Natalini Gugliemo

Nerone oltre la leggenda

Autore: 
Natalini Gugliemo

La Ugo Magnanti Editore è una piccola casa editrice presente sul territorio pontino e dedita a stampe rigorosamente limitate e molto curate. Anzio, città natale del più discusso imperatore romano, è anche lembo costiero che si approssima all’editore della contigua Nettuno attraverso una complessa e tuttora avvincente ricerca che viene condotta sull’argomento. Yves Perrin, segretario della Sociètè Internazionale D’Etudes Nèroniennes, nella prefazione chiarisce subito che “esistono due Neroni, quello degli studiosi e quello dei non specialisti”.
L’immagine convenzionale è quella di un “folle dedito alle orge, spietato matricida e uxoricida”. In queste pagine emerge una figura contrastata, denigrata ed esaltata, amata e odiata, fintanto da rendere la stessa storia più umana; frutto di ricerca ed imparziale dedizione vissuta con autentico pathos. Dopo la morte dell’ultimo dei Giulio-Claudi, Tacito osserva che “era stato reso pubblico un segreto di Stato: potersi creare un imperatore fuori di Roma”. Per molti anni furono in tanti a crederlo ancora vivo e pronto a tornare, diversi furono coloro che presero il suo nome in prestito o a pretesto. Di fronte all’evidenza della sua morte, c’è chi non rinunciò a credere che un giorno sarebbe persino resuscitato rendendo a tutti giustizia. Di giustizia a lungo si occupò in vita Nerone, determinato nel consolidare un potere assoluto, di svolta per quel che sarà la successiva iconografia del tardo impero, sempre più minacciato tanto nelle sue faccende interne quanto nelle pressioni esterne esercitate sui confini.
Tra i vari filoni etimologici sulle leggende divampate, ci si addentra in due tradizione pagane, l’una favorevole e l’altra contraria a Nerone. Postuma è quella avversa dei cristiani, sviluppatasi nel corso del III° secolo, che lo presenta come un persecutore in una fosca visione apocalittica. Inoltre sussiste un’ulteriore tradizione ostile di stampo giudaico, che si origina intorno alla distruzione del tempio di Gerusalemme. Con l’umanesimo e la proiezione interpretativa della verosimiglianza storica, l’argomento s’inizia a discernere più attentamente. Taluni studiosi contemporanei giungeranno alla conclusione che i primi cinque anni del regno furono un modello di saggezza, umanità e lungimiranza. Politica estera di mantenimento, garantismo ante-litteram, riforme fiscali ed economia programmatica caratterizzarono questo periodo nonostante i prevedibili crescenti conflitti tra il monarca e l’apparato aristocratico senatoriale. Gerolamo Cardano, autore de L’Elogio di Nerone, resta un opportuno esempio tra quanti, su questo fronte, si sono spinti anche oltre. Tra le probabili cause dell’incendio di Roma, risaltano le condizioni di sovraffollamento urbano, l’impegno di Nerone a condurre i soccorsi in prima persona, il fanatismo di taluni cristiani che vedevano nella libertina Roma dei tempi la bestia dell’apocalisse da estirpare nei flagelli della carestia, della morte e del fuoco. Di fatto Nerone, al contrario di certi successori, non mise mai in atto una politica anticristiana limitandosi a processare le frange ritenute colpevoli del solo incendio. Paolo di Tarso, già presente a Roma e noto alle autorità, non venne neppure inquisito.
Un imperatore amato dalla plebe romana ma anche nell’antica Lione, ovvero Lugdunum, per la ricostruzione avvenuta dopo l’incendio. A proposito di ricostruzioni, la Domus Aurea resta d’esempio, nelle descrizioni tramandate, non solo per gli sfrenati e dispendiosi lussi, ma anche per la modernità e le soluzioni integrative. L’artista Nerone esordisce in pubblico a Napoli, coronando poi le sue ambizioni durante il lungo e dispendioso soggiorno in Grecia, dove finirà col distogliersi completamente dalla realtà politica.
Lungo spazio è lasciato alle congiure che si susseguiranno, fallendo anche ingenuamente, nel volgere al termine del regno, a cominciare da quella di Pisone fino all’ascesa di Galba, avvenuta imprevedibilmente nell’ormai critica ed irreversibile situazione di dispendio e declino psicofisico di Nerone. L’ultimo capitolo è un excursus sulle messe in scena nel corso dei secoli, ma qui, probabilmente, occorreva scrivere un secondo tomo. Un imperatore la cui sensibilità artistica non ha giovato molto e a cui la creazione artistica, indubbiamente, sembrerebbe essersi pressoché ininterrottamente ispirata. In sostanza, se già il persistere troppo nell’arte non conduce mai, bene che vada, a proficui frutti, dovendo gestire un potere, non può che condurre ad enormi sciagure.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Gugliemo Natalini è nato a Roma nel 1929. È laureato in ingegneria chimica ed è stato dirigente industriale nel settore tecnico per oltre 30 anni. Da sempre appassionato cultore di studi storici, ha pubblicato altri due saggi: “Amilcare Cipriani: la vita come rivoluzione” (Firenze 1987) e “Storia della Repubblica Romana del Quarantanove” (Ugo Magnanti editore, Anzio 2000). Suoi saggi sulla Repubblica Romana del Quarantanove sono apparsi sulla rivista francese «Le Cheval de Troie» (“Les petits Césars”, numero 9, Bordeaux gennaio 1994), e sugli Atti del convegno «L’alba della democrazia», a cura di Pietro Pistelli e Marco Severini (“L’eccezionalità della Repubblica Romana del 1849”, Affinità Elettive Edizioni, Ancona 2004). 

Natalini Guglielmo, Nerone oltre la leggenda, Ugo Magnanti Editore, Anzio, 2005.

Nota di Enrico Pietrangeli - 2007

ISBN/EAN: 
8890088370

Commenti

"Incarnazione di Satana o un imperatore illuminato"...

Natalini Guglielmo, Nerone oltre la leggenda, Anzio, 2005, ISBN 88-900883-7-0 - per chi cercasse traccia dell'opera;

http://it.wikipedia.org/wiki/Nerone per approfondire.

Il tema, caro Enr, mi è caro per quel vecchio, adorabile libro di Massimo Fini: "Nerone. Duemila anni di calunnie", Oscar Mondadori, 1993, ISBN 88-04-38254-6 - che cambiò definitivamente la mia percezione dell'imperatore.

aggiungo la bio dell'autore, tratta da Lavinio Mare:
http://www.laviniomare.net/modules.php?name=News&file=article&sid=989

Sono i "Duemila anni di calunnie? la cosa più inquietante per chiunque..

assolutamente d'accordo.

?.?imperatore più vicino al popolo che Roma abbia mai avuto?
sì, senz?altro un ulteriore articolo interessante..

Bene, una pagina di storia sempre benvenuta. Sull'anticristianesimo di Nerone, la cosa non mi farebbe poi grande meraviglia. Ricordiamoci che le idee cristiane erano vagamente sovversive per il clima dell'epoca. Su Paolo di Tarso invece ho qualche dubbio che sia morto di influenza e - a quanto se ne sa - è morto prima della fine del regno di Nerone.
Questo a me personalmente non fa mettere in dubbio la possibile "saggezza" di Nerone o il suo amore per il popolo.
La questione che la presenza e l'attività dei cristiani sollevarono è molto complessa e articolata, e non si esaurisce certo con Nerone o con Diocleziano.

?complessa e articolata? e con uno primo snodo storico importante, quello di Nicea.

Per il resto è certamente storia che ci furono cristiani perseguitati dai pagani, ma taluni non escludono che accadde anche il contrario, come pure ci fu tensione e contrapposizione tra diverse idee e modi di essere cristiani in un impero sempre più prossimo alla fine? quindi è fuor di dubbio che talune idee o forse, più semplicemente, troppe divergenze furono considerate, a ragion di stato, più che ?vagamente sovversive per il clima dell?epoca?

Bene, un altro testo che riabilita Nerone. Per me il più grande Imperatore romano. Franco, quand'è che recensisci il bel libro di Massimo Fini su Nerone? Dai, se tu fai quello io faccio quello su Catilina.

Volentieri, ma dammi qualche mese. La mia scrivania è un casino imbarazzante, credimi.

11 - Si, si. Anche io ho un mucchio di arretrati. Facciamo in estate, semmai.

ok;)

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