Raccolta di racconti interessante e molto godibile, “Tutti i figli di Dio danzano”, di Murakami Haruki, comprende sei racconti (tutti di una ventina di pagine) che hanno come sfondo comune il terremoto di Kobe del 1995 e che raccontano storie di amore, di amicizia, di coraggio, di sofferenza. L'autore di Dance Dance Dance e Tokyo Blues riesce a condensare, in poche pagine, alcuni dei suoi elementi ricorrenti – l'onirismo, l'amore per la musica, il mistero, l'amore improvviso e le emozioni che sanno dare i gesti minimi ma necessari.
Murakami ci racconta di “incontri” che cambiano la vita, che fanno dimenticare il passato o danno un senso per continuare a vivere il futuro. Ecco che quindi il terremoto passa sullo sfondo (ma resta dentro i protagonisti, in profondità) ed emergono le storie.
"Atterra un UFO su Kushiro" è il racconto che apre la raccolta. Komura è stato abbandonato dalla moglie, vive la sua sofferenza quotidiana fino a quando un suo collega non gli chiede di recapitare un misterioso pacchetto a sua sorella, sull'isola di Hokkaido. Questo pacchetto, il suo contenuto e gli incontri che ne seguiranno, forse daranno un nuovo senso alla sua vita.
"Paesaggio con ferro da stiro" ha al centro della storia Junko, una ragazza dai modi gentili, e Miyake, pittore che ha la strana, grande passione di raccogliere legna e trascorrere le notti davanti a un falò, sulla spiaggia. Trascorreranno insieme una notte semplice, ma che li segnerà inesorabilmente.
“Tutti i figli di Dio danzano” è un racconto sul rapporto padre figlio. Un Yohiya non ha mai conosciuto il suo vero padre, ha vissuto con la madre: lei gli ha sempre raccontato che lui in realtà è “il figlio di Dio”. Ma in realtà forse lui è il figlio di un medico con il quale la madre aveva avuto una relazione, un uomo privo di un lobo dell'orecchio, che un giorno Yohiya crede di vedere in metropolitana: il bizzarro inseguimento che ne segue lo porterà a riflettere sul mondo, sulla vita, su Dio stesso.
"Thailandia" è il triste racconto dell'incontro tra una medico vicino alla menopausa e l'autista di una limousine incaricato di accompagnare durante la settimana di vacanza. Tra incomprensioni e inaspettati slanci di complicità, tra i due si creerà un forte rapporto di amicizia.
“Ranocchio salva Tokyo” aggiunge un inaspettato ingrediente fantastico alla narrazione: nel racconto un enorme rospo si presenta in casa di un impiegato per chiedergli una mano per sconfiggere un enorme bruco che distruggerà Tokyo, pochi giorni dopo.
Infine “Torte al miele”, delicato e tenero racconto d'amore, che ha come protagonista uno scrittore introverso, una donna bella e – forse – irraggiungibile, la piccola Sara, sua figlia. E il racconto nel racconto, che ha come protagonista un simpatico orso che cucina torte al miele.
Questi di Murakami sono sei racconti semplici ma che scendono in profondità, soprattutto ad una seconda lettura. I richiami a concetti e tipologie presenti in altri libri dell'autore è evidente, così come lo sono i richiami in parte autobiografici sparsi qui e lì nei testi. Alcuni racconti, soprattutto quello che dà il nome alla raccolta e Torte al miele, sono sorprendenti perché colpiscono nel segno, toccando delicatamente le corde dell'animo del lettore. Racconti minimalisti, influenzati ovviamente anche da Carver (di cui Murakami è traduttore) e che ci parlano di emarginati, sconfitti, personaggi solitari che hanno però un guizzo, una possibilità, una chance per risalire è continuare a lottare: che si tratti di un pacchetto misterioso, di un possibile amore, della possibilità di salvare il mondo o della scoperta del proprio padre, i protagonisti di queste sei storie trovano una nuova ragione di vita, per sorridere e tirare avanti. Racconti che non si completano del tutto, lasciando una porta aperta con un finale quasi sempre appena accennato, volutamente sospeso. Alcuni personaggi sono meglio riusciti di altri, i dialoghi sono quasi sempre perfetti, il racconto più debole è forse Thailandia, che non riesce in pieno a ricreare le atmosfere desiderate. Ma, per il resto, si tratta di un libro di racconti eterogeneo e in grado di creare un'atmosfera particolare, che chi ama Murakami – o la letteratura giapponese – sicuramente apprezzerà
EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE
Haruki Murakami nasce a Kobe nel 1949. E' autore di romanzi e saggi, ha tradotto in giapponese Carver, Fitzgerald e Irving.
Haruki Murakami, “Tutti i figli di Dio Danzano”, Einaudi 2010.
Traduzione di Giorgio Amitrano.
Murakami Haruki in Lankelot:
Antonio Benforte, marzo 2010
Commenti
[murakami] amices! Antonio ci
[murakami] amices! Antonio ci scrive che... "Murakami ci racconta di “incontri” che cambiano la vita, che fanno dimenticare il passato o danno un senso per continuare a vivere il futuro. Ecco che quindi il terremoto passa sullo sfondo (ma resta dentro i protagonisti, in profondità) ed emergono le storie."
buona lettura!
[speciale MURAKAMI] tutto
[speciale MURAKAMI] tutto vostro, tutto in progress... www.lankelot.eu/forum/index.php?topic=3206.0 grazie ragazzi
[murakami] scrivi: " Racconti
[murakami] scrivi: " Racconti minimalisti, influenzati ovviamente anche da Carver (di cui Murakami è traduttore)"
> Questo non lo sapevo. Molto molto interessante:). Bella scheda, come sempre, Anto'
(Murakami). Ho letto con
(Murakami). Ho letto con interesse, soprattutto m'interessa l'accento sul terremoto di Kobe. Amo, come credo sia ormai evidente, la letteratura giapponese, ma sinceramente Murakami H. non mi entusiasma.