Ci sono Paesi, almeno per quanto mi riguarda, che non sono altro che semplici riquadri su una carta geografica. Conosco pochissimo di loro, della loro storia, della loro cultura, delle loro bellezze culturali e artistiche, anche se fanno parte dell’Europa e sono ormai facilmente raggiungibili con un volo aereo, ed è stato anche per questo motivo che ho deciso di leggere “La purga”, romanzo della scrittrice finlandese, di origine estone e classe 1977, Sofi Oksanen ambientato in Estonia. Il risvolto di copertina e gli innumerevoli premi e attestati di stima ricevuti dall’autrice sembravano far presagire qualcosa di notevole ma a lettura terminata si resta con la sensazione di aver letto un libro incompiuto.
L’autrice ambienta la sua storia in un paese piccolissimo dell’Estonia, nazione che ha sempre lottato per la sua indipendenza. Conquistata l’indipendenza alla fine della Prima Guerra Mondiale, il Paese baltico fu poi invaso durante la Seconda Guerra Mondiale in un primo tempo dai sovietici e in un secondo dai nazisti per poi essere infine inglobata a guerra conclusa nell’Unione Sovietica con la conseguenza russificazione, fino a raggiungere l’agognata indipendenza e libertà nel 1991, con le prime elezioni libere nel settembre del 1992.
L’autrice racconta la storia di due donne ambientandola nel 1992 quando ancora non è ancora ben chiaro cosa accadrà ai paesi e agli abitanti dell’ex blocco sovietico. Una è Aliide una vecchia vedova che vive nella sua fattoria in un piccolo paese dell'Estonia al confine con la Finlandia (dove abita la sua unica figlia), con un passato come militante comunista e che teme di perdere tutto quello che ha, i suoi campi, i suoi soldi, osteggiata com’è dagli altri abitanti del villagio che vedono in lei una serva dei russi, una collaborazionista che ha tradito il proprio popolo e che se ne dovrebbe solo andare. L’altra donna è Zara, una ragazzina di Vladivostock, che, plagiata da un’amica tornata dall’Occidente con una macchina lussuosa e piena di soldi, decide di trasferirsi in Germania per guadagnare il maggior numero di soldi possibili e diventare così un medico e poter aiutare la madre e la nonna che vivono con lei, ma i suoi sogni andranno immediatamente in fumo e finirà subito schiava di un giro di prostituzione, da cui riuscirà a scappare, finendo proprio nel campo di Aliide che la soccorrerà pur non fidandosi di lei. La ragazza racconta alla donna delle mezze verità, di essere una cameriera in fuga dal marito violento ma fin da subito è chiaro come fra le due donne esista un legame scolpito in una foto che Zara conserva cucita nel reggiseno. Le due donne infatti sono parenti e pagina dopo pagina si comprenderà il motivo che ha spinto Zara a rifugiarsi proprio in quella fattoria, in fuga dai propri sfruttatori.
Intrecciando il racconto della vita delle due donne, l’autrice ripercorre la storia di un'intera famiglia risalendo fino agli anni ’30 e permettendoci così di conoscere cosa accadde ad Aliide e alla sorella, Ingel, che sposò Hans, un giovane di origini tedesche di cui fu innamorata follemente anche Aliide. Pagina dopo pagina scivoleremo nel dramma della Seconda Guerra Mondiale a cui Hans parteciperà al seguito dei tedeschi e a cui sopravviverà (dopo una militanza nella resistenza partigiana estone dei Fratelli della Foresta) per poi vivere per anni nascosto nella fattoria di Aliide, tenuto all’oscuro di cosa stia veramente accadendo fuori. Conosceremo il dramma delle purghe staliniane, delle uccisioni sommarie, dei processi violentissimi, delle mezze verità, degli inganni, di coloro che cambiano casacca pur di salvarsi, di un popolo estone sottomesso e che appena si ribella o non si conforma ai dettami comunisti viene ucciso o spedito nei gulag. Leggeremo di come Aliide compierà delle scelte terribili per salvare se stessa e il suo amato Hans, sacrificando la sorella e la nipote. Vivremo il terrore in cui vive anche Zara, sodomizzata, picchiata, data in pasto a clienti desiderosi di carne fresca, simbolo di tutte quelle donne e di quegli uomini travolti dall’incontro con l’Occidente. Assisteremo alla scalata sociale compiuta alla caduta del muro dagli uomini più violenti e scaltri dell’ex regime e della malavita capaci di arrivare ai livelli più alti del potere con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, con magnati spuntati dal nulla e con un paese come l’attuale Russia dove la malavita è diventata parte integrante dello Stato.
“La purga”, che richiama immediatamente le purghe staliniane, è un romanzo pieno di dolore e Sofi Oksanen, supportata da una scrittura potente, direi quasi selvaggia, che non risparmia pagine di violenza aberrante (si leggano per esempio le pagine dedicate agli interrogatori subiti da Aliide) ha il merito di aver restituito ai lettori tutto il dolore di una pagina di storia passata per troppi anni sotto silenzio con intere generazioni che per quasi un secolo non hanno mai conosciuto la libertà, ricordandoci come siano sempre le donne e gli indifesi le prime vittime di questi orrori, trattati come carne da spolpare, da vendere, da spartirsi, da seppellire in una fossa comune.
Se si fosse limitato a raccontare esclusivamente questi orrori e il dramma delle due donne, il romanzo sarebbe stato straordinario, peccato invece che l’autrice decida di non contenersi, innestando in tutto questo dramma una trama quasi thriller, costellata da eccessivi colpi di scena, che sarebbe comunque disdicevole rivelare, e da diversi passaggi interlocutori che sembrano dei riempitivi del tutto inutili.
E così si arriva alla fine del romanzo quasi senza forze e anche leggermente annoiati, se non fosse per lo shock causato dalle ultime 25 pagine composte esclusivamente da una delle lettere scritte da Hans durante gli anni trascorsi nel nascondiglio segreto e dai Rapporti Segreti del Regime che restituiscono in maniera straordinaria tutto l’orrore di quegli anni, con le complicità, i silenzi, i tradimenti, le deportazioni, le illusioni di libertà.
Perché se è vero che questo è un romanzo, per giunta imperfetto, la storia raccontata con coraggio e partecipazione da Sofi Oksanen è la storia di un orrore scolpito col sangue nel gelo di quei territori e nella carne di donne come Zara, Aliide e di tante altre di cui non sapremo mai nulla.
Edizione esaminata e brevi note:
Sofi Oksanen (Jyväskylä, Finlandia, 1977), scrittrice finlandese, di origine estone. Il suo romanzo d’esordio, Stalin lehmät (2003), è stato finalista al Runeberg Award, uno dei più prestigiosi premi letterari finlandesi. Nel 2005 ha pubblicato il romanzo Baby Jane. La purga, inizialmente un’opera teatrale rappresentata con grande successo al Teatro nazionale di Helsinki, ha vinto i seguenti premi: Nordic Council Literature Prize, Finlandia Award, Runeberg Award, Premio Kristiina per opere sulle donne.
Sofi Oksane, "La purga", Ugo Guanda Editore, Parma, 2010. Traduzione di Nicola Rainò. Prima edizione, 2008. Titolo originale "Puhdistus".
Sul web:
Andrea Consonni, marzo 2011.
Commenti
[Sofi Oksanen - La purga]
[Sofi Oksanen - La purga] Alla fine la recensione l'ho scritta io.
[la purga] intanto passo per
[la purga] intanto passo per caricare in home... grazie sempre.
[estonia] già, un popolo
[estonia] già, un popolo martire, come ricordi bene: "Conquistata l’indipendenza alla fine della Prima Guerra Mondiale, il Paese baltico fu poi invaso durante la Seconda Guerra Mondiale in un primo tempo dai sovietici e in un secondo dai nazisti per poi essere infine inglobata a guerra conclusa nell’Unione Sovietica con la conseguenza russificazione, fino a raggiungere l’agognata indipendenza e libertà nel 1991, con le prime elezioni libere nel settembre del 1992. "
> Comunisti sovietici, nazisti e poi ancora comunisti sovietici: i peggiori regimi del Novecento padroni d'un popolo libero per un secolo intero. Poveri estoni. Come i polacchi.
[la purga] Gran
[la purga] Gran bell'articolo, Andrea. Mi piace molto questa tua sintesi finale: è tragica, ma è intensa e onesta -estremamente onesta.
"Un romanzo pieno di dolore. Sofi Oksanen, supportata da una scrittura potente, direi quasi selvaggia, che non risparmia pagine di violenza aberrante (si leggano per esempio le pagine dedicate agli interrogatori subiti da Aliide) ha il merito di aver restituito ai lettori tutto il dolore di una pagina di storia passata per troppi anni sotto silenzio con intere generazioni che per quasi un secolo non hanno mai conosciuto la libertà, ricordandoci come siano sempre le donne e gli indifesi le prime vittime di questi orrori, trattati come carne da spolpare, da vendere, da spartirsi, da seppellire in una fossa comune."
> carne.
[La purga] E' un romanzo
[La purga] E' un romanzo doloroso, onesto, seppur incompiuto. Ci vuole molto coraggio a scrivere un romanzo come La purga, coraggio e predisposizione ad indagare le pagine più buie e nascoste della storia del proprio paese. Vista anche l'età, Sofi Oksanen non ha avuto nessuna paura e per questo non si può che applaudirla. Ripeto quanto ho scritto nella recensione, forse i troppi colpi di scena in chiave thriller rovinano un po' il romanzo.
[oksanen, la purga] immagino.
[oksanen, la purga] immagino. Sì, va assolutamente applaudita e incoraggiata. In tutta Europa. Soprattutto qui in Italia servono esempi del genere, dal momento che siamo una nazione sempre meno libera e democratica: servono esempi di onestà, coerenza e coraggio nel raccontare le pagine buie del paese. Che sono tante - come purtroppo sappiamo.
Detto ciò, quanto ai colpi di scena in chiave thriller... la giovane Oksanen avrà avuto alle spalle qualche editor del kaiser, su in finlandia. Lui le avrà detto che con certi escamotage poteva essere più vendibile. Eh...
[Oksanen] Sugli editor non so
[Oksanen] Sugli editor non so cosa dirti, sarebbe comunque bello saperlo. Sì, è un romanzo che spero possa lasciare il segno su tanti lettori assopiti e di ispirazione per qualche futuro scrittore. All'interno ci sono poi delle pagine che narrano di come venne vissuta la catastrofe di Chernobyl e leggere questi passaggi in questi giorni ti fa preoccupare ancora di più. Sembrerà quasi patetico ma ci sarebbe davvero da ringraziare tutti quei giovani, quei soldati, quei volontari che diedero la vita, inconsapevolmente, per arginare quella catastrofe.
[Sofi Oksanen] Pubblicato da
[Sofi Oksanen] Pubblicato da Guanda anche il suo "Le vacche di Stalin":
http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&idlibro=7445&titolo=LE+VACCHE+DI+STALIN