Orwell George

1984

Autore: 
Orwell George

TEORIE E TECNICHE DELLA MANIPOLAZIONE DI MASSA

Tutto si confondeva in una nebbia. Il passato era cancellato, la cancellatura era stata dimenticata, e la menzogna era diventata verità (…) La storia veramente era incominciata attorno al ’65, nel periodo dei grandi repulisti, nel quale i capi originali della rivoluzione erano stati distrutti una volta per sempre. Nel 1970 non ne era restato nessuno, tranne, s’intende, il Grande Fratello in persona. Tutti gli altri, allora, erano stati additati come traditori e controrivoluzionari” (p. 99).

*** 

Il titolo” – spiega Aldo Chiaruttini nell’introduzione – “indica l’anno in cui si svolgono i fatti che sono argomento del romanzo. L’autore ricava tale data semplicemente invertendo le due ultime cifre dell’anno, il 1948, in cui redasse il secondo e ultimo abbozzo del libro. Evidentemente, a Orwell il 1984 sembrava abbastanza lontano per situarvi un racconto fantastico, ma anche abbastanza vicino per potervi inserire fatti e situazioni, personaggi e una forma di linguaggio che nel 1948 apparivano tutt’altro che irreali, tanto che il romanzo fu subito accettato con favore dal pubblico anche per il suo carattere di ‘attualità’” (p. 11). 

“1984” è un romanzo che ogni individuo dovrebbe ospitare nella sua biblioteca: per poterlo scandagliare e analizzare a intervalli regolari, nel corso degli anni, e per poter appurare che quel che il maestro Orwell profetava nel 1949 stia rimanendo, e possa rimanere, una visione della realtà apocalittica e assolutamente letteraria. Al contempo, questo libro può, e potrà rivelarsi, un eccellente strumento di difesa da parte d’ogni singolo cittadino nei confronti degli aberranti, e sempre più frequenti tentativi di manipolazione della realtà, e delle informazioni – in generale – ideati e condotti dalle fazioni politiche e dai regimi d’ogni nazione. Il genio de “La fattoria degli animali” si congeda dall’esistenza con questa distopia strutturata in tre parti e una appendice, dedicata ad approfondire i principi della neolingua del regime Socing (il “socialismo inglese”). Entriamo nel sistema immaginato da Orwell: il mondo è diviso in tre macrostati: Oceania (costituita dall’ex Impero Britannico e dagli Stati Uniti d’America), Eurasia (Europa e Russia: dal Portogallo allo Stretto di Bering), Estasia (Cina, Giappone, Manciuria, Tibet). Queste tre entità statali non sembrano più contraddistinte da sostanziale differenza ideologica (p. 214): l’Europa è retta dal Neo-Bolscevismo, l’Estasia dal Culto della Morte, l’Oceania dal Socing.   
I sistemi sono eccezionalmente simili: sono contraddistinti da una struttura piramidale, dall’adorazione per un capo, da analoghi principi economici; il consumo dei prodotti deve essere inarrestabile ed esasperato, e non deve valere a migliorare il livello generale di vita (p. 216).  
Ogni prodotto deve ribadire “la vittoria”, contenendone il nome: dalle sigarette al gin.
La guerra non è più quella d’un tempo: si vive in un perpetuo stato di guerra, mossa per mantenere intatta la struttura sociale (p. 226).
L’abolizione della proprietà privata è servita soltanto a concentrare la proprietà in un numero di mani inferiore al passato (p. 232): i nuovi padroni sono un’oligarchia, e non la massa.
L’ideale è un mondo d’acciaio e di cemento, dominato da armi terribili e macchine mostruose (p. 79): i cittadini devono essere fanatici del Partito, marciare in compagine perfetta, intonando slogan. 300 milioni di persone: un solo volto, una sola anima. La realtà è ben diversa: denutrizione e case fatiscenti. Ma la fede nel Partito e nella Rivoluzione pretende omertà e negazione della realtà.

La vicenda è ambientata a Londra, vittima del Socing, terza delle province d’Oceania: decadente e fatiscente per via dei passati bombardamenti. Squadre di polizia curiosano, in elicottero, tra le finestre d’uno e d’un altro palazzo: ma la nuova e potente forza dell’ordine è la Polizia del Pensiero: la Psicopolizia. Esamina i comportamenti dei cittadini attraverso teleschermi presenti in ogni edificio e in ogni abitazione: ogni suono viene udito, ogni azione osservata. S’arresta tendenzialmente di notte: “nella maggior parte dei casi non c’era processo, e nemmeno una semplice relazione dell’arresto. La gente spariva, così, semplicemente, e sempre di notte. Il nome dell’arrestato sarebbe stato cancellato dai registri, e ogni traccia di ciò che avesse mai fatto veniva cancellata anch’essa, la sua stessa esistenza di un tempo sarebbe stata negata, e poi dimenticata. Sarebbe stato abolito, annullato: ‘vaporizzato’ era la parola d’uso” (p. 42). Lo Psicoreato non comporta morte: è la morte (p. 51).
È importante, quindi, che ogni cittadino mostri grande ottimismo osservando i teleschermi: che vanno propagando slogan e nuovi dogmi del regime. Non è tollerata nessuna opposizione, nessuna critica, nessuna ribellione. È stato introdotto il voltoreato: consiste nel restare impassibili, di fronte allo schermo televisivo, quando viene annunciata una vittoria del Partito (p. 85).
Altrimenti, nulla è illegale: non esistono più leggi (p. 30).

Nei tre superstati, il nemico del momento rappresenta il male assoluto: qualsiasi alleanza diviene immediatamente impossibile. L’unico documento a disposizione d’ogni cittadino è la propria memoria: ogni restante fonte viene costantemente alterata dai funzionari del Partito; viene riscritta e modificata la Storia, e adattato e – se necessario – invertito il contenuto degli articoli pubblicati sulle riviste del passato.
Nulla si può più provare: l’unica certezza, per così dire, è la propria memoria: costantemente messa in dubbia dalla straordinaria strategia di comunicazione di massa del regime. Esistono addirittura, in ogni edificio, i “buchi della memoria”: fessure che si aprono, a decine di migliaia, per ospitare eventuali documenti cartacei ritenuti superflui, e invitare implicitamente a liberarsi della carta: terminano in grandi inceneritori. Il Partito modifica i vecchi articoli in onore alla logica della profezia che si autoavvera (p. 63): “La Storia era un palinsesto grattato fino a non recare nessuna traccia della scrittura antica e quindi riscritto di nuovo tante volte quante si sarebbe reso necessario. In nessun caso sarebbe stato possibile, una volta che il fatto era commesso, provare che aveva avuto luogo una qualche falsificazione”.

Tre sono i sacri principi del Socing: la Neolingua, il Bispensiero, la Mutevolezza del Passato (p. 49). Il Bispensiero si fonda sul controllo della realtà, tramite le vittorie sulla memoria d’ogni individuo: tute azzurre dei Ministeri si curano di creare falsi eroi, come Ogilvy (pp. 70-71): ogni due anni, si tengono processi pubblici agli oppositori del regime, futuri desaparecidos.

Esistono degli slogan, ripetuti a oltranza dai ripetitori televisivi:
Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.
I Prolet e gli animali sono liberi
.
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza
.

Il Partito ha un tipo fisico ideale: biondo, abbronzato, muscoloso, florido. Il matrimonio serve solo alla procreazione: le donne, tutte uguali, omologate nel vincolo della castità, nella freddezza madre dell’ortodossia politica, rifiutano di truccarsi, di servirsi di profumi, e avallano programmi d’astinenza dal coito: il Partito cerca d’annullare l’istinto sessuale, per deviare istinti e impulsi nel fanatismo, nell’abnegazione, nella dedizione alla causa unica: la Rivoluzione.
Ogni forma d’individualismo è severamente ostracizzata e bandita (p. 106): si deve vivere per il lavoro e per il Partito, e lavorare 60 ore a settimana.

In Oceania, la popolazione è così suddivisa: sei milioni (2%) sono i funzionari del Partito Interno (il “cervello”). Il 13% della popolazione è costituito dai dirigenti del Partito Esterno (le “braccia”). Il resto della cittadinanza, ossia l’85%, è costituito dai Prolet. Costoro vivono in giganteschi alveari: potrebbero ribellarsi, rifletterà il protagonista del romanzo, e sovvertire l’ordine del sistema; tuttavia, paiono inebetiti tra le mescite dei pub (p. 108), le estrazioni della lotteria (p. 109: geniale intuizione di Orwell), il gioco d’azzardo, le rivendicazioni sempre specifiche e legate a questioni di nessun conto (p. 95). “Fino a che non diventeranno coscienti del loro potere, non saranno mai capaci di ribellarsi, e fino a che non si saranno liberati, non diventeranno mai coscienti del loro potere” (p. 94).

Simbolo del Partito e della Rivoluzione è un’immagine, che campeggia su ogni edificio e ogni teleschermo: il Grande Fratello.
Ha grossi baffi, come Stalin, e lineamenti ruvidi ma non sgradevoli: a ciascun piano d’ogni palazzo, corrisponde un cartellone che mostra il suo viso.
Ogni giorno, gli schermi televisivi concedono due minuti d’odio (p. 33): appare l’immagine del grande traditore della Rivoluzione, l’ebreo Goldstein, e ogni cittadino può ascoltare le sue “farneticazioni”, insultandolo e offendendolo a piacere. È un antenato di Bin Laden, per intenderci.  Fischi, rabbia, disgusto: finalmente ogni membro del Partito può sfogare le sue frustrazioni di fronte al meraviglioso tubo catodico. Goldstein, nemico del popolo, già dirigente del Partito (Trotsky?), quindi salutato come controrivoluzionario, è stato condannato a morte ma è evaso e quindi scomparso (p. 35): è il supremo traditore, che si nasconde chissà dove, all’estero o in Oceania, macchinando sempre nuovi stratagemmi a danno del sistema e del Partito.

Orwell scrive che ha un magro volto d’ebreo, un’aureola di capelli bianchi, naso lungo e camuso, occhiali, una barbetta da capra (p. 35), e che appare moralmente vile, e stupido. Domanda libertà di parola, di stampa, di riunione, di pensiero e attacca la dottrina del Partito: infine, viene sostituito dal GF (p. 39) sullo schermo, che subito rassicura i cittadini; quegli – sembra giurare –  verrà catturato e giustiziato. Tutti allora ripetono: GF, GF (p. 40). È un mormorare pesante, primitivo e selvaggio. Ferino. Come nelle piazze.

Si dice che Goldstein abbia scritto un libro (p. 37), in cui predica il suo verbo; e che in giovinezza fosse romanziere. È il capo della sedicente “fratellanza” che vuole destituire il regime. Ogni giorno, fedele alla “sicurezza” dei cittadini, la Psicopolizia arresta e a volte giustizia qualche suo seguace (p. 37).

Oceania si regge su quattro Ministeri: Amore, Verità (p. 66), Pace, Abbondanza: “Il Ministero della Verità si occupava della stampa, dei divertimenti, delle scuole e delle arti. Il Ministero della Pace si occupava della guerra. Il Ministero dell’Amore manteneva l’ordine e faceva rispettare la legge. E il ministero dell’Abbondanza era responsabile dei problemi economici. Ecco i loro nomi in neolingua: Miniver, Minipax, Minamor, Minabbon” (p. 28: nell’Appendice, Orwell spiega che l’abbreviazione è astuzia derivata dalla sobria dicitura “Comintern”, in sostituzione del più diretto “Internazionale Comunista”: p. 338).  

La Neolingua nasce dalla distruzione di centinaia di parole ogni giorno: la lingua si sta riducendo all’osso, per poter agevolare il controllo dei pensieri dei singoli cittadini (p. 74). Si fa piazza pulita di verbi, nomi, aggettivi: eliminati con allegrezza sinonimi e antonimi. La Neolingua è letteralmente Socing.
Viene distrutta la Letteratura del passato: tutta tradotta e alterata in Neolingua, da Chaucer, a Milton, a Byron, a Shakespeare. L’Archelingua prevedeva infatti eccessive sfumature di significato, e stabiliva troppe convenzioni pericolose. La Scienza è stata abolita (p. 220), ogni interpretazione  deve essere adattata al dogma del partito: è il principio del nerobianco (p. 238), tale per cui se il Partito impone che il bianco sia nero, tale deve essere: ed è fondamentale crederci. Il Bispensiero garantisce flessibilità e apertura mentale a ogni mistificazione.

***

Protagonista del romanzo è il trentanovenne Winston Smith, funzionario del Ministero della Verità, addetto all’aggiornamento dei vecchi numeri del “Times” perché corrisponda alla verità storica pretesa dal Partito. È biondo, e ha un colorito lievemente sanguigno; indossa la tuta azzurra del Ministero, ed è perplesso. È perplesso perché non ricorda quando è nato, e vuole capire la verità a proposito del sistema: è stanco d’essere apostolo della menzogna dell’ideologia, e vuole liberarsi dal male. Scrive: non sa se scriva per i posteri, o meno. Adotta una vecchia e desueta penna, su un altrettanto inconsueto quaderno. Comincia a scrivere “abbasso GF” (p. 42), superando con grande difficoltà i suoi freni inibitori, e i numerosi condizionamenti. La televisione parla della guerra, intanto: lui torna, nella memoria, alla tragedia della morte della madre (p. 53), e ai ricordi d’un’antica guerra, ormai negata. Non sa neppure chi combatteva contro chi. Intuisce che i prolet anziani possano avere memoria dell’accaduto pre-rivoluzionario: scende nei quartieri degli alveari, per interrogarne qualcuno nei pub. Non ha fortuna. Sarà un robivecchi a parlargli dell’esistenza, nel passato, delle chiese.

Winston viene avvicinato da una donna: è la giovane Julia, che sembra immune alla propaganda del Partito e ha mantenuto libertà di pensiero, dubbio metodico e desiderio sessuale: combinazione mortale, in quel sistema. Entrambi sono convinti che sia preferibile una corruzione “vera” rispetto alla falsa etica e all’orribile estetica rivoluzionaria: il loro amore è atto politico, e pura avversione per la menzogna del Grande Fratello.
Lei si trucca, usa il profumo, mostra al funzionario del Partito il vero pane bianco, il vero caffè, il vero latte, la vera marmellata, acquistati al mercato nero (p. 108): ribellarsi significa ritrovare quel che la Rivoluzione ha proibito e nascosto, e negato.
Parlano della guerra. Lei ha dimenticato che il fronte, solo quattro anni prima, era differente (p. 181): chiara prova che è comunque soggetta alla propaganda mediatica del regime. Assieme, sembrano trovare comprensione e solidarietà in un dirigente del Partito, che sembra loro membro della Fratellanza (p. 202), e farà ricevere a Winston copia del libro maledetto di Goldstein: è una trappola, che condurrà la coppia in prigione. Celle senza finestre, dalle pareti bianche. Quattro schermi, uno per muro. Tortura, condizionamento psicologico, lavaggio del cervello: dopo qualche tempo, Winston ammette che due più due fa cinque, e impara ad amare la rivoluzione, e il Grande Fratello.

***

Primi riferimenti letterari, nella distopia – lettura d’un futuro “apocalittico” fondata sull’esperienza presente, e sull’intuizione delle sue tendenze più negative, sembrano essere “Noi” (1920) di Evgénij Zamjatin e “Il Mondo Nuovo” (1932) e “La scimmia e l’essenza” (1948) di Aldous Huxley. Tra le distopie successive al capolavoro di Orwell, segnaliamo “Fahrenheit 451” (1953) di Ray Bradbury, “Il signore delle mosche” (1954) di William Golding, “Il pianeta delle scimmie” (1963) di Pierre Boulle, “Ritorno a Pompei” (1996) di Amélie Nothomb.

Scrisse la figlia di Benedetto Croce: “(…) Fui perciò piuttosto turbata dal fatto che mio Padre, per nulla amatore di letteratura avveniristica e profetica, e neanche di favole moralistiche, desse tanta importanza a quel libro: in particolare alla profezia sulla progressiva eliminazione dell’umanità dal linguaggio, e al punto di esprimere riflessioni pessimistiche – che non gli avevo mai sentito fare nemmeno durante il fascismo – sulla facilità con cui può venire estirpata la pianta della civiltà, che impiega secoli per ricrescere. Quel ricordo, e con esso l’immagine che si ha in quel libro del popolo come ultima risorsa umana, se pure ridotta allo stato puramente vegetativo (vegetazione che inoltre la civiltà dei consumi si preparava a distruggere quando, dobbiamo dire fortunatamente, è entrata in dissesto), mi lasciarono nel subconscio la certezza che Orwell era un autore il quale non aveva fatto il suo tempo, ma si sarebbe dovuto tenere di riserva per tempi più duri” (Elena Croce, “George Orwell”, in «Settanta», n. 22, Marzo 1972). 


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Eric Arthur Blair, alias George Orwell (Motihari, India, 1903 – Londra, 1950), giornalista e scrittore inglese, di sangue scozzese. Studiò al King’s College di Eton tra 1917 e 1921. Successivamente, s’impiegò nella polizia imperiale in Birmania; mantenne l’incarico per cinque anni. Lasciò il servizio nel 1928, determinato a vivere di letteratura. Affrontò la miseria, tra Parigi e Londra: l’esperienza di questo periodo influì su buona parte della sua opera – in particolare, si veda “Down and Out in Paris and London”, primo libro pubblicato dall’autore (1933).

Combatté nella guerra civile spagnola, nel 1937, schierandosi con il Partito Obrero de Unificación Marxista. Fu gravemente ferito in battaglia. Quando il P.O.U.M. fu dichiarato illegale, riparò in patria. Pubblicò “Homage to Catalonia” (1938), memoria delle sue esperienze al fronte. Uno dei suoi due capolavori, “La fattoria degli animali”, fu pubblicato con due anni di ritardo perché la critica totale al regime sovietico risultava inopportuna e sconveniente agli editori del tempo: Inghilterra e Urss erano alleate. Il libro vide la luce solo nel 1945, alla fine della guerra. Tre anni più tardi, duramente provato dalla tisi, completò “1984”, pubblicato nel 1949. La malattia avrebbe sconfitto l’artista, di lì a poco.  

George Orwell, “1984”, Mondadori, Milano, 1973.
Traduzione di Gabriele Baldini.
Con un’introduzione, un’antologia critica e una bibliografia a cura di Aldo Chiaruttini.

Prima edizione: “Nineteen Eighty-Four”, 1949.
Prima edizione italiana: “1984”, Milano, 1950.

Titolo scartato: “L’ultimo uomo in Europa”.

Orwell in Lankelot:

 

Approfondimento in rete: K-1.com / Charles’ G.O. Links / Antenati / Wikipedia / Orwell Today.


Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Ottobre 2004. Prima pubblicazione: Lankelot.com

ISBN/EAN: 
9788804507451

Commenti

Chi controlla il passato controlla il futuro.
Chi controlla il presente controlla il passato.
I Prolet e gli animali sono liberi.
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L?ignoranza è forza.

La Neolingua nasce dalla distruzione di centinaia di parole ogni giorno: la lingua si sta riducendo all?osso, per poter agevolare il controllo dei pensieri dei singoli cittadini (p. 74). Si fa piazza pulita di verbi, nomi, aggettivi: eliminati con allegrezza sinonimi e antonimi. La Neolingua è letteralmente Socing.
Viene distrutta la Letteratura del passato: tutta tradotta e alterata in Neolingua, da Chaucer, a Milton, a Byron, a Shakespeare. L?Archelingua prevedeva infatti eccessive sfumature di significato, e stabiliva troppe convenzioni pericolose. La Scienza è stata abolita (p. 220), ogni interpretazione deve essere adattata al dogma del partito: è il principio del nerobianco (p. 238), tale per cui se il Partito impone che il bianco sia nero, tale deve essere: ed è fondamentale crederci. Il Bispensiero garantisce flessibilità e apertura mentale a ogni mistificazione.

Gianfrà ho avuto la possibilità di leggerlo da poco: e come mi hai detto tu una volta...il libro è arrivato nel momento giusto. l'ultima parte è veramente bella, mangiavo le pagine quasi impazzito. La prima parte (non mi odiare) stentava un po' a decollare. La seconda si metteva a leggere il libro di Epstein e a tratti era un po' pesante.

Sono felicissimo che sia arrivato nel momento giusto, e che in particolare ti sia piaciuta l'ultima parte. Naturalmente c'era più di qualche passo piuttosto ostico. Grazie per avermi raccontato com'è andata la lettura;).

ancora meglio è andata con la fattoria degli animali. stupendo.

Davvero? Raccontami, raccontami!

Grazie per la riproposta di questa recensione, Franckie. Ha influito enormememente anche sulla mia decisione di leggere il libro e sulla lettura che poi ne ho fatto.

La sapevi la storia dell'edizione inglese col finale modificato? Praticamente risulta che dagli anni Sessanta fino ai Novanta un errore tipografico aveva omesso il risultato "5" dall'operazione matematica che Winston tracciava sul tavolino del bar. La resa era dunque: 2+2 =

Puoi immagionare con quali conseguenze sul finale della storia e, di riflesso, sul senso dell'intero libro. Milioni di ragazzi britannici hanno a letto a scuola una versione di 1984 fallace, che appariva nel complesso assai meno pessimista di quanto avesse desiderato Orwell in realtà.

Nessun critico per oltre tre decenni si è accorto del refuso.

Della vicenda parlava la postfazione compresa nell'edizione Mondadori più recente che a suo tempo avevo letto io.

No! Non ne sapevo niente. Refuso, eh? Eh.
Per essere un errore di stampa è stato eccezionalmente longevo.
Grazie per l'utile aneddoto.

La propaganda rappresenta per la democrazia ciò che la violenza costituisce per il totalitarismo.

N. CHOMSKY.

"Al contempo, questo libro può, e potrà rivelarsi, un eccellente strumento di difesa da parte d?ogni singolo cittadino nei confronti degli aberranti, e sempre più frequenti tentativi di manipolazione della realtà, e delle informazioni ? in generale ? ideati e condotti dalle fazioni politiche e dai regimi d?ogni nazione."
>Finalmente è venuto il momento anche di questo libro: l'ho trovato molto attuale per le idee sulla manipolazione del pensiero, sulla comunicazione e l'alterazione delle informazioni, sull'immagine di un nemico contro il quale scagliarsi (Goldstein come BinLaden appunto).
É di un pessimismo terribile, ma penso sia un testo fondamentale e di grande impatto, oltre tutto precisissimo nello spiegare i meccanismi perversi del potere.

Già. Decisamente profetico, sicuramente necessario.

http://www.youtube.com/watch?v=lstDdzedgcE and two and two always makes fiveeee...

Innanzitutto complimenti per l'articolo, sa esporre con chiarezza i punti fondamentali e più importanti di 1984, tuttavia un passaggio mi ha lasciato in dubbio

"Il Partito modifica i vecchi articoli in onore alla logica della profezia che si autoavvera"

incuriosito mi sono letto l'articolo di Wikipedia sulla profezia che si autoavvera, trovando alcune piccole differenze tra questa e l'operazione di modifica del passato attuata dal Partito: mentre il Partito comunque adegua la realtà (che "esiste nei documenti e nella memoria") a quello che dice per sostenere la propria infallibilità, la pcsa mi pare un meccanismo inconsapevole, in esso la causa dell'evento predetto parte da una convinzione errata o non vera al momento (convinzione che si realizzerà solo per il fatto di averla detta), invece il Miniver modifica consapevolmente gli archivi per i propri scopi. La mia domanda ora è se questo strumento di supporto per il Partito possa definirsi una profezia che si autoavvera "consapevole", nel senso che è guidata per il raggiungimento di qualcosa (l'apparente infallibilità). Il meccanismo è bene o male lo stesso, la consapevolezza no, oppure mi sbaglio? E' corretta questa particolare definizone di pcsa in questo caso?

Sono particolarmente pignolo su questo punto perchè (come ho già anticipato nel mio thread di presentazione) porterò 1984 come tesina per la maturità, e dato che questo concetto di pcsa mi aveva particolarmente affascinato mi piacerebbe inserirlo, a patto di non impelagarmi in paragoni forzati o eccessivi, soprattutto in questo campo dato che il mio Presidente della commissione è un professore di sociologia e non voglio correre rischi :)

Grazie mille

Ottimo Karasu,

intanto in bocca al lupo per la tua tesina. Quanto alla profezia che si autoavvera, prima di tutto ti segnalo un buon punto di partenza (almeno: per me è stato così):
Giovanni Romolo Capuano. Oracoli quotidiani. Cos'è e come funziona la profezia che si autoavvera. ESI, Napoli, 2003
Anni fa, nel vecchio Lankelot, qualcuno - adesso non ricordo bene chi - l'aveva recensito. Purtroppo nel nuovo sito il pezzo è andato smarrito.
*
Quanto alla tua domanda, ti do un consiglio: nella tesina, poni la questione esattamente in questi termini. Ossia: evidenzia che un critico ne ha parlato in quei termini, nomina il critico e la fonte, e subito dopo correggimi. Dì che ho adottato un approccio discutibile e motiva la tua posizione.
Secondo me ti andrà di lusso. Mostrerai personalità, umiltà e decisione. Vedrai;)
*
Tra l'altro: sbaglio o la profezia che si autoavvera è un concetto entrato in uso (guarda caso) nel 1948? Bella coincidenza, eh?...

(se vuoi approfondiamo, comunque. Stasera avrò un po' più di tempo, ora sono in redazione; se vuoi pormi altre osservazioni, più tardi volo a leggerti)

Grazie per la risposta rapida :)

la tua è davvero una buona idea, probabilmente farò in questo modo, inoltre così dimostrerò che non ho fatto un semplice copiaincolla ma che ci ho lavorato davvero su questo argomento.
Interessante anche il libro che mi hai proposto, cercherò di procurarmelo, anche perchè l'argomento mi attira proprio di per sè.

Altre osservazioni? Così mi tentate :) ho solo un altro argomento nel mio lavoro che vorrei sviluppare in modo più approfondito, quello della Neolingua, o meglio il suo scopo:
"Non ti accorgi che il principale intento della neolingua consiste proprio nel semplificare al massimo le possibilità di pensiero? Giunti che saremo alla fine, renderemo il delitto di pensiero, ovvero lo psicoreato, del tutto impossibile perché non ci saranno più parole per esprimerlo [...] Come si potrà avere uno slogan, per esempio, come ?la libertà è schiavitù? quando il concetto stesso di libertà sarà del tutto abolito??
il concetto è veramente affascinante, se qualcuno ha dei riferimenti che trattano di questo particolare tema è ben accetto :)

inoltre ho una questione: la mia tesina non sarà solamente su 1984, ma anche sulla sua attualità, più precisamente parlerò di alcune paurose affinità che ho trovato in regimi tuttora presenti come quello cinese o quello nordcoreano. Spulciando Wikipedia nell'articolo sui laogai http://it.wikipedia.org/wiki/Laogai ho trovato un termine particolarmente interessante, "tifa" che "elenca i termini utilizzabili e pubblicabili in Cina", un pò come nel Partito venivano proibiti termini come "Dio". Cercando su Google l'unico stralcio di informazione l'ho trovato in questo blog http://thechinabeat.blogspot.com/2008/06/faq3-could-china-stop-taiwan-fr...
"tifa (??), or officially-approved wording, that is established by the Central Propaganda Department"
che è comunque molto poco. Mi domando così se qualcuno ne sapesse qualcosa di più riguardo questo benedetto elenco, certo le affinità tra il Partito e il regime cinese di adesso non mi mancano, ma questo renderebbe il lavoro molto più interessante a mio parere.

Grazie ancora

(intanto grazie a te e complimenti per la tua preparazione e per il tuo stile. A stasera;). Magari altri ti rispondono, intanto. Meglio. Che aspetti a unirti a noi per recensioni, saggi brevi e interviste d'argomento esclusivamente letterario? Dai dai. Se qualcuno viene a passarti il link-guida prima di me...)
*
a stasera
gf

grazie per i compimenti, ma non ho una gran cultura letteraria: mi trovi preparato su questi argomenti perchè prima di tutto li trovo molto stimolanti, poi anche perchè ne sto facendo uno studio abbastanza approfondito per la prova che mi aspetta, ma solitamente non faccio tutto questo lavoro per ogni libro che leggo. Inoltre, come accennavo, durante questi anni ho purtroppo perso l'abitudine di leggere molto (che avevo invece da bambino), e anche per questo sono interessato al sito, anche un pò per riavvicinarmi ai libri. Da qui a un mese sarò del tutto assorbito dalle preparazioni per gli esami, ma quando avrò finito sarò felice di leggere un pò di articoli e trovare nuovi libri da leggere, e perchè no, commentarli anche :)

(se può consolarti, come te ho smesso di leggere attorno ai 10 anni - libri imposti esclusi - e ho ripreso, con ritmi furibondi, attorno ai 17, per non più smettere. Morale, mi aspetto enormi cose da te;) )

16. Ho meditato e riletto il tuo commento. Sai che ti dico? Non è una domanda, è già una risposta. Secondo me hai già capito parecchie cose, e il tuo sarà un grande esame di maturità:).
Che posso dirti? Io posso suggerirti quali libri leggere in tema "distopia", ammesso che tu non li abbia letti già.
*
Quanto alla Cina, ti do un buon documento. Il libro di Zanello uscito per Coniglio:
www.ibs.it/code/9788860631565/zanello-fabio/tibet-olocausto-guardie
che speravo molto recensissero qui. Manca l'elenco che cerchi, ma non mancano molte notizie che ti saranno utili.

Vai karasu.

16. Provo ad intervenire con quel poco che so sul tifa. Non riesco ad indicarti un sito o un posto in cui trovare l'elenco di parole proibite, perché il tifa è considerato un modo di parlare, di spiegare, di proporre concetti utlizzando l'ideologia comunista (quindi linguaggio comunista). Forse l'affermare parole come democrazia, diritti umani, diritto di stampa potrebbero essere considerate parole proibite, ma credo che siano alla fine recepite all'interno come già proprie ed assimilate all'ideologia (quindi senza differenze tra ciò che vivono e ciò che è all'esterno). E' un linguaggio ambiguo e vago, ma allo stesso tempo non ammette risposte ambigue ed altrettante vaghe.
E' stato introdotto come linguaggio ufficiale e per questo il popolo cinese viene educato ad espressioni che possano non rivelare ambiguità, o contrarietà di pensiero rispetto all'ideologia. Per questo viene definita una neolingua. Se sono costretti a riferirsi a Taiwan o Taipei (e questo forse è uno degli elementi proibiti) non usano semplicemente Taiwan o Taipei perché si percepirebbe come qualcosa di estraneo, come riferirsi all'Italia o alla Francia,ma prefriscono utilizzare concetti come i nostri connazionali della zona di Taiwan, in modo da trasmettere l'idea di Taiwam come un pezzo di Cina, di un'unica Cina e non come Stato che rivendica la sua autonomia (e su Taiwan occorrerebbe approfondire la storia per comprenderlo).

16. Grazie per gli incoraggiamenti :) oggi ho cercato "Oracoli quotidiani" e "Dossier Corea" (un altro libro utilissimo riguardo la Corea del Nord) ma non l'ho trovato, ho provato in due biblioteche e in due librerie della mia zona ma niente, addirittura mi hanno detto che il libro di Capuano è fuori commercio :( domani proverò alla libreria grande a Via Nazionale (sono di Roma). Per la distopia ho già trovato un'ottima definizione su filosofico.net che mi soddisfa molto, anche perchè non posso approfondire tutto in quanto avrò un tempo limitato. Riguardo al libro sui tibetani penso che non mi sarebbe molto utile in questo caso, vorrei concentrarmi sulle analogie più eclatanti col libro, ma lo terrò da conto in caso di necessità, grazie comunque per la segnalazione,

21. Grazie per la spiegazione, ora mi è molto più chiaro il concetto di tifa e comunque mi hai fornito informazioni preziose, ora posso provare a costruirci qualcosa su, naturalmente altre indicazioni sul tema sono ben accette.

Biblioteca Nazionale - tienila sempre presente, ovviamente.
Distopia: un giorno, con calma, qui:
http://www.lankelot.eu/index.php?archivione=1&k[]=distopia

per orientarti meglio;)
*
Librerie romane: io sono un fan delle librerie indipendenti: dalla Nuova Europa ai Granai, alla storica Tilopa di Monteverde. Arriva tutto su ordinazione entro una manciata di giorni - sempre;)

Per la Corea del Nord è da approfondire la Juche,ecco

http://en.wikipedia.org/wiki/Juche

http://it.wikipedia.org/wiki/Kim_Jong-il

Non farai in tempo, ma c'è questo titolo "L'adorato Kim Chong-il - edizioni ObarraO".

Avevi mai colto l'allegoria

Avevi mai colto l'allegoria Glodstein=Trotsky?

Con gioco di parole; Trotsky si chiama Bronstein (Lev Davidovich Bronstein) che suona Bronze-Stein in inglese. Da qui Gold-Stein, idealizzandone la figura.

no, non c'ero mai arrivato...

no, non c'ero mai arrivato... bellissima integrazione, TM.