Norcini Matteo

Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento

Autore: 
Norcini Matteo
La nuova generazione di comici di fine anni ’70 primi anni ’80 si differenzia dai grandi mattatori anni ’60 (Gassman, Tognazzi, Sordi) per una marcata vena di autorialità. I film da regista di Sordi sono imbarazzanti, quelli di Moretti micidiali. Si pensi a Tognazzi diretto da Scola e a Moretti diretto da Grimaldi: si avrà rispettivamente un capolavoro e un film spazzatura. Il comico anni Ottanta percorre la sua strada da autore, i nomi li conosciamo. C’è un distacco ben definito tra le due generazioni, ma non si cada mai nel confronto: ognuno ha le qualità che si merita. Chi raffronta Verdone a Gassman, sempre che ne abbia la sfacciataggine, non ha capito granché.
 
A quasi trent’anni dal debutto sul grande schermo, Ibiskos Editrice Risolo sforna il primo volume interamente dedicato alla vita e l’arte di Francesco Nuti. Comico coetaneo di Benigni, Verdone, Moretti e Troisi, Francesco Nuti rappresenta una parentesi perché è l’autore italiano più trascurato dal pubblico di oggi. Così come Maurizio Nichetti, Nuti vede il suo maggior successo negli anni Ottanta e il tracollo, drastico, nel decennio successivo. Ma se Nichetti è da sempre considerato un comico per pochi, Nuti vanta nella sua carriera successi straordinari: basti pensare al felice sodalizio (e non solo sullo schermo) con Ornella Muti e Giuliana De Sio. Formatosi tra i biliardi alle case del popolo e nei palchi vicini a quelli dell’altro astro nascente Roberto Benigni (e quest’ultimo può confessare i suoi ultimi successi come assoluti compromessi commerciali), fatica per scrollarsi di dosso la scia di consensi dell’amico di Vergaio. La sua fortuna è l’incontro del duo Benvenuti-Cenci, che aggiungendo Nuti ai Giancattivi fa sì che per gli artisti si formi quel successo che li porterà dal piccolo al grande schermo. Nuti si rivela da subito come un indipendente e il ruolo di “terzo” gli calza stretto: ecco il sodalizio con un comunista come lui (che all’inizio gli stava antipatico, dice, pur essendo comunista) Maurizio Ponzi che lancerà definitivamente Nuti come nuovo comico italiano. Il libro curato da Matteo Norcini (più Stefano Bucci, Federico Magi e Roberto Beccalli) ha una struttura particolare: sembra un sito web. Le pagine infatti sono vivacizzate da foto varie nello sfondo, le scritte si inclinano, sono ombreggiate e colorate: un sito web cartaceo. Il che rende senz’altro più invitante la lettura al grande pubblico, anche se alla lunga capita che gli occhi si incrocino – ma solo di tanto in tanto. Il libro restituisce, in modo decisamente “ufficiale”, il percorso privato e artistico del comico; massiccio è il contributo di nomi che vengono coinvolti: pressocché tutti gli attori che hanno partecipato alla filmografia, gli amici, i produttori ma anche la stessa troupe. E poi naturalmente i “rivali”, da Benigni a Verdone o Athina Cenci. Non manca l’onnipresente Maurizio Costanzo, né il suo collega Pippo Baudo, il grande Alessandro Haber, il geniale (e finora trascurato!) Carlo Monni, lo scrittore Sandro Veronesi. E, a sorpresa, Enrico Vanzina e Pupo. Chi abbiamo scordato? Novello Novelli si dà per scontato. Notevoli le parti di Magi che, ancorché non segnalate, le conosciamo per vie traverse (alcune pagine di critica cinematografica) – se il suo lavoro fosse stato mediocre, non lo avremmo nascosto di sicuro.
Fra le varie pagine interessanti, alcune ottime, è da confessare la sorpresa nel leggere Enrico Vanzina. Il figlio di Steno delinea un aspetto della personalità di Nuti che a suo dire non emerge sullo schermo, per quanto la critica (talvolta a ragione) ha ravvisato anche nei film, e cioè :“aveva molta diffidenza, non aveva il piacere di scambiare idee con gli altri per quello che riguardava i suoi film. Su questo era molto geloso e molto egocentrico. Secondo me, il suo film migliore è stato Donne con le gonne”. Complessivamente è l’idea che emerge a libro finito. Forse anche per il numero spropositato di immagini col sorriso di Nuti: chi scrive non riesce a mentire: talvolta appare piuttosto antipatico. Il fallimento commerciale che colpì Nuti, portandolo ad un tracollo psichico tremendo, precede un’altra stagione molto triste. Dopo la ripresa dalla depressione, e l’annuncio di un nuovo film, Nuti è colpito da un’emorragia che quasi lo porta via per sempre. Risvegliatosi, le sue condizioni rimangono difficili. Tutt’oggi egli combatte contro una paresi che non gli permette di parlare, nonostante la lucidità. La speranza è che la salute possa far tornare la voce al comico, perché un comico, quali che siano i suoi difetti, deve sempre poter esercitare il suo compito nel mondo: quello di portare un sorriso anche a chi gli ha voltato le spalle.
 
EDIZIONE ESAMINATA
 
Matteo Norcini (Firenze, 1974), redattore per “Cine70 e dintorni”, già autore di “Continuavano a chiamarlo Bud Spencer” (Coniglio Editore, 2008).
 
Matteo Norcini, “Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento”, Ibiskos Editrice Risolo, 2009. Collaborazione di Stefano Bucci, Federico Magi e Roberto Beccalli.
 
FRANCESCO NUTI IN LANKELOT
 
 
Epicentro, 2009
 

ISBN/EAN: 
8854606413

Commenti

Ecco due parole sul primo libro italiano dedicato a Francesco Nuti.

(aggiungo tag: letteratura, letteratura italiana, saggistica trattatistica)

ave caro:)

Hai ragione, li avevo messi prima, poi ho cancellato tutto, rimesso. Insomma. Wordpress sarà la mia rovina :)

"Notevoli le parti di Magi che, ancorché non segnalate, le conosciamo per vie traverse (alcune pagine di critica cinematografica) ? se il suo lavoro fosse stato mediocre, non lo avremmo nascosto di sicuro".

Troppo buono, Luca. In effetti alcune parti del libro Lankelot già le ospita da tempo.

"Forse anche per il numero spropositato di immagini col sorriso di Nuti: chi scrive non riesce a mentire: talvolta appare piuttosto antipatico". Eh si, come tutti gli egogentrici narcisisti può generare sentimenti contrastanti;)

"Risvegliatosi, le sue condizioni rimangono difficili. Tutt?oggi egli combatte contro una paresi che non gli permette di parlare, nonostante la lucidità. La speranza è che la salute possa far tornare la voce al comico, perché un comico, quali che siano i suoi difetti, deve sempre poter esercitare il suo compito nel mondo: quello di portare un sorriso anche a chi gli ha voltato le spalle".

Bella e doverosa clausola Luca. Grazie ancora per la recensione, puntuale e misurata.

(bella scheda e bel progetto. Non vedo l'ora di leggerlo)

complimenti a lei!

7 - Appena ci si vede ti do la copia;)

Ma sbaglio o non hanno messo la fonte? Dice che è "di L'Alligatore"...

Ah vabbè, non l'hanno copiata dai :)

No, era uno dei rari articoli sul libro. e l'ho postato ah ah ah
;)
Più che altro, il link è lungo se vuoi modificalo che deforma la pagina

:)) io il link lo vedo in due righe, forse ci ha pensato Franchi o dipende dal mio pc, boh..