[…] una fontana malata singhiozza
pietà è stata assassinata, rapita giovinezza […]
Il tendaggio si scosta, il sipario si alza: la Voce avrà il suo spettacolo.
Resta un’ombra sulla scena: un uomo di cui si scorge appena il volto, nascosto dietro il palmo di una mano.
Chiede orecchio, prima di dissolversi “tra le nebbie d’un libro”: ha da raccontare.
Parlerà di un Sogno, un Limite, un Inganno.
E lo farà da un non-luogo per eccellenza: la “fertile” Terra d’Utopia…quel termine coniato da Tommaso Moro per chi, come lui, apolide d’ogni verbo, d’ogni tempo, trovi un Golgota promesso, dove ogni dolore si dilegui, ogni pena si sacrifichi, espiando se stessi: e la Carne e la Parola.
“[…] intuita soluzione…/scoperta chiave d’ogni carcere;/io, uomo, specchio d’uomo,/ riconoscerò ogni inganno (aborrirò) silenzio…/perché tutto, sì, suggerirà/ musica:/precoce codice di Dio[…]”
La stessa musica che alla Voce del Cantore si compete, un singhiozzo, un respiro, una condanna: che lo possa liberare per “…sognare di sognarti, e di essere/ sognato./ Immaginare d’essere svincolato dalla strofe d’una tua poesia, pretendendo d’essere vivo./
E di poterti conquistare, e di poterti appartenere…”
L’appartenenza, che non si compie, che diventa inadempienza, che sgretola, sfalda e costringe, ma non sporca, ruba o infanga, perché l’uomo sarà “vivo, e disperatamente vivo”, nonostante all’Inferno la Voce si scinda e seduca:
“Separami dal futuro,/e liberami dal passato. Io non voglio, domani”.
Quello stesso domani che è presente, e già passato ingoiato, nell’atto dell’accenno, del chiamarlo…come un Sogno, un Limite, un Inganno.
La Voce dell’Infanzia che sovviene dal Ricordo, una richiesta di aiuto alla memoria, di un Uomo che è radice: Padre…
“Mi illuminavo del torpore/del sole dell’alba/quando lanciavi il pallone contro il cielo/il cielo l’avresti infranto…/spaventato attendevo/che cadessero i sogni”.
Ed è Tempo.
Di ricerca, smarrita e vagabonda, quasi un borderline di frontiere d’Anima, quella “meraviglia stupefatta di un bambino” divenuto uomo, un cantore che tornerà a “incantare l’Ade”, dopo aver vissuto a lungo in “villaggi di carta, alla frontiera”, e dietro l’Ombra, la sua ombra, ancora griderà perduto:
“…e che la terra mi sommerga, e che la terra siano i miei scritti…”
ma la Voce avrà dominio.
Spettacolo e stile.
Tradirà, la Voce, le richieste, la sua “angoscia di morire”, arrogante e seducente corromperà l’Inganno e la Speranza, e riderà della pretesa d’essere “un avanzo d’un romanzo/indifferente, e ingrato/irriverente, ma irrisorio déjà-vu”, perché Vivrà.
…
Poesie di scompensi, i trentasette esperimenti racchiusi tra le pagine dell’ “Ombra della fontana” di Gianfranco Franchi ricreano nel lettore la percezione del Poeta, la sinusoide sfasata di giorni vergati d’inchiostro, l’irregolarità del sentire, credere, amare.
L’istinto razionale esplode in preghiere diverse, in urli e sussurri, gemiti detti e, poi, negati: incompiuti, irredenti.
La musicalità non lineare delle parti graffia la Voce; e tra i versi gioca, obliandosi, un double-coding di varia Letteratura, di matrice contemporanea, che occhieggia e punta il lettore più attento, sfidandolo.
L’aggettivazione teatrale e robusta riveste l’osso della Parola nuda, rendendola folle, contaminata e barocca.
Dissacrante e sconsacrata.
Annaspa la Speranza, che eppure è lotta, strenua lotta, sopravvivenza in vita stessa e in, sì, tanto Dolore netto, lucido, asettico e finale.
Ma la Vita è Desiderio, è Terra buona di Nessuno come la fertile Utopia, o un Golgota dannato, per ingrassare suggestioni sospese sulla bocca del Lettore.
Edizione esaminata
Gianfranco Franchi, Ombra della fontana, Roma, 2003; €. 10,00
Commenti
(sempre una gioia rileggere questo articolo. Pulsa di vita come 4 anni fa. Siamo passati infine dai 37 esperimenti di OdF ai 27 di Disorder, ma a ben guardare c'è più d'un'ostinata coerenza).
Grazie per avermi ingentilito, dico davvero.
Non ingentilito,mai incensato,solo quello che meriti.Dammi tempo e arriva pure un pezzo su Disorder.
Aspetto con gioia.
Prati di Calvi resta sempre la mia preferita.
Avrei sempre voluto avere una copia autografata, ma mi sono accontentato dell'ebook, che sto consumando ormai da tempo.
la mia preferita è "Il vento si distende sul cielo", un vero raggio di luce.
La vera bomba sarebbe far pubblicare L'inadempienza!
(E' un'idea... ma se dovesse uscire preferirei fosse in copie numerate 1-400, magari per un editore mio amico: senza prezzo di copertina, vivo casa per casa di intelligenze scelte).
(Antonio, prometto che rimedierò proprio quando pubblicherò "L'inadempienza" - così avrai tutta Ombra della Fontana, con quel che l'ha preceduta e seguita sin quando ho scritto versi;) )
Un prima,un durante, un dopo. Ti vogliamo all'opera,cantore. :)
Brava, Laura, a proporre questa tua musicale rec, così mi permetti di dire la mia preferita:
...
Voglio orizzonti di specchi d?amore perfetto
Voglio un concerto di sensazioni da orchestrare
(meraviglia stupefatta di bambino)
Voglio lasciarmi cadere in te e non tornare più...
Da coraggioso esploratore Gf non si limita a registrare il linguaggio dell?amore e della musica per come entrambi si offrono nelle apparenze, ma va a indagarne la voce più sottile, quella che viene dalle profondità remote e pure (vedi: bambino) e si proietta lontano, oltre gli orizzonti del visibile.
E? bellissima.
Raffaella
Ora che mi sto facendo lo scaffale "Franchi", mi manca questo... dove lo posso comprare?
Si scarica da Kult:
http://www.kultvirtualpress.com/opere.asp?book=1021
è fuori catalogo da un po', ma in digitale vive;)
"L'inadempienza" verrà pubblicato dal Foglio di Gordiano Lupi entro un mese da oggi:).
Contiene questo libro e "L'imperfezione - Opera III", rivisti e corretti. Stay tuned.
granbellanotizia!
Di come viene il libro non dico niente, se non cura & impaginazione di Marco Fressura: marchio di fabbrica.
Ma sui paratesti... quarta di Scalich, prefazioni di Vacca e Karlsen & Fressura, postfazioni di Troisio (forse!) e Angela Migliore. E forse un'illustrazione d'autore. Del nuovo Pazienza...
Una cosa mi dà gioia. Sparirà questo libro. Colpa dell'editore: prima non era quel bandito totale che è diventato. Io pubblicai su richiesta di un amico, allora editore alle prime armi: Perrone. Purtroppo poi quel suo-loro progetto divenne altro. Giova ricordare che nel 2003 la collana "bianca" era quella di progetto: l'unica. Assolutamente senza contributo. C'erano anche Riviello e Giannetti. Amnesiac, va.
Nel 2004 ci ha pubblicato un mio amico. A pagamento. Di Perrone la prefazione.
Errori di gioventù, d'inesperienza, il suo, il mio.
Mai più.
Mai più per modo di dire. Ne ho fatto un altro mezzo quest'anno, perché in fondo dò fiducia alle persone. Uff.
Quando avrai opere di narrativa pronte - romanzi, meglio - mandali a me. Io ti porto dagli editori veri.
ave caro.
18. Quando morirò. Il mio problema è che subisco la fascinazione dell'incompiuto. ahahah!! non sono dio. ahahah!
http://it.youtube.com/watch?v=dVLBkqyatPI