Dalla postfazione: “Questo romanzo è la riscrittura di una vecchia storia non troppo nota. E' il racconto di un mito, la formazione di una leggenda il cui contesto è molto lontano dai lettori di oggi. La vita delle donne di Persia del XIX secolo è un argomento così scarsamente documentato, così raramente considerato di una qualche rilevanza dai cronisti dell'epoca che i fatti concreti riguardanti quelle madri, figlie, sorelle e mogli sono davvero esigui”.
La “donna che leggeva troppo”, indicata nel titolo di questo affascinante romanzo, altri non è che una poetessa persiana realmente vissuta nel XIX secolo. Anche se nel libro il suo vero nome non viene mai citato, così come non viene citato nessuno dei nomi dei personaggi coinvolti, la donna in questione è di Tahirih Qurratu'l-Ayn, nata a Qazvin, Persia settentrionale, nel 1817. Educata dal padre, il mullah Haji Mulla Ali' Salihi, in maniera rigorosa ed attenta, Tahirih Qurratu'l-Ayn era bella e terribilmente intelligente. Tahirih, o la poetessa di Qazvin, come viene chiamata nel romanzo, sapeva scrivere e, soprattutto, sapeva leggere ed interpretare il Corano. Una dote straordinaria in considerazione del fatto che allora alle donne persiane non era permesso ricevere alcuna istruzione, d'altro canto anche il numero degli uomini capaci di leggere e di comprendere la scrittura sacra erano pochissimi.
“La donna che leggeva troppo” racconta la fuga, la prigionia e la morte della poetessa di Qazvin. Attorno a lei, e alla sua vicenda così ben ricostruita e narrata, ruotano una serie di personaggi dal fascino inquietante e distruttivo. Dal giovane ed inetto Shah alla Regina Madre, donna dal potere indiscusso e dalla vanità insuperabile. Dal Visir spietato ed opportunista alla terribile moglie del primo notabile. La storia della Persia, che va dalla metà dell'800 fino alla fine dello stesso secolo, si mescola alle vicende di figure incredibilmente affascinanti le cui gesta, spesso vendicative, tragiche e di una violenza inaudita, sembrano perdersi nelle nebbie confuse della leggenda.
Il romanzo si divide in quattro parti diverse. Ognuna di esse è affidata alla voce di una donna. Tutto il libro, infatti, può essere letto come un unico “canto” femminile. E' senza dubbio interessante e coinvolgente notare le similitudini tra il mondo islamico persiano di allora e il mondo islamico iraniano di oggi.
La poetessa non venne considerata pericolosa solo per il fatto che sapesse leggere e scrivere, oltre che affrontare discussioni di altissima valenza filosofica e religiosa, ma fu anche giudicata un'eretica tra le più pericolose del tempo. Tahirih aveva abbracciato il Messaggio del Bàb, fondatore del Babismo, una corrente dell'Islam che, però, fu presto repressa e perseguita dal clero e dallo Shah con l'uccisione di più di 20.000 seguaci. Nonostante la falsa accusa di omicidio, l'arresto e la carcerazione, la poetessa di Qazvin riuscì a confondere e ad affascinare i suoi stessi persecutori. Possedeva doti di potente eloquenza, era in grado di sostenere confronti dialettici con le più importanti cariche religiose del suo tempo e, appena poteva, si impegnò nell'insegnare a leggere e a scrivere alle altre donne perché ferma sostenitrice della necessità dell'emancipazione femminile in un Paese come la Persia. Un'emancipazione che non poteva che partire dall'istruzione: solo acquisendo un minimo di cultura le donne potevano (e potranno) conquistare dignità e libertà.
La Nakhjavani mette in atto un meccanismo narrativo sicuramente molto particolare attraverso il quale si sposta avanti ed indietro lungo la linea del tempo senza rispettare alcuna consecutio. Ci racconta alcuni degli episodi salienti e, attorno ad essi, fa ruotare tutte le volte che vuole e come vuole molti altri momenti del romanzo. Personalmente ho trovato questa scomposizione e ricomposizione narrativa decisamente intrigante ed avvincente, ma mi rendo conto che non a tutti i lettori certi cortocircuiti letterari possano piacere. Chi è abituato a seguire una linea di lettura unica e nitida, troverà una certa difficoltà a seguire le peripezie scrittorie della Nakhjavani che, in tutta sincerità, potrebbe risultare un po' faticosa.
Il personaggio della poetessa di Qazvin, ricostruito e restituito da “La donna che leggeva troppo”, è sorprendente e rivoluzionario. Una donna dotta e intelligente che viene uccisa, a soli 36 anni, perché giudicata eretica e le cui poesie sono tuttora proibite nella sua terra natale. Una vita e una morte che hanno consegnato Tahirih Qurratu'l-Ayn alla leggenda eppure la bella poetessa potrebbe divenire fonte di ispirazione per le donne iraniane contemporanee.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Bahiyyih Nakhjavani è nata in Iran da una famiglia bahai. Ha studiato nel Regno Unito e negli USA. Attualmente vive in Francia dove lavora come insegnante di letteratura americana. La sua prima opera si intitola “La bisaccia” ed è stata tradotta in diverse lingue. “La donna che leggeva troppo” risale al 2007, mentre “I viaggiatori dell'alba” è stato pubblicato nel 2008.
Bahiyyih Nakhjavani, “La donna che leggeva troppo”, Rizzoli, Milano, 2010. Traduzione di Maria Baiocchi e Anna Tagliavini
Titolo originale: “The woman who read too much”
Bahiyyih Nakhjavani: Wikipedia
Tahirih Qurratu'l-Ayn: sito italiano / Wikipedia / Facebook
(monnalisa, novembre 2010)
Commenti
[la donna che leggeva troppo]
[la donna che leggeva troppo] neo MONNA!
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[la donna che leggeva troppo] la storia è incredibile, e il titolo micidiale. Questo libro dovrebbe spopolare. Ottima scelta!
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[la donna che leggeva troppo] mi viene in mente che questo romanzo sarebbe la gioia di Alberto Castelvecchi. Per un sacco di buone ragioni.
[La donna che leggeva troppo]
[La donna che leggeva troppo] Questo libro mi è stato regalato per ovvie ragioni. Chi me lo ha donato ha detto che non ha avuto dubbi: gli è bastato il titolo per convincerlo che fosse giusto per me.
In verità io non leggo quanto vorrei, ma questa è un'altra storia...
La vicenda della poetessa protagonista del romanzo è davvero splendida. Scritta in maniera esaltante. E' stato molto affascinante scoprire la figura di una donna persiana la cui memoria, nonostante tutto, sembra molto viva. Sono sempre terribilmente affascinata dalle donne come Tahirih. Vale davvero la pena scoprire chi fosse e perché è considerata ancora oggi tanto pericolosa.
[la donna che leggeva troppo]
[la donna che leggeva troppo] Hai provato a leggere il famoso libro su Ipazia pubblicato due anni fa da "La Lepre", un piccolo editore romano snobissimo e pieno di idee di qualità? Potrebbe piacerti...
http://www.lalepreedizioni.com/catalogo_visualizza.php?Id=36 ha venduto tantissimo ben prima del film di Amenabar. Che non credo abbia cambiato molto le cose...
[La donna che leggeva troppo]
[La donna che leggeva troppo] Conosco un po' la storia di Ipazia. Quando è uscito il film di Amenabar, però, ho deciso di non vederlo. Dovrei leggere anche questo libro... uno dei 100.000 che dovrei leggere! Sorrido.
Comunque grazie della segnalazione, Franchi.
[La donna che leggeva troppo]
[La donna che leggeva troppo] assolutamente affascinante la figura femminile, non so se apprezzerei del tutto gli artifizi letterari di cui scrivi, forse in questo periodo preferisco roba più lineare, di solito però accetto la sfida di seguire anche trame complicate.
Anch'Io ho pensato subito a Ipazia, credo che cercherò il film per ora.