Paasilinna Arto

L'allegra apocalisse

Autore: 
Paasilinna Arto

“I tempi cambiano... il secolo morente marcia verso la notte dell’avello” sospira una celebrità letteraria locale sbirciando un corteo funebre da dietro le tende del suo studio. Il caro estinto non è uno qualunque: è un ateo dei nostri giorni, l’ultimo bolscevico. In due parole, un “grande bruciachiese”. Di nome fa Asser Toropainen e le sue estreme volontà, espresse sul letto di morte in pieno periodo pasquale, sono naturalmente di istituire una fondazione funeraria ove costruire un tempio, per l’esattezza una bella chiesetta in legno con la pianta a croce. Chi volesse farsi un’idea, sfogli – come ha fatto Asser Toropainen il grande bruciachiese – l’esaustiva monografia di Esa Santakari Le chiese di legno in Finlandia. Asser ha un nipote, Eemeli Toropainen, “un quarantacinquenne rubizzo e ben piantato, ex amministratore delegato della Nordica Assi e Tronchi Spa” (p. 11) che si fa carico di trasformare in realtà la lucida follia del bruciachiese morente, e scova il luogo adatto per il tempio nelle distese del Poggio del Diavolo, mezza dozzina di chilometri a nord-ovest del Lago delle Tempeste, zona boschiva di Kainuu, Finlandia centrale.

Questa è la fionda tesa fino a crepare l’elastico dell’Allegra apocalisse, nuova epifania paasilinniana edita da Iperborea. Il resto, cioè a dire il lancio del sasso verso la nostra tempia, si dipana in un arco di tempo mostruoso – visto che è tempo futuro: il testo è del 1992 – che va dall’estate del 1991 all’autunno del 2023, quando si verificherà la fine del mondo. O quasi. Segniamocelo va là, in barba alla fretta dei Maya e all’irresponsabilità di chi ripete ancora “dopo di me il diluvio”. 1991, dicevamo, tempi in cui “il presidente dell’Unione Sovietica era stato spodestato e confinato in residenza coatta sul Mar Nero, l’esercito jugoslavo aveva imposto iniquamente il suo dominio sulla piccola Croazia e l’Ufficio lavori pubblici di Sotkamo aveva ufficialmente sollecitato l’intervento della polizia.” (p. 40) Quale anno migliore per costruire una cappella nei boschi che diventa, passo passo, un magnete per persone animate da un unico comandamento: il buon senso. Armato della sua consueta, deliziosa, perfida nonchalance, Paasilinna concatena una serie di eventi piccioli e grandi che finiscono per popolare il Poggio del Diavolo a scapito del resto del mondo, piagato a) dall’esplosione di una centrale nucleare a San Pietroburgo b) dalla follia collettiva del cambio di millennio, fanatismo religioso compreso c) dalla rovina di New York, “annegata nella merda” d) dalla Terza guerra mondiale 2014-2017, per sovrammercato nucleare e) da una cometa cosmica vagante f) dalle solite, spassosissime varie ed eventuali che pepano la lettura a ogni pagina.

Rispetto ai grandi classici di Paasilinna, L’allegra apocalisse si prefigura come un romanzo particolarmente ambizioso, che sfreccia nel tempo e gestisce una mole di eventi in grado di spedire al manicomio qualunque scrittore avesse davvero paura che il mondo finisca a carte quarantotto. Paasilinna no, e lo si capisce dall’atteggiamento dei suoi protagonisti – a partire da Eemeli, filo rosso della vicenda – incrollabili nelle loro abitudini e diciamolo pure fortunati a essere finlandesi, con la Natura in ogni dove e lo spirito giusto per attuare l’ormai proverbiale “decrescita felice”. Va detto tuttavia che il romanzo gira più spedito quando tocca le piccole cose e tratteggia personaggi stralunati come l’Angelo volante (una ragazza che va sempre a cavallo) o come l’orsa mangiona che viene operata da un cerusico da campo memore dell'autobiografia del chirurgo filonazista Ferdinand Sauerbruch, Das war mein Leben (1951). Sono le microzampate laiche e grottesche a dar senso al libro, molto più dell’estensiva e un po’ dispersiva fabula, che par quasi una quilt sovradimensionata. Paasilinna non è un autore di fantascienza e la sua dimensione ideale resta finnicocentrica, boschiva e mascalzona, anche quando ha l’estro di descrivere una guerra nucleare come “la ciliegina su quella ciucca colossale”. Ci regala, questo sì, un epilogo sublime, nella forma di tante piccole polaroid dalla fine dell’orbe terracqueo (come lo conosciamo).

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Ex guardaboschi, ex giornalista, ex poeta, Arto Paasilinna è nato a Kittilä nel 1942. Autore culto in Finlandia, è molto anche all’estero per il travolgente humour e la capacità di raccontare ridendo anche le storie più tragiche. Dopo L’anno della lepre, che ha superato le centomila copie in Italia, Iperborea ha pubblicato altri nove romanzi.

“L’allegra apocalisse”, Iperborea, Milano, 2010. Traduzione di Nicola Rainò.

“Maailman paras kylä”, Helsinki, 1992.

Simone Buttazzi, novembre 2010.

ISBN/EAN: 
978-88-7091-189-3

Commenti

[Paasilinna - Apocalisse]

[Paasilinna - Apocalisse] L'ultimo romanzo. E per i curiosoni dell'opera di questo finnicautore: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?P/Paasilinna+Arto

[iperborea] tutta IPERBOREA

[iperborea] tutta IPERBOREA in Lanke: http://www.lankelot.eu/Iperborea

[sim.butt] ma quanto sono

[sim.butt] ma quanto sono felice quando appare un articolo a firma simone buttazzi su lankelot? Come la prima volta, tanti e tanti anni fa. Un letterato esemplare.

 

[l'allegra apocalisse] Bel

[l'allegra apocalisse] Bel pezzo. Grande casa editrice. Lo prendo in settimana: l'argomento mi intriga. Grazie a Simone per lo spunto.

[Allegra Apocalisse] ahahah!

[Allegra Apocalisse] ahahah! Ha l'aria di un libro proprio particolare!!!

Bentornato Simone, mi fa piacere leggerti qui da noi:)

Se non fosse così freddo, potrei meditare di ritirarmi in Finlandia, magari c'è meno casino di qui.