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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><i>“L’amore è un fiore delizioso da cogliere sul ciglio di un abisso spaventoso.” (Stendhal) </i></p>\n<p align=\"justify\">La citazione che precede l’inizio di ‘Un quarto di me’ ne descrive la filosofia. Quattro personaggi diversi per sesso, preferenze e stili di vita eppure alla ricerca. Una ricerca di qualcosa che sembra difficile da afferrare, trattenere, cullare. <br />L’amore certo ma anche un equilibrio proprio che non risenta del tempo o delle maree, la voglia di mettersi in gioco rischiando e la paura di sbagliare rotta. <br />I quattro personaggi si raccontano in prima persona, è un alternarsi di voci che entrano ed escono dalla narrazione scandendo un ritmo che segue il flusso degli eventi, dei pensieri e tenta di amalgamarne i toni. <br />E’una grossa sfida, questo libro, perché la scelta di far raccontare ai personaggi ha messo l’autrice nella difficile posizione di trovare quattro registri, forme linguistiche che potessero essere abbastanza diverse da risultare credibili nel rappresentare persone differente. Una sfida dicevo che si snoda tra il rincorrersi dei personaggi, le curve e le frenate, in un lasso di tempo brevissimo dove tutti finiscono con lo sperimentare il sesso, il crollo e una timida risalita. <br />Il linguaggio tenta di frammentarsi, di far sentire la voce di Stella, Alessio, Bruno e Silvia. Ci prova e in parte ci riesce perché ognuno di loro ha qualcosa di diverso da trasmettere, da far uscire piano piano, come in un gioco di incastri. È davvero molto difficile gestire registri diversi e qui la sfida è doppiamente complessa perché tutta la narrazione ruota attorno all’alternanza delle voci, non c’è un narratore esterno che media o comunque allenta la pressione sui toni. Ci sono loro, quattro anime che corrono, cercano, si affannano e amano. Ecco perché la gestione dei registri si fa complessa, oltre al fatto che i quattro personaggi non hanno caratteristiche gergali o sociali che li possano caratterizzare ulteriormente. Non ci sono, per intenderci, inflessioni dialettali o condizioni che li renderebbero più facilmente tratteggiabili. Sono quattro persone come tante, di media cultura, sulla trentina e senza una famiglia propria. <br />Ho trovato molto intrigante l’idea di mostrare lo stesso evento (nella fattispecie una festa in una vecchia fabbrica) da diverse angolazioni, a seconda di quale personaggio ‘prende la parola’. Intrigante e abilmente gestito, la Nirigua è una regista attenta e capace, che non si perde nelle tessiture, gli incastri restano vivi e pulsanti fino all’ultima pagina. <br />Verso la fine i pensieri tendono a tratti a diventare un po’ pressanti, mentre il lettore sente che il cerchio si stringe, la corsa si fa più difficile, manca quasi il fiato per continuare eppure non ci ferma, si continua a leggere. Ecco che in certi punti i pensieri diventano frenate un po’ troppo brusche, ma è un fastidio leggero, appena percettibile. <br />Le fragilità e le contraddizioni sono sottili ma palpabili, l’autrice ne ha la piena consapevolezza e ci ‘gioca’ con sapienza, svelandole senza fretta, tenendo il lettore in perenne attesa. <br />È curioso notare come accanto ai quattro personaggi che ho già citato, già verso metà del romanzo, sono evidenti e udibili i respiri di altrettante figure fondamentali per la narrazione. Le madri (e in alcuni casi i padri, ma molto di più le madri). <br />È curioso, dicevo, perché è un’evoluzione che non ci si aspetta. I quattro protagonisti parlano di se, della loro vita presente, amori, abbandoni, fallimenti, incertezze. Si raccontano come farebbero davanti a un cockail in un pub fumoso e affollato. Il lettore, quindi, non si aspetta di veder arrivare queste nuove figure, i genitori, che sembrano un contorno ma diventano sempre più importanti, quasi a voler scalzare i quattro protagonisti. Ed è un’escalation di flash back, cicatrici passate che ancora spurgano e chiariscono i comportamenti presenti, quelle fragilità di cui accennavo sopra e che sembrano banali segni di immaturità hanno radici ben più profonde e dolorose. <br />Si potrebbe dire che dentro la narrazione principale c’è una sorta di giardino segreto dove ogni tanto si entra per carpirne i misteri, uno spazio popolato da madri malate, morte, chiocce, tradite, amorevoli quanto indifferenti. Poi sbuca qualche padre, uno in particolare che si abbandona a un pianto liberatore davanti al figlio creduto perduto. Un giardino pieno di piante delicate quanto comuni, insomma, un giardino che resta chiuso mentre i protagonisti si presentano ma che poi lascia entrare il lettore amplificando i colori, i sapori e i suoni di un romanzo che pulsa, nelle sue imperfezioni e originalità.</p>\n<p align=\"justify\">“ Il dolore piano piano smantella l’impalcatura che la rabbia ha costruito attorno a me nel corso di tutti questi anni. In una sola notte la struttura ha cominciato a cedere, si sono aperte delle falle che non so se serviranno a mandarmi a fondo o al contrario a tirarmi su, facendomi perdere solo zavorra.”&nbsp; STELLA <br />(pag.140)</p>\n<p align=\"justify\">“ Rimanevo immobile a sperare che le note si accumulassero dentro di me fino a formare qualcosa di solido e compatto, fino a riempire in qualche modo il vuoto che si era aperto dentro di me. Dovevo provare qualche cosa, un’emozione a caso, provocata dalla melodia della mia canzone preferita.”&nbsp; BRUNO <br />(pag.124)</p>\n<p align=\"justify\">“ Ho l’impressione che l’amore sia come un interruttore, acceso o spento e non il risultato di un fitto intreccio di emozioni. Questa volta succede in un secondo.”&nbsp; SILVIA <br />(pag.106)</p>\n<p align=\"justify\">“Quante volte ho cercato di sfuggire allo sguardo di mio padre, che sembrava giudicare cose di me ancora lontane dall’accadere. Ma lui ne era certo, coglieva in me l’imbarazzo di quello che sarei divenuto. Noi lo avevamo seppellito prima del trapasso e lui mi aveva condannato in totale assenza di reato. Certe cose si sentono, se solo uno le vuole ascoltare.”&nbsp; ALESSIO <br />(pag.97)</p>\n<p align=\"justify\">In mezzo alle voci, ci sono molte frasi così vive, vere e crude che vale la pena sottolineare (come ho fatto io) e tenerle chiuse in un cassetto che io so, riaprirò molto presto. Come questa: <br />“ Ma, a volte le tue giornate perdono la consistenza dei giorno e delle notti, per diventare un unico pannello grigio sullo sfondo, allora corri il rischio di dimenticare che le reti sono nate per imprigionare e non per salvare.” (pag.34)</p>\n<p align=\"justify\">EDIZIONI ESAMINATE E BREVI NOTE<br /><b>Nirigua Silvia</b> (Bologna, 1973). Attualmente vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato ‘Trema, fanciulla, trema’ (Zoe, 2003) e ‘Un quarto di me’ (MeridianoZero, 2006).</p>\n<p align=\"justify\"><b>‘Un quarto di me’</b> di Silvia Nirigua, MeridianoZero, collana ‘gli intemperanti’, 2006, pag.155, Euro 9.</p>\n<p align=\"justify\">APPROFONDIMENTI IN RETE <br />Una profonda e attenta recensione <a href=\"http://scritture.blog.kataweb.it/francescamazzucato/2006/06/19/un-quarto-di-me-silvia-nirigua/\">QUI</a> su Books and other sorrows di Francesca Mazzucato.</p>\n<div class=\"clear-block\">\n<div class=\"view view-Archivio-per-autore view-id-Archivio_per_autore view-display-id-page_1 view-dom-id-1\">\n<div class=\"view-content\">\n<div class=\"views-row views-row-89 views-row-odd\"><span class=\"views-field-field-autore-value\"> <span class=\"field-content\"><a href=\"../../../../../archivio-articoli/Nirigua%20Silvia\">Nirigua Silvia</a></span> </span> - <span class=\"views-field-title\"> <span class=\"field-content\"><a alt=\"La metà di tutto\" title=\"La metà di tutto\" href=\"../../../../../letteratura/nirigua-silvia-la-meta-di-tutto.html\">La metà di tutto</a></span> </span> - <span class=\"views-field-name\"> <span class=\"field-content\"><a href=\"../../../../../autori/BarbaraGozzi\">BarbaraGozzi</a></span> </span></div>\n<div class=\"views-row views-row-90 views-row-even\"><span class=\"views-field-field-autore-value\"> <span class=\"field-content\"><a href=\"../../../../../archivio-articoli/Nirigua%20Silvia\">Nirigua Silvia</a></span> </span> - <span class=\"views-field-title\"> <span class=\"field-content\"><a alt=\"Un quarto di me\" title=\"Un quarto di me\" href=\"../../../../../letteratura/nirigua-silvia-un-quarto-di-me.html\">Un quarto di me</a></span> </span> - <span class=\"views-field-name\"> <span class=\"field-content\"><a href=\"../../../../../autori/BarbaraGozzi\">BarbaraGozzi</a></span> </span></div>\n</div>\n</div>\n</div>\n', created = 1487345093, expire = 1487431493, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:14c0ce3017de84c25f01b6c53171e523' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>\"E?una grossa sfida, questo libro, perché la scelta di far raccontare ai personaggi ha messo l?autrice nella difficile posizione di trovare quattro registri, forme linguistiche che potessero essere abbastanza diverse da risultare credibili nel rappresentare persone differente. Una sfida dicevo che si snoda tra il rincorrersi dei personaggi, le curve e le frenate, in un lasso di tempo brevissimo dove tutti finiscono con lo sperimentare il sesso, il crollo e una timida risalita.\"</p>\n<p>> Scelta interessante davvero. Ottima segnalazione.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:18f26772856ab89f6da0f93fd666607f' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>\"C?è il nostro tempo, ci siamo noi e c?è il senso dell?intimità, dell?amore, del desiderio, il senso ultimo e vero, quello non necessariamente( e non sempre) consolatorio. Non vi dispiacerà affatto.\"</p>\n<p>> Scriveva la Mazzucato due anni fa. Prendiamo nota.<br />\nQui notizie sull\'opera prima:<br />\n<a href=\"http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=14735\" title=\"http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=14735\">http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=14735</a></p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:5f28aece13dbb32f17c324e34a9f6d3a' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">C’è un certo consenso di critica attorno a Daniele Timpano e alla sua “Storia cadaverica d’Italia”, trilogia di testi teatrali (“Dux in scatola”, “Risorgimento pop” e “Aldo morto”) in cui l’autore-attore romano mette in scena un tris di cadaveri-monumento (quelli di Mazzini, Mussolini e Moro) a simboleggiare la nostra identità nazionale nata morta.</span></p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:c70ca3b11c7653d20a27fa81e9cb105c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">C’è stato un tempo in cui la letteratura era ambiziosa, contigua alla filosofia, metafisica almeno nelle domande che si poneva, anche se non nelle risposte che si dava. Figlia di Dostoevskij e di Nietzsche, s’interrogava sul male, sull’aldilà del Bene e del Male, sui limiti della sconfinata libertà dell’uomo. Dio era morto già, ma sepolto da poco, tanto la filosofia quanto la letteratura ancora ne elaboravano il lutto e perciò ancora gli dedicavano pagine di appassionata negazione, anziché l’indifferenza della secolarizzazione compiuta e definitiva. Era il tempo dei filosofi scrittori, come Sartre, o degli scrittori-filosofi, come Camus, e dei filosofi impliciti, seguaci di Nietzsche, come Gide.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0f84be7f620014cb132bc4fb2c11a402' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: small;\">Qualche anno fa, nel quartiere Testaccio a Roma, il nuovo spazio “Macro Future” venne inaugurato con una collettiva, “Into me, out of me”, proveniente dal PS1 di New York: centoquaranta artisti tra i più rinomati nel panorama internazionale (da Marina Abramovic ad Andrès Serrano, da Valie Export a Chris Burden, dagli azionisti viennesi a Nan Goldin) chiamati a illustrare, con foto, installazioni e videoarte, il tema del corpo e della fisicità, attraverso temi come la sessualità e la riproduzione, l’aggressione e la violenza, i processi metabolici e organici. <br /></span></p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:d24f75840505583f3600f2bd20df4d85' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p><span style=\"mso-bidi-font-family:Calibri;mso-bidi-theme-font:minor-latin\">I vampiri <i style=\"mso-bidi-font-style:normal\">indie rock </i>di Jim Jarmusch, ultima incarnazione dei suoi personaggi marginali e alienati, sono creature fieramente snob. Leggono Shakespeare, Beckett e D. F. Wallace, collezionano dischi in vinile e chitarre elettriche vintage, e possiedono una cultura raffinata che spazia dalla botanica all’astronomia. Amano circondarsi di multiforme bellezza, per questo odiano il ventunesimo secolo, Los Angeles e l’intera stirpe degli uomini, che devastano la terra e ne perseguitano le menti migliori.</span></p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:142523104ec8db0215a272c44cebea61' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p style=\"text-align: justify;\">La zia «Lali non aveva mai lavorato, distesa sull’amaca in giardino d’estate amava dire, Il tempo che ti abbonda tra le mani può divorarti. Ti abbonda del tempo tra le mani, zia?».</p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ti abbonda del tempo tra le mani, zia. Leggo e rileggo questa improbabile frase, così grassa, così farcita di superfluo e mi domando come ha potuto Ornela Vorpsi disimparare a scrivere. Ripenso al suo primo libro, \"Il paese dove non si muore mai\", che lei, albanese, aveva scritto in un italiano gustoso e con una prosa vispa e spontanea, ripenso alla sua capacità di giocare col macabro e di intrattenere col drammatico dei ricordi della sua infanzia comunista a Tirana, e mi chiedo cosa rimane di quella leggerezza in questo “Fuorimondo”.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:1373d8b1fa131fda903a3f7d7b92f220' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Cari soci attuali e futuri, collaboratori, collaboratrici, lettrici e lettori, l\'ultimo editoriale pubblicato su lankelot risale al febbraio 2014. Scrivevo che \"il passaggio da lankelot a lankenauta è slittato a data da destinarsi\". Poi il silenzio, proprio per evitare di ripetersi e così diventare stucchevoli. Non è il caso adesso di ripercorrere le tante vicissitudini di un progetto che, salvo qualche piccolo dettaglio da completare, è ormai giunto a destinazione. Questo vorrà dire che i prossimi editoriali, finalmente pubblicabili ogni trimestre, non appariranno più su lankelot.eu.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e328c0d16660956a3c55572358931f3' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p align=\"justify\"><b>liquidàre</b> <br /><i>v. 1ª tr.</i> (Ind. pres. <i>lìquido</i>) calcolare, determinare una ragione di credito, un conto e sim. e provvedere al relativo pagamento; est.: <i>liquidare un impiegato</i>, corrispondergli, alla cessazione del rapporto di lavoro, ciò che gli spetta come buonuscita; <i>liquidare una merce</i>, venderla a prezzo di realizzo; svenderla&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />com. pagare&nbsp; <br />fig.: <i>liquidare un affare</i>, concluderlo; <i>liquidare una questione</i>, risolverla, deciderla; <i>liquidare qu.</i>, levarselo d’attorno o, anche, ucciderlo.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:4bb2cdf450742ca8dc28b0461f1b6927' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: SELECT data, created, headers, expire, serialized FROM cache_filter WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 26.
  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>“Una volta in scena come capisce se lo spettacolo funziona, se interessa il pubblico?</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:0e4e974edd736fca45384584a201a30c' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Parlare ancora di <a href=\"https://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini\">Pasolini</a> nel 2016 può essere molto rischioso. Prima di tutto perché ci si può imbattere nello spettro dell’agiografia, una trappola che inghiotte con disarmante facilità a causa della personalità così ingombrante di Pasolini, col suo piglio rivoluzionario oggi in via di beatificazione. Ma questo è un fenomeno che generalmente resta in superficie, tra le penne dei gazzettieri che delirano di settima arte. Un altro rischio è quello di non avere niente di nuovo da dire e – cosa ancor peggiore – essere incapaci di nasconderlo.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a755862d8e84aa6b01df96b93707bd48' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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  • user warning: Table './lankelot/cache_filter' is marked as crashed and should be repaired query: UPDATE cache_filter SET data = '<p>Durante la lettura di <i>Gli ultimi ragazzi del secolo</i> ho provato interesse, rabbia, divertimento, curiosità, fastidio, disillusione, partecipazione, mi sono trovato a volte in accordo e altre in disaccordo, e non sono poi molti i libri capaci di farmi qualcosa del genere, al di là del piacere o meno che possa aver avuto leggendo. È un romanzo, autobiografico, che invita al confronto, se non proprio al conflitto, fin dalla copertina, con l\'immagine di un ragazzino che guarda fuori campo, chissà cosa, con aria di sfida. Ragazzino che, scopre chi è interessato alle immagini che sono sui/nei libri, è proprio l\'autore, Alessandro Bertante, che sembra cercare di replicare, da adulto, lo stesso sguardo all\'interno della quarta di copertina. Un\'altra fotografia mostra il ponte di Mostar.</p>\n', created = 1487345094, expire = 1487431494, headers = '', serialized = 0 WHERE cid = '2:a4bf67b75a71c87b3a71ece6018ada55' in /var/www/vhosts/lankelot.eu/httpdocs/includes/cache.inc on line 109.
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Nirigua Silvia

Un quarto di me

Autore: 
Nirigua Silvia

“L’amore è un fiore delizioso da cogliere sul ciglio di un abisso spaventoso.” (Stendhal)

La citazione che precede l’inizio di ‘Un quarto di me’ ne descrive la filosofia. Quattro personaggi diversi per sesso, preferenze e stili di vita eppure alla ricerca. Una ricerca di qualcosa che sembra difficile da afferrare, trattenere, cullare.
L’amore certo ma anche un equilibrio proprio che non risenta del tempo o delle maree, la voglia di mettersi in gioco rischiando e la paura di sbagliare rotta.
I quattro personaggi si raccontano in prima persona, è un alternarsi di voci che entrano ed escono dalla narrazione scandendo un ritmo che segue il flusso degli eventi, dei pensieri e tenta di amalgamarne i toni.
E’una grossa sfida, questo libro, perché la scelta di far raccontare ai personaggi ha messo l’autrice nella difficile posizione di trovare quattro registri, forme linguistiche che potessero essere abbastanza diverse da risultare credibili nel rappresentare persone differente. Una sfida dicevo che si snoda tra il rincorrersi dei personaggi, le curve e le frenate, in un lasso di tempo brevissimo dove tutti finiscono con lo sperimentare il sesso, il crollo e una timida risalita.
Il linguaggio tenta di frammentarsi, di far sentire la voce di Stella, Alessio, Bruno e Silvia. Ci prova e in parte ci riesce perché ognuno di loro ha qualcosa di diverso da trasmettere, da far uscire piano piano, come in un gioco di incastri. È davvero molto difficile gestire registri diversi e qui la sfida è doppiamente complessa perché tutta la narrazione ruota attorno all’alternanza delle voci, non c’è un narratore esterno che media o comunque allenta la pressione sui toni. Ci sono loro, quattro anime che corrono, cercano, si affannano e amano. Ecco perché la gestione dei registri si fa complessa, oltre al fatto che i quattro personaggi non hanno caratteristiche gergali o sociali che li possano caratterizzare ulteriormente. Non ci sono, per intenderci, inflessioni dialettali o condizioni che li renderebbero più facilmente tratteggiabili. Sono quattro persone come tante, di media cultura, sulla trentina e senza una famiglia propria.
Ho trovato molto intrigante l’idea di mostrare lo stesso evento (nella fattispecie una festa in una vecchia fabbrica) da diverse angolazioni, a seconda di quale personaggio ‘prende la parola’. Intrigante e abilmente gestito, la Nirigua è una regista attenta e capace, che non si perde nelle tessiture, gli incastri restano vivi e pulsanti fino all’ultima pagina.
Verso la fine i pensieri tendono a tratti a diventare un po’ pressanti, mentre il lettore sente che il cerchio si stringe, la corsa si fa più difficile, manca quasi il fiato per continuare eppure non ci ferma, si continua a leggere. Ecco che in certi punti i pensieri diventano frenate un po’ troppo brusche, ma è un fastidio leggero, appena percettibile.
Le fragilità e le contraddizioni sono sottili ma palpabili, l’autrice ne ha la piena consapevolezza e ci ‘gioca’ con sapienza, svelandole senza fretta, tenendo il lettore in perenne attesa.
È curioso notare come accanto ai quattro personaggi che ho già citato, già verso metà del romanzo, sono evidenti e udibili i respiri di altrettante figure fondamentali per la narrazione. Le madri (e in alcuni casi i padri, ma molto di più le madri).
È curioso, dicevo, perché è un’evoluzione che non ci si aspetta. I quattro protagonisti parlano di se, della loro vita presente, amori, abbandoni, fallimenti, incertezze. Si raccontano come farebbero davanti a un cockail in un pub fumoso e affollato. Il lettore, quindi, non si aspetta di veder arrivare queste nuove figure, i genitori, che sembrano un contorno ma diventano sempre più importanti, quasi a voler scalzare i quattro protagonisti. Ed è un’escalation di flash back, cicatrici passate che ancora spurgano e chiariscono i comportamenti presenti, quelle fragilità di cui accennavo sopra e che sembrano banali segni di immaturità hanno radici ben più profonde e dolorose.
Si potrebbe dire che dentro la narrazione principale c’è una sorta di giardino segreto dove ogni tanto si entra per carpirne i misteri, uno spazio popolato da madri malate, morte, chiocce, tradite, amorevoli quanto indifferenti. Poi sbuca qualche padre, uno in particolare che si abbandona a un pianto liberatore davanti al figlio creduto perduto. Un giardino pieno di piante delicate quanto comuni, insomma, un giardino che resta chiuso mentre i protagonisti si presentano ma che poi lascia entrare il lettore amplificando i colori, i sapori e i suoni di un romanzo che pulsa, nelle sue imperfezioni e originalità.

“ Il dolore piano piano smantella l’impalcatura che la rabbia ha costruito attorno a me nel corso di tutti questi anni. In una sola notte la struttura ha cominciato a cedere, si sono aperte delle falle che non so se serviranno a mandarmi a fondo o al contrario a tirarmi su, facendomi perdere solo zavorra.”  STELLA
(pag.140)

“ Rimanevo immobile a sperare che le note si accumulassero dentro di me fino a formare qualcosa di solido e compatto, fino a riempire in qualche modo il vuoto che si era aperto dentro di me. Dovevo provare qualche cosa, un’emozione a caso, provocata dalla melodia della mia canzone preferita.”  BRUNO
(pag.124)

“ Ho l’impressione che l’amore sia come un interruttore, acceso o spento e non il risultato di un fitto intreccio di emozioni. Questa volta succede in un secondo.”  SILVIA
(pag.106)

“Quante volte ho cercato di sfuggire allo sguardo di mio padre, che sembrava giudicare cose di me ancora lontane dall’accadere. Ma lui ne era certo, coglieva in me l’imbarazzo di quello che sarei divenuto. Noi lo avevamo seppellito prima del trapasso e lui mi aveva condannato in totale assenza di reato. Certe cose si sentono, se solo uno le vuole ascoltare.”  ALESSIO
(pag.97)

In mezzo alle voci, ci sono molte frasi così vive, vere e crude che vale la pena sottolineare (come ho fatto io) e tenerle chiuse in un cassetto che io so, riaprirò molto presto. Come questa:
“ Ma, a volte le tue giornate perdono la consistenza dei giorno e delle notti, per diventare un unico pannello grigio sullo sfondo, allora corri il rischio di dimenticare che le reti sono nate per imprigionare e non per salvare.” (pag.34)

EDIZIONI ESAMINATE E BREVI NOTE
Nirigua Silvia (Bologna, 1973). Attualmente vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato ‘Trema, fanciulla, trema’ (Zoe, 2003) e ‘Un quarto di me’ (MeridianoZero, 2006).

‘Un quarto di me’ di Silvia Nirigua, MeridianoZero, collana ‘gli intemperanti’, 2006, pag.155, Euro 9.

APPROFONDIMENTI IN RETE
Una profonda e attenta recensione QUI su Books and other sorrows di Francesca Mazzucato.

ISBN/EAN: 
8882371190

Commenti

Amices, nuovo articolo di Barbara!

"E?una grossa sfida, questo libro, perché la scelta di far raccontare ai personaggi ha messo l?autrice nella difficile posizione di trovare quattro registri, forme linguistiche che potessero essere abbastanza diverse da risultare credibili nel rappresentare persone differente. Una sfida dicevo che si snoda tra il rincorrersi dei personaggi, le curve e le frenate, in un lasso di tempo brevissimo dove tutti finiscono con lo sperimentare il sesso, il crollo e una timida risalita."

> Scelta interessante davvero. Ottima segnalazione.

"C?è il nostro tempo, ci siamo noi e c?è il senso dell?intimità, dell?amore, del desiderio, il senso ultimo e vero, quello non necessariamente( e non sempre) consolatorio. Non vi dispiacerà affatto."

> Scriveva la Mazzucato due anni fa. Prendiamo nota.
Qui notizie sull'opera prima:
http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=14735