Questo romanzo esprime, nella massima forza, la tradizione letteraria giapponese: qui trionfa lo splendore arcano nel mondo, ricco di simboli e di miti violenti. Protagonisti sono meravigliosi giovani appartenenti a una classe sociale subumana, per il mondo giapponese contemporaneo. I giovani del clan dei Nakamoto vivono e consumano la loro vita, segnata da una predizione riposta nel sangue nel tragico e furioso congiungersi di eros e morte; ed è merito della loro condizione, è il privilegio della loro condizione sociale, un privilegio epico, a consentire loro di vivere un'autenticità spaventosa ma ben più profonda e reale di quella di qualunque altro uomo o donna.
Sono esseri arcani, animali mitologici, che pur tentando di sfuggire per tutta la vita al loro destino vengono infine da esso raggiunti; vivono in una solenne ritualità i gesti che li condurranno alla morte. Ragazzi tra i diciannove e i trentatre anni, i Nakamoto utilizzano il loro corpo come fosse il canale che li ricongiunge al mito, a quel leggendario inevitabilmente inscindibile dal reale come da tradizione letteraria nipponica: basti pensare al grandioso Genji monogatari. Una scrittura visionaria e stracarica di lirismo travolgente, ben dissimile in questo anche dagli altri grandi protagonisti della letteratura giapponese novecentesca; penso soprattutto al Mishima della Casa di Kioko e dei superbi racconti di Morte di mezz'estate dove eros e morte sono incentrati in una scrittura celebrale e lacerata, dove il piano di astrazione filosofica e di emblematizzazione simbolica dei personaggi si differenzia di gran lunga dal concreto realismo di Nakagami.
Una scrittura sensuale, quella di Nakagami, intesa nell'accezione di sensorialità e di violenta fisicità, che istintiva e potente trasfigura questi personaggi in poesia, senza l'astrazione del simbolico. Giovani criminali come esseri legati al mondo favoloso degli dei e della terra, al di fuori della storia e di una tediosa disamina sociale e civile, che guasterebbe tutto. In Mishima, invece, la lacerazione, tutta occidentale, tra mondo delle parole e il mondo vero e proprio, e il contrasto tra vita e arte, sono entrambe insufficienti al bisogno di completezza ed entrambe frequentate per arrivare poi all'azione che le unisce, l'unica, il suicidio. Tutto ciò è estraneo a Nakagami, più profondamente nipponico.
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE.
Kenji Nakagami nasce a Shingu in Giappone nel 1946 e muore nel 1992. Scrittore, critico, e sceneggiatore giapponese.
Mille Anni di Piacere (sen nen no Yuraku) prima edizione italiana Einaudi letture 2007 a cura di Antonietta Pastore, prima edizione Tokio 1982.
Per approfondire: WIKI en
Andrea Foschini
Commenti
[nakagami] andrea foschini ci
[nakagami] andrea foschini ci presenta "mille anni di piacere".
Dal sito EINAUDI: "Una casta maledetta costretta a vivere nei Vicoli. Una famiglia di uomini bellissimi, sfrenati nei piaceri, sempre in bilico fra l'amore per la vita e l'attrazione per la morte, posseduti da una colpa che ignorano. Una vecchissima levatrice testimone dei loro brevi destini, incarnazione di un dolente fatalismo e di una saggezza ancestrale".
sono contento
sono contento dell'inserimento, c'è molta letteratura importante poco commentata in Italia, ad esempio i classici cinesi come Il viaggio in Occidente e Il sogno della camera Rossa a quanto ne so non tradotti ancora integralmente, sopratutto la grande lezione del fantastico come fondamento per una visione profondamente realistica dell'uomo andrebbe sottolienata con forza in occidente. Come ha fatto Borges, basti pensare ad un dei suoi fondamentali racconti su un poeta cinese alla ricerca della parola chiave dell'universo....il racconto in assoluto con cui più mi identifico. Ringrazio gianfranco. Andrea Foschini
(andrea) Intanto ti rinnovo
(andrea) Intanto ti rinnovo il benvenuto. Passo al volo per segnalarti l'archivio dedicato alla letteratura giapponese, qui su lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-articoli.html?Letteratura/Letteratura%20giapponese pane per i tuoi denti, circa 70 schede diverse.
scappo
gf
un buon elenco. Ci vorrebbe
un buon elenco. Ci vorrebbe però un articolo sulla tetralogia di Mishima, in particolare Neve di Primavera, in assoluto il suo capolavoro. Per intraprendere la lettura di Mishima bisogna cominciare da lì e dal già recensiito Confessioni di una maschera. Il Padiglione D'oro anche. Può darsi che mi dedicherà al primo testo. A parte i Nipponici comunque fammi avere un elenco dei teti su Anais Nin nel sito, quello si, pane per i miei denti. Un saluto e spero che qualcuno legga Nakagami grazie a me
[andrea foschini] la Nin è
[andrea foschini] la Nin è qui: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?N/Nin+Anais
mentre in alto a sinistra, dove leggi "archivio articoli" e "archivio autori", trovi le circa 4500 schede sin qua apparse nel sito.
Per comodità, Archivio Autori recensiti: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html
Archivio Articoli: http://www.lankelot.eu/archivio-articoli.html
ualà,
gf