Nievo Stanislao

Il prato in fondo al mare

Autore: 
Nievo Stanislao

Caratteristiche portanti di questo romanzo di Stanislao Nievo, pronipote di Ippolito Nievo, sono l'originalità letteraria e il contenuto affettivo che porta in sé. Letterariamente il romanzo è costruito su diversi piani narrativi. Inizia come romanzo storico, raccontando l'ultima giornata di vita di Ippolito Nievo, vice intendente generale dell'esercito garibaldino che aveva guidato la spedizione dei Mille e gestito l'amministrazione del Regno delle Due Sicilie. Stanislao Nievo, dunque, analizza le condizioni di tempo, di spazio e di luogo che in quel quattro marzo del 1861 videro avvenire il naufragio dell' “Ercole”, imbarcazione su cui viaggiava Ippolito Nievo, e quelle che sono state nel tempo indicate come cause possibili del naufragio. Poi la narrazione lascia spazio al romanzo d'avventura, descrivendo in modo quasi organicista gli ultimi minuti di vita sulla “Ercole”: “Alla base della calotta cranica la regione del talamo e dell'ipotalamo avvertì che era saltata una valvola capitale. Come un motore invaso da liquido paralizzante, il cervello inviò l'ultimo ordine: non respirare”.

Inizia ora la cronaca di una inchiesta condotta con tutti i metodi, pur di avvicinarsi il più possibile alla verità sulla vicenda del naufragio. Stanislao inizia la sua ricerca partendo dagli Archivi di Stato di Napoli, di Palermo, di Genova e di Roma per poi approdare a Torino. Ci dice di avere trovato i carteggi riguardanti altre imbarcazioni dal nome Ercole, naufragate più o meno nello stesso periodo e nello stesso luogo, approssimativamente fra le Isole Eolie e Capri, ad ovest di Punta Campanella. In quel punto centinaia di imbarcazioni sono affondate nel corso dei secoli a causa delle forti correnti marine e di tempeste improvvise. Secondo alcuni,c ausa dei naufragi possono essere stati anche maremoti dovuti ad eruzioni vulcaniche marine. Ma dell'Ercole di Ippolito Nievo nessuna notizia precisa.
 
A questo punto l'autore abbandona ogni pista razionale e si affida ad un metodo che possiamo definire “paranormale”. “Il cervello di alcuni soggetti paragnostici, cioè il loro organo ricettivo centrale, funziona nelle normali condizioni tridimensionali dello spazio e nel momento temporale presente,come succede a tutti. Ma ha in più la possibilità in certi casi di funzionare anche in una dimensione diversa. Un tempo e un luogo lontani”. Vedere e sintonizzarsi con altre dimensioni lontane nel tempo e nello spazio, quindi. Così l'autore cerca di mettersi in contatto con l'Ercole e con il suo equipaggio ormai sepolti in un prato di alghe, di plancton e di microorganismi: “Il prato in fondo al mare”, appunto. Sulla base dei dati così ottenuti compie alcune immersioni al largo di Punta Campanella e ce le descrive in modo suggestivo, forse un po' fantastico. Poi Nievo opera lo stesso esperimento anche con il suo cervello, ed è questa la parte che colpisce di più, la più coerente con l'impostazione data al romanzo. Si affida agli spazi sconosciuti della mente: “Mi affidavo ad una piccola parte del mio cervello razionale e tutto faceva capo qui. Avevo trascurato di usare gli abissi immobili del resto della mente,benché tentassi qualche sortita di tanto in tanto. Per eseguire una completa ricerca bisognava tentare la via della totale libertà mentale verso se stessi, anche se era pericoloso”.
 
Attraverso questa via Stanislao giunge a vedere quelli che ritiene essere i resti dell'Ercole, o comunque del suo carico prezioso: una cassa contenente i documenti comprovanti la regolarità della gestione garibaldina dello Stato borbonico. Non credo, a questo punto, che sia importante indagare sulla fondatezza storica e scientifica di questa ricerca “sui generis”, o declamarne invece la debolezza. Al pronipote urge la necessità di dare corpo a questa morte in mare. Dare un corpo e un luogo ultimo a Ippolito Nievo. Una spiegazione alla sua morte. Una chiave al mistero. Drammatica esigenza di tutte le morti misteriose. “Il segreto di quell'uomo scomparso era proprio questo:aveva chiesto lui, sdegnoso e scontroso, di essere amato. Proprio questo, con parole scritte.” E poi: “Ora scomparso per sempre, l'amore invocato giungeva, non privo di sensualità carico di un'amara passione. Un amore di tante creature diretto a costruire una vita fantastica in cambio di quella non vissuta.”
 
I documenti che Ippolito porta con sé, dimostranti la regolarità della gestione garibaldina in Sicilia potevano essere scomodi, anche se ne era stata redatta la prescritta copia letterale. La falsificazione di una sola copia è molto più semplice in assenza dell'altra. La sua persona stessa e quelle degli ultimi garibaldini,erano scomode. Una morte dovuta al caso o alla volontà umana? Stanislao non giunge a conclusioni. Ci porta con la mente in una dimensione altra, al di fuori della realtà razionale e della storia. Una dimensione intuitiva e inquietante che, pur lasciando senza risposta il quesito ultimo su questo naufragio, lo eleva ad uno stadio in cui può essere suggerita una risposta, seppure irrazionalmente: “Gli uomini sono soli. Quando pensano profondamente si distaccano dagli altri. Scendere nel fondo della vita, la propria e l'altrui, separa dalla sensibilità corrente, crea il vuoto intorno... Ippolito era solo”.
 
Ippolito è morto solo e in circostanze misteriose,come molti uomini che hanno fatto e cambiato con le loro idee e le loro azioni la storia dell'Italia.Una morte, purtroppo, molto “italiana”. Scrive Ippolito Nievo nelle ultime pagine della sua opera maggiore, “Confessioni d' un Italiano”: “Sì, morire sorridendo! Ecco non lo scopo, ma la prova che la vita non fu spesa inutilmente, ch'essa non fu un male né per noi né per gli altri”; e ancora “La vita è quale ce la fa l'indole nostra, vale a dire natura ed educazione”. Sembra un testamento personale.
 
Stanislao scrive: “E se avesse seguito fino in fondo tutto ciò?”. Ma la morte sopraggiunge per Ippolito in un momento in cui la vita aveva ancora molto da dare: “Chissà se in quell'ultimo attimo era scoppiato qualcosa,un richiamo accorato che andava oltre quell'infelicità?”.
 
Noi tutti vogliamo sperare che quel richiamo ci sia stato.
 
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
 
Stanislao Nievo (Milano 1928-Roma 2006) è stato uno scrittore, poeta e giornalista italiano. Ha collaborato con i maggiori quotidiani italiani: “Repubblica”, “La Stampa”, “Il Tempo”, “Il Giornale”.
 
Stanislao Nievo, “Il prato in fondo al mare”, Marsilio, Venezia 2010
 
Sandra Evangelisti, aprile 2011
ISBN/EAN: 
9788831707497

Commenti

[il prato in fondo al mare]

[il prato in fondo al mare] nuovo articolo di Sandra! Buona lettura.

(stanislao nievo)leggendo

(stanislao nievo)leggendo questo libro ho scoperto un autore autentico ed originale,che fino ad ora è stato poco valorizzato,purtroppo. Il romanzo,aldilà del valore che può avere come ricostruzione storica,che non appare solidamente fondata,è trascinante e ben costruito, e frutto di una personalità complessa e profonda.E interessante da conoscere ed approfondire.Grazie ancora a Lankelot.

[nievo jr] ma grazie ancora a

[nievo jr] ma grazie ancora a te, Sandra, per aver accettato l'indicazione di lettura plausibile. E più ancora per aver condiviso la successiva lettura. A più tardi o al massimo a domani per commenti più estesi:)

[stanislao nievo] Un video

[nievo jr] a questo punto,

[nievo jr] a questo punto, letto e riletto il tuo articolo, mi rimane la sensazione nitida che da qui in avanti partirai in cerca delle altre pubblicazioni del pronipote di Ippolito. Si vede che era destino che a partire dal nuovo romanzo di Ruffilli si finisse a parlare di un altro incompreso - peraltro, discendente dell'artista. Grazie ancora.

(nievo jr)sì,lo farò

(nievo jr)sì,lo farò certamente.Mi attirano molto anche le poesie di Stanislao Nievo....rimane però una curiosità.Ho letto un tuo articolo su Ippolito Nievo apparso sul Secolo d'Italia,molto interessante.Ma che cosa dice Umberto Eco del naufragio dell'Ercole ne "Il cimitero di Praga"?Quasi quasi me lo vado a leggere.Mi sono appassionata alla vicenda(e sono appassionata anche alla scrittura di Eco).In fin dei conti qualcosa di troppo misterioso c'è in questo affondamento....Ciao e a presto!

[nievo jr] Come da italica

[nievo jr] Come da italica tradizione, il mistero c'è e rimane... ;). Allora prima l'ultimo Eco poi romanzi e poesie di Nievo junior. Bel programma!