Incontriamo Leonardo G. Luccone, responsabile della collana Greenwich (Nutrimenti). Parleremo di Greenwich, del nuovo romanzo in uscita (Il revisionista di Miranda Mellis).
LGL: Greenwich vuole mappare le scritture più audaci e interessanti del mondo anglofono. Mi interessa solo ciò che rimarrà. Siamo circondati da libri istantanei, stagionali, libri di contingenza, immondizia che per fortuna verrà dimenticata prestissimo. È ridicolo che il nostro libro migliore, Schooling, abbia venduto poco più di trecento copie e che sia stato recensito solo da Rosella Postorino. Che fanno i critici? Che libri leggono? Che libri consigliano?
Per ora i Greenwich, con la sola eccezione di Glifo, li hanno letti solo gli addetti ai lavori.
I Greenwich sono tenuti insieme da un’idea di scrittura che va oltre il libro stesso. Sono scritture che si parlano tra loro, grazie anche a corrispondenze insospettabili. Ognuno dei libri che abbiamo pubblicato finora ha rappresentato un passaggio essenziale nella vita dei loro autori. È come se fossero tanti libri unici di autori unici. Proprio per questo a me sembrano, in fondo, del medesimo autore.
Credo che le nostre copertine riflettano quanto ho detto. Mai immagini definite o foto. È il libro stesso a stare sia dentro che fuori il libro perché è in fondo solo il libro che mi interessa. Se in prima mettiamo una bozza o un manoscritto dell’autore, in quarta c’è la biografia del libro che considero un importantissimo riferimento sulla soglia della lettura. A tenere insieme le pagine ci sono gli estratti in prima e in quarta. Raccontano il libro unico di cui parlavo prima.
GF: Avete appena pubblicato l’opera prima di Miranda Mellis, Il revisionista. Raccontaci la storia del libro: come è stato scelto, quali sono state le principali difficoltà nella traduzione, quale il dialogo tra te e
LGL: Seguo da tempo Miranda Mellis. È una delle più interessanti, innovative e oblique voci che ci sono ora in America. Crescerà ancora.
La traduzione è stata molto complessa. Ho deciso – la brevità del testo me l’ha permesso – di scriverla a mano e di fare tutte le revisioni su carta. Ho utilizzato il computer solo alla fine. Ho fatto infiniti esperimenti iniziali per trovare lo stile giusto. L’ho letta più volte a voce alta, mi sono registrato e riascoltato. La versione italiana presentava diverse difficoltà di base: per esempio il sesso del revisionista che è e doveva rimanere indeterminato. Miranda è stata molto collaborativa: ha risposto a tutte le mie domande e osservazioni, e mi ha concesso molta libertà. Ci siamo scambiati mail con regolarità per più di due mesi. Sono soddisfatto del risultato finale.
GF: Hai accostato Il revisionista a Dissipatio Humani Generis di Guido Morselli: perché, e cosa realmente significa assimilare queste due opere?
LGL: È un accostamento che faccio col cuore. Stimo molto Morselli e quell’opera in particolare. Ci sono atmosfere, sguardi e presupposti simili. Me ne sono convinto quando ho riletto i diari.
Quando sarete in libreria? Quale sarà lo spirito della collana? Qual è il modello, e quali le prospettive? Vogliamo anticipazioni. Naturalmente, ti chiedo di raccontarci anche del concorso per gli illustratori…
LGL: Dei contenuti e dell’impostazione della collana preferisco non parlarne pubblicamente fino a settembre. Il concorso per gli illustratori è andato benissimo. Ci sono stati più di cento partecipanti. I vincitori illustreranno a turno le copertine, partendo naturalmente da indicazioni mie e di Pablo Echaurren con la supervisione di Ada Carpi, l’art director della casa editrice.
GF: Cambiamo argomento. Dirigi da qualche anno uno studio editoriale, Oblique Studio. Parlaci di questa esperienza.
LGL: Di Oblique vorrei che parlassero i lavori fatti e i risultati ottenuti.
GF: Considerando che è troppo tardi… ti domando i dieci libri che avresti voluto pubblicare.
LGL: Non amo questi giochini. Per accontentarti ti dirò i primi dieci libri che mi vengono in mente. È chiaro che se ripetessimo l’esperimento tra cinque minuti verrebbero fuori titoli e autori differenti.
L’altra parte di Alfred Kubin;
Le correzioni di Johathan Franzen;
L’Ulisse di James Joyce;
Il pasto nudo di William Burroughs;
La divina commedia di Dante;
L’Odissea di Omero;
Nottetempo casa per casa di Vincenzo Consolo;
Flatlandia di Edwin Abbott Abbott;
Le con d’Irene attribuito a Louis Aragon;
Il Decameron di Giovanni Boccaccio.
Grazie infinite per la tua disponibilità.
COLLANA GREENWICH in LANKELOT:
1, Everett Percival - Glifo; 2, McGowan Heather - Schooling; 4, Everett Percival - La cura dell’acqua; 6, Mellis Miranda – Il revisionista. A cura di G.F.
Rassegna stampa GREENWICH: qui.
Greenwich è diretta da Leonardo G. Luccone.
Gianfranco Franchi intervista Leonardo Luccone, aprile-giugno 2008
Commenti
Amici, a quest'intervista tengo tanto per varie ragioni. Una di queste, la meno importante: ho atteso due mesi per riuscire ad averla;).
scopriamo Greenwich.
Mi impegno a riproporre un'intervista a Luccone prima di Natale, per parlare dei libri della collana nuova, Gog.
ave amici!
Hai atteso due mesi ma dallo spirito che esce dalle risposte secondo me hai rischiato di aspettare il doppio :))
beh, Luccone dice un po', e molto non dice.
Dei libri che cita a parte i mostri sacri consoco molto bene Nottetempo di Consolo (ma preferisco altro).
Mi piace questo suo passo, dice parecchio del clima librario italiano:
"Mi interessa solo ciò che rimarrà. Siamo circondati da libri istantanei, stagionali, libri di contingenza, immondizia che per fortuna verrà dimenticata prestissimo. È ridicolo che il nostro libro migliore, Schooling, abbia venduto poco più di trecento copie e che sia stato recensito solo da Rosella Postorino. Che fanno i critici? Che libri leggono? Che libri consigliano?"
Eh... tu Gf, che risponderesti?
Che io ne ho scritto...;).
... e che non credo, onestamente, sia il miglior libro di Greenwich: credo di aver spiegato perché. Tecnicamente è buono, la cura editoriale è splendida, su questo non ci piove.
Uhmm, s'è sbottonato pochissimo. Speriamo, la prossima volta i suoi progetti siano andati in porto ed abbia la serenità di parlarne, senza l'apprensione dell'attesa che invece si legge in queste sue risposte parecchio ermetiche.
Mi piace molto quando dice che gli interessa solo ciò che rimarrà. E' un ottimo proposito per un editor.
Confido in tutto quel che dici;).
http://www.railibro.rai.it/articoli.asp?id=868
bella recensione-intervista della Fiamma su RaiLibro (sempre sull'opera della Mellis)