Bedetti Marcello

Natura di Buddha e realizzazione spirituale

Autore: 
Bedetti Marcello


Vi riporto la lettera che ho ricevuto oggi da un mio amico: il  Lama Geshe Gedun Tharchin, sul Dharma: gli insegnamenti. Trattato del Lam Rim.

Natura di Buddha e realizzazione spirituale
.
 
Ogni volta che abbiamo la possibilità di ritrovarci per praticare il Dharma è sempre una grande gioia. L’incontro nel Dharma significa poter godere insieme di quest’atmosfera ricca di pace in cui è semplice dimenticare i soliti problemi permettendo alla nostra mente di diventare più elastica, benedetta dal Dharma, e quando essa è calma è più facile addestrarla.

E’ necessario dedicare il tempo opportuno per creare quest’atmosfera e rendere la mente veramente duttile e malleabile.

Ultimamente sono andato in Nepal dalla mia famiglia e mia madre, che è una persona profondamente religiosa, mi ha chiesto cosa faccio in Italia; le ho risposto che sto in casa o mi sposto per dare insegnamenti di Dharma. Questo l’ha resa estremamente felice perché, come mi ha fatto notare, i momenti in cui insegno il Dharma sono i più gioiosi per me poiché possono rendere felici anche gli altri, e mi ha esortato a proseguire su questa strada.

Sono rimasto profondamente colpito da questo suo consiglio perché a volte è difficile comprendere realmente se stessi e la propria finzione nei confronti degli altri. Mia madre invece ha immediatamente colto l’aspetto più importante e adesso anch’io sono in grado di vederlo, di poterlo sviluppare il più possibile, e dagli incontri di Dharma ricevo veramente una immensa gioia.

Mi ha toccato la sua naturale capacità di cogliere l’essenziale e mi sono chiesto, quasi stupito, come poteva lei vedere che anche il maestro, vivendo una realtà così preziosa, fosse felice.

Possiamo essere certi che ogni istante trascorso nel Dharma è un momento particolare: sperimentiamo una felicità speciale, un’atmosfera unica che riconosciamo come atmosfera dharmica.

Spesso viviamo belle esperienze, istanti preziosi, e l’importante è averne piena coscienza. Il riconoscimento, la consapevolezza, conferisce un significato superiore a ciò che stiamo vivendo. Questa consapevolezza mi è stata donata dalle parole di mia madre.

E’ un insegnamento a non abbassare mai la guardia e a mantenere vigile l’attenzione, perché spesso le persone più semplici, che non hanno una particolare preparazione, ci offrono eccellenti consigli. Mia madre non è istruita, ma ha una mente vasta, aperta, ed è molto intelligente. Queste persone ci donano insegnamenti unici e ci arricchiscono.

Nei monasteri tibetani succede abbastanza frequentemente che si ricevano ottimi consigli da persone ignoranti, apparentemente stupide, perché nella loro semplicità lasciano scaturire l’essenza delle cose e offrono indicazioni fondamentali. Per questo è necessario essere umili e imparare ad ascoltarli con attenzione e rispetto. Un proverbio tibetano recita che discorsi eloquenti possono essere formulati anche dalla bocca di un bambino. Tutto ciò è molto bello. Tutto ciò è molto bello.

Ad Assisi ho visto un interessante gruppo statuario in cui è raffigurato san Francesco sdraiato e due suoi stretti discepoli: il primo di questi, un grande studioso, è rappresentato in atteggiamento dotto e concentrato, mentre l’altro, un contadino, osserva il cielo stellato. Ciò che emerge immediatamente è la perfetta armonia dell’insieme, quasi le tre figure fossero complementari e ciò significa che, indipendentemente dai diversi livelli di conoscenza, tutti, con uguale capacità, potevano comprendere la verità.

Le qualità spirituali, le realizzazioni, sono presenti in ogni individuo, si tratta solo di farle emergere. Questo è un punto primario nella visione buddhista.

Tutti gli esseri senzienti devono essere considerati uguali, perché tutti possiedono la natura di Buddha. La possibilità data agli esseri di raggiungere l’illuminazione è chiamata la natura di Buddha.

Il testo che stiamo leggendo è il Lamrim, il sentiero che conduce all’illuminazione e si basa su sei categorie::

1.    la prima categoria è la causa: indica perché possiamo ottenere l’illuminazione e perché abbiamo la causa dell’illuminazione;   

2.    la seconda è la forma umana, che è la realtà che ha le maggiori possibilità di sviluppare la natura di Buddha o il seme dell’illuminazione. Per far crescere e maturare questo seme la miglior cosa è la forma umana. Il luogo in cui può essere piantato questo seme è la forma umana. Questo è interessante perché se possediamo un seme, ma non sappiamo dove piantarlo, esso resta completamente inutilizzato; 

3.    abbiamo un seme, il luogo dove piantarlo, ma occorre il tempo adatto per fare ciò e questa è la terza categoria: la condizione. La condizione è un amico spirituale. Se abbiamo la causa dell’illuminazione, la forma umana che permette lo sviluppo del seme, ma non abbiamo un amico spirituale, non sappiamo come far crescere il seme piantato. La terza categoria è l’amico spirituale che sa come attivare lo sviluppo;;

4.    la quarta è rappresentata dalle istruzioni impartite dall’amico spirituale;

5.    la quinta è il risultato del seme piantato nella forma umana, coltivato e cresciuto. Il risultato è l’illuminazione.

6.
    Quale sarà la sesta? Quando si è raggiunto lo stato dell’illuminazione che cosa c’è ancora da fare? Qual è il beneficio dello stato dell’illuminazione? E’ l’azione senza le intenzioni ordinarie. Generalmente il compimento di un’azione è la conseguenza di precise intenzioni, invece, nell’illuminazione, l’azione è pura, rivolta al benessere di tutti gli esseri, priva di intenzioni personali.

 
Sorge spontanea una domanda: “Se siamo esseri ordinari possiamo ugualmente raggiungere l’illuminazione?” La risposta è senza dubbio: Sì, perché possediamo il seme dell’illuminazione, o, detto in altre parole, possediamo l’essenza di Buddha. Quindi l’essenza di Buddha è posseduta da tutti gli esseri senzienti e si  diffonde in tutti gli uomini così come il burro è contenuto nel latte, anche se non riusciamo a distinguerlo.
.

Una seconda domanda è: “perché tutti gli esseri senzienti hanno la natura di Buddha?” Per tre ragioni:

1. la prima è che tutti gli esseri sono vacui, hanno la natura di vacuità;



2. a seconda  è che la natura di vacuità non ha  differenze;



3. la terza ragione è che tutti gli esseri posseggono la natura di Buddha. 

Ognuno è coperto dalla vacuità e non c’è differenza nella natura di vacuità. Non c’è alcuna differenza tra la natura di vacuità delle persone, anche se hanno esperienze diverse, realizzazioni diverse; non esiste tra loro alcuna differenza nella natura di vacuità. Tutti noi possediamo in modo uguale la natura di Buddha. Poiché tutti gli esseri senzienti hanno la natura di Buddha tutti gli esseri senzienti sono coperti dalla natura di vacuità.

La vacuità di un Buddha e la vacuità degli esseri senzienti è la stessa, non c’è nessuna differenza e questa è la ragione per cui tutti gli esseri senzienti posseggono l’essenza dell’illuminazione.

La natura di Buddha non è altro che il potenziale per sviluppare le qualità del Buddha, di essere illuminato. Questo potenziale è naturalmente presente in ogni individuo dal tempo senza inizio. Possedere la natura di Buddha significa possedere il seme dell’illuminazione. , di essere illuminato. Questo potenziale è naturalmente presente in ogni individuo dal tempo senza inizio. Possedere la natura di Buddha significa possedere il seme dell’illuminazione.

E’ un argomento molto difficile, ma è essenziale comprendere la natura di Buddha, il seme dell’illuminazione, perché esso è naturalmente in noi dal tempo senza inizio ed è il potenziale che ci porterà all’illuminazione. E’ stupendo! Non c’è bisogno di chiedere “datemi il seme, la natura di Buddha”, perché essa è già in noi e, sulla base di questa consapevolezza, possiamo praticare il Dharma molto facilmente e con vero entusiasmo.

Cos’è esattamente la natura di Buddha? È qualcosa di fisico? No, è semplicemente la famosa vacuità. Questa vacuità, che copre in ugual modo ogni cosa, copre il Buddha, copre gli esseri illuminati e gli esseri non illuminati. Non c’è alcuna differenza tra la vacuità degli esseri illuminati e quella degli esseri non illuminati.

L’essenza dell’esistenza degli esseri illuminati e l’essenza dell’esistenza degli esseri non illuminati è la stessa: essi hanno in comune la stessa natura..

La natura di Buddha è il seme dell’illuminazione ed è il potenziale per sviluppare le qualità degli esseri illuminati.
 
MB
 

ISBN/EAN: 
00000

Commenti

Marcello! Amice! Finalmente...

Ho apprezzato, intanto, il logo nella pagina personale:). Prepara il tuo profilo!
Stanotte leggo.

Ho passato qualche grassetto e cercato invano di giustificare il testo > provvederà Charlie Brown.
*
Grazie per il contributo, Besa.

Charlie è immenso.

30.

strana sensazione.

il velo di maya di è definitivamente dissolto.

è la fine delle illusioni.

grazie, amico mio

Oggi è un giorno memorabile:).
Festeggeremo a oltranza.
*
Lascia che rimanga qualche illusione > dà vita a sogni e immaginazione. ne avremo sempre bisogno. Viva Marcello, viva!

complimenti per l'amico, nel senso di complimenti per l'amicizia, quindi complimenti a te. ;-)
sarà bene che questa me la stampi

marcello conosci la dottrina bon, e se si che ne pensi?

(marce, nevabop è l'artista che ha vinto il concorso di narrativa del fu Catalogo.)
(vi state presentando qui, ma vi vedrete dal vivo a Roma in ottobre-novembre;) ).

(scusate per l'interruzione)

grazie per l'artista -devo cercare l'emoticon per il rossore in viso.
comunque piacere marcello

molto piacere!

il bon lo sto conoscendo recentemente,

mi sono avvicinato al buddhismo per altre vie

e sto approfondendo ora quello tibetano, che come saprai con il bon si è fuso.

per questo motivo la prossima settimana parto per l'india, ed i particolare Dharamsala, villaggio dei tibetani in esilio, e avro' la possibilità di ascoltare ed incontrare il Dalai Lama

questo invece è il sito del mio "amico spirituale"

http://www.geduntharchin.it/gt_index.asp

è meraviglioso: oddio, raccogli un po' d'aria in un barattolo!
portagli il mio abbraccio

Marcello, visto che ti interessa l'argomento buddhismo, ti consiglio - se non lo hai ancora letto - un testo molto interessante che inquadra il fenomeno da un punto di vista lontano dalla contaminazione dell'interpretazione occidentale (cioè della maggior parte dei testi che si trovano in circolo sull'argomento). Per me il miglior testo sul buddhismo che mi è capitato sottomano: Julius Evola - La dottrina del risveglio, Ed. Mediterranee

grazie per il consiglio, leon!

Di nulla, Marcello. Il nome dell'autore è Julius Evola (avevo scritto Julis distrattamente). Io sono appassionato di dottrine orientali e ho letto parecchi testi su induismo, buddhismo, buddhismo zen, taoismo, tantrismo e confucianesimo. Posso segnalarti oltre all'opera di Evola (che ha scritto anche sui Tantra e su Lao -tze e il Tao), quella del - probabilmente - più grande studioso occidentale di dottrine orientali: René Guénon. In ogni caso, se non l'hai mai letto, ti consiglio vivamente il bellissimo poema tratto dal sesto libro del Mahabarata: la Bhagavadgita. Ne troverai varie versioni con spiegazioni a margine. Alcune sono ottime.

Spero di leggerti ancora su riflessioni inerenti queste materie.

molto bene!

sono un po di mesi che mi sto divorando tutto quello che trovo su questi argomenti.

tutto ciò dovuto ad un percorso di esperienze a 360°

culminato con lo yoga e la meditazione trascendentale

consiglio questo link: http://www.consapevolezza.it

e non mancherò di utilizzare questa piattaforma fantastica
del grande amico Franchi

:). Splendido. Voglio che vi troviate tutti.
Quando ci vedremo tutti assieme dal vivo sarà una serata clamorosa.
Confrontatevi e dialogate così. Che gli dei siano gentili e ci donino armonia.

Viva noi,
gf

Chi non muore si rivede :) Viva Buddha!

stanotte festeggiamo i 30 anni di Marcello:). Dovrebbe essere già in macchina. Tornerà a risponderti. Intanto, per certo, ti omaggia, ottimo Martello;)

Beh, auguroni allora! :) Un saluto!

Ok Marcello, grazie per il link. Io ho fatto yoga kundalini per un anno: fu una bella esperienza. Aspetto di leggerti, allora. Magari ci dirai di più sul tuo percorso a 360 gradi: da dove è partito e dove sta andando? se ti va diccelo pure.

Auguri a Marcello !! :)

Festeggiammo. Vi racconterà:).
Ciao ragazzi.

Letto bene ieri, mi do sempre del tempo per commentare (scusate). In realtà non commento il contenuto, che capisco un poco ma essendo cristiana non riesco probabilmente a "far mio" del tutto. Mi ha colpito una cosa, che posso confermare anche nella mia esperienza di gruppi di preghiera appunto cristiani. Le persone semplici possono dare insegnamenti mille volte più profondi di tanti teologi. Ci sono anche degli ottimi pensatori-scrittori (io cito per tutti Henry Nouwen, che tuttavia ha sempre confrontato la parola con la dura realtà di una casa di accoglienza per malati psichici), ma ho ricevuto delle splendide testimonianze e vere perle di saggezza da uomini e donne non istruiti, ma forse per questo con il cuore più aperto alla fede... Un saluto, i.

hai talmente ragione.. forse è dovuto al fatto che gli altri pensatori-scrittori (quelli non ottimi) dimenticano di rivolgersi anche agli esseri umani, di tanto in tanto.
non credo che l'espressione relativa ai poveri di spirito sia tanto retorica, possiede una verità. ovviamente meglio "semplici" come traduzione

(Marcello è in India, tornerà a settembre. Il Segretario)