Estate di San Giovanni, Helsinki, 1975. Un giornalista e un fotografo, depressi e delusi dalla vita, stanno tornando a casa, viaggiando indifferenti e stanchi, quando una lepre attraversa la strada. Viene investita. Il giornalista scende per curarla, laggiù, nel buio della radura dove s'è rifugiata. Il fotografo, stizzito e smanioso, lo richiama. Devono ripartire. Ma il giornalista non torna indietro. E così siamo rimasti qui, dice alla lepre, mentre la coccola e la conforta.
Così comincia la storia di Kaarlo Vatanen, giornalista classe 1942 – proprio come Paasilinna – e della sua fuga dalla realtà, dalla quotidianità e dagli sbagli del suo presente. Via da una moglie egoista, che forse non l'ha amato mai, via da un lavoro che s'è ridotto a essere la pallida fotocopia del suo ideale (“Il giornale andava bene, ma l'informazione non passava, veniva annacquata, camuffata, ridotta a una storiella superficiale”, p. 24), via dalla ripetitività e dalla falsità della sua vita cittadina. Via, nella natura, assieme alla lepre. Per guarire entrambi, ognuno dal proprio male.
Kaarlo si rifugia in un villaggio, da quelle parti; fa curare la bestiola. E di qui ha inizio il suo vagabondaggio per laghi, foreste e paesi della sua terra, in cerca d'una rigenerazione e d'una guarigione dal male – dal suo male interiore. Incontrerà poliziotti animalisti e strani ubriaconi (nel bel mezzo d'un incendio), sacerdoti con fucile d'ordinanza per il tiro alla lepre (in chiesa), maestri di sci pagani in vena di sacrifici d'eccellenza (ma la lepre scampa), commissari depositari della verità sulla sostituzione del Presidente Urho Kekkonen, zingare in vena di facili pronostici, amorazzi clandestini, coraggiosi ma sfortunati orsi, squallidi funzionari sovietici; s'abituerà così bene alla vita all'aperto che dormirà male in un buon letto. Infine, nelle ultime battute che sembrano un omaggio diretto a “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (libro di Kesey, film di Forman), guadagnerà una magnifica, onirica e romantica libertà.
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Secondo Fabrizio Carbone, autore dell'introduzione, “L'anno della lepre” sintetizza tutte le caratteristiche della letteratura finnica contemporanea: “uno sfondo di leggera tristezza e di velata malinconia, un paesaggio intorno di precisa connotazione naturalistica, un dialogare asciutto, essenziale, incalzante. E poi l'amore per il paradosso, per il dissacrante portato fino all'esasperazione; la passione per il surreale che è poi gioco” (p. 8).
“L'anno della lepre” conquista e seduce per la sua leggerezza, per l'ambientazione, per la struttura a sketch – come per strisce d'un fumetto – della narrazione, per la profondità e per la stravaganza. Come se non bastasse, è la rappresentazione del sogno nel cassetto di tanti uomini di trenta, quarant'anni; quello di riuscire a spezzare e interrompere tutto quel che non va e che sembra sbagliato nelle loro vite, ritrovando la propria individualità e i propri grandi amori. È un sogno di libertà, autonomia e rigenerazione, scritto da uno che sembra proprio condividere riga per riga stranezze e originalità del suo protagonista.
Il romanzo è diventato – a quindici anni circa dalla prima edizione italiana, 1994 – un piccolo classico; la fortuna del libro ha convinto Iperborea a pubblicare buona parte della ricca produzione di Arto Paasilinna. Segno che questo “Anno della Lepre” ha saputo pizzicare nel vivo le corde dello Zeitgeist, segno che la letteratura di qualità seduce e conquista i lettori forti proprio come nelle favole. Questa è una di quelle che dovreste e potreste amare più a lungo. Innamorarsi di un romanzo del genere è facile, dimenticarsene sinceramente complesso.
Amabile.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Arto Paasilinna (Kittilä, Finlandia 1942), scrittore finlandese. Ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta.
Arto Paasilinna, “L'anno della lepre”, Iperborea, Milano 1994. Traduzione di Ernesto Boella. Introduzione di Fabrizio Carbone.
In Lankelot:
Per Luca e Valentina
Commenti
[l'anno della lepre] Estate
[l'anno della lepre] Estate di San Giovanni, Helsinki, 1975. Un giornalista e un fotografo, depressi e delusi dalla vita, stanno tornando a casa, viaggiando indifferenti e stanchi, quando una lepre attraversa la strada. Viene investita. Il giornalista scende per curarla, laggiù, nel buio della radura dove s'è rifugiata. Il fotografo, stizzito e smanioso, lo richiama. Devono ripartire. Ma il giornalista non torna indietro. E così siamo rimasti qui, dice alla lepre...
[hammer] questo libro è
[hammer] questo libro è proprio per voi due...
Certo che flash... la scena
Certo che flash... la scena con la lepre e il rapporto con la natura in generale, la rigenerazione interiore... avete presente Joseph Beuys?
[anno della lepre]
[anno della lepre] benvenuto, Hans;). Beuys: a beneficio di quanti non sapessero chi sia, http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Beuys
...E qui nello specifico
...E qui nello specifico l'happening 'leporino':
http://ehlt.flinders.edu.au/screen/guests/stelarc/students/amira.h/Joseph_Beuys.jpg
Grazie per il benvenuto... e complimentissimi a tutti voi!! :-)
[L'anno della lepre]
[L'anno della lepre] !!!
grazie per la dedica :)
[anno della lepre] mi saprete
[anno della lepre] mi saprete dire;)
[L'anno della lepre] Stasera
[L'anno della lepre] Stasera lo ordino subito ;)
[paasilinna] ocio che
[paasilinna] ocio che l'autore crea dipendenza;). vedrai.
[paasilinna] meglio no? Di
[paasilinna] meglio no? Di Iperborea ho Bambino bruciato e Il nostro bisogno di consolazione, in camera. Ma solo pensare a Dagerman mi mette angoscia esistenziale :)
[paasilinna], ecco, in questo
[paasilinna], ecco, in questo caso niente angoscia. Molta satira, molta leggerezza. E come spesso avviene quando la satira è vera, un pizzico di vera malinconia.
[L'anno della lepre]
[L'anno della lepre] "sacerdoti con fucile d'ordinanza per il tiro alla lepre (in chiesa)" dio mio...
[L'anno della lepre]beh,
[L'anno della lepre]beh, questa dei sacerdoti pronti al tiro alla lepre in chiesa potresti spiegarmela. Oppure devo proprio leggere il libro? L'ho visto in giro, solo che la mia lista sta diventando oceanica, il mio tempo invece si riduce. :)
[l'anno della lepre] Lo
[l'anno della lepre] Lo voglio!
[anno della lepre] paul! oggi
[anno della lepre] paul! oggi scrivo anche - se riesco - del Figlio del Dio del Tuono. Secondo me potresti fare doppietta.
[anno della lepre] eh no, se
[anno della lepre] eh no, se spiego tutto brucio il libro ai neofiti, no se pol;)
Che il tempo si riduca causa libri è cosa buona e giusta
(anno della lepre) "...è la
(anno della lepre) "...è la rappresentazione del sogno nel cassetto di tanti uomini di trenta, quarant'anni; quello di riuscire a spezzare e a interrompere tutto quello che non va e che sembra sbagliato nelle loro vite, ritrovando la propria individualità e i propri grandi amori. E' un sogno di libertà, autonomia, rigenerazione, scritto da uno che sembra proprio condividere riga per riga stranezze e originalità del suo protagonista". Sembra quasi un'ammissione... L'ho acquistato forse cinque anni fa su di un barroccino di libri in montagna, attratta più dall'originale copertina che dall'Opinione dell'Editore. In casa, ricordo, hanno riso: "Una scoperta di mamma", dissero, e, guarda caso, non s'ingannarono molto. Perché, in effetti, fu una straordinaria scoperta. "Viaggio iniziatico verso la libertà" si legge in quarta di copertina e aria di libertà si respira per tutta la durata delle avventure dei nostri due eroi, in un'atmosfera attutita che consola. Splendido contatto-contrasto natura e paesaggi che sfilano e fanno da sfondo, rapporti umani diretti vivi, calorosi, inattesi e una burocrazia che incalza, ma che il nostro riuscirà a gabbare per sempre. Da leggere sicuramente se non altro per l'ora di felicità che la scrittura di Paasilinna ci regala.
Adesso tocca alla volpe e all'orso...
Grazie di cuore, Gianfranco.
Raffaella
[anno della lepre] grazie a
[anno della lepre] grazie a te, carissima. Io l'avevo letto nel 2001, 2002, prima che ci fosse lankelot. Senza l'articolo di Simone Buttazzi sul nuovo libro di Paasilinna non mi sarebbe venuto in mente di tornarci su. Era un peccato che mancasse proprio qui, dove il bravo Arto dovrebbe farsi facilmente proseliti:).
(Ops, scusate ho sbagliato!)
(Ops, scusate ho sbagliato!)
[lepre] spettacolare
[lepre] spettacolare happening;). Benvenuto davvero.
"L'anno della lepre", letto
"L'anno della lepre", letto quasi dieci anni fa, dopo l'inizio della convivenza con un coniglio. Non ricordavo affatto l'autore, mea culpa, ma il libro non era mio..un bel ricordo.
[anno lepre] è tutto il resto
[anno lepre] è tutto il resto della produzione di AP (35 libri!, 10 in IT) che dobbiamo riscoprire, pian pianino;)