere i titoli dei porno che fanno il verso ai grandi film hollywoodiani (un applauso all'abituale Colombo alla traduzione), così come è interessante venire a conoscenza del fatto che Marylin Monroe usasse sdraiarsi nuda dentro una vasca piena di ghiaccio per preservare culo e tette sode. Ma è davvero lecito aspettarsi altro da Palahniuk...
Paolo Castronovo - Febbraio 2009.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE Chuck Palahniuk (Pasco, Washington, 1962), romanziere americano di sangue ucraino. Si è laureato in giornalismo nell’Università dell’Oregon, vive a Portland. Chuck Palahniuk, “Gang Bang”, Mondadori, 2008.
Traduzione di M. Colombo.
Titolo originale: "Snuff". Approfondimento in rete: sito italiano di Palahniuk / WIKI it / The Cult / Wiki EN sul romanzo. In Lankelot:
Commenti
A voi!
Grande Paul!
"Chuck Palahniuk o lo ami o lo odi. Senza mezze misure. Come sempre del resto. Probabilmente il semplice fatto che abbia deciso di trattare un tema discusso e ormai inflazionato come la pornografia, sarà per i fan motivo di orgoglio e goduria infinita. E? per questo che, da fan, mi dispiace per l?occasione sprecata. Gang Bang non è a fuoco e funziona davvero poco. Semplice. Il problema sta principalmente nella frettolosità con la quale si arriva alla fine, lungo un tragitto in cui abbondano i tempi morti. "
> Bene, eviterò la lettura:)
"E sì che Palahniuk è il re dei tempi morti, delle digressioni anarco-informative (Fight Club), dei trucchetti da economia domestica alla Martha Stewart (Survivor), delle pratiche onanistiche più smodate (Soffocare). "
> Magnifico esempio di conoscenza organica della produzione di un autore. Bravo Paolo, grande esempio.
" Un romanzo che avrebbe meritato più pazienza e attenzione, certamente più delle sue scarse duecento pagine, per potere godere appieno del potenziale cinico di Palahniuk. Parlare di pornografia dieci anni fa era d?obbligo; parlarne cinque anni fa era sparare sulla croce rossa. Forse adesso, con realtà come Internet ormai ben inculcate nella nostra testa, il momento sarebbe stato propizio, la riflessione più lucida e più tagliente. Ma il grande lavoro di documentazione che sta alle spalle del romanzo serve a poco: è divertente leggere i titoli dei porno che fanno il verso ai grandi film hollywoodiani (un applauso all?abituale Colombo alla traduzione), così come è interessante venire a conoscenza del fatto che Marylin Monroe usasse sdraiarsi nuda dentro una vasca piena di ghiaccio per preservare culo e tette sode. Ma è davvero lecito aspettarsi altro da Palahniuk?"
> E' uno dei tuoi migliori articoli - in assoluto.
Complimenti di cuore. C'è tutto: personalità, preparazione e argomentazioni. E l'archivio CP cresce...
"Chuck Palahniuk o lo ami o lo odi. Senza mezze misure".
Io non l'ho ancora mai letto, qui pare l'abbiate letto tutti, o quasi. Mai letto perché a sensazione non mi sembra il mio genere, ancorché abbia apprezzato Fight Club, il film. Potrei anche sbagliarmi, chissà.
(intanto aggiungo "Survivor" all'archivio CP;) )
(Fede, Paolo potrà suggerirti un buon sentiero di lettura, credo. Io partirei proprio da "Invisible Monsters", come l'artista avrebbe voluto...)
ocio al paragrafo "brevi note":
Traduzione di x y. Prefazione di x y. Illustrazioni di x y.
8. Corretto. Grazie della segnalazione!
;)
4. e 5. Grazie a te della paziente e sempre attenta lettura! Nonché dei complimenti :)
Non considero ancora finita la verve letteraria di Palahniuk; sarà perché ci sono affezionato o perché ho amato davvero Fight Club. I suoi ultimi due lavori sono stati poco convincenti ma spero davvero in un ritorno trionfale, magari dopo una pausa senza troppe pressioni...
6. Fede, secondo me potrebbe solleticarti la sua ironia. Anch'io ti consiglierei di iniziare leggendo "Invisible Monster"; se non ti convince ridagli fiducia e leggi Fight Club (sarebbe una bella occasione per paragonarlo al film di Fincher); se ti intriga vai con Soffocare (sta andando anche lui sul grande schermo).
11. Sono d'accordo con te, tornerà. Io, tra l'altro, sono nella bella condizione di chi deve recuperarne almeno altri 4, in attesa del prossimo grande libro. Andrò piano piano;)...
12 - Ok Paolo, intanto cercherò "Invisible Monster". Grazie del suggerimento.
Comprato oggi "Invisible Monster", lo leggerò la prossima settimana - ora sto finendo "La terra vista dalla luna" di Morici -e vi dico.
grande acquisto - e grandi letture:)
Un libro un po' deludente davvero, in particolare nell'intreccio. La soluzione finale è davvero poco credibile e capitola nel patetico. Anche se un po' l'avevo subito capita questa cosa. Un po' come se i meccanismi dei suoi libri siano diventati così ben oliati che sai già a cosa condurranno. E lo dico da grande amante di Chuck, amante anche magari di Rabbia, in particolare per il suo tentativo di smarcarsi strutturalmente dal resto dei suoi libri. Tentativo tra l'altro portato avanti con quest'ultimo.
Un libro sulla "vecchia pornografia" e sui miti di un tempo e la parte più interessante forse è questo parallelismo/confronto fra la diva del porno e i divi/mezzestar del mondo del cinema ufficiale.
Un po' più interessante, seppure non eccelso, era l'articolo/reportage sul mondo del porno realizzato da David Foster Wallace. "Il figlio grosso e rosso" contenuto in "Considera l'aragosta".
Per quanto riguarda le citazioni dei film porno, sono precipitato in un paio di scene di Clerks.
ho una rece da qualche parte
ho una rece da qualche parte per questo delusione di libro la metto su... per 2666 torno con calma voglio leggere bene perchè lo reputo un genio totale/totalizzante...
[Gan bang]: Turchia vs
[Gan bang]: Turchia vs Palahniuk: http://www.hurriyetdailynews.com/n.php?n=controversial-books-translator-detained-2011-06-08
[palahniuk, turchia] povera
[palahniuk, turchia] povera traduttrice. grottesco.