Naspini Sacha
Sab, 29/09/2007 - 13:19 — Gordiano
Mi dissi che una città ti può ingoiare: avevo sempre pensato a quel locale, ma non ci ero più tornato. Più facilmente ero stato altrove, nel mondo, se ricordavo di quel posto lo sentivo come la vita di qualcuno che racconta un diario perso nei secoli. Ora stavo con un gomito al banco, la vertigine della congiunzione, una figlia.
Sacha Naspini è un autore dotato di una scrittura fresca, rapida e senza fronzoli, utilizza periodi brevi e spezzati che danno ritmo alla narrazione e padroneggia a dovere il dialogo che scandisce l’incedere del racconto. Naspini riesce a caratterizzare i personaggi in modo articolato e fa scaturire la loro personalità dalle cose che dicono e dai ricordi. Il risultato descrive l’incontro tra due vecchi compagni di scuola che decidono di vedere insieme un’importante partita di calcio. Ma l’avvenimento sportivo passa in secondo piano e di fronte alla vecchia complicità che riaffiora sono i ricordi a prendere il sopravvento.
Il risultato è un racconto sul tempo che passa e le persone che cambiano ed è emblematica la frase pronunciata da uno dei protagonisti: “Comincia con i calciatori. Non te ne accorgi neanche. Un giorno ti accorgi che il nuovo centravanti della tua squadra ha l’età che potrebbe essere tuo figlio”. L’incontro tra i due amici di un tempo riapre vecchie ferite e scava in un passato che ha fatto vivere troppi fallimenti. Naspini è bravo a non dare giudizi, ma si limita a costruire un clima realisticamente malinconico, un suggestivo scenario dove fa muovere i suoi personaggi come perfetti ingranaggi della storia. Il risultato è un racconto minimalista che è uno spaccato credibile di vita quotidiana nel quale il lettore si immedesima con piacere e a tratti ritrova parte della sua vita. Il finale è permeato di un’atmosfera agrodolce con i due amici che lasciano perdere la partita e finiscono in un locale, come ai bei tempi dell’università. Purtroppo niente è come prima, persino la bella cameriera è ingrassata e il suo fisico non fa più sognare, così come i due amici non sono più gli studenti sempre a caccia di avventure. Alla fine uno dei due si ritrova ubriaco per mano a una ventenne e l’altro esce con la cameriera, sogno erotico del passato. La loro vita è cambiata, come cambia la vita di tutti, tra divorzi, figli perduti e un lavoro che distrugge le illusioni. I due vecchi amici si salutano e l’autore lascia intendere che forse non si vedranno mai più, perché non c’è più niente a tenerli unti.
Il risultato è un racconto che si legge con rapidità e che è permeato di buona tensione narrativa. Al tempo stesso è un racconto che scava nella psicologia dei personaggi che costruisce come due prototipi di sconfitti, due giovani insoddisfatti prodotti dalla società contemporanea.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Sacha Naspini (Grosseto, 1976), scrittore italiano.
Sacha Naspini, “Il risultato”, Magnetica, Napoli 2006.
Approfondimento in rete: Blog di S.N.
IN LANKELOT:
Naspini Sacha - Cento per cento - marina monego
Naspini Sacha - I Cariolanti - franchi
Naspini Sacha - I Cariolanti - nic
Naspini Sacha - I sassi - franchi
Naspini Sacha - Il risultato - Gordiano
Naspini Sacha - L'ingrato - Gordiano
Naspini Sacha - Never Alone - marina monego
Gordiano Lupi, 2006
Prima apparizione: Kult Underground / Tellus
Commenti
"Il risultato" descrive l?incontro tra due vecchi compagni di scuola che decidono di vedere insieme un?importante partita di calcio. Ma l?avvenimento sportivo passa in secondo piano e di fronte alla vecchia complicità che riaffiora sono i ricordi a prendere il sopravvento...
"Sacha Naspini è un autore dotato di una scrittura fresca, rapida e senza fronzoli, utilizza periodi brevi e spezzati che danno ritmo alla narrazione e padroneggia a dovere il dialogo che scandisce l?incedere del racconto. Naspini riesce a caratterizzare i personaggi in modo articolato e fa scaturire la loro personalità dalle cose che dicono e dai ricordi."
> E' un quadro molto chiaro. Posso domandarti chi ti ricorda, questo stile? A quali autori italiani del Novecento credi possa essere assimilato?
"Comincia con i calciatori. Non te ne accorgi neanche. Un giorno ti accorgi che il nuovo centravanti della tua squadra ha l?età che potrebbe essere tuo figlio?
> Probabilmente Nick Hornby è d'accordo:
http://www.lankelot.eu/index.php/2006/07/05/nick-hornby-febbre-a-90/
"Il risultato è un racconto che si legge con rapidità e che è permeato di buona tensione narrativa. Al tempo stesso è un racconto che scava nella psicologia dei personaggi che costruisce come due prototipi di sconfitti, due giovani insoddisfatti prodotti dalla società contemporanea."
> Annoto tutto. Mi piacerebbe domandare a Naspini se ha avuto modo di leggere, a proposito di grandi storie d'amicizia - e inimicizia - un romanzo come "Le braci" di Marai. In generale, vorrei domandargli quali sono i suoi grandi romanzi di riferimento sull'amicizia, sulla sua essenza, sui suoi contrasti. Se puoi, giragli la domanda, lo aspettiamo qui nel sito.
Salut!
Resto sempre affascinata, ma non lo nego, anche un po' perplessa, quando un giovane autore prova a calarsi nei panni di persone molto più anziane di lui. Ne abbiamo già parlato, Gordiano, sull'altra difficile impresa che è per un uomo penentrare l'animo e il pensiero femminile. Ho sempre il dubbio che la voce suoni sfalsata, non dico falsa.
A trent'anni non pensi come un uomo di cinquanta (presumo che l'età dei protagonisti tenda in quella direzione), non hai provato sulla tua pelle un divorzio e neppure il disprezzo dei figli o il divario di incomunicabilità con loro, tanto per fare un esempio.
Se sei bravo forse riesci a raccontare quello che hai ascoltato.
Magari Naspini ha fatto questo.
E se lo ha fatto bene, allora merita leggerlo.
Ho girato l'invito a Naspini. A mio giudizio il racconto è perfettamente riuscito e Naspini sa scrivere. Uno scrittore deve sapersi immedesimare in una donna e in un uomo più vecchio. Uno scrittore non può parlare soltanto di se stesso e dei confini angusti della propria vita. Per quanto riguarda i riferimenti di Naspini, ho citato Cassola e Zelli, ma per la novella di Maremma, non tanto per questo racconto. Non conosco a fondo Marai, quindni non saprei dire. Ho letto soltanto un romanzo (Il cane) e non mi ha entusiasamato...
Gordiano
Speriamo di avere l'autore presto tra noi, per completare le informazioni e migliorare il confronto. Felici di questa segnalazione, della tua preziosa disponibilità, della disponibilità dell'autore.
E' bello trovare artisti nuovi. E' necessario.
…Eccomi qua!
Beh, che dire, intanto grazie per l’interesse…
Spendo subito due parole riguardo a “Il risultato”.
La pubblicazione de “Il risultato” risale al novembre 2006. La prima stesura invece è di circa un anno prima, forse qualcosa di più. Quel che ne è venuto fuori è questo tascabile, un libricino di 60 pagine appena, alle quali devo molto. Era il periodo in cui mi sperimentavo nella “palestra” racconto (con questo non voglio dire che non lo faccia ancora, anzi; la forma compositiva del racconto è fondamentale per chi abbia intenzione di cominciare a scribacchiare qualcosa di decente, esattamente quanto la lettura, e non si finisce mai d’imparare). In particolare cercavo di affrontare un tema preciso: il non detto. Ispirato da letture di grandi (mi viene da dire Carver, Fante, Bukowsky, Calvino…) volevo vedere cosa riuscivo a combinare io in tal senso. Insomma mi misi sotto di brutto, scrissi decine e decine di racconti che poi riunii in un’antologia (inedita) che chiamai “C’è una mosca nella Sambuca”. E la dimenticai. O almeno: cercai di farlo. Quando tempo dopo ripresi in mano tutto, “Il risultato” mi sembrò il lavoro migliore: stavo addosso al ritmo che cercavo, rispettavo i ruoli dei personaggi, non eccedevo con mitragliate viscerali da narcisista, lasciavo tutto sotto, sopra restavo asciutto (o così pareva a me). Proposi “Il risultato” a Magnetica, piccola casa editrice napoletana, tra le poche che affrontano pubblicazioni di emergenti in forma tascabile. Un rarità. A loro piacque e “Il risultato” uscì (Magnetica è comunque a pagamento). Riporto di seguito un piccolo commento di Maurizio Cometto tratta dalla scheda di ibs.it che a mio avviso centra l’intenzione che avevo riguardo a questo racconto.
Maurizio Cometto (11-01-2007)
Ecco un racconto quasi perfetto! E’ perfetto lo stile perché crea una fortissima suspense, non permette di staccare gli occhi dalla pagina, e crea quella malia che annulla istantaneamente tutto ciò che sta fuori dal libro, e il libro diventa quasi la propria vita. Le uniche imperfezioni riguardano la trama, che è davvero troppo “già sentita”. Ma questo forse aumenta il merito del libro, che sa stregare senza dire nulla di nuovo, che sa catturare con l’unica arma della scelta delle parole, anzi, in questo caso, della non scelta, delle ellissi, del non detto. Magnetica sta crescendo bene.
L’assenza di una trama, o una trama “nascosta”, comunque la si voglia vedere, era quello che cercavo. “Il risultato” è stato il primo racconto in questo senso che mi ha lasciato abbastanza soddisfatto. Poi che c’entra, fare di una piccola storia una “scrittura spalancata dal silenzio tra una parola e l’altra” è roba forte, che scotta (penso a Sannino, nel suo bellissimo Assolo). Bisogna essere dei giganti per fare bene questa cosa. E avere cuore da buttare.
In riferimento al punto 4 no, non ho letto “Le braci”. Per il resto non saprei, tra i libri che trattano il tema dell’amicizia (in tutti i suoi contrari) e che mi hanno colpito di più, c’è senza “Demian” di Hesse (mi riferisco anche all’impianto). Ma troppi ce ne sarebbero da citare…
Per il punto 5 sono d’accordo con quello che dice Gordiano in seguito, l’abilità di uno scrittore (e parlo al di fuori di me) sta di sicuro anche nell’immedesimazione. Mi riferisco alla sensibilità d’animo che porta alla suggestione (credibile) di qualcosa che non si vive direttamente, ma del quale si può dire in “potenziale” emotivo. Un esempio pratico è Salgari, che pur scrivendo d’India eccetera non si è mai mosso da casa. Comunque credo che si tratti in primis di una capacità dell’anima, non si può imparare. Posso raccontare le lacrime di una prostituta sessantenne in maniera eccelsa ed essere un venticinquenne laureando in economia… È difficilmente spiegare. Forse neanche si dovrebbe. Chiaramente, colui che butta giù le parole deve saperci andare forte.
Scusate se mi sono dilungato un po’…
Grazie ancora per questa opportunità!
Alla prossima!
Sacha Naspini
(Grazie a te per il contributo, Sacha!)
bene.
Neanche un anno e sono reduce dalla lettura: bravo Gordiano, scheda equilibrata e ben calibrata. Niente da aggiungere,
gf
Copertina, tags, archivio,
Copertina, tags, archivio, carattere e impaginazione.