I libri di critica letteraria, per i bibliofili, sono una bella opportunità. Quando sono belli, come questo, portano alla conoscenza di due buoni scrittori: quello oggetto (dell’opera) e quello soggetto dell’azione (l’autore). Le due entità, nell’opera, si fronteggiano. Danno vita ad un incontro-scontro, che tanto dice e tanto rivela della personalità e del talento di entrambi. Da un lato abbiamo uno scrittore monumento, Antonio Debenedetti, ammirato e coccolato negli ambienti letterari, forse un po’ trascurato dal grande pubblico. Dall’altro Marco Onofrio, critico, scrittore, ma soprattutto letterato dalla sconfinata passione, dalla curiosità inesauribile e dai gusti mai troppo scontati. Con la sua casa editrice, la EdiLet, Marco Onofrio compie una vera operazione di contro-mercato. Apre una parentesi sulla letteratura di lungo respiro, soprattutto italiana, pubblicando studi e opere di narrativa. In special modo di quella narrativa sommersa, lontana dai circuiti commerciali, che ha per unici riferimenti la qualità dello scritto e l’opera in sé e per sé: spesso al di fuori delle logiche di vendita.
Perché un libro su Antonio Debenedetti? Per una serie di motivi che adesso andiamo a riassumere. Il primo: Debenedetti è di quegli intellettuali che fanno ancora amare la letteratura. Come scrittore e come critico, ha sempre o quasi sempre, fatto scelte impopolari. Specie nella narrativa: scegliendo quale forma espressiva il racconto, a dispetto dei più comodi romanzi. Sulle pagine del Corriere, come firma autorevole, ha raccontato vezzi e virtù del mondo letterario, sviscerato i segreti di questo e quello scrittore, ma anche costruito, negli anni, un ritratto culturale che resterà – anche per merito di testimoni come Onofrio – nella storia della letteratura nazionale. Perché, oltretutto, la vita di Antonio Debenedetti è infarcita di letteratura. E somiglia ad un racconto debenedettiano essa stessa.
Lo scrittore nasce a Torino, ma si trasferisce prestissimo nella città dei suoi racconti, nella casa di quello che per molti è il più importante critico letterario del Novecento: il padre, Giacomo. Per quella casa sull’Aventino, che Onofrio descrive in modo romantico, passa tutta la buona società letteraria del periodo. Sono amici del padre, solo per fare qualche nome, Carlo Emilio Gadda, Umberto Saba, Emilio Cecchi, Maria Belonci e Giorgio Caproni. Ma all’appello, tra le semplici conoscenze o le frequentazioni abituali della casa, non manca nessuno dei grandi letterati di quella Roma. Così, se c’è un aspetto per cui Debenedetti sarà ricordato, oltre che per la sua attività di scrittore, è proprio per il suo status di “portatore sano di letteratura”. Di custode di una memoria che, anche per la sua natura aneddotica, in parte è destinata a disperdersi.
I temi cardine, nell’opera di questo scrittore, sono molteplici, ma di una semplicità disarmante. Uno per tutti la città, Roma, un crogiolo di storie e di storia che Debenedetti racconta (sviscera) nei suoi aspetti più controversi. Dai racconti degli esordi, fino ai più elaborati esempi della sua produzione, Debenedetti narra questa grande “innamorata” con un’indole intimista, complice e perennemente incantata. Per trovare un’affezione così forte in un contemporaneo romano, dobbiamo ripensare a Moravia o al rigoroso Siciliano, che del “collega” Debenedetti era amico e sincero estimatore. Con lui tutta una generazione d’intellettuali, amici e sodali, che assieme a questo torinese trapiantato hanno animato una lunga stagione letteraria, tramutatasi nel tempo in epopea. La stagione dei Bassani, Moravia, Pasolini, Bertolucci, Flaiano, Fellini, e anche di Giacomo Debenedetti. La stagione che avrebbe fatto di Roma, tra gli svaghi di Via Veneto e la miseria delle periferie, il cuore narrativo dello stivale.
Eppure, attribuire a Debenedetti un ruolo di semplice testimone, magari da gregario di lusso, è di sicuro un errore. Sin dagli esordi di poeta e in quelli successivi di narratore, Debenedetti è stato uno scrittore assediato dalla critica. Sempre sotto la lente d’ingrandimento. Per via di uno stile complesso, articolato, da “vero” artigiano della parola. Walter Pedullà e Nino Borsellino ne tessono le lodi a più riprese – l’ultima nella monumentale Storia generale della Letteratura Italiana (Federico Motta Editore, 2007) – dove viene annoverato tra gli scrittori maggiori del periodo sessanta - ottanta: “Debenedetti che ha avuto eccellenti maestri di bottega, è un artigiano di quelli che sanno costruirti a regola d’arte l’oggetto più complicato, intarsi audaci, cromature smaglianti, rifiniture perfette. Un barocco il cui disegno non annega nelle dorature, un abile accordo tra le sue due scuole di formazione: Gadda e Emilio Cecchi”. E partendo dal concetto di un Debenedetti come autore maiuscolo, destinato a restare, a passare incolume il vincolo del tempo o lo spazio (angusto) degli autori “scaduti”, Marco Onofrio ne compone il ritratto: lanciandosi nell’analisi di un’opera e di una vita romanzesche, sul modello di Debenedetti senior. Quello che, per rubare una citazione a Giovanni Contini, è stato “Il primo critico italiano di questo secolo, il solo, forse, che al servizio del genere critico abbia piegato le qualità di un vero scrittore”.
Per Onofrio, rimodulando una celebre definizione di Alfonso Berardinelli su Piero Ceriani “il personaggio Novecento”, Debenedetti junior è lo scrittore Novecento, quello che riassume, in un’opera complessa, una moltitudine di caratteri e di destini imprescindibilmente legati al volgere del secolo breve. Dalla natura dei personaggi, diversi sono di origine ebraica come l’autore, alle tematiche, fino allo stile: che è il frutto di un lavoro continuo, estensione del suo modo d’intendere la vita. Di Debenedetti, sfogliando questa “autentica” biografia artistica, conosciamo un aspetto ulteriore, apparentemente lontano dall’immagine di dandy che spesso gli è stata appiccicata: l’umiltà. Onofrio, che deve averlo tampinato per settimane, né racconta gli sforzi quotidiani davanti alla macchina da descrivere, i pomeriggi passati nella fucina creativa dello studio e le suggestioni che hanno alimentato tutta una vita di scrittore. Fino a svelare le ragioni. I motivi (o le conseguenze) che ne hanno influenzato le scelte.
Quale immagine emerge dall’indagine di Onofrio? Più di una. Quella del Debenedetti autore complesso, diviso tra modernismo e postmodernismo. Sperimentale, manierista – nel senso buono del termine – ma anche sentimentale e comprensibilmente romantico. Con lo scrittore scopriamo l’intellettuale, raffinato, insolito, portatore di una cultura internazionale che per la sua generazione e desueta. E infine scopriamo l’uomo. Affabile, curioso, sedotto da passioni spontanee (il calcio e il cinema) e perdutamente innamorato della vita. Marco Onofrio ne traccia un bellissimo ritratto. È bravo, oltre che a farne la critica, a raccontarne la storia personale: che a tratti somiglia ad un romanzo riuscito.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Antonio Debenedetti (Torino, 12 giugno 1937), scrittore, poeta e giornalista italiano.
Marco Onofrio (Roma, 11 febbraio 1971) critico, scrittore, poeta ed editore italiano.
Marco Onofrio, “Nello specchio del racconto – L’opera narrativa di Antonio Debenedetti”, EdiLet, Roma 2011.
In appendice, “Roma è Roma”. Intervista ad Antonio Debenedetti, a cura di Marco Onofrio.
Giuseppe Mammetti, settembre 2011.
Commenti
[marco onofrio] grazie a
[marco onofrio] grazie a giuseppe per aver ricaricato questa scheda, originariamente apparsa nei giorni del caos dovuto alla migrazione del server:).
Tutti i riferimenti:
Marco Onofrio, “Nello specchio del racconto – L’opera narrativa di Antonio Debenedetti”, EdiLet, Roma 2011.
In appendice, “Roma è Roma”. Intervista ad Antonio Debenedetti, a cura di Marco Onofrio.
[edilet] tre le schede sui
[edilet] tre le schede sui libri edilet sin qua apparse in Lanke: http://www.lankelot.eu/edilet
[mammetti] ottimo GM, la tua
[mammetti] ottimo GM, la tua pagina è così aggiornata: http://www.lankelot.eu/autori/giuseppe-mammetti quando puoi, inserisci una tua presentazione [consigli: http://www.lankelot.eu/staff-consigli.html ]
a prestissimo