Parigi, Place de Vosges. Giorni nostri, durante un'estate rovente. È guerra tra due donne, simbolo di due generazioni decisamente diverse. In soli ottanta metri quadri, si sopportano due mondi altrimenti estranei. E forse nemici. Luise-Marie, vent'anni, si piace molto: le manca solo un generoso seno, altrimenti bionda, “gambe da competizione, trucco da guerra, sguardo da cerbiatta indifesa” va e conquista il mondo. Intanto, studia per superare un esame: senza accorgersi che quel giorno coinciderà con la linea d'ombra. Non ha molti soldi, la casa non è uno specchio di eleganza; in compenso, ha riempito gli scaffali di bottiglie: succhi esotici, vini italiani, varietà di latte. Ossessionata dalla dieta e dalla cura di sé stessa, si ripete che preferirebbe crepare piuttosto che invecchiare. Molto femminile nella sua vanità, e niente affatto fastidiosa. Normale. Sogna una società senza vecchi, ma con una vecchia vive, faticando per non mescolare, in lavatrice, i suoi pizzi raffinati con le sue mutande da dopoguerra, fronteggiando l'orrore di una “promiscuità ininterrotta”, almeno in quell'estate. Invano.
“Tre anni di vita in comune e non ci conosciamo affatto. Rivali de facto, che cosa abbiamo da condividere? E come? Un mucchio di cose sono andate male fin dall'inizio. Il mio entusiasmo e la sua stanchezza; la mia iperattività e la sua noia” (p. 54).
La coinquilina è Madame, ex prediletta assistente dello zio, secondo lascito testamentario assieme alla casa. Sentita come “una calamità, una spina ficcata nel piede che fa di me una maratoneta claudicante”, condiziona Luise in tutto: orari, spese, scelta dei mobili, frequentazioni (non tutto si può fare, a quanto pare...). Novantenne, una cagnetta isterica, Aida, e un romantico e riservato amante, Gaston, spumeggia di vita. Ha buona memoria della resistenza ai nazisti (e ai collaborazionisti), sessant'anni prima, e una forte tempra. Conosce molte storie che Luise vorrebbe e dovrebbe scoprire e infine capire. Soltanto, dialogare è complesso: soprattutto coesistendo e coabitando, senza che nessuna delle due ne avesse la minima voglia. Così, la signora scrive; talvolta, qualche pagina del suo diario la riusciamo a sbirciare. Divertente.
L'opera prima della letterata francoamericana Jessica L. Nelson, classe 1980, “Mesdames, souriez” (“La strana coppia” nell'edizione italiana, tradotta da Federica Alba per Meridiano Zero) è una intelligente e non sempre prevedibile traduzione dell'incontro-scontro tra due generazioni di donne europee, nate in contesti e società differenti e tuttavia unite da qualcosa di invincibile: l'umanità. Un'umanità istintuale, basica, riluttante a rivelarsi sino alle ultime battute. E, tuttavia, limpida. Non sempre le discussioni, i contrasti, l'odio e il desiderio di morte riflettono la verità: ogni sentimento, negativo o positivo che sia, significa e implica appartenenza. Una prepotente appartenenza.
La Nelson manovra con intelligenza personaggi comprimari (la domestica è la più credibile ed efficace), accompagnando la lettrice ideale in un viaggio all'interno della sua anima, e dei suoi pregiudizi. Niente è impossibile, nemmeno capire la tua nemica: quei settant'anni in più possono dissolversi, magari in un attimo soltanto, come neve al sole. Sì, forse si tratta solo un attimo. Eppure ha più peso di anni di incomprensione e di rivalità, e forse finalmente li tinge di senso nuovo. Ultimo.
Satirico sino al grottesco, in qualche frangente, senza mai scivolare nell'artificiosità o nella leziosità, “La strana coppia” non guadagnerà forse l'immortalità ma rimarrà nella vostra memoria come una lettura dilettevole, sentimentale e svagante: commedia umana di donne di qualità, e di dubbia fortuna. Senza nemmeno accorgervene, avrete avuto l'opportunità di meditare sull'essenza dell'amore e dei legami, sulla morte e sull'incomunicabilità, sulla caducità e sulla natura della bellezza. La giovane età dell'autrice non ha preteso tributi diversi dalla freschezza. Queste pagine sono acqua da bere per riallinearsi alla normalità dei nostri limiti, e al piccolo miracolo delle nostre emozioni. La più grande di tutte rimane la comprensione.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jessica L. Nelson (1980, Romans-sur-Isère, Francia), giornalista, consulente editoriale e scrittrice francoamericana. Questa è la sua opera prima.
Jessica L. Nelson, “La strana coppia”, Meridiano Zero, Padova 2008. Traduzione di Federica Alba. Collana Primo Parallelo, 40. In copertina, illustrazione di Valerio Bindi.
Prima edizione: “Mesdames, souriez”, 2005.
Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Ottobre-Novembre 2008.
Commenti
Per tutte le lettrici, direi:).
"Un’umanità istintuale, basica, riluttante a rivelarsi sino alle ultime battute. E, tuttavia, limpida."
Sì?:)
Se non sapessi che l'hai scritta tu e soprattutto non sapessi che sei un estremista fagocita libri, direi che non è un romanzo per te.
Sbaglio? :)
Direi di sì:).
Ma è opera prima di una francese della nostra generazione, peraltro giocata in larga parte in un ambiente piccolo (ma non è beckettiana). Potevo farmela sfuggire? Almeno mozzicarla...
Quando diverrà più famosa e qualcuno ci farà una tesi su, questa pagina sarà tra le più antiche che si potranno recuperare. Back to the future.
Sì, probabile:).
E la laureanda si domanderà: perché non l'ha comparata a nessuna italiana contemporanea?
Eh.
Se avrà un docente decente (mamma mia che giuoco marinettiano!) avrà anche una risposta plausibile.
Secondo me ci sarà anche un buon film.
Francese.
Ah, non parlarmi di cinema francese che ho scoperto un geniaccio (oddio, scoperto. Diciamo che mi son deciso a guardarlo). Francois Ozon in carne e ossa. Più carne, fa film gay. Ne riparleremo...
Com'è che su Ibs ha un altro titolo?
Comme dans une pièce de Feydeau ou un film hollywoodien, les conventions de départ, l'abyme qui sépare les deux femmes : 21 ans/90 ans, une vie en fleur/des difficultés ambulatoires, la participation à la résistance/l'histoire découverte dans les livres, donne ses contrastes au tableau.
www.seniorscopie.com/books/mesdames-souriez.html
11. Credo sia il titolo di lavorazione
Ibs sta indietro:)
In effetti "La strana coppia" è un titolo furbetto. Viene da pensare al magnifico incontro tra Lemmon e Matthau e invece... eh!
eh. Le pensano tutte, eh?:)
Tutti co' sta smania di vendere libri. Io vorrei che tutte le case editrici andassero in fallimento. Allora sì che la gente smetterebbe di voler scrivere per diventare "autore" di qualcosa. La Letteratura agli eruditi e ai puri di spirito. E a Jack Lemmon.
:). Ma Meridiano Zero è erudita e pura di spirito.
Garantisco io. Totalmente.
Altra cosa: devo rimproverarti. Hai linkato la copertina da un altro sito anzichè caricarla da qui. Guarda che chiamo charlie brown, sai?
E credimi, amice, non è smania... è desiderio di tenere in piedi, faticosamente e spesso eroicamente, imprese piccole e con costi accettabili. E' dura forte. L'editore di MZ è uno dei miei idoli.
18. ahah:).
17, ma non chi compra i loro libri. Il mio verduraio è un fanatico di Meridiano Zero. E ha la seconda elementare e si mette le dita nel naso. No, Franchi. Non ci siamo.
Dici?
No, perché stacca le copertine di Meridiano Zero e sotto ci mette i libri Stile Libero della Enaudi. Cose dell'altro mondo.
?
Cioè?
Davvero?
aahhahaah, ma ti pare che un verduraio legge un libro! al massimo leggerà le foglie dell'insalata. Almeno, qui a Baldedda funziona così :)
Però fammi un favore. "Un mondo senza case editrici". Figuratelo. Immagina le conseguenze, non di chi ci lavora, ma di chi aspira ad essere pubblicato. Tanti. Tanti scrittori che pubblicano un libro per poi farselo comprare dagli amici - che l'avrebbero letto anche se fosse stampato in cartoleria. Mi prometti che ci pensi su?
ahahaha. In fonteiana idem. Ma non dispero. Sto scoprendo eccellenti lettori in luoghi insoliti. Se un giorno mi ritrovo verduraio tirerò su la media, di lusso:)
26. Sì.E' una buona fantasia. Vediamo... Ma alla selezione delle opere, alla specializzazione dell'offerta e alla distinzione poi chi pensa?
25, per chi si offendesse - magari aspirante verduraio. Mi fa degli ottimi prezzi, mi sceglie le melanzane migliori, insomma mi vuole bene. Per me è come un nonno.
28, basta con l'offerta. La distinzione la faranno i lettori, che saranno eruditi in quanto liberi di leggere. Saranno pochissimi, meno di quei pochi che oggi son pagati per farlo. E leggeranno con passione, perché il dio danaro non li obbligherà. Tutti gli altri? Scriveranno. E non avranno distinzione nel farlo. Si leggeranno da sé, come succede tutt'ora.
mmm...
e l'informazione sulle uscite come verrebbe strutturata? Come in Lulu? E chi impaginerebbe / correggerebbe i libri? Lo stesso autore?
Se l'editoria si spegnesse...
http://www.youtube.com/watch?v=5WQPfbEFprk
Tu pensi da mercante!
sarebbe un disastro, amice.
Ci vorrebbero, in realtà, 250 meridiano zero al posto delle migliaia di piccoli editori, e alle poche decine di medi.
Strutturati, equilibrati, riconoscibili, ma ancora sorprendenti.
E mai un refuso. Questo sogno:)
32. Dici? :).
No no. Penso da lettore.
Mi dai una percentuale anche vaga di quanti libri inutili escono ogni anno?
31, Lulu è un insulto all'intelligenza.
Un numero eccezionalmente sorprendente.
Se non ricordo male escono 35mila libri l'anno.
Solo Mondadori ne butta fuori 1000. Azienda che fa gran simpatia a tutti, infatti, per la cura delle proprie edizioni.
Non ho idee precise sul numero di edizioni "a pagamento" o "vanity press", ma credo che ingolfino mostruosamente le statistiche senza intaccare i lettori.
Escludendo le edizioni per le università, le guide, i manuali, le edizioni d'occasione, le ristampe etc. il numero si riduce ancora.
In realtà, tenendo d'occhio i pochi che meritano, direi che la cifra "credibile", considerato chi va sulla stampa/nelle webzine e in libreria, non è superiore ai 10000, tra romanzi e saggi.
Troppi per un lettore forte. Servono strumenti per informare i lettori, per fare selezione, etc. Serve Lankelot, anche:)
36, Sì. E' vanità.
Mah, ci sono troppi libri e pochissimi lettori. O si aumentano i lettori o si eliminano i libri inutili...
Quindi, immagina 10mila pubblicazioni "alla Lulu", magari impaginate mentula canis e senza nemmeno una correzione della bozza, per non parlare dell'assenza di bibliografia o apparato critico, etc, che ogni autore prende e stampa a seconda delle sue capacità economiche (!). Come facciamo a capire chi vale e chi no, senza un editore, senza la cura editoriale, senza l'appartenenza a una collana, senza sapere chi appartiene a cosa (movimento, etc)?
Impossibile. L'editoria è fondamentale.
Solo, va riformata. Io sto provando a portare i buoni esempi;)
39. Sì. Serve una riforma.
Abolire la vanity press, ridurre i contributi statali sulla carta, insistere sulla carta riciclata. Investire sul digitale per le edizioni d'occasione, ridurre il numero degli editori e via dicendo.
Soprattutto, serve riscrivere le regole della distribuzione/promozione. Altrimenti, la gara al massacro (dell'editore che investe) di chi stampa più libri per prendere più spazio non avrà mai termine.
L'editoria è vittima delle comunicazioni di massa. E la massa non legge libri. Sarebbe curioso comprendere quanti lettori forti esistano e quanti disposti ad abbassarsi a leggere libri sconosciuti. L'invenzione della stampa ha rovinato tutto :))
41, assolutamente d'accordo :)
Pensaci: in realtà, tutti sono curiosi di leggere cose nuove e sconosciute. Soltanto... non le vedono.
Perchè? Perché i piccoli editori non possono tirare sempre 5000, 10mila copie di partenza e occupare con ricche pile tutte le librerie più importanti, in Italia. Tirano 1000, 1500, 2500.
E che succede? Che le librerie italiane sono xxx. Dividi 2000 per xxx. Quante copie ne vedrai, per libreria? x o xx.
Risultato? Le edizioni di 2 dei 4 grandi gruppi (anzi, di 3 dei 4) saranno ovunque e sempre visibili.
Le altre, dei miei idoli, forse saranno ovunque ma comunque sempre meno visibili.
E aspetta che ti dico la cosa più divertente. I grandi gruppi, che non sono governati sempre da ricchi idioti e basta, hanno imparato che c'è qualcuno tra noi che ha simpatia per i marchi meno noti, perché fanno ricerca, sperimentazione, etc. Che fanno i furbastri? Comprano - al solito - i cataloghi dei fu piccoli, cambiano man mano il dna delle collane e intanto... sparano quei marchi in libreria con una potenza di fuoco appena più bassa della loro. Risultato? Che tutto a un tratto un eroico piccolo sembra diventato un piccolo grande:). E uno si chiede, com'è? Rispondo, guarda sempre il colophone e leggi bene i siti web delle aziende...
“tutti sono curiosi di leggere cose nuove e sconosciute” qui non sono più d’accordo. Quasi nessuno è curioso di leggere cose nuove. Pretende le stesse cose, magari con parole un po’ diverse. Vedi il successo nei secoli della violenza e del sesso. Da lì non ne escono.
Ci gioco quel che vuoi. Certo, c’è la minoranza… ma… piccola piccola. Fai conto qui in questo sito quanti lettori forti ci sono. Tre? Quattro? E quanti sono disposti a prendere un libro a caso e tuffarcisi senza saperne nulla. Tu e qualche altra anima pura amante della letteratura in modo (per fortuna) più unico che raro.
Già io non sono così. E te lo dico malgrado la simpatia che ho di me stesso :)
45, Gianfrà. Esigo (bada) che in un futuro prossimo mi fai un libretto filosofico alla Voltaire in cui parli come si deve dell'editoria. Non ti sei fatto il culo tutti questi anni per un insano esaurimento nervoso.
:). Lettore forte, in IT, significa 13 libri l'anno, cioè uno al mese, due ad agosto. E' un Paese drammaticamente ignorante e in effetti Berlusconi è il giusto capo di questo branco di merde. Ma non è questo il problema. Sappiamo che basta un minimo sforzo per diventare lettore forte, e poi si dovrebbe indagare quali sono quei 13 titoli:). Cmq...
Violenza e sesso? Mmm. Sono due tratti fondanti della nostra specie:). Fanno parte delle nostre vite, come molte altre cose. In realtà, ti dico: dammi un ufficio stampa potente e il capitale per tirare 5000 copie in tutta Italia. Altro che rivoluzione...
esempio? Chi è Giordano? Un fisico? No. Anche. E' un narratore di 25 anni, esordiente. Come lui, 10mila italiani l'anno. Bravi come lui, diciamo 2500.
Differenza: Mondadori. Visibilità mediatica mostruosa.
Distribuzione abnorme. Marchio riconosciuto da tutti.
Non è difficile vincere con la qualità, anche se media, così...
capisci?
47. Io ormai sono fottuto. Ma finché reggo, penso, leggo, ascolto, osservo e studio. E qualcosa scrivo. Poi, chissà. Un bel giorno forse...
E chi se li legge 13 libri in un anno... Se non fossi costretto dall'università al massimo arriverei a 9...