Un terremoto, quello del 1995 che ha investito e distrutto la città di Kōbe (in cui Murakami ha vissuto a lungo), è il sottile fil rouge che lega, uno dopo l’altro, i sei racconti che compongono il libro. Conosco il terremoto, considerando la zona in cui vivo, e conosco molto bene lo sgomento che non si cancella e i ricordi di rumori ed immagini, quelli che ho “sentito” nei riferimenti, seppur solo indiretti, che lo scrittore giapponese traccia.
E’ il mio primo Murakami, “Tutti i figli di dio danzano”. Lo ammetto: mi piace. E molto. Stile asciutto, quasi austero. Scrittura minima, acuta, capace di mescolare, mantenendo in armonia ed equilibrio, la normalità di vite comuni all’eccezione di “folgorazioni” che seguono ad incontri fortuiti. Murakami naviga a fondo senza lasciare ferite, è leggero, ha il tatto e sensibilità per lasciare le sue storie sfumare in dissolvenza. Non determina alcuna conclusione, ed è giusto, per noi che leggiamo, non prevedere alcun epilogo.
In ogni racconto c’è un incontro “fatale” e da ogni incontro potrebbe scaturire un nuovo inizio. Come in “Atterra un ufo su Kushiro”. Il terremoto, quello di Kōbe, è una frattura, interiore e inspiegata, per la moglie di Komura. Dopo la tragedia la donna rimane inchiodata per giorni davanti alla TV: segue fotogramma per fotogramma quanto trasmesso da Kōbe. Dopo cinque giorni dal sisma, un messaggio: “Non ho intenzione di ritornare mai più”. Komura rimane solo e parte, senza sapere nemmeno perché, per un luogo che non sa e con un pacchetto di cui non conosce il contenuto. Deve consegnarlo alla sorella di un suo collega. Giunto ad Hokkaidō, trova la destinataria del pacco e una sua amica, Shimao. Un incontro che potrebbe mutare la sua esistenza: Shimao nasconde qualcosa di enigmatico, quasi profetico.
“Paesaggio con ferro da stiro” è la strana vicinanza tra una ragazza e un uomo dalla storia nascosta. Lei è scappata dalla sua famiglia, lui anche. Lei si arrangia a fare la cameriera, lui dipinge strani quadri ed ha una passione smodata per i falò sulla spiaggia. Tra i due, una sera qualsiasi, si crea una particolare alchimia che li porta a scambiarsi uno strano, assurdo giuramento.
Nel racconto che dà il titolo al libro, “Tutti i figli di dio danzano”, l’incontro è un incontro mancato tra un “figlio di dio”, di madre molto giovane e decisamente attraente, e il suo presunto padre biologico. Nell’altro, “Thailandia”, la dottoressa Satsuki durante la sua settimana di relax si imbatte in quello che dovrebbe essere solo il suo autista e factotum, Nimit, e che si rivela essere una creatura diversa, quasi magica. Così magica da riuscire, forse, a cancellare una pietra d’odio premuta nel corpo di Satsuki.
“Ranocchio salva Tōkiō”: visionario ed eccellente. Un breve film allucinato e pulsante che ci precipita dentro un incubo o qualcosa di molto simile. L’ultimo, “Torte al miele”, è una storia d’amicizia e amore. Due uomini innamorati della stessa ragazza. Uno dei due, forse il più sicuro di sé, che la conquista e la sposa e l’altro che, inamovibile, rimane a guardare. Quando il matrimonio fallisce è proprio lui che subentra e raccoglie quanto l’altro ha seminato. Con passione e umiltà, dopo il terremoto, i sentimenti vengono ripensati e riaccordati perché c’è persino spazio per dei buoni propositi.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Haruki Murakami è nato a Kyōto nel 1949. La sua famiglia si trasferisce presto a Kōbe dove lo scrittore trascorre la prima parte della sua vita. Murakami studia Letteratura presso l’Università di Tokyo; si sposa giovanissimo e per alcuni anni, insieme a sua moglie, gestisce un jazz bar. Il romanzo d’esordio, “Ascolta la canzone nel vento”, viene pubblicato nel 1979. Subito dopo scrive e pubblica “Il flipper del 1973” e, nel 1982, arriva anche “Sotto il segno della pecora”. I suoi primi tre romanzi vengono riuniti sotto il nome de “La trilogia del ratto”. Poco dopo Murakami vende il jazz bar ed inizia a lavorare come scrittore. Al 1987 risale il suo primo grande successo internazionale: “Tokyo blues, Norwegian wood”. Poco più tardi pubblica “Dance, dance, dance”. Nel 1991 lo scrittore si trasferisce negli Stati Uniti dove lavora come insegnante ma nel 2001 torna in Giappone, a Oiso, dove tuttora vive. Murakami, oltre che come autore di numerosi romanzi e saggi, è noto anche per essere il traduttore giapponese dei libri di Raymond Carver che considera a tutti gli effetti il suo mentore.
Pagine Internet su Haruki Murakami: sito ufficiale (inglese) – Wikipedia – sito italiano – Lankelot
Haruki Murakami, “Tutti i figli di dio danzano”, Einaudi, Torino, 2010.
Traduzione Giorgio Amitrano.
(monnalisa, ottobre 2010)
Commenti
[murakami] neo MONNA! buona
[murakami] neo MONNA! buona lettura.
[speciale murakami] è sempre
[speciale murakami] è sempre in progress! aderite, rileggete, riscoprite i vecchi pezzi, prenotatevi... qui: http://www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3206.0
oppure!
http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?M/Murakami+Haruki tutto il vostro HM
[Murakami] Questo libro fa
[Murakami] Questo libro fa parte della lista dei libri da leggere prima o poi. Apprezzo Murakami anche per il suo interesse verso ciò che accade nel suo paese. Vedi anche il libro sugli attentati nella metropolitana che secondo me rimane uno dei più interessanti della sua bibliografia.
[Murakami] Una scheda su
[Murakami] Una scheda su questo libro, su Lankelot, c'era già. Il libro però mi è piaciuto molto (come si evince dalla recensione) e ho voluto parlarne ugualmente.
@ and: non ho letto altro di M. ma se questo è M., allora lo leggerò di nuovo. Sicuramente. Piacerà anche a te, non dubito.
(Murakami) Il miglior
(Murakami) Il miglior Murakami, dopo averne letti assai, resta per me "L'uccello che girava le viti del mondo". A ruota seguito da "Kafka sulla spiaggia". Questo, a dire il vero, mi manca. Rimedierò. Concordo con And, è uno scrittore che ha lo sguardo lungo, uno dei migliori contemporanei, a mio parere.
[Murakami] Grazie Léon, terrò
[Murakami] Grazie Léon, terrò a mente i tuoi consigli!
(Murakami) Di nulla,
(Murakami) Di nulla, Monnalisa. L'uccello giraviti, in particolare, è un libro incredibile, anche molto complesso e dalla trama intrecciatissima.
[Murakami] Concordo con Léon,
[Murakami] Concordo con Léon, Il giraviti è un romanzo straordinario.
[murakami] Io non ho letto
[murakami] Io non ho letto l'Uccello che girava le viti, ma ho trovato fantastici sia Tokyo Blues che Dance Dance Dance. Una scrittura semplice ma personaggi che ti restano dentro...